Scrivere la città (a Brera)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti | Posted on 25-03-2014

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Martedì 25 marzo, dalle ore 11,00 nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera in via Brera 28 a Milano, saranno presentati i volumi: “Scrivere la città”, “Arte nello spazio pubblico” e “Siti specifici”.
Caratteristica comune dei tre saggi l’indagine sul rapporto tra opera e spazio della città in una serie di casi di studio.
Saranno presenti gli autori  Martina Corgnati,Roberto Mastroianni, Antonello Pelliccia,   Gabriele Perretta, Ugo Volli
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WRITING THE CITY. Scrivere la città. Graffitismo, immaginario urbano e street art

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-10-2013

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In uscita, pubblicato dalla Aracne editrice,  il libro che ho curato sui temi del graffiti-writing, dell’immaginario urbano, della street art e delle pratiche di scrittura e ri-scrittura urbana con interventi di: Emiliano Battistini, Omar Calabrese, Gaetano Chiurazzi, Clara Cibrario Assereto, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Federica Martini, Marco Mondino, Francesco Poli, Roberto Salizzoni, Cecilia Santambrogio, Elsa Soro, Simona Stano,Federica Turco, Ugo Volli, Nayden Yotov.

 

Il tema del graffitismo viene affrontato in questo libro con strumenti filosofico-semiotici, al fine di analizzare i rapporti antropologici e comunicativi che si instaurano tra la città, le istituzioni, il potere e le soggettività subalterne. Il writing diventa, in questa prospettiva, il caso esemplare, in quanto materialmente scritturale, di un fenomeno di significazione e scrittura/ri-scrittura urbana, teso alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte di soggetti, inizialmente marginali e successivamente integrati nel mercato dell’arte e nella sfera pubblica. Soggetti che, attraverso una pratica di cittadinanza agita “artisticamente orientata”, producono una riscrittura estetica, un’appropriazione dello spazio urbano e una rigenerazione delle periferie degradate delle città contemporanee. Questo libro propone un saggio filosofico, che restituisce dal punto di vista teorico le pratiche di ri-semantizzazione della testualità urbana, e numerosi interventi di accademici e professionisti, che affrontano il graffiti–writing italiano e internazionale da prospettive filosofiche, semiotiche, storico-artistiche e giuridiche. Una parte significativa è dedicata, inoltre, ai processi di istituzionalizzazione del fenomeno, con speciale riguardo all’esperienza torinese di “MurArte” e “PicTurin”.

Per leggere un’anteprima del libro cliccare qui.

ORIZZONTI RETROSPETTIVI. Mostra personale di Mauro Biffaro (Critica e proroga della Mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 14-08-2013

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bifaro sono come sogno

La mostra antologica e personale di Mauro Biffaro, “ORIZZONTI RETROSPETTIVI”, da me curata presso lo spazio InGenio arte contemporanea di Torino (info InGenio Arte Contemporanea C.so San Maurizio 14/E, Torino 10124 Tel 011 883157) è  prorogata fino a settembre.

Qui sotto la mia critica in accompagnamento alla mostra.

 

Mauro Biffaro è (è stato definito/si è definito) molte cose: un artefice, un lucano, un proletario dalla vocazione da ricco (fare arte), un epigono dei “poveristi”, un educatore, un anarco-individualista stirneriano, forse è tutte queste cose proprio perché  è un artista con una trentennale attività alle spalle, cui “InGenio Arte Contemporanea” dedica una mostra retrospettiva (Torino, 24 maggio -26 giugno 2013), che attraverso alcune opere esemplari intende ripercorre l’attività di questo poliedrico sperimentatore di materiali e linguaggi.  In lui convivono l’educatore/consulente didattico di importanti musei e istituzioni (per esempio, il Castello di Rivoli e La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e l’artista che ha introiettato la lezione duchampiana sull’autonomia e l’autoreferenzialità dell’arte. Questa convivenza tra due figure nella stessa persona è possibile proprio in quanto Biffaro è molte cose: è un artista di origine lucana, quindi è radicato nel territorio (qualsiasi territorio, il suo territorio, quasi per fedeltà alla terra che lo ha generato);  è un artefice, proprio in quanto è un artista e pertanto sa che deve produrre, attraverso i materiali e i linguaggi più disparati, opere concettualmente ed esteticamente impegnative; ed è un artista di stampo duchampiano proprio in quanto è un anarco-individualista, che sa che il gesto artistico è frutto, destino ed espressione di una personalità libera è individuale.

Questo suo “essere molte cose” si rispecchia nel suo percorso artistico, che in trent’anni ha attraversato diverse fasi, ed in cui materiali e temi differenti sono stati affrontati, sapendo però che ogni volta che la sua sperimentazione si apriva a nuove soluzioni quella precedente andava, in qualche modo, conclusa e che queste fasi produttive erano altrettante aperture verso nuovi orizzonti di ricerca.  Biffaro ha infatti praticato e portato all’estreme conseguenze tutte le pratiche e i linguaggi con cui si è cimentato, iniziando una sperimentazione, portandola all’apice delle sue possibilità, per esaurirla e in questo modo permettersi di aprirne un’altra.

La mostra “orizzonti retrospettivi” si propone quindi di ripercorrere questo movimento concentrico della carriera dell’artista, tendando di individuare in questa traiettoria una filo rosso che renda ragione nel suo complesso della sua attività.  L’inizio della carriera di Biffaro (prima fase, anni ‘70-’80) lo vede animare un collettivo artistico politico dal nome “Collettivo Van Gogh libero” e sperimentarsi con un’ arte concettuale dalle influenze “poveriste” ( sono di questo periodo le opere “mare/rame” e il tappeto persiano dipinto sulla tela di iuta utilizzata per il trasporto dei tappeti stessi). Sono questi gli anni dell’Accademia e dell’impegno politico, in cui Mauro dà forma alla sua concezione dell’arte come espressione della libertà individuale e dell’autonomia del gesto artistico.

Nella seconda fase (anni ’80) l’artista comincia una ricerca sul linguaggio, le sue forme, il potere indicale dei codici linguistici e la loro arbitrarietà (è di questo periodo il ciclo sulle salamandre, i codici e i segnali stradali).

La terza fase inizia con una partecipazione alla mostra “Hic sunt leones II” (Parco Michelotti ex zoo di Torino, 1990), in cui Biffaro trasforma le sbarre della gabbia di una tigre in cavalletti, su cui appone una sua foto all’età di sei mesi e sul soffitto della gabbia una frase de “L’unico e la sua proprietà” di Stirner (“Unico ho ereditato il mio corpo, vivendo lo consumo”). È questa la fase del lavoro compiuto sulla comunicazione,  il linguaggio, il desiderio, la creazione dell’attesa e la manipolazione del consenso,  dell’esplicito lavoro sul rapporto tra linguaggio ed immagine.

La quarta fase, l’attuale,  vede l’artista lavorare con i ragazzi disabili, i down e i bambini, sviluppando un rapporto “appropriativo” delle potenzialità  e dei prodotti espressivi dei suoi educandi,  che diventano materiali di lavoro e sperimentazione per i suoi interventi artistici. Questo movimento concentrico della sperimentazione artistica ci consegna opere differenti per materiali e forma espressiva, ma in esso può essere rintracciato un filo rosso: il lavoro sui linguaggi, la comunicazione il desiderio e la sua manipolazione.

Mauro Biffaro è stato infatti, sin dagli anni ’70, un artista attento alla produzione di senso e significazione che la nostra società metteva in atto, al fine di produrre senso comune egemone e riprodurre in questo modo legami di subalternità e dominio.  Tutta la sua carriera è caratterizzata, infatti, da un interesse per il linguaggio come sede di vincoli simbolici che strutturano il desiderio e indirizzano l’azione, interesse che può manifestarsi in un lavoro sui codici o sulle fotografie stereotipali sull’amore romantico/passionale o sulle reclame.  Questa attenzione per il linguaggio è  dovuta alla sua formazione giovanile di grafico pubblicitario, che lo porta a leggere un nesso evolutivo tra la propaganda, la reclame, la pubblicità e la comunicazione tardo moderna, svelandone il meccanismo di creazione del desiderio e dell’attesa della sua soddisfazione. In questa prospettiva, la comunicazione non è nient’altro che una forma della seduzione e della manipolazione simile alla propaganda e il lavoro dell’artista si concentra nella produzione di cortocircuiti simbolico/cognitivi  dal valore smascherante e destrutturante, che presentano l’arte come una forma di  liberazione, in prima istanza per lo stesso artista che la pratica. Questo lavoro sul linguaggio e il desiderio, però, non è nient’altro che una ricerca sull’immaginario e le sue forme, che lui affronta con strumenti, materiali e pratiche diversi, siano essi la fotografia, le installazioni, la pittura…

Le opere in mostra sono rappresentative di questo percorso complesso ed affascinate e presentano l’utilizzo della rappresentazione foto realista (ad esempio in “Profumi e Balocchi”) come una risposta all’apologia dell’immagine, ponendosi in modo antagonistico ad un immaginario pubblicitario, che sembra essere diventato la cifra della società contemporanea, oppure  mettendo in scena il suo “vampirismo di ritorno” sull’immaginario e i materiali espressivi dei ragazzi con cui ha lavorato (intervenendo sulle opere da essi prodotte) o ancora intervenendo su strutture installative formate da giocattolini, che vengono assemblati e poi immersi nel colore, al fine di produrre strutture monocrome che attraverso la loro presenza, affermano e ricordano l’assenza che va colmata dalle narrazioni immaginarie di coloro che ad esse si rapportano.

Biffaro è un artista vero, un artista concettuale,  che crede nell’autonomia dell’arte e nella sua capacità di aprire orizzonti di senso, che lui ha cercato di portare a rappresentazione in trent’anni di lavoro, che sono attraversati e costituiti dal filo rosso delle  figure del desiderio e dalle pratiche linguistiche. Un filo rosso che questi “orizzonti restrospettivi” in mostra cercano di restituire nella loro articolata e lunga complessità.

 

Roberto Mastroianni

Roberto Mastroianni è filosofo, curatore e critico d’arte, ricercatore indipendente di semiotica, estetica filosofica e filosofia del linguaggio presso il C.I.R.Ce (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Laureato in Filosofia Teoretica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, sotto la supervisione di Gianni Vattimo e Roberto Salizzoni, è dottore di Ricerca in Scienze e Progetto della Comunicazione, sotto la supervisione di Ugo Volli. Si occupa di Filosofia del Linguaggio, Estetica filosofica, Teoria generale della Politica, Antropologia, Semiotica, Comunicazione, Arte e Critica filosofica. Ha curato libri di teoria della politica, scritto di filosofia e arte contemporanea e curato diverse esposizioni museali. Ha tenuto seminari  in differenti Università Italiane e straniere.

 

Semiotica della soggettività

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 02-10-2012

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40° Congresso Associazione Italiana Studi Semiotici
SEMIOTICA DELLE SOGGETTIVITA`
Torino, 28-30 settembre 2012

In un’epoca in cui il senso della soggettività pare confondersi e confondere, nell’anonimato delle formazioni sociali, negli automatismi della tecnologia, nella frammentazione delle reti, e nell’impotenza delle gerarchie, ma anche nell’esaltazione di nuovi narcisismi, nei nuovi giochi dell’intersoggettività mediatica, nell’affanno del consumismo, o nel distacco del silenzio, è urgente che la semiotica rifletta sul senso delle soggettività, ovverosia sulle dinamiche semio-linguistiche che continuamente creano, disfano, e ricreano il ruolo dei soggetti nel foro delle individualità, nelle arene sociali, nelle maglie dei testi.
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Comunicazioni – Workshop – Tavole rotonde

SPEAKERS
Cristina De Maria
Vincenza Del Marco
Umberto Eco
Paolo Fabbri
Guido Ferraro
Tarcisio Lancioni
Eric Landowski
Massimo Leone
Giovanni Manetti
Francesco Marsciani
Gianfranco Marrone
Isabella Pezzini
Maria Pia Pozzato
Antonio Santangelo
Marina Sbisà
Peter Sloterdijk
Lucio Spaziante
Victor Stoichita
Eero Tarasti
Patrizia Violi
Ugo Volli
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AISS – Associazione Italiana Studi Semiotici
http://www.associazionesemiotica.it

Lexia – Rivista di Semiotica
http://lexia.to.it
https://www.facebook.com/lexiasemiotica
https://twitter.com/lexiasemiotica

Info in dettaglio
Call for papers: http://bit.ly/J5a0M0
AISS info (in progress): http://bit.ly/PgSqfC
Poster: http://on.fb.me/JXeVCC
Brochure: http://bit.ly/K5y3zf
Practical info (in progress): http://bit.ly/LXdRU4
FB event: http://on.fb.me/JZUSF9

semioticatorino@gmail.com
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Università degli Studi di Torino
Semknow
CIRCe – Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione
Lexia – Rivista di Semiotica
Regione Piemonte
La Stampa
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Faber meeting 2011

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 21-02-2012

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Il  16 novembre 2011 dalle 14.30 alle 18.30 nel dipartimento di Filosofia  di via Po 18, in aula Guzzo, appuntamento con il convegno Città intelligenti Intermedialità e costruzione condivisa del senso nelle città contemporanee.

In occasione del Fabermeeting, Circe – il Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Comunicazione dell’Università degli Studi di Torino – organizza un incontro del ciclo Faber Off, per far riflettere insieme studiosi e professionisti della creatività digitale e analogica, sul tema della cosiddetta “città intelligente”, o “smart city”.

Interverranno i semiotici del gruppo di ricerca del Dipartimento di Filosofia, facenti capo alla cattedra del prof. Ugo Volli, insieme alla prof. Martina Corgnati dell’Accademia delle Belle Arti di Torino e ad alcuni ospiti internazionali, dell’Università Autonoma di Barcellona e del prestigioso Institute for Public Knowledge della New York University.

L’ipotesi di fondo su cui si incentreranno i lavori è quella di una città che è tanto più intelligente, quanto più riesce a rendere significativa l’esperienza di chi la abita, la percorre, o anche solo la immagina. Il dibattito verterà sulla costruzione condivisa del senso, attraverso l’interazione tra la città e i media.

Il paradigma di riferimento sarà quello della cosiddetta “cultura convergente”, visto attraverso la lente dell’intermedialità, vale a dire di quelle strategie di comunicazione – sempre più diffuse, dalla pubblicità al mondo dell’entertainment – che si servono della sinergia di diversi strumenti e di vari spazi di interazione, per costruire ambienti “intelligenti” attorno a progetti culturali organici.

I partecipanti all’incontro saranno stimolati a confrontarsi su come questo genere di progetti possa essere ribaltato sulla rappresentazione dello spazio urbano, nel tentativo di arricchirlo di nuovi contenuti che lo rendano più vivibile, partecipato e, appunto, significativo.

Il programma

SAILING THE LETHE THE RESPONSIBILITY OF MEMORY-NAVIGARE IL LETE LA RESPONSABILITÀ DELLA MEMORIA

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 11-04-2011

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Domani e dopodomani sarò qui.

CONVEGNO INTERNAZIONALE


TORINO 12-13 APRILE 2011


SALA LAUREE DELLA

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA


Via S. Ottavio, 20
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PROGRAMMA

12 aprile

ore 9:30

Introduce Roberto Salizzoni

ore 10-12:30

Michele Cometa (Palermo): La salvezza dell’oblio

Jürgen Wertheimer (Tübingen): Tra il mito in scena e la scena come mito (da Schiller a Calvino e Moritz Rinke)

Gianpiero Piretto (Milano): I memoriali dell’Armata Rossa a Berlino: narrazioni di memoria monumentale

coordina Chiara Sandrin

ore 15-16:30

Ugo Volli (Torino): Memoria del futuro

Svetlana Boym (Harvard): Performing History in Russia: from Sergej Eizenshtein to Rem Koolhaas

PAUSA

ore 16:45-18

Elena Agazzi (Bergamo): La “discesa ad inferos” come cifra del trauma e come incontro con il mito nella cultura della DDR. Franz Fühmann e il suo dialogo con il mondo romantico nell’opera incompiuta “Im Berg” (1983)

Jean Claude Leveque (Madrid): “Immagini malgrado tutto”. Memoria. Chiusura temporale e impossibilità della rappresentazione

coordina Nadia Caprioglio

13 aprile

ore 9:15

Introduce Roberto Salizzoni

ore 9:30-11:00

Reyes Mate (Madrid): Memoria e storia

Lluis Alvarez (Oviedo): L’estetica delle due memorie

TAVOLA ROTONDA

ore 11:30

Intervengono

Francisco José Martin Cabrero, Paolo Colombo, Roberto Mastroianni, Massimo Maurizio, Chiara Righero

Informazioni: Chiara Righero claritam@libero.it

Goethe-Institut www.goethe.de/to

Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2011

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Il 25 e 26 gennaio 2011 si  svolgerà a Torino, presso la Sala Lauree della Facoltà d Lettere e Filosofia dell’Università di Torino (via Sant’Ottavio n. 20) Convegno internazionale dal titolo “Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico”, organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino ( C.I.R.C.e).

Io parteciperò con una relazione del titolo: “Dal segno metropolitano al muralismo artistico. MurArte e Picturin come esercizi di cittadinanza agita”.

Il convegno rappresenta la conclusione di un percorso di studi e ricerche che il CIRCE ha condotto durante il 2010, su commissione del Settore Politiche Giovanili della Città di Torino, sul fenomeno del graffiti/writing in relazione all’esperienza decennale del progetto MurArte della Città di Torino.

Durante il convegno, cui parteciperanno studiosi nazionali e internazionali di semiotica, storia dell’arte, filosofia e sociologia, verranno presentati i risultati della ricerca condotta e si esplorerà il nesso tra street art, graffiti/writing, arte pubblica e cittadinanza agita con particolare riferimento all’esperienza torinese.

Parteciperanno tra gli altri: Ugo Volli, Omar Calabrese, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Marta Levi (Assessore alle politiche giovanili della Città di Torino).

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino è attivo dal 2002, riunisce i Dipartimenti di Filosofia, Scienze Sociali, Studi Politici, Psicologia, Storia, Informatica, Economia, Giurisprudenza dell’Università di Torino. E’ il punto di riferimento scientifico interdisciplinare per la laurea in Scienze della comunicazione, per le lauree magistrali in Comunicazione e Cultura dei media, Produzione e organizzazione della comunicazione e del la conoscenza, e per il dottorato in Scienze e Progetto della comunicazione.

Per vedere il programma cliccare qui: picTurin_web100

Per vedere cosa dicono del convegno cliccare: qui (rivista oltre)

I Territori della Previsione

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 13-12-2009

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Il 14-15 dicembre 2009  in Aula Guzzo (Dipartimento di Filosofia di Torino) in via Po 18 si svolgerà  il convegno annuale del CIRCE (Centro Interdipartimentale Ricerca sulla Comunicazione), dal titolo “Territori della Previsione”.

Il convegno si propone di analizzare il concetto di previsione dal punto di vista epistemologico e comunicativo in relazione a diffferenti contesti disciplinari.

Io svolgerò una relazione, dal titolo “Google Earth. Le immagini del mondo e la previsione di un ordine globale”, martedì 15 alle ore 14.30.

Di seguito il programma del convegno.