Zapatero resuscita l’eurosinistra

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 06-01-2010

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Vertice con Delors e González per il via al semestre spagnolo: governiamo l’economia

(tratto da La Stampa del 6 gennaio 2010).

Metti cinque socialisti nella stessa stanza per tre ore e scopri che l’Europa ha bisogno di «una politica economica comune» per uscire dalla recessione e limitare gli effetti della crisi che ha colpito il continente. Mettili insieme nel momento in cui decolla il semestre spagnolo alla guida dell’Ue e allora capisci che il premier José Luis Zapatero ha in mente altro che non solo dirigere l’orchestra a dodici stelle. Vuole darle un impulso deciso, dire e fare «qualcosa di sinistra» per un continente in cui l’emorragia di posti di lavoro rischia di creare povertà e scontento. La chiave è una «governance comune», assicura il quintetto. Ovvero mettere insieme tutte le risorse della politica per risolvere i gravi problemi dell’economia.
Si sono visti in mattinata nel Palacio de la Moncloa di Madrid, dal 1977 residenza del capo del governo spagnolo. Si rivedranno ancora, a quanto pare. C’era Jacques Delors, il francese che alla guida della Commissione a cavallo fra gli Anni Ottanta e Novanta ha portato l’Europa al lancio del mercato unico e al Trattato di Maastricht. C’era Felipe González, già premier iberico, poi l’ex ministro Pedro Solbes. Infine Elena Salgado, titolare del Tesoro in carica, e l’ospite Zapatero. Tutti socialisti comunque. Una scelta che salta all’occhio.
La Spagna arriva sul ponte di comando dell’Ue in un momento del tutto particolare. Dopo otto anni di negoziati, finalmente ci sono le nuove regole destinate sulla carta a rendere la macchina europea più maneggevole. Il campo è libero da confronti istituzionali, il Trattato è fatto, gli alibi sono finiti. C’è una Commissione pronta al decollo e un presidente del consiglio in carica da poche ore, il belga Van Rompuy, che deve coordinare i Ventisette. È una nuova vita, l’occasione da sfruttare per passare dalle parole ai fatti.
Zapatero punta sull’economia e vuole un approccio sociale. Il primo passo dell’anno previsto in casa Ue è la riscrittura della Strategia di Lisbona, col varo d’un percorso di sviluppo di qui al 2020. Van Rompuy ha convocato un vertice straordinario per l’11 febbraio per parlare dell’economia nel prossimo decennio. Il problema è dargli un contenuto, anche perché a Bruxelles si sussurra che il piano non sarà chiuso in marzo come si sperava, bensì in giugno.
Ieri il quintetto socialista ha sottolineato la leadership con cui i Ventisette sono riusciti a riscrivere il nocciolo delle regole dei mercati finanziari in un poco più d’un anno. «S’è dimostrato che esiste una base politica fra i Paesi dell’Ue che può animare una strategia economica comune», hanno convenuto. Questo significa, a parer loro, maggiore coordinamento per l’energia, lo sviluppo e l’innovazione. «Insieme possiamo sfidare gli Usa – è stato detto – ma anche il mondo globalizzato degli emergenti Cina, India e Brasile».
La «cosa di sinistra», nelle intenzioni di Zapatero, è semplice. Implica mettere insieme il meglio dell’Europa per renderla più competitiva. L’esatto contrario di quanto s’è visto negli ultimi anni, in cui gli interessi nazionali hanno prevalso sugli intenti comuni, animati spesso da populismi e particolarismi. L’economia dà segni di ripresa, ma i posti bruciati saranno milioni. Madrid, che ha i senzalavoro alle stelle, vuole più coesione. Per questo si aggrappa all’anima socialista e chiedere all’Ue popolare e liberale di essere più vicina alla gente. Dovrà convincere venti e più governi. Difficile, ma ha sei mesi per provarci.
Jacques Delors
Nato a Parigi nel 1925, è uno degli artefici della vittoria di François Mitterrand nel 1981. Dal 1985 al 1994 è presidente della Commissione europea: con lui nascono il Mercato unico e il Trattato di Maastricht che porta all’euro. Felipe González
Leader carismatico degli eurosocialisti, 67 anni, è stato Presidente del governo della Spagna dal 1982 al 1996. Con lui è cominciato il miracolo economico spagnolo nel segno dell’integrazione all’Ue.

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