PSE. Il documento di Atene.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale | Posted on 14-03-2011

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Il 4 marzo 2011, i leader del PSE convenuti ad Atene hanno approvato un forte documento di politica europea e economica, alternativo alle linee che si stanno affermando a livello europeo. All’incontro non hanno partecipato esponenti italiani, troppo impegnati nelle discussioni interne ad un partito che non esiste e che non si può/vuole  definire socialdemocratico (il PD).

La retorica “oltrista” ha portato il PD a non avere collocazione e cornice teorico politica. Scegliere il PSE significherebbe perdere Fioroni e pochi altri ex democristiani e allora i dirigenti del Pd preferiscono non essere socialisti e tenersi Fioroni… lascio giudicare a voi: tra andare a parlare con Milliband di politica, di economia e di  Europa o  tenersi Fioroni scelgono Fioroni… Totò avrebbe risposto: “ma mi facci il piacere”…

Qui di seguito un’ampia sintesi, che tradotta da Claudio Bellavita.


L’Europa è nelle mani sbagliate. Non bisogna dare la colpa all’Europa ma alla maggioranza conservatrice che la governa.

Ci siamo riuniti per mettere  a punto una alternativa alla linea dominante “solo austerità”: questo mese sarà decisivo per l’Unione Europea, i paesi dell’eurozona e soprattutto per il popolo europeo. Sono in gioco i principi su cui fu fondata l’unione europea: solidarietà e destino comune.

I conservatori europei si stanno preparando a sacrificare questi principi per mettere stati e cittadini in competizione gli uni con gli altri. le proposte che sono state messe all’ordine del giorno del  prossimo Consiglio Europeo sono tutte improntate all’istituzionalizzazione dell’austerità e all’annacquamento del nostro modello sociale e delle istituzioni di welfare.

Nonostante tutto quello che è successo negli ultimi 30 mesi, la linea è ancora quella di far pagare il fallimento dei mercati finanziari alla gente comune.

Il PSE ha una alternativa chiara,socialmente responsabile ed economicamente credibile,

per mantenere un corretto ritmo di crescita, e garantire l’occupazione, il progresso sociale e il pareggio dei bilanci pubblici.

Il PSE ha capito che la crisi non è colpa della gente comune o del welfare, ma dell’avida e irresponsabile politica dei governi conservatori di alcuni stati dell’Unione e della perdurante mancanza di controlli sui mercati finanziari.

Nel corso del 2011, lo smantellamento del welfare attraverso la riduzione generalizzata degli stanziamenti ridurrà il livello di vita in tutta la UE, indebolendo quelli che sono già deboli. Il messaggio che mandano i conservatori è “noi prendiamo le decisioni, voi i sacrifici, noi parliamo a nome dei ricchi che sono i soli che possono permettersi uno stato povero”.

Invocando confuse e misteriose “esigenza tecniche”, i conservatori vogliono imporre, a partire dai piccoli stati, un diktat di ultraliberismo e di misure di sola austerità che renderà impossibile superare la crisi, perché bloccherà le possibilità di crescita.

L’Europa non riesce a resistere alle pressioni dei governi conservatori di Francia e Germania, e  a dare una risposta alla crisi del debito diversa dagli aumenti fiscali e dai tagli alla politica sociale, di crescita e di occupazione.

La politica franco-tedesca vuole ridurre i paesi europei a sussidiari delle grandi corporations: con un’Europa dominata da due stati, gli altri paesi e il parlamento europeo verranno totalmente ignorati.

Noi non vogliamo uno scontro tra stati in Europa: l’Europa ha un valore suo proprio. E siamo convinti che per uscire dalla crisi bisogna usare il metodo della Comunità Europea, basato non sugli ukase, ma su coordinamento, sussidiarietà e solidarietà, coinvolgendo tutti gli stati dell’Unione e le istituzioni europee.

Le misure che si stanno preparando e che si  vorrebbero imporre in fretta,sono di strangolamento economico,riduzioni salariali, tagli nella protezione sociale e nella funzione pubblica, in contraddizione non solo col progetto di Europa 2020, ma anche alla Carta dei diritti e alla sovranità dei singoli stati nel perseguire le loro politiche sociali.

I conservatori non hanno un quadro complessivo della crisi mondiale: in nome della sovranità del mercato finanziario globale non hanno proposte per affrontare con le cospicue forze dell’Europa gli attacchi alle valute, i dumping commerciali e la speculazione sulle materie prime.

I socialisti d’Europa hanno un progetto per una crescita sostenibile,per avere più lavoro e lavori migliori con una politica industriale europea, per garantire la piena occupazione e il progresso sociale, per ridurre il debito pubblico aumentando il reddito e quindi le entrate fiscali.

Vogliamo il progresso nella prosperità e non la recessione con l’austerità: la differenza tra la nostra strategia e quella dei conservatori osannati dalla finanza mondiale è di 8 milioni di posti di lavoro  nei prossimi 5 anni.

Il nostro progetto è di fare agire tutti insieme i paesi e le istituzioni europee

-insieme, darci una vera politica industriale europea e far riprendere gli investimenti nelle manifatture. Servono regole, innovazione, ricerca energetica e ambientale, investimenti nell’efficienza produttiva, non tagli ai salari e ai benefici sociali

-insieme, arrivare a  una vera integrazione sociale europea, anziché incoraggiare la concorrenza al ribasso delle protezioni sociali. Definire insieme standard minimi di spesa sociale e di eguaglianza di possibilità e di genere.

Occorre un Patto europeo per l’occupazione e il progresso sociale, per garantire la crescita e combattere la disoccupazione. Gli stati membri devono essere posti in grado di investire in miglioramento dell’istruzione, dell’innovazione, dell’addestramento al lavoro nei settori a maggiore intensità di lavoro, come le tecnologie verdi, la salute e l’assistenza.

Bisogna elaborare politiche per combattere la disoccupazione giovanile e lo sfruttamento all’ingresso del mercato del lavoro.

Occorre stabilire standard europei minimi di sicurezza sociale, di salario e di qualità del lavoro. Su tutti questi temi, il Pse lancerà una campagna sociale di informazione e di lotta.

-insieme, riesaminare la spesa pubblica con criteri di efficienza, e istituire la tassa sulle transazioni finanziarie e la carbon tax sulle produzioni inquinanti di energia per avere risorse aggiuntive per la riduzione del debito e gli incentivi all’innovazione

-insieme affrontare il problema del debito, cercando di ridurlo con l’aumento del Pil e degli occupati e non con la riduzione dei contributi ai disoccupati , la miseria e la disperazione sociale. Anche i creditori delle banche che hanno provocato il disastro devono contribuire al risanamento. E poi dobbiamo usare fino in fondo la grande forza dell’euro e delle emissioni garantite dalla Banca Centrale Europea

-insieme, ricordare lo scopo per cui è stata costituita l’Unione europea, per superare gli egoismi delle nazioni e per garantire un progresso sociale ed economico costante coerente e solidale. L’Unione Europea è una fantastica opportunità per le nazioni e per gli individui. ma dobbiamo cambiarne le regole di funzionamento, accentuando la parte sociale e dettando precise regole di controllo finanziario e intelligenti regole fiscali che lascino lo spazio per garantire il progresso sociale comune e gli investimenti anticiclici.

Epigrafe.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 20-11-2010

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Ieri è morta  Adriana Zarri, poetessa, teologa, militante. Quelle parole che ci giungevano dall’eremo ci mancheranno molto….

Facciamo nostra l’epigrafe pubblicata sul blog dell’amico Pietro Folena.

EPIGRAFE

Non mi vestite di nero:
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

“Sinistra, diritti e territorio” (video)

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 25-03-2010

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Video conclusivo della camapagna elettorale di Francesco Tuccari, candidato nella lista “Insieme per Bresso” alle regionali piemontesi del 28-29 marzo 2010,  con immagini tratte dal convegno “Sinistra, diritti, territorio”.

Regionali Piemonte 2010. Intervista a Tuccari:”la politica deve guardare al futuro”

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 15-03-2010

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Tratta da www.corriereweb.net, di Michele Cento

Intervista a Francesco Tuccari, ordinario di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Torino e candidato alle Regionali piemontesi nella lista “Insieme per Bresso”.

“Ripartire dal futuro”. È l’idea guida della candidatura del prof. Francesco Tuccari nella lista “Insieme per Bresso”, che alle prossime elezioni Regionali del Piemonte sosterrà l’attuale goventratrice del centrosinistra Mercedes Bresso contro il leghista Roberto Cota. Una candidatura, quella di Tuccari, che coniuga cultura e impegno civile, in linea con l’esempio del suo maestro Massimo Salvadori e con la tradizione “bobbiana” dell’ateneo torinese.

Professore, da docente e da studioso lei ha dedicato gran parte della sua vita al mondo degli studi, dell’insegnamento e della cultura. Qual è stata la molla che ha fatto scattare in lei l’esigenza di candidarsi ad assumere un “ruolo pubblico” negli organi regionali del Piemonte?

Devo premettere che io amo moltissimo il mio lavoro di studioso e di professore e che in esso ho realizzato, almeno sino ad ora e con grandi soddisfazioni, il mio percorso di vita. Tre ragioni essenziali, tuttavia, mi hanno spinto ad accettare una candidatura alle prossime elezioni regionali nella lista “Insieme per Bresso”. La prima, di carattere più generale, è che ritengo ormai non soltanto doveroso ma anche necessario impegnarsi in prima persona, nelle sedi istituzionali più appropriate, a contrastare il crescente degrado che da diversi anni continua a investire la politica e lo stesso spirito pubblico nel nostro Paese. La seconda ragione, più specifica, ha a che fare con il mondo in cui svolgo da anni la mia professione. Le università italiane, e con esse tutto il sistema dell’alta formazione in Italia, sono ormai allo stremo. Conoscendo assai bene quel mondo e il suo disagio, vorrei dunque portare in un luogo strategico come la Regione le mie competenze, la mia esperienza e il mio impegno personale. Infine, ed è la terza ragione della mia decisione di «scendere in campo» (espressione, purtroppo, efficacemente sintetica!!), in Piemonte le prossime elezioni regionali vedranno contrapporsi non soltanto due candidati dalle caratteristiche molto diverse – Mercedes Bresso e Roberto Cota – ma due visioni radicalmente differenti delle prospettive e del ruolo della nostra Regione. E una di queste visioni – quella a dir poco «anacronistica»  rappresentata dalla Lega Nord – non può che suscitare la più viva apprensione in chi crede, come il sottoscritto, nei valori della solidarietà e della cultura. Ecco perché, ancora una volta, ritengo indispensabile assumere personalmente responsabilità politiche.

Il lavoro e il capitale

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 04-02-2010

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di Pietro Folena (tratto da Epolis del 2 febbraio 2010).

“Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità”.

Lo ha scritto papa Benedetto XVI° nell’enciclica Caritas in veritate, i cui concetti ha ribadito domenica all’Angelus, davanti agli operai di Portovesme.

Chissà Sergio Marra, operaio di 36 anni, suicida perché prostrato dopo aver perso il lavoro a Zingonia, in una piccola fabbrica chimica, se aveva letto di quest’enciclica.

Certo è che il capitale la sua persona, la sua integrità non l’hanno rispettata. Il lavoro ridotto a merce, precarizzato all’estremo, prima vittima delle multinazionali (così per Termini Imerese, dove Marchionne paga il prezzo del suo shopping internazionale, così per l’Alcoa di Portovesme, dove gli americani chiudono dalla mattina alla sera), non più un valore – quello di cui parla l’art.1 della Costituzione –, oggi è frullato.

Poche chiacchiere: solo la fine del credo liberista degli anni 90, che ha travolto tutte le culture politiche, potrà fermare questo massacro.

Occorre un nuovo credo lavorista, o laburista: una vera e propria rivoluzione copernicana delle politiche economiche e sociali. Su queste colonne sosteniamo da tempo questa tesi, anche quando eravamo più soli.

La compagnia oggi si è arricchita: il cardinale Tettamanzi (Milano), il cardinale Poletto (Torino), il cardinale Scola (Venezia), il cardinale Romeo (Palermo). La Chiesa – lo testimoniano anche gli operai a San Pietro – sembra uno dei pochi baluardi morali e sociali a difesa del lavoro. E così la CGIL, colpevolmente isolata dalle altre confederazioni sindacali.

E tuttavia all’appello mancano ancora i soggetti che più possono compiere la rottura col passato.

Il primo sono gli imprenditori, o meglio la Confindustria, attardata a chiedere vecchie politiche liberali anziché un’azione volta a aumentare i sostegni pubblici alle aziende che danno lavoro stabile, duraturo, garantito.

Il secondo è il Governo, che agisce come se fosse l’opposizione denunciando demagogicamente questa o quella impresa salvo poi non prendere iniziative forti e chiare: per trovare un investitore, anche internazionale a Termini, per sostenere costi quel che costi Portovesme, e per intraprendere un programma deciso di sostegno all’occupazione e di lotta alla precarietà – anticamera della disoccupazione – , decantata dal ministro del Lavoro come regno delle opportunità. E infine le opposizioni, a partire dal Pd. Anche dai carri del Carnevale, leggiamo oggi, è scomparsa la sinistra.

Un’estinzione lunga e inesorabile. Più coraggio e più radicalità: questo ci si aspetta da Bersani. E’ l’ora della rinascita di una grande forza politica che tuteli e rappresenti il lavoro, e l’aspirazione a un lavoro vero e a un reddito sicuro.

Il ribrezzo per il nuovo fascismo

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 31-01-2010

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Abbiamo già detto che il fascismo è arbitrio istituzionalizzato, che il fascismo è l’arbitrio e la violenza che diventano senso comune.

Ora il ribrezzo ci rende attoniti e davanti ad una semplice domanda non sappiamo come rispondere e come rendere ragione del tempo che passa e del declino di questo paese.

La domanda è semplice: “Come è possibile che gli abitanti di Rosarno siano nostri concittadini, che facciano parte della nostra comunità, che votino nelle stesse urne in cui votiamo noi e che scelgano insieme a noi coloro che ci devono governare?”

Domanda che potrebbe essere declinata rispetto altri luoghi, ma sempre con le stesse modalità e lo stesso stupore.

Come è possibile il “white crhistmas” nel  bresciano o la deriva leghista nazi-sceriffesca del Veneto di Gentilini?

Come è possibile che le mafie possano ridurre gli immigrati a nuovi schiavi e nessuno dica niente e che le stesse comunità, che assistono silenti al nuovo schiavismo, siano poi pronte a dare la colpa agli immigrati di tutti i loro mali?

Forse una risposta c’è: la logica del pogrom e del capro espiatorio. Assistiamo infatti alle ennesime guerre tra poveri, in cui il sottoproletariato italiano è facile vittima delle retoriche dei poteri malavitosi  e del nuovo fascismo.

Ma le colpe di questo effetto di ripulsa contro l’immigrato, del razzismo che diviene senso comune è della mancanza di un’alternativa di società.

In mancanza di movimenti organizzati, che sappiano dare risposte politiche al malessere di una società instabile ed impaurita, assisteremo infatti ad un deteriorarsi sempre maggiore della nostra convivenza civile e,  forse, è arrivato il tempo di dare risposte politiche e di trovare nuovi attori capaci di rendere conto di problemi come la legalità, l’immigrazione e la sicurezza, senza queste risposte la nostra stessa democrazia è in pericolo.

Senza queste risposte rimarrà solo il ribrezzo, la paura e la solitudine.

Oskar Lafontaine: rifondiamo la Sinistra Europea

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 12-10-2009

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Pubblico questo scritto di Oskar Lafontaine, che non trova la mia completa adesione (ad esempio in politica estera), ma che credo comunque utile come elemento per un dibattito culturale e politico in merito al futuro della Sinistra Europea. Ad esempio, io credo che le ragioni della guerra in Afganistan siano più complesse di quelle esposte da molte formazioni della sinistra continentale. Quando ero all’interno dei Democratici di Sinistra (DS) ero un convinto sostenitore dell’intervento italiano in Kossovo e dell’intervento in Afganistan, da questo punto di vista non rinnego nessuna delle motivazioni che mi hannoportato a sostenere quegli interventi militari.

In ogni modo, la voce di Lafontaine indica una prospettiva interessante da prendere in considerazione per un dibattito non dogmatico in merito al futuro della sinistra e del socialismo in Europa.

dal sito Radical Socialismo

Scritto da Oskar Lafontaine (pres. Die Linke)
lunedì 28 settembre 2009

La crisi che stiamo attraversando non è semplicemente tecnica ed economica ma di tutto il sistema sociale. E’ importante sottolineare questo punto, altrimenti rischiamo di non capirla. Sono in gioco i nostri valori. Per trent’anni ha dominato la filosofia neoliberista, una filosofia contro l’umanità il cui unico obiettivo è il profitto e non la soddisfazione dei bisogni dell’uomo. E per avere sempre maggiori profitti si deregolamenta tutto a livello mondiale. Mi piace sempre citare Rousseau per spiegare cosa dobbiamo fare: bisogna avere delle regole per difendere i deboli. In questo periodo senza regole sono i più deboli che necessariamente soccombono. Il risultato di questa crisi è una profonda recessione economica che verrà pagata dai più deboli. La sinistra deve avere un’altra filosofia rispetto al neoliberismo. Se loro chiedono deregolamentazione, noi dobbiamo chiedere più regole. Se loro parlano di privatizzazione noi proponiamo una più forte presenza pubblica in economia. Cuore del neoliberismo è la flessibilità. Bene, noi proponiamo allora un mercato che permetta agli uomini di essere liberi, contro la precarietà.

Il Gruppo di Volpedo. Appello ai socialisti ovunque essi siano

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-10-2009

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Compagne, compagni, amiche, amici.


Sabato 17 ottobre 2009, a partire dalle ore 9.30 si terrà a Volpedo, in provincia di Alessandria,un nuovo importante appuntamento del Coordinamento dei Circoli Socialisti e Libertari del Nord-Ovest d’Italia, ovverosia, appunto, del “Gruppo di Volpedo”, di cui Altera fa parte.

E’ un appuntamento importante ed ambizioso, con il quale i circoli del Gruppo intendono proporsi come un soggetto politico in grado di dare un contributo significativo, in termini di idee e di elaborazione politico-culturale, alla costruzione di una nuova Sinistra riformatrice in questo Paese.

Molti hanno continuato a ripetere, soprattutto negli ultimi anni, che il Socialismo sarebbe ormai morto, e che non sarebbe che un relitto del passato.

Questo luogo comune è stato ribadito con insistenza quasi ossessiva. E il risultato è stato che la Sinistra, in Italia così come, in parte, anche in altri paesi d’Europa, ha finito per perdere slancio ideale, identità culturale, forza progettuale, e capacità di suscitare ed aggregare consensi.