Hiroaki Asahara – Le forme del silenzio

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 15-05-2017

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hiroaki

Dal 17 giugno al 10 luglio 2016

HIROAKI ASAHARA: LE FORME DEL SILENZIO

A cura di Roberto Mastroianni

InGenio Arte Contemporanea e Palazzo Barolo, cantine

 

Inaugurazione venerdì 17 giugno

 

dalle ore 17. 00 alle 19.00, InGenio Arte Contemporanea

 

dalle 18.00 alle 20.00, Palazzo Barolo

Roberto Mastroianni alle 18.30 introdurrà il pubblico al lavoro dell’artista

 

Una piacevole passeggiata di 20’ nel centro di Torino collega i due luoghi.

 

In mostra una selezione dalla ricerca del Maestro dagli anni ‘70 ad oggi: pitture ad olio e opere in carta a mano, sculture luminose e non, quadri e rilievi. Inoltre, scenografie e opere realizzate con le scuole e i centri diurni.

Una collaborazione con la galleria Caracol, Ki-Gallery e l’associazione culturale Yoshin Ryu.

 

Una retrospettiva dedicata all’artista giapponese Hiroaki Asahara, mancato lo scorso anno, che – accanto all’intensa attività artistica personale – ha collaborato con la Città di Torino a diversi progetti: Arte Plurale, InGenio bottega d’arti e antichi mestieri, il Laboratorio La Galleria e altre realtà istituzionali pubbliche e private come Mus-e formando insegnanti, operatori, studenti e persone con disabilità alle tecniche della fabbricazione artigianale della carta a mano.

 

La mostra fa parte della rassegna Singolare e Plurale, una collaborazione fra la Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie della Città di Torino e l’Opera Barolo per la promozione di iniziative culturali e progetti di ricerca che abbiano al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare sociale. A cura di Tea Taramino.

I FILI DEL DISCORSO

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 08-10-2013

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   Invito mail_FILI DEL DISCORSO

Imbiancheria del Vajro

Via Imbiancheria 12, Chieri (Torino)

 

 

“I fili del discorso”.

Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri

 

a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti

 

 

12 Ottobre – 10 Novembre 2013

 

Inaugurazione 12 Ottobre 2013 ore 18

 

Comunicato stampa 26.09.2013

L’Imbiancheria del Vajro di Chieri, ex storica fabbrica tessile chierese e ora sede dell’Eco-Museo del Tessile della provincia di Torino, ospita nelle sue sale e nel parco, dal 12 ottobre al 10 novembre la mostra collettiva dal titolo “I fili del discorso”. Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti. L’evento, organizzato dalla Città di Chieri e dall’Associazione Piemonte Arte, presieduta dallo scultore Riccardo Cordero, è nato dall’esigenza di esporre i lavori più rappresentativi dei quattro scultori (Enzo Bersezio, Tegi Canfari, Matilde Domestico, Elio Garis), chiamati a realizzare i bozzetti di altrettante sculture che andranno a comporre il nucleo originario del futuro parco sculture di Chieri. La mostra mette in luce lo stretto legame tra cultura, tecnologia e natura attraverso il dialogo tra le opere di questi artisti che hanno fatto della riflessione sul rapporto tra forme, materia, narrazione e gli spazi post-industriali dell’Imbiancheria, la loro poetica.   Le opere esposte dialogano tra loro, con la storia della cultura industriale del tessile e con le macchine per la filatura e la tintura che compongono il cuore dell’Eco-Museo, mettendo in evidenza il legame materiale, linguistico e simbolico che porta l’arte a vedere nella natura una fonte di inesauribile ispirazione. I lavori in mostra infatti esprimono la poetica degli scultori attraverso forme che rimandano alla materia primordiale, al suo evolversi e trasformarsi in opere artistiche, capaci di rendere ragione del senso che si nasconde al margine delle cose in un continuo trasformarsi del valore e del significato culturale che l’azione umana produce nella trasformazione tecnologica della realtà. La “tessitura” diventa quindi la metafora attraverso cui si cerca di riannodare e dipanare il senso prodotto dai discorsi umani e dalle loro azioni in relazione alla cultura industriale ed estetica, ripercorrendo i “fili” delle pratiche di trasformazione artigianale e artistica della materia.   Ferro, legno, tessuto, ceramica, resine, bronzo, carta e gesso sono i materiali che i quattro artisti usano per dare forma a sculture di grandi, medie e piccole dimensioni.

L’esposizione è corredata da un catalogo a cura di Roberto Mastroianni.  

Note Biografiche curatori e artisti

Roberto Mastroianni è filosofo, curatore e critico d’arte, ricercatore indipendente di semiotica, estetica filosofica e filosofia del linguaggio presso il C.I.R.Ce (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Laureato in Filosofia Teoretica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, sotto la supervisione di Gianni Vattimo e Roberto Salizzoni, è dottore di Ricerca in Scienze e Progetto della Comunicazione, sotto la supervisione di Ugo Volli. Si occupa di Filosofia del Linguaggio, Estetica filosofica, Teoria generale della Politica, Antropologia, Semiotica, Comunicazione, Arte e Critica filosofica. Ha curato libri di teoria della politica, scritto di filosofia e arte contemporanea e curato diverse esposizioni museali. Ha tenuto seminari e lezioni in differenti Università Italiane e straniere.

Benedetta Catanzariti è laureata in Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Si occupa di Estetica filosofica, Arte e Critica filosofica e Filosofia della Storia.  

Elio Garis è nato a Vigone (TO) nel 1954, dove vive e lavora. Dopo la maturità artistica inizia a dipingere ed espone per la prima volta, con una personale, nel 1975 presso la Galleria Floriana di Cossato, Biella. Alterna l’attività di ceramista a quella di pittore fino al 1978, anno in cui realizza la bottega di Mastro Mahel: un’officina d’arte dove si sperimentano tecniche e materiali vari, luogo di incontro per artisti provenienti da varie esperienze espressive. Nel 1984 viene scelto dalla J. C. Penny di New York con altri 54 artigiani, per rappresentare l’Artigianato Italiano negli Stati Uniti d’America. Lavora a Dallas, Kansas City, St. Louis e New York. Nel 1988, con la mostra personale presso l’ex Palazzo Comunale di Mondovì, inaugura il periodo delle “sabbie” e dei “vetri”. Dal 1989 al  2011 realizza 28 Opere Pubbliche usando materiali diversi quali: bronzo, marmo, cemento, acciaio inox, acciaio corten, ghisa e legno.

Enzo Bersezio è nato a Lesegno (CN) nel 1943. Dopo gli studi liceali a Cuneo, si diploma in scultura frequentando il corso tenuto dal Maestro Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città che da quel momento diventa luogo d’arte, di vita, docenza e lavoro. La sua indagine artistica rivolta alla scultura con tratti minimalisti, relativi all’osservazione delle forme della natura, lo indirizza alla verifica di più materiali (metalli, resine, carta, legno), per indagare la loro intima capacità di essere sintassi e sintesi del proprio sentire. Il suo lavoro lo rende partecipe di numerose manifestazioni collettive e personali in Italia ed all’estero (Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Como, Alessandria, Cuneo, Parigi, Copenaghen, Glasgow, ecc…) e ad essere presente alla 54° BIENNALE DI VENEZIA, Padiglione Italia – Torino. Nel 2013 partecipa alla Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi.

 Matilde Domestico (1964) vive e lavora a Torino. Si è diplomata all’Istituto d’Arte “A.Passoni” e all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Corso di Scenografia. Nel suo linguaggio espressivo trovano spazio gli oggetti di uso comune quali: tazze, piatti, cocci di ceramica, teiere, provenienti dalla I.P.A. Industria Porcellane S.p.A. di Usmate (MB). Le installazioni e opere ambientali composte aggregando in equilibri precari centinaia di oggetti di ceramica, propongono una visione insolita della quotidianità e pongono l’attenzione sui riti e gesti abituali, che scandiscono il tempo delle giornate. Matilde Domestico ha partecipato a numerose esposizioni d’arte contemporanea in gallerie, fiere, musei e spazi pubblici.

Tegi Canfari nasce a Torino nel ’46; si diploma in scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti. Ha  conseguito l’attestato di Curatrice di Mostre organizzato dall’Ass. Futuro 2000 di Costantino D’Orazio. Attualmente partecipa e organizza mostre e simposi in Italia e all’Estero. Ideatrice e curatrice di Arte Aperta Isola di San Pietro – Carloforte – (Carbonia Iglesias) dal 2004. Sue opere figurano presso la Fondazione Peano di Cuneo, Parco Sculture di Miramaurizio (Imperia), Museo Brizzi di Albissola Marina (Savona), Parco Arte e Vita in Potsdam (Berlino), Bugac Puszta, Kecskemèt (Budapest), Museum der Stadt Barth (Mar Baltico), Centro Arte Lupier Gardone V:T: (Brescia), Villa Biener Cipressa (Imperia), Isola di S.Pietro (Carbonia Iglesias). Parco sculture Centro Europeo d’Art Fantastique a Eben-Emael – Liegi, Belgio, Collezione Opere Fiber Art – Biblioteca Civica di Chieri, Biblioteca Civica di Moncalieri.  

Ente Promotore Comune di Chieri

Organizzazione: Associazione Piemontese Arte  

Titolo “I Fili del discorso”. Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti        

Catalogo a cura di e con testo critico di Roberto Mastroianni

Sede Imbiancheria del Vajro, via Imbiancheria 12, Chieri (TO)              

 Date dal 12 Ottobre al 10 Novembre

Inaugurazione Sabato 12 Ottobre 2013, ore 18.

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Orari Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 16 alle 19 Ingresso libero, visite su prenotazione per le scuole

 

Info Servizio Promozione del Territorio e Attività Culturali

Tel 011 9428462 cultura@comune.chieri.to.it www.comune.chieri.to.it www.turismochieri.it

ASCOLTO personale di Tegi Canfari

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Eventi | Posted on 23-02-2013

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Dal 15 febbraio al 6 marzo 2013, presso i locali di InGenio Arte Contemporanea (C.so San Maurizio 14/e Torino) si terrà una mostra, da me curata, di Tegi Canfari dal titolo  ”Ascolto”. Qui sotto il testo critico che ho scritto per la mostra.

Tegi Canfari è una scultrice vera (una di quelle strane forme di scultrici che possiamo chiamare land artist), che ha un rapporto profondo ed intimo con la materia, con la quale intrattiene una relazione erotica, viscerale e vitale.  Per Lei la materia è una vocazione, che la spinge a confrontarsi con forza con i 4 elementi (l’aria, l’acqua , il fuoco e la terra), e la scultura assume un valore di tipo “spirituale”.

Da questo punto di vista, la natura (in cui quasi sempre vengono situate le sue opere) assume il valore di un eterno e grande femmineo, capace di accogliere le istallazioni con quella femminilità tipica di un grande ventre materno, e la “messa in forma” della materia risponde al bisogno di rintracciare in fessure, lacerazioni, pieghe ed evoluzioni degli elementi un rapporto produttivo ed interattivo con la “grande madre-Terra”.

Un rapporto che sia in grado di ripercorrere  le trasformazioni chimico-fisiche degli elementi in relazione ad un’operosità umana (quella dell’artista), che non disdegna l’utilizzo della fiamma ossidrica, delle pinze del martello ed è sempre mossa da una specie di pietas: un atteggiamento amorevole e caritatevole, rispettoso delle strutture interne delle cose.

Il filo rosso della produzione di Canfari è però, in qualche modo, l’ascolto: l’ascolto della natura e della sua forza generatrice ed evolutrice;  un ascolto che si presenta come la cornice di tutto il suo lavoro passato e come tema esplicito della sua produzione presente.  Le opere plastiche di Tegi Canfari sono, infatti, il prodotto di un’interazione tra uno sguardo accogliente, la mano dell’artista e la stratificazione del mondo ( i segni che la natura lascia sul corpo dell’uomo e  sulle cose). Il pianeta e la natura nascondono dei segreti per Tegi e questi possono essere indagati, disvelati  artisticamente  e mostrati, attraverso la produzione di opere, frutto dell’ “ascolto/accoglienza” del mondo naturale, della corporeità umana e delle loro relazioni. Si tratta, in questo caso, di un “ascoltare” capace di generare temi di riflessione (maternità, creatività, evoluzione, matericità della natura…), e che si presenta come elemento guida della mano e dell’occhio che producono l’opera d’arte. Canfari ha per molti anni dato vita, con forza e materiali pesanti (ferro, terra, roccia, allumiio…), ad opere imponenti, che trovavano collocazione in grandi spazi aperti (la sua vocazione per la materia trovava nella Land Art la sua migliore espressione), fino a quando l’artista ha dovuto prendere atto della realtà di una sua precedente consapevolezza teorica: il cambiamento. Non è solo il mondo naturale che cambia, ma anche il corpo degli uomini che lo abitano ed a questo punto è diventato naturale per Tegi, ormai matura, ripensare il proprio lavoro.