Auguri Presidente e buona fortuna.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 02-01-2011

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Per leggere il testo integrale del discorso presidenziale cliccare qui.

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sì è confermato essere l’unico evento di unità politica, culturale e sociale della Nazione in questo momento difficile della storia repubblicana. 13 milioni di persone, secondo i dati auditel, hanno ascoltato il discorso del Presidente, che in 15 cartelle ha sintetizzato il disagio di un paese al cui interno operano svariate forze disgregatrici: forze che mirano a frantumare l’Unità nazionale, come quella sociale, che sono interessate a riportare i rapporti di forza tra le differenti componenti istituzionali, economiche e politiche a una specie di guerra permanente, finalizzata a sfibrare il tessuto connettivo del Paese in vista del trionfo degli interessi particolari sull’interesse collettivo e generale.

Non stupisce, da questo punto di vista, la freddezza e le critiche che arrivano da casa leghista, dopo le importanti parole del Presidente sul valore della storia patria, sulla sua Unità (in occasione del 150enario), di quel momento costitutivo che è stato il Risorgimento e di quella stagione costituente che è stata la resistenza partigiana e la liberazione dal dominio nazi-fascista.

Manifesto del “Gruppo Altiero Spinelli”

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 17-09-2010

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Sottopongo all’attenzione e alla firma dei lettori il Manifesto, che si trova sul sito del “Gruppo Spinelli“, lanciato pochi giorni fa da Verhofstadt e Cohn- Bendit, nel quale è possibile sottoscrivere il “manifesto” dell’iniziativa.

Di seguito una (mia) traduzione del manifesto, per firmarlo clicca qui.

Più che mai, le sfide che affrontiamo oggi sono mondiali: mutamento climatico, esaurimento delle risorse e distruzione ambientale, normativa finanziaria economica e, minaccia nucleare e sicurezza collettiva, commercio più giusto, costruzione della pace…

In questo nuovo mondo, ogni paese europeo è un piccolo paese. Ma presentiamo un vantaggio: abbiamo costruito insieme Unione Europea. È una costruzione notevole in cui stato-nazioni europee, lungamente divise da prolungati conflitti, hanno deciso di “essere unite nella diversità” e formare un Commonwealth, una Comunità nel senso vero senso della parola.

Tentando d’ottenere la pace e la prosperità comuni, siamo riusciti a lavorare insieme e combinare le forze, promuovendo così la prosperità, la democrazia e la riconciliazione, risultato senza precedenti nel continente. Gli Stati nazionali hanno delegato i poteri sovrani alle istituzioni europee per raggiungere gli obiettivi comuni e un’ Unione “sempre più vicina”.

Purtroppo, mentre le sfide ardue di una crisi molteplice richiedono risposte comuni, disegnate almeno al livello europeo, troppi politici cadono nella tentazione di credere nella sola salvezza nazionale. In un momento di interdipendenza e di un mondo globalizzato, aderire ai principi di sovranità e inter-governamentalismo nazionali è non solo una guerra contro lo spirito europeo; è ma un’aggiunta all’impotenza politica.

Oggi le cose stanno muovendo nella direzione opposta, verso la separazione invece che verso un’Unione più vicina, verso un ritorno al nazionale invece che verso un’Europa posta-nazionale. Gettandosi dietro lo spirito comunitario, gli interessi a breve termine degli Stati membri hanno coperto la visione comune. Favorendo le soluzioni intergovernative sopra le soluzioni europee. Quasi arrivando al punto di rottura sull’euro, il simbolo più concreto di integrazione europea.

Ci opponiamo a questa direzione a rovescio e reazionaria. L’Europa ancora una volta è stata messa sotto scacco da una coalizione di politici nazionali. È tempo di riportarla sulla giusta rotta. Crediamo che questo non sia il momento per l’Europa di rallentare un’ulteriore integrazione, ma al contrario accelerarla. La storia dell’Unione Europea ha provato che più Europa, non meno, è la risposta ai problemi che stiamo affrontiamo. Soltanto con le soluzioni europee e uno spirito europeo rinnovato potremo affrontare le sfide mondiali.

Il nazionalismo è un’ideologia del passato. Il nostro scopo è un’Europa federale e post-nazionale, un’Europa dei cittadini. Questo era il sogno. che i padri fondatori hanno lavorato così duro per raggiungere. Ciò era il progetto di Altiero Spinelli. Questa è l’Europa che vogliamo. Poiché questa è l’Europa del futuro.