Graffiti/Writing a Torino.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 30-01-2011

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Segnalo lo speciale di 11owebradio (la radio digitale dell’Università di Torino) sul graffiti/writing, il Festival Picturin e il Convegno “Scrivere la città. Dal segno Metropolitano al muralismo artistico”.

“Torino 2010: Capitale Europea dei Giovani”, propone per l’autunno 2010 l’evento internazionale di arte murale PICTURIN FESTIVAL.
3500 metri quadrati di superficie muraria spoglia e monocroma, messi a disposizione di alcuni tra i migliori muralisti in Italia ed Europa. Una spettacolare galleria di facciate pubbliche di grande visibilità, ma ormai inosservate dagli sguardi cittadini per la loro presenza monolitica, più una serie impressionante di murate cieche, saranno trasformate in monumentali pezzi di arte murale, conquistando una posizione stra-ordinaria nel panorama urbano cittadino.
Gli artisti protagonisti di questa inusuale rassegna sfideranno le leggi gravitazionali per stupire lo spettatore, passante o automobilista che sia, con una marea di combinazioni coloristiche, ridisegnando le austere prospettive municipali.

Il progetto realizzato in collaborazione con MurArte è stato elaborato dalla Fondazione Torino Contrada onluse dalle Associazioni di muralisti torinesi:

- Associazione Il Cerchio e le Gocce
- Associazione Artefatti
- Associazione Style Orange

PICTURIN FESTIVAL offrirà inoltre una programmazione di eventi trasversali, workshop e iniziative legate all’ambito dell’arte urbana, nonché momenti di incontro informali in cui poter scambiare opinioni con i protagonisti del festival.
I disegni saranno eseguiti in tutto l’arco di ottobre e novembre su molteplici location:

- Palazzo Nuovo, sia il lato di Via Verdi che quello di Corso San Maurizio
- Cascina Marchesa sia il lato di via Cigna che quello su Corso Vercelli
- il deposito delle GTT di via Fiochetto
- la scuola Martin Luther King di corso Francia
- la Circoscrizione di via Servais
- il palazzo dei servizi sociali in Lungo Dora Savona
- corso Grosseto 170
- via Netro 1
- via Giachino 53

Il Festival ospita decine di artisti, alcuni dei quali già conosciuti sulla scena internazionale e altri emergenti, che lavorano con svariati mezzi espressivi, dalla pittura allo spray, da smalti e vernici silosaniche agli stencyl.
Alcuni degli artisti protagonisti della rassegna:
- Aryz, giovanissimo catalano promessa del movimento a livello mondiale attento a problematiche di carattere sociale
- Erica Il Cane poliedrico bolognese che passa dall’illustrazione al muralismo ma è anche animatore video
- Nychos irriverente austriaco autore del Rabbit Eye Movement che ha appena concluso una personale nella galleria londinese Pure Evil
- Zedz architetto olandese, tra i writers storici europei, pionere dello stile 3D.
Gli artisti delle associazioni torinesi, Artefatti, Il Cerchio E Le Gocce e Style Orange, che organizzano il festival, realizzeranno sulla parete di Palazzo Nuovo, lato di via Verdi, il dipinto Culture colors your life: una città immaginaria, dove i colori sono spenti e predominano i grigi, simbolo di l’omologazione e qualunquismo, è sovrastata da un enorme nuvola la cui pioggia dipinge i grigi di mille colori, illuminandoli di nuove sfumature.

Per sapere tutti i dati precisi seguite lo sviluppo del festival attraverso il sito www.picturin-festival.com e attraverso i vari socialnetwork linkati in esso; Flickr sarà quotidianamente aggiornato e con lui sia la pagina Facebook che il canale Youtube.

Per saperne ancora di più riascolta:
- la puntata di Universo Tutti del 7 ottobre: 110 ha intervistato l’Assessore Marta Levi che ci ha raccontato gli eventi legati al PIC TURIN Festival.
- la puntata speciale di Universo Tutti dal Centro Immatricolazioni dove 110 ha intervistato Fijodor Benzodell’associazione Il Cerchio e le Gocce, uno degli organizzatori di Picturin.
- la puntata di Universotutti del 5 novembre: abbiamo nuovamente intervistato Fijodor e insieme abbiamo fatto il punto della situazione di PicTurin.

Si parla di street art, graffiti/writing, arte pubblica al convegno “Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico“. Nella puntata del 25 gennaio, UniversoTutti intervista il dott. Roberto Mastroianni, curatore di una ricerca effettuata del CIRCE.

Lasciare il segno. Una mia intervista al “Comunicattore” su PicTurin

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Per la puntata d’esordio de Il Comunicattore 2.0, Giuseppe, Michele e gli studenti dello staff della trasmissione hanno scelto un tema che si presta a molte riflessioni.
“Lasciare il segno” – questo il titolo della puntata – ha offerto l’occasione per riflettere (ma sempre con il sorriso) sui tentativi più o meno riusciti con cui ognuno di noi, nelle diverse attività in cui è impegnato, prova a lasciare traccia di sé.
Al centro della discussione, il recente restyling della facciata di Palazzo Nuovo (con tanto di mini sondaggio online) e, più in generale, la street art torinese. Ospite in studio il dott. Roberto Mastroianni (Filosofo del Linguaggio) esperto del tema.
Ascolta il podcast, clicca qui

Graffiti e molte altre cose… alcune risposte ai cittadini cui piacciono i muri grigi…

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Una pioggia di colori è caduta sulla città di Torino (PicTurin-Torino Mural Art Festival) e ha portato alla realizzazione di interventi di arte urbana, che si pongono come la continuazione del “Progetto MurArte”, che in questi anni ha destinato di alcune superfici murarie a interventi artistici.

“Il progetto Murarte, presentato ufficialmente nel 1999, nasce principalmente, dall’esigenza di affrontare due diverse tematiche urbane: da una parte, l’esigenza di agire nel riconoscere alcune realtà artistico-giovanili spesso sconosciute e clandestine, ma che nascondono una forte potenzialità di espressione e creatività; dall’altra, la necessità di attivare nuove iniziative a basso costo per combattere il degrado fisico di alcune parti della nostra città migliorandone la percezione”. Come ricercatore del C.I.R.C.E. (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) dell’Università di Torino ho condotto, per conto del Settore Politiche giovanili della Città di Torino, una ricerca scientifica sul progetto MurArte e il graffittismo metropolitano, i cui risultati sono stati in parte presentati il 5 novembre, in un convegno realizzato in concomitanza con il festival “PicTurin”, dal titolo “Dal segno metropolitano al graffittismo artistico”. Con questo post vorrei rispondere alle perplessità di alcuni cittadini, con cui sono entrato in contatto e che si domandavano il perchè istituzionalizzare il fenomeno e non limitarsi a combatterlo con la repressione, affermando che:

1) la graffiti art è ormai un fenomeno artistico globalmente diffuso con una certa rilevanza estetica, economica e sociale, perfettamente integrato nel sistema dell’arte;

2) le opere realizzate dai giovani artisti (selezionati attraverso un bando internazionale) possono piacere oppure no, ma sicuramente non sono di pessimo gusto, lo sono certamente meno di certa pubblicità cartellonistica o dei muri grigi delle nostre periferie dormitorio, e concorrono alla riqualificazione artistica della nostra città;

3) che non basta “più vigilanza e repressione” per avere muri più puliti in una città, ne è la dimostrazione il risultato conseguito dalla città di Torino che, spendendo quasi 200 mila euro in 10 anni (20 mila euro circa all’anno) con il progetto MurArte contro i circa 3 milioni di euro spesi dalla città di Milano negli ultimi 3 anni in controlli e ripulitura dei muri, riesce a ridurre pressoché ai minimi termini l’impatto del vandalismo da graffiti sul tessuto urbano.

Questi motivi, sinteticamente esposti, parrebbero sufficienti a promuovere un’iniziativa dell’amministrazione pubblica, che ha prodotto risultati di limitazione/estinzione del vandalismo da graffito ed è riuscita, al contempo, a produrre, anche grazie questo progetto, una riqualificazione estetica del tessuto urbano di una certa entità e qualità.

A meno che il richiamarsi a un certo “paesaggio” e a una certa “architettura della città” (quale quella barocca, quella novecentesca o quella delle periferie dormitorio?) che verrebbero “deturpati”, non sia solo il modo per richiedere ideologicamente più repressione?

Forse bisognerebbe apprezzare di più i tentativi delle amministrazioni pubbliche di incanalare e istituzionalizzare un fenomeno giovanile come il graffiti/writing, evitando che rimanga controcultura e vandalismo, lasciando perdere i grigi muri in tinta unita e apprezzando di più le piogge di colore.

Scrivere e ri-scrivere la città. MurArte, il graffiti/writing e il muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Le città sono testi sottoposti a processi di scrittura e riscrittura, che mettono in scena le evoluzioni sociali, politiche e storiche attraverso processi di senso e significazione in grado di raccontare la storia degli spazi urbani, delle comunità che in esse vengono ospitate e delle avventure dei fenomeni antropici che li percorrono.

La pratica di scrittura urbana è sempre pratica del potere, di poteri egemonici o di contro-poteri subalterni, è storia di conflitti e di appropriazione dello spazio da parte degli attori singoli o associati. Ogni spazio antropico è infatti prodotto da attività di linguaggio che in qualche modo spazializzano lo spazio, trasformando l’ambiente in un mondo abitabile e abitato. Il processo di segnatura urbana è un processo di enunciazione e scrittura capace di “monumentalizzare” le pratiche umane. Per quanto effimero, un gesto di scrittura urbana ha infatti una vocazione “monumentale” in quanto si propone, attraverso pratiche di scrittura e riscrittura, di disegnare una realtà sociale in modo da fare emergere i posizionamenti di gruppi sociali al suo interno istituzionalizzando gerarchie di potere e fruibilità del testo urbano.

Un esempio tra tutti la toponomastica che scrive sui muri delle città i nomi eccellenti della storia. Nomi che diventano elementi di un racconto capace di produrre un’identità storica, che nominando le strade narra percorsi di un immaginario enciclopedico capace di presentarsi come una semantica (ciò che può essere detto è pensato della propria narrazione storica e sociale) della rappresentazione della vita associata, organizzata attorno agli elementi utili a vivere e usufruire del tessuto urbano.

In questo caso, la periferia o il centro di una città saranno delimitati dai nomi di battaglie, re, principi, artisti, pensatori o uomini politici che avranno concorso a istituire uno spazio sociale e una comunità, e i nomi che caratterizzano la viabilità cittadina cambieranno al seguito di eventi storici più o meno traumatici. La caduta di un regno, di un regime o l’instaurazione di un altro, porterà alla cancellazione e all’imposizione di nuovi nomi o alla loro permanenza e le stesse città potranno mutare i loro nomi in base ai mutamenti politici e sociali: la caduta dell’Unione sovietica ha portato, per esempio, alla scomparsa di Stalingrado e Leningrado o ancora le piazze che ospitavano, durante il ventennio fascista, le sedi del potere possono prendere, come a Torino, il nome del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) dopo la fine del regime.

L’attività di scrittura e riscrittura urbana non è però solo pratica del potere e delle istituzioni, che con essa segnano lo spazio, indicando gerarchie e disegnando il tessuto urbano, è anche attività sub-culturale o antagonista come nel caso del graffit-writing.

Il graffiti-writing è infatti un fenomeno dalle origini sub-culturali (il ghetto newyorkese), che si è fatto fenomeno globale e interno al sistema dell’arte, che si presenta inizialmente come una pratica di ri-scrittura e ri-appropriazione del tessuto urbano da parte di una comunità di esclusi per poi diventare street art, un fenomeno di appropriazione artistica negoziata del tessuto urbano.