Arte Plurale.COSIMO CAVALLO: La memoria e l’ insistenza

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti | Posted on 15-05-2017

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OPERA BAROLO
Palazzo Barolo, prime due Sale del Legnanino

Dal 18 SETTEMBRE al 9 OTTOBRE  2016
Inaugurazione domenica 18 settembre
dalle ore 16.30 alle 18.30

COSIMO CAVALLO: La memoria e l’insistenza.

Il segno ripercorre la memoria alla ricerca di tracce sensibili immutate nel tempo. Insiste la penna sulla carta, si ostina a delineare volti, ombre, paesaggi.
Le visioni di Cosimo sono finestre aperte su di un mondo ricco e complesso dove la forma è densa di significati e la costanza nella ripetizione amplifica l’urgenza comunicativa.
Il suono di una voce che non smette trascina l’osservatore in un dialogo vivo, immaginifico e reale. L’artista è fra gli autori valorizzati dal progetto Mai Visti e Altre Storie (www.maivisti.it).

 

Pitture e disegni di Cosimo Cavallo nella prima sala, all’interno della mostra:
TRAMARE. Di filo in segno e di luogo in logo. 

A cura di Alessia Panfili e Tea Taramino

con performance FiloArXdi Giustino Caposciutti
ed interventi del Torino MadPride
Contributi critici di Alessia Panfili e Roberto Mastroianni

Sperimentazione e contaminazione sono concetti inevitabilmente collegati. Ciò che è nuovo, l’esperienza, apporta alle proprie certezze un disturbo, un’alterazione della calma, che può essere fertile. Aprirsi a ciò che non capiamo, a ciò che non ci torna, apporta una completezza nuova e sempre in movimento. Una pienezza data dall’andirivieni costante di dati e correzioni. Come un respiro è perdita costante e costante rinnovo.
Cosimo Cvallo e Giustino Caposciutti i due artisti presenti in mostra sono, in questa ottica, esperti portavoce l’uno della ricchezza insita nella perdita e l’altro fautore di esperimenti di condivisione, dove l’opera funziona se collettiva, contaminata e partecipata.

FiloArX DI GIUSTINO CAPOSCIUTTI.
Nella seconda sala due fra le grandi tessiture storiche di FiloArX e il video di TESSEREXESSERE, Arte Plurale dal 2009 al 2013.

Laboratori per il pubblico
La postazione attrezzata di FiloArX rimarrà in una zona dell’atrio come laboratorio fruibile anche in autogestione dai visitatori del Palazzo.

Durante il periodo della mostra saranno attivati laboratori artistici, workshop ed incontri aperti al pubblico in collaborazione con il movimento Torino Mad Pride.

La mostra fa parte della rassegna Singolare e Plurale, una collaborazione fra la Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie della Città di Torino e l’Opera Barolo per la promozione di iniziative culturali e progetti di ricerca che abbiano al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare sociale. A cura di Tea Taramino.

“HIROAKI ASAHARA – LE FORME DEL SILENZIO” (il catalogo)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 15-05-2017

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hiroaki-libro

H I R O A K I    A S A H A R A
LE FORME DEL SILENZIO
A cura di Roberto Mastroianni

Hiroaki Asahara, formatosi tra il Giappone e l’Italia, pittore e art designer, grafico, scultore e formatore ha saputo coniugare la tradizione dell’estremo oriente asiatico con l’estetica e la tecnica dell’occidente europeo. La natura è stato il referente principale della sua sperimentazione e della sua poetica, sia nella scelta dei materiali (la carta washi ed elementi naturali combinati con tecnologie di illuminazione e materiali sintetici) sia nell’elevazione delle forme e delle strutture, ispirate alla natura, come elementi simbolici inseriti in una figurazione artistica, interessata a interpretare il reale quale mondo sospeso e fluttuante. L’artista ha scelto come cifra principale della sua poetica il gesto libero della mano capace di generare configurazioni, assecondando i materiali e le rappresentazioni di quegli elementi che nella loro astrattezza o concretezza potessero esprimere la poeticità intrinseca del mondo naturale. Una precondizione fondamentale è stata rappresentata dal silenzio: il silenzio come modalità esistenziale
della creazione artistica e come elemento poetico cui dare forma con le opere.

Il volume documenta la grande mostra del maestro giapponese allestita a Torino, dal 17 giugno al 10 luglio 2016 in cinque sedi differenti: Palazzo Barolo, InGenio Arte Contemporanea, InGenio bottega d’arti e antichi mestieri, Ki-Gallery, Caracol Arte.

Per anteprima libro cliccare qui

Pagine: 62

Formato: 15×22 cm

Data di pubblicazione: 11-07-2016

Testi di: Roberto Mastroianni, Luciano Marocco, Tea Taramino

Fotografie di Ivan Catalano, Fulvio Colangelo, Federico Cano Correa. Progetto grafico di Fulvio Colangelo.

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Editore: Prinp Editoria d’Arte 2.0

Prezzo libro cartaceo: 15.00 €

Prezzo ebook: 4.99 €

Formato ebook: .pdf

Hiroaki Asahara – Le forme del silenzio

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 15-05-2017

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hiroaki

Dal 17 giugno al 10 luglio 2016

HIROAKI ASAHARA: LE FORME DEL SILENZIO

A cura di Roberto Mastroianni

InGenio Arte Contemporanea e Palazzo Barolo, cantine

 

Inaugurazione venerdì 17 giugno

 

dalle ore 17. 00 alle 19.00, InGenio Arte Contemporanea

 

dalle 18.00 alle 20.00, Palazzo Barolo

Roberto Mastroianni alle 18.30 introdurrà il pubblico al lavoro dell’artista

 

Una piacevole passeggiata di 20’ nel centro di Torino collega i due luoghi.

 

In mostra una selezione dalla ricerca del Maestro dagli anni ‘70 ad oggi: pitture ad olio e opere in carta a mano, sculture luminose e non, quadri e rilievi. Inoltre, scenografie e opere realizzate con le scuole e i centri diurni.

Una collaborazione con la galleria Caracol, Ki-Gallery e l’associazione culturale Yoshin Ryu.

 

Una retrospettiva dedicata all’artista giapponese Hiroaki Asahara, mancato lo scorso anno, che – accanto all’intensa attività artistica personale – ha collaborato con la Città di Torino a diversi progetti: Arte Plurale, InGenio bottega d’arti e antichi mestieri, il Laboratorio La Galleria e altre realtà istituzionali pubbliche e private come Mus-e formando insegnanti, operatori, studenti e persone con disabilità alle tecniche della fabbricazione artigianale della carta a mano.

 

La mostra fa parte della rassegna Singolare e Plurale, una collaborazione fra la Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie della Città di Torino e l’Opera Barolo per la promozione di iniziative culturali e progetti di ricerca che abbiano al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare sociale. A cura di Tea Taramino.

Tea Taramino. “Sulla soglia”. Sculture e installazioni. Una selezione dal 2004 al 2014 (testo critico)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 02-10-2014

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tea sulla soglia studio dieci

Sulla Soglia. Sculture e installazioni (2004-2014)

a cura di Roberto Mastroianni per la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme

Inaugurazione Venerdì 3 ottobre ore 18,00

Dal 4 ottobre al 26 ottobre 2014, venerdì, sabato, domenica dalle 16,00 alle 19,00

studiodieci/not for profit/citygallery/Vc

Via Galileo Ferraris 89 – 13100 Vercelli

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“Sulla Soglia. Sculture e installazioni. Una selezione dal 2004 al 2014” di Tea Taramino è una mostra personale inserita nella rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme, ciclo espositivo curato da Roberto Mastroianni e prodotto da studiodieci citygallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici.

Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati sono chiamati a confrontare la loro poetica con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”.

 

Il quarto appuntamento della rassegna propone una retrospettiva (2004-2014) del lavoro di Tea Taramino: artista torinese che indaga i processi di morfogenesi dinamica del reale, attraverso una sperimentazione sui materiali organici e inorganici e una ricerca sulla loro trasformazione in una serialità di forme solo apparentemente stabili e in precario equilibrio, nel tentativo di rendere ragione del rapporto tra soggetto e mondo, tra immaginazione-percezione, staticità-movimento, equilibrio-instabilità, differenza-ripetizione, logiche del vivente e della relazione.

 

“Tutto merita un secondo sguardo” e “tutto merita una seconda possibilità”, direbbe Tea Taramino. Tutto merita un “secondo sguardo”, che vada oltre la superficialità, che sia capace di far emergere la logica profonda delle cose, l’arbitrarietà mutante e vivente delle configurazioni del reale.  Uno “sguardo” che assume il valore della “cura”, per l’organico come per l’inorganico, garantendo una seconda possibilità agli oggetti, come alle persone e agli elementi naturali. In questo modo le cose tornano a nuova vita, vengono scomposte nei propri elementi primi e rientrano in un gioco di riciclo, riuso e interazione che permette loro di diventare materiale per nuove configurazioni oggettuali di senso. Il “secondo sguardo” di Tea è un’attitudine spirituale che diventa operativa: è la capacità di andare oltre le apparenze e creare una relazione produttiva con le cose e le persone, dando forma a sculture e installazioni dalla forte valenza simbolica.

Rispetto e riguardo sono un’attitudine spontanea per un’artista come Tea che ha sperimentato la “pratica dell’arte vivente”, attraverso un’esperienza pluriennale maturata all’interno del progetto del PAV/Parco Arte Vivente di Torino, e in quella “dell’arte relazionale”, vissuta – in rapporto con la disabilità fisica e psichica o la marginalità sociale – come educatrice e conduttrice dell’atelier e archivio storico La Galleria, Circoscrizione 8 e come curatrice della manifestazione internazionale Arte Plurale e dello spazio InGenio Arte Contemporanea della Città di Torino: luoghi e progetti in cui l’arte diventa forma di integrazione e valorizzazione delle differenze.

Nelle opere e nella pratica dell’artista si ritrova un’attenzione per le piccole cose che compongono il reale e per le infinite possibilità che esse racchiudono, sempre nel tentativo di dare ad esse nuova forma e nuova vita. Che si tratti dei fiori o delle argille, della carta o dei gesti del pubblico, tutti gli elementi su cui si poggia lo sguardo e la mano dell’artista vengono riarticolati in nuova oggettualità attenta alla logica interna degli stessi elementi. Siamo infatti di fronte a una pratica artistica che tenta di vedere e ascoltare le dinamiche profonde delle cose, di seguire le venature della materia e dare spazio alle spontanee trasformazioni che la vita porta con sé: si tratti, ad esempio, di restituire nuova vita a fiori secchi o argilla, che mescolati danno forma a “terre crude” e che continuano a vivere e trasformarsi (le “Terremadri”,  2004-14), cambiando colore, densità e ospitando al proprio interno la vita di micro-organismi (ex. le muffe) e subendo trasformazioni bio-chimiche (ex. ossidazioni) oppure di installazioni relazionali che, all’insegna del riciclo e riuso, trasformano vecchia carta da recupero in origami tridimensionali che necessitano del respiro del pubblico per assumere nuova configurazione (“Prestami il tuo respiro”, 2014).

Come artista, curatrice, educatrice e progettista culturale del lavoro artistico della Divisione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie della Città di Torino, Tea Taramino ha maturato un’esperienza pratica nell’organizzazione e umana nella relazione che, unita alla sua competenza tecnica di artista di vecchia scuola, incontra il regime dello sguardo e la gestualità dando vita a opere che, “vivendo una propria esistenza”, si presentano come metafore oggettuali della dinamica strutturale del reale. In questa mostra, le cui opere sono presentate nella loro totalità come interventi installativi site specific, vengono messi in scena lavori che sono il frutto di questa dimensione di “attenzione” e “relazione” frutto di una doppia spinta di “controllo” e “abbandono”, cui la materia è sottoposta nel processo creativo. Da una parte il desiderio di forma, la volontà di controllare la materia e le sue reazioni nella sua trasformazione in opera; dall’altra, la capacità di abbandonare la materia a se stessa, permettendo ad essa di seguire le proprie strutturali trasformazioni e continuare a vivere e mutare, trasformandosi in forma vivente. L’equilibrio prodotto da questa doppia spinta porta l’artista ad individuare il confine labile in cui le cose si trasformano e assumono una forma apparentemente stabile: è quello il momento in cui la morfogenesi del reale dà vita ad una serialità di cose e situazioni che nella loro similarità si presentano come sempre differenti e che Tea porta a rappresentazione. Nel momento in cui l’equilibrio precario delle forme compare e diventa intellegibile per l’artista lei diventa cosciente della loro precarietà e scatta una pulsione conservativa, che porta Tea ad assumere il ruolo di “imbalsamatrice delle forme”, che vengono da lei portate a rappresentazione come dispositivi di senso e significato dall’altro valore simbolico. L’artista è infatti consapevole che gli elementi materici (l’argilla, i fiori, l’acqua e il colore…) subiscono sempre la “catastrofe” di una trasformazione, da cui emergono nuove forme, che nella ripetizione seriale si presentano come stabili, ma che si preparano sempre con piccoli mutamenti a nuove trasformazioni. In quello spazio tra il nuovo che già diventa vecchio, tra la materia che prende forma e tra la forma che torna materia si pone il gesto di antica sapienza manuale ed artistica di Tea ovvero il tentativo di “imbalsamazione” delle cose in manufatti artistici. In questo modo i fiori secchi e le terre vengono “conservate” in sfere e coni, che fissano in una forma pura e simbolicamente densa i processi di decomposizione e trasformazione della materia oppure i movimenti imprevedibili dell’acqua e gli inchiostri, vengono fissati con la tecnica del Suminagashi, sulla carta velina giapponese e fissati da elementi metallici – quale sorta di ulteriore scivolamento di piano e d’accento sulla precarietà della vita umana – per diventare un’ installazione muraria (“Si possiede solo ciò che non si può perdere in un naufragio”, 2014), capace di portare a rappresentazione il valore politico e sociale oltre che fisico e morfogenetico del mutamento del reale.

L’indagine di Taramino si concentra pertanto in questa retrospettiva sul concetto di “soglia” ovvero in quel confine mobile e fluttuante in cui la materia e le forme sembrano cristallizzarsi in una stabilità apparente che però è in continua trasformazione. La “soglia” è lo spazio in cui le forme si rapprendono dopo quelli che René Thom definirebbe “eventi catastrofici” ovvero “repentini mutamenti di stato”, che danno vita a nuove forme, distruggendo le precedenti. Questo spazio liminale viene portato a rappresentazione dall’artista nel contrasto tra il “desiderio di forma e mantenimento” e il flusso naturale delle cose, in un’attività che produce opere, materia manipolata, che continuamente fanno riferimento ad un immaginario collettivo ed individuale, che contiene forme del passato proiettate nel futuro (Cfr. “Quali certezze? Il futuro è immaginario”, 2013). È questo il modo per fissare le trasformazioni del reale in una simbolica potente, che prende la materia e l’articola attraverso una grammatica e una semantica antica, capace di rappresentare in modo inedito antiche contrapposizioni tra gli elementi naturali e tra il flusso e la struttura come nell’unione della simbolica del fuoco e dell’acqua, che dà vita ad una grande installazione di pesci di materiale metallico scurito capaci di ospitare il fuoco della materia in trasformazione (“Il mare brucia”, 2014). Tea sa che la natura contiene al suo interno una logica di emersione della realtà, che le continue trasformazioni cui sono sottoposte le cose rispondono alla legge della frattura e ricomposizione delle forme e sa che la realtà contiene il germe del cambiamento, anche sociale e politico non solo fisico, e che il comparire delle cose è come il sorgere di idee, corpi, stelle e che le cose nascono piccole e sono soggette a continui ed impercettibili mutamenti di stato, che ad un certo punto diventano così imponenti da dare vita a nuovi oggetti, nuove realtà fisiche, sociali, politiche o umane… In questa dinamica di trasformazione del mondo e della realtà si presentano i germogli di nuove forme, che forse potrebbero rendere migliore il nostro mondo. Davanti a questa consapevolezza scatta di nuovo il meccanismo della cura e si interseca con la pulsione dell’imbalsamatrice, per questo motivo lei prende in mano ciò che il suo “secondo sguardo” vede nella profondità delle cose e dà vita a degli spazi protettivi per quelle “scintille di vita”, che prima o poi supereranno il “punto catastrofico” diventando nuove realtà. Lei lo sa e nel frattempo se ne prende cura e crea per esse (idee, progetti…), che sembrano delle stelle nascenti, delle piccole abitazioni che le proteggano nella loro crescita (“Abitazioni per stelle nascenti”, 2014).

Tea Taramino. “Sulla soglia”. Sculture e installazioni. Una selezione dal 2004 al 2014 (la mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 01-10-2014

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tea sulla soglia studio dieci

Inaugurazione venerdì 3 ottobre

 

TEA TARAMINO. “SULLA SOGLIA”

Sculture e installazioni. Una selezione dal 2004 al 2014

A cura di Roberto Mastroianni per studiodieci

Rassegna KatastrofèLa crisi e le sue forme

 

Dal 3 al 26 ottobre 2014

Inaugurazione venerdì 3 ore 18.00

Ven. sab. dom. dalle 16.00 alle 19.00

Studodieci/not for profit/citygallery/VC

Via Galileo Ferraris 98- 13100 Vercelli

www.studiodieci.org

guardiania a cura dell’ANFFAS di Vercelli

spazio senza barriere architettoniche

è possibile toccare alcune opere 

“Katastrofé. La crisi e le sue forme” (rassegna di arte contemporanea)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 27-03-2014

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 LOGO StudioDieci

 

 

“Katastrofé. La crisi e le sue forme” è il titolo della stagione espositiva 2014-2015, curata da Roberto Mastroianni e prodotta da Studio Dieci CityGallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici. Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati dal curatore saranno chiamati a confrontarsi con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”. Le personali e bi-personali dal valore retrospettivo hanno la finalità di mettere in luce il filo rosso nella produzione di artisti giovani o affermati che hanno consapevolmente o inconsapevolmente affrontato i temi della morfogenesi dei fenomeni naturali, culturali e politici e del loro mutamento radicale in momenti di crisi e trasformazione. La collettiva dal titolo “Katastrofè. La crisi e le sue forme” rappresenterà, invece, il momento di sintesi del percorso espositivo, in cui un numero maggiore di artisti saranno chiamati a produrre opere inedite, la cui realizzazione è sollecitata dalle teorie dell’epistemologo francese.

Assumendo il precedente di Salvador Dalì, che dedicò un ciclo di opere alla teoria di René Thom (la più famosa è “La coda di rondine- serie sulle catastrofi” del 1983), gli artisti accettano la sfida di confrontarsi con una teoria filosofica e farla interagire con la propria poetica, i materiali e i linguaggi da loro utilizzati, al fine di dare vita ad un’indagine artistica sulla crisi che il mondo sta attraversando e sulle sue possibili evoluzioni.

 

Una rappresentazione artistica della teoria delle catastrofi, della crisi e delle sue forme.

 

La “teoria delle catastrofi” è una teoria epistemologica, il cui iniziatore è René Thom (filosofo e matematico francese), che cerca di rendere ragione della morfogenesi dei fenomeni naturali e sociali.

Per Thom, la realtà è composta da campi di forze ed elementi in equilibro dinamico, che tendono ad una stabilità strutturale. L’evoluzione cui sono soggetti passa attraverso dei momenti di instabilità, che non sono caotici e causali, ma che seguono configurazioni topologicamente stabili e ripetibili, che  sono indipendenti dalla natura stessa del fenomeno fisico analizzato, sia esso fisico, chimico, biologico, linguistico, storico, psicologico, politico….

La realtà tutta è soggetta, in questa prospettiva, ad evoluzione e cambiamento che porta sistemi dinamici (un elemento, una forma, uno Stato, una Persona…) a lenti e inesorabili trasformazioni che sfociano in repentini cambiamenti di stato. Il momento della trasformazione repentina è definito “evento catastrofico” ed è caratterizzato da punti e configurazioni determinate che possono essere descritte secondo le categorie sopracitate. Secondo questa teoria fenomeni come l’acqua che bolle, la schizzofrenia, l’oltrepassamento di un confine il collasso di una civiltà, possono essere spiegati come eventi catastrofici, attraverso i quali i fenomeni stessi assumono nuova stabilità e forma.

Gli artisti sono chiamati a portare a rappresentazione, da punti di vista e con poetiche e materiali differenti, gli eventi le configurazioni catastrofiche che i fenomeni naturali e sociali e la nostra condizione socio-storica stanno attraversando.

 

STAGIONE  ESPOSITIVA 2014/2015

Roberto Mastroianni incontra lo StudioDieci CityGallery di Vercelli

Katastrofé. La crisi e le sue forme

  

Irene Pittatore. “Ultime stanze”

(28 marzo-27 aprile 2014). Personale

 

Pietro Reviglio ed Eleonora Roaro, “Instabilità, equilibrio ed infinito. Forma, ripetizione, differenza e movimento”

(2-18 maggio 2014). Bipersonale

 

Walter Vallini e Tea Giobbio, “Trans-formazioni. La luce e le sue forme”

(6 giugno-27 luglio). Bipersonale

 

Lucia Nazzaro, “Scarti. Forme dell’umanità negata”

(12 -28 settembre 2014). Personale

 

Tea Taramino, “Sulla soglia”

(3- 26 ottobre 2014).Personale

 

Carla Crosio e Fiorenzo Rosso, “Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario”

(31 ottobre- 16 novembre 2014). Bipersonale

 

 

Margherita Levo Rosenberg, “Prima che il gallo canti”.

(21 novembre-14 dicembre 2014). Personale

 

Claudia Virginia Vitari, “Il corpo in questione. Forme, collassi, mutamenti”

(16 gennaio- 1 febbraio 2015). Personale

 

Elio Garis,  “Le logiche della natura. Tensione, spazio e movimento”

(6-22 febbraio 2015). Personale

 

Davide Lovatti, “Istantanee del tempo e dello spazio”

(27 febbraio- 23 marzo 2015). Personale

 

Valter Luca Signorile, “a belly without reins”

(29 marzo- 19 aprile 2015).

 

Claudio Rotta Loria, “Morfogenesi dello spazio”

(8 – 31maggio-2015).

 

“Katastrofé. La Crisi e le sue forme”

5-28 giugno 2015

 

SINGOLARE E PLURALE 2011

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 02-05-2011

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Secondo appuntamento della rassegna

SINGOLARE E PLURALE
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Per un’arte sensibile e condivisa. Installazioni, video, sculture, pitture, segni e disegni.

Castello di Rivalta
Via Orsini 7, Rivalta di Torino

dal 5 al 15 maggio 2011

Inaugurazione giovedì  5 maggio ore 11,00

Daranno il benvenuto

Per la Città di Torino: Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia; Assessore alla Famiglia, Salute e Politiche sociali; Monica Lo Cascio, Direttore Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie; Maurizio Pia, Dirigente Settore Disabili.
Per il Comune di Rivalta di Torino: Amalia Neirotti, Sindaco; Nicoletta  Cerrato, Assessore alla Cultura, Biblioteche, Giovani;  Alma Sottile, Assessore al Lavoro, Politiche Sociali.
Per la Provincia di Torino: Mariagiuseppina Puglisi, Assessore alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità.

Un evento promosso dalla Città di Torino e dal Comune di Rivalta di Torino In collaborazione con l’ Associazione Segni e  la Provincia di Torino
. Si ringrazia: Regione Piemonte, Circoscrizione 8, Circoscrizione 4, International Association for Art and Psychology, Palazzo Bertalazone di San Fermo, Gtt, Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, GAI (Giovani Artisti Italiani), UNITRE di Torino.

LA MOSTRA

La sezione Singolare Ospita la Settima edizione della Rassegna Internazionale di Arti Visive SEGNI 20×20

SEGNI è una rassegna internazionale di Arte Contemporanea dove Artisti di tutte le generazioni, affermati o non, provenienti da ogni area geografica, sono  invitati a sperimentare su piccolo formato 20×20, in modo da produrre una specie di “biglietto da visita dell’artista”, capace di presentarne la cifra stilistica e la ricerca espressiva.
Curatore e coordinatore Roberto Mastroianni.
Direzione artistica Delia Gianti e Mariangela De Piano.
Commissione: Roberto Mastroianni, Angelo Mistrangelo, Alessandro Abrate.
Si ringrazia per la disponibilità e il sostegno la professoressa Martina Corgnati (www.segni20x20.it).

La sezione Plurale Ospita una selezione dalla manifestazione Internazionale Arte Plurale, edizione 2009

In Arte Plurale artisti professionisti, studenti e persone in situazione di disabilità o disagio psichico progettano e realizzano insieme sculture, pitture, complesse installazioni, fotografie, cortometraggi d’animazione, video e quant’altro linguaggi e tecniche della contemporaneità suggeriscono. I luoghi dedicati a tali esperienze sono gli atelier dei centri diurni, delle comunità o dei luoghi di cura, la scuola, gli studi degli artisti, gli spazi dei servizi educativi museali ed ecomuseali.
 Curatrice Tea Taramino.

Arte Plurale è un evento promosso dalla Città di Torino, Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Settore Disabili in collaborazione con le Divisioni: Servizi Culturali, Settore Arti Contemporanee; Servizi Educativi, Progetto Integrazione e Politiche per l’Integrazione, Settore Obbligo Scolastico; ITER / Istituzione per un’Educazione Responsabile di Torino e la Circoscrizione 8.

Partner Provincia di Torino, Regione Piemonte; UNITRE di Torino (Università della Terza Età); Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino; Facoltà di Architettura di Torino;Primo Liceo Artistico Statale e Istituto Statale d’Arte Aldo Passoni; i Dipartimenti Educazione e/o Servizi educativi di: GAM, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino e Borgo Medievale / Fondazione Torino Musei; Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea; Parco Arte Vivente / Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino; Fondazione Merz di Torino;  Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; Museo Nazionale del Cinema di Torino; Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, Museo Civico Casa Cavassa di Saluzzo; Kunstmuseum Bonn (www.comune.torino.it/pass/arteplurale).