Gruppo di Volpedo: “Lettera aperta sulla questione Fiat”

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 20-12-2010

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Ricevo e pubblico questa lettera aperta del Gruppo di Volpedo.

Noi socialisti, laici e libertari riuniti presso la Sala dell’Antico Macello di Po a Torino il giorno 16
dicembre 2010, con questa nostra lettera aperta rileviamo:

  • La grave crisi sociale determinata da una recessione di cui non si vede il termine, e che pone sulle spalle dei cittadini l’onere del rientro dalle scellerate politiche economiche ancora basate su una ideologia iperliberista;
  • il profondo discredito in cui sta sprofondando la politica italiana, ormai sempre più volta ad una azione di delegittimazione degli avversari politici, ma incapace di affrontare con provvedimenti adeguati la crisi;
  • la difficoltà dei partiti e dei sindacati di tutta Europa nel comprendere che problemi che hanno dimensioni globali debbono avere risposte se non internazionali almeno a livello europeo;
  • la frattura nell’Unità Sindacale ormai molto profonda, ma che deve essere ricomposta , per noi socialisti, l’UNITÀ è un obiettivo da perseguire nell’interesse dei lavoratori;
  • la sostanziale scomparsa dalle istituzioni rappresentative di consiglieri autenticamente socialisti  nelle Regioni dell’Italia settentrionale,

Il risultato di questo progressivo scadimento della politica e della società italiana si riverbera nei
territori ed in particolare sul territorio torinese.
A Torino stiamo assistendo con sgomento alla discussione in atto tra FIAT e Sindacati sul futuro
di Mirafiori, con la minaccia da parte dell’Amministratore Delegato di FIAT di non procedere
all’investimento promesso nei mesi passati, condizionandola all’accettazione, senza contrattazione,
le proposte di organizzazione della produzione avanzate dalla FIAT stessa.
É un modo singolare di procedere da parte di una Azienda a cui la Comunità torinese ha
concesso negli anni molte opportunità e molti vantaggi, ne prendiamo atto, e prendiamo atto che
ormai FIAT è una azienda globale di cui Torino è solo più una delle tante province.
Riconosciamo il buon diritto di FIAT a chiedere certezze e sicurezze nell’applicazione degli
accordi, ma nel contempo chiediamo a FIAT un maggiore rispetto per chi nel 2004, momento di
massima difficoltà dell’Azienda, non si sottrasse dall’onere di sostenerla, acquistando parti di
Mirafiori con un esborso di 70 milioni di Euro, sacrificio non indifferente per le casse comunali.
Il momento è grave ma non possiamo semplicemente limitarci alle rampogne per quanto fatto in
favore della FIAT, compito di un Movimento politico è quello di proporre alternative utili per il futuro
della città in cui viviamo.
Partito Socialista Italiano Gruppo di Volpedo
Federazione provinciale di Torino Lega dei circoli torinesi
www.psipiemonte.it www.gruppodivolpedo.it
info@gruppodivolpedo.it
Per questi motivi riteniamo sia giunto il tempo che le Istituzioni locali (Regione, Provincia e
Comuni), i partiti, i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali assumano la consapevolezza che
quello di Mirafiori non è un problema puramente “sindacale” che, come molti dicono, deve essere
risolto da una trattativa tra sindacati e management FIAT,
la questione è POLITICA e con una priorità massima.
É una questione che nasce dalla mancanza di un qualsiasi Progetto di Politica Industriale nel
torinese, e che richiede non solo l’intervento delle Istituzioni locali bensì del Governo, ed in
particolare del Ministero per le Attività Produttive, che non può limitarsi al ruolo di Osservatore
Neutrale.
Noi socialisti laici e libertari di Torino chiediamo pertanto, a chi è investito delle responsabilità
istituzionali, politiche, sindacali ed aziendali, di avviare la costruzione di un
PROGETTO DI POLITICA INDUSTRIALE volto a TRASFORMARE Torino
da CITTÀ DELLA FIAT  a CITTÀ DELL’AUTO, ricercando tutte le risorse necessarie per:
1. sostenere e sviluppare le ricerche sui nuovi motori (ibridi, elettrici ecc), a partire da
quanto già fatto dal Politecnico di Torino;
2. salvaguardare e sostenere know how, esperienze, tecnologie e professionalità connesse
con l’auto e di cui il territorio torinese è in possesso;
3. favorire l’installazione di eventuali nuovi produttori di auto interessati a localizzare
attività produttive a Torino;
4. attivare, nella fase di transizione verso la nuova città dell’auto, degli ammortizzatori
sociali non lasciati alla casualità (es. casse integrazioni in deroga), bensì funzionali alla
formazione, al sostegno del reddito ed alla eventuale mobilità dei lavoratori.

Gruppo di Volpedo

Una proposta europea di riforma elettorale per l’elezione del Parlamento Europeo.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica internazionale | Posted on 29-08-2010

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La percentuale dei votanti alle ultime elezioni europee è calata a livelli preoccupanti in mancanza di un convincente e coinvolgente messaggio agli elettori. Il sistema dei partiti politici dell’Unione è oggi un raggruppamento informale mentre c’è necessità di una disciplinata struttura di collegamento. Il primo passo è stato fatto con il riconoscimento dei partiti nel Trattato di Maastricht. Il secondo è stato il Regolamento concernente il finanziamento dei Partiti Politici Europei e delle loro Fondazioni. Una opportunità che non può essere perduta al fine di realizzare l’europeizzazione della sfera pubblica e del sistema dei partiti.

Alcuni euro-parlamentari liberali sostengono l’iniziativa di una lista trans-nazionale per il prossimo rinnovo del PE.

Il parlamentare europeo Andrew Duff, inglese e convinto europeista, ha presentato una proposta di riforma elettorale, di cui è relatore e della quale elenchiamo i punti principali:

Nota su “L’eclisse della social democrazia” di Claudio Bellavita

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 01-11-2009

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Ricevo e faccio mia questa nota di Claudio Bellavita (esponente di livello del socialismo lombardiano torinese) e la sottopongo ai miei lettori.

La nota fa riferimento al libro: “L’eclisse della socialdemocrazia” di Giuseppe Berta (ed. Il Mulino).

Di seguito troverete inoltre un articolo di Massimo Salvadori del 19/05/2009 sullo stesso tema (tratto da Repubblica)

Nota di Claudio Bellavita

Mentre noi celebriamo i 50 anni di Bad Godesberg, Berta scrive un libro sull’eclisse della socialdemocrazia. In effetti la socialdemocrazia intesa come variante politica interna ai paesi occidentali è più sul declino che sull’avanzata, ma l’idea di socialismo, indipendentemente dalle applicazioni pratiche che si sono vostre nel novecento, è tutt’altro che tramontata, ha però bisogno di una vigorosa reinterpretazione.

La socialdemocrazia europea ha retto male alla globalizzazione, fondamentalmente perché i margini per la costruzione del welfare nei paesi occidentali derivavano in parte dal protezionismo e dai rapporti ineguali coi paesi del terzo mondo.

L’enorme diffusione della comunicazione mediatica e la semplificazione della comunicazione fisica ha portato in tutto il mondo l’immagine della civiltà occidentale dei consumi e la possibilità di raggiungerla, con l’emigrazione o con la diffusione della delinquenza,e soprattutto del narcotraffico.

Mentre noi ci culliamo in dibattiti sulle nostre figure storiche, su chi ha avuto ragione e chi torto di fare così o cosa, se è meglio più welfare o più liberalizzazioni, come riusciamo a garantirci consumi energetici a basso costo e , eventualmente, senza far bollire il pianeta, i poveri del mondo si trasferiscono armi e bagagli (talvolta in egual misura) nelle nostre periferie, oppure si costituiscono in sempre più numerose gang giovanili nelle loro periferie (e, un po’ anche nelle nostre) al grido di di “voglio una vita esagerata”, e non importa se è breve, tanto i vecchi sono brutti.

E’ il messaggio della civiltà dei consumi e dell’immagine, non servono scuole per capirlo.