Benvenuti in Italia (Pianeta Terra)…

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010

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Benvenuti in Italia, Pianeta Terra, cari amici futuristi o futuribili.

Sarebbe troppo facile deridere il risveglio dei finiani, deridere le motivazioni con cui “Fare Futuro” individua in Berlusconi il nemico della libertà e della democrazia, dopo che per un quindicennio gli ex e post fascisti guidati da Fini hanno avvallato tutte le misure liberticide di queste destra populista, xenofoba ed autoritaria.

Potremmo ricordare la presenza di Fini nella camera di regia del G8 di Genova, la repressione avvallata e legittimata dalla presenza dell’ex Vice Premier Gianfranco Fini nella camera di regia che guidava le forze dell’ordine nella repressione di pacifici manifestanti portando a quella che è stata definita la “macelleria messicana della scuola Diaz”; potremmo ricordare la legge Bossi-Fini o la legge Gasparri, che ha concesso il monopolio televisivo ed informativo a Silvio B., e molte altre cose se non bastasse ricordare il passato missino e fascista di molti finiani.

Ma sarebbe troppo facile, crediamo invece che i colpi inferti in questi mesi ad un Fini, che da molti anni  sembra aver scoperto la democrazia (“il fascismo male assoluto” e la questione ebraica ne sono un esempio) abbiano finalmente svelato, anche a chi opportunisticamente credeva di poter usare Berlusconi ed il berlusconismo, la natura ademocratica del regime.

Crediamo che si abbia il diritto di cambiare idea e operare scelte politiche conseguenti e crediamo il momento sia tale da trovare in ogni alleato un buon alleato in difesa della nostra “povera patria”.

Detto questo, benvenuti anche voi e bene arruolati nel tentativo di salvare un paese sempre più degradato.

Pubblichiamo di seguito la nota di Filippo Rossi (del 19 agosto 2010), direttore di Fare Futuro, sul Berlusconi degli editti e del liberticidio.

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Speravamo che il berlusconismo non fosse come lo dipingevano i nemici, ma…

Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà

di Filippo Rossi

Eravamo convinti che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari.

Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito.  Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.

Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima.

Senza vergogna

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 07-06-2010

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di Gianluigi Ricuperati (tratto dal Domenicale del SOLE 24 Ore del 6 giugno 2010).

Segnalo la bella recensione del nuovo libro di Marco Belpoliti scritta dell’amico G. Ricuperati.

La scena è un tavolo addobbato per pranzo. La scena è un tavolo addobbato. C’è un uomo.

L’uomo è circondato da tre figli, una moglie, una ex-moglie, un paio di amici. La sua famiglia è sempre stata una minuscola comunità ad assetto variabile.

L’uomo ha una sessantina d’anni. È stato un politico in ascesa, ha coperto cariche organizzato gruppi lanciato campagne. Cinque anni fa è stato colto in fallo, come accade comunemente in Italia, per aver distratto risorse pubbliche. Da lì in avanti, i titoli dei giornali, l’ammissione, il carcere, i conti bloccati, la discesa profonda in un cono rovesciato in cui le persone non smettono di salutarti, ma appunto, ti salutano e basta, mentre prima si fermavano guardando con gli occhi celeri dell’ammirazione.

L’uomo non è sfuggito al processo. Per anni, per mesi, tutti i suoi cari hanno immaginato nei dettagli le circostanze del suo possibile suicidio, che non è mai avvenuto. I domiciliari, il rito abbreviato, poi il passare del tempo. Ma quasi sempre, durante ogni rito, nel mezzo di ogni festa, la medesima sequenza di gesti: l’uomo si alza, in un istante imprevedibile, cammina rapido e va in giardino a vomitare.

Qualche minuto e tornerà a sedersi a tavola.
Mentre leggevo Senza Vergogna, di Marco Belpoliti (Guanda), non ho mai smesso di coltivare il ricordo visivo di quel gesto, di cui sono stato testimone, ospite casuale impietrito, proprio in occasione di un pranzo pasquale, qualche anno fa, nel cuore del nostro tempo.Senza Vergogna è un reportage di idee, genere peculiare del quale Belpoliti è titolare unico e magistrale nella nostra lingua. È un tomo dal peso insospettabile, 350 grammi, che però mette in moto un desiderio discorsivo fluviale.

Contro la scure creativa di Tremonti ed in difesa dell’Istituto di Studi Filosofici di Napoli

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 29-05-2010

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Dopo due anni di negazionismo finanziario, Berlusconi si è accorto che la crisi economica internazionale non è solo psicologica e che non basta l’ottimismo per uscirne fuori.

Il brusco risveglio dei cittadini è provocato da una finanziaria da 24 miliardi di euro, che possono far scivolare il paese in un incubo e riportare gli italiani in un Paese vero che assomiglia poco alla Bengodi di cui parla spesso Silvio Berlusconi.

La scure di Tremonti (versione emergenziale della finanza creativa) si abbatte, sempre in modo creativo, sugli enti inutili da tagliare.

Risparmio, risparmio, risparmio: questo è il battage pubblicitario.

L’atteggiamento da “buon padre di famiglia” di Silvio B. legittima il risparmio ed il taglio delle spese inutili ed allora  spazio alla creatività contro l’inutilità ed allora il Tremonti (la buona casalinga attenta ai conti di casa) con la ua matitina rossa ed il suo pallottoliere comincia a tagliare gli enti inutili. E come si sa in Italia la cultura è inutile, quindi un segno di matita rossa e nei bilanci la cultura non c’è più.

Nell’ottica di questo Governo, federalista (a parole), meridionalista (a parole),  settentrionalista (a parole) e attento alla cultura ed al bene del paese (sempre a parole), la scure deve abbattersi sulla cultura: tagli alla lirica, al teatro, all’università e soprattutto all’Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli.

L’ennesima vergogna creativa di Tremonti: tagliare l’Istituto che incarna la migliore tradizione intellettuale del meridionalismo italiano, che per merito di un mecenate napoletano (Gerardo Marotta) offre centinaia di borse di studio a giovani ricercatori italiani e stranieri…

In un Paese in declino come il nostro si decide di colpire una delle eccellenze culturali riconosciute a livello internazionale, per qualità e correttezza gestionale, un’eccellenza che nasce dal depresso sud del Paese e che ogni giorno dimostra che c’è un altro meridione e che non tutto e camorra, mafia e gomorra…

Spero che i deputati della PDL meridionali battano un colpo in difesa di quel sud che a parole (sempre a parole) amano e dicono di rappresentare e spero che la politica e la società civile (se ce ne è ancora una) si mobiliti in difesa di quell’Istituto, cui la cultura italiana degli ultimi 30 anni deve molto, moltissimo…

Leggi l’Appello della Fédération Internationale des Sociétés de Philosophiein favore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Analisi del voto n.1: il centrodestra.

Posted by roberto09 | Posted in Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 12-04-2010

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di Aldo Garzia (tratto da Left del 2 aprile 2010).

Ringrazio l’amico Aldo per il contributo.

Il primo vincitore delle regionali è lui: Silvio Berlusconi, da un quindicennio protagonista della politica italiana tra lo stupore dei suoi omologhi europei e di metà dei suoi connazionali. Il governo che guida di nuovo dal 2008 non è penalizzato dalla crisi economica, come invece è capitato a Nicolas Sarkozy nelle recenti elezioni regionali in Francia. Se ci fossero alle porte elezioni politiche, Pdl e Lega – con alleati tutti i pezzi della destra estrema – tornerebbero a vincere senza eccessivi affanni.

Il centrodestra espande infatti la sua presa elettorale come dimostrano i successi al fotofinish in Piemonte, Lazio e quelli al sud in Campania e Calabria. Quale leader della destra europea può vantare un tale primato, mentre la disoccupazione aumenta e sono in rosso tutti i numeri dell’economia nazionale?

Non resta che prendere atto che per buttare giù dalla torre Berlusconi non bastano i racconti a luci rosse delle escort, gli scandali del G8 o della Protezione civile pensata come una task force al di sopra di ogni controllo, le casuali intercettazioni telefoniche con componenti di una Autority per eliminare alcune trasmissioni tv ritenute scomode.

Italia: un paese unito dal razzismo

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 18-01-2010

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titolo originale: “Italy: a country united by racism” di Vittorio Longhi (tratto dal Guardian del 10 gennaio 2010, www.italiadallestero.info).

Dai vertici politici alla criminalità e impresa organizzate alla criminalità organizzata fino alle imprese, la persecuzione degli immigrati rappresenta un grande affare nella terra di Silvio Berlusconi.

“Il pericolo principale è quando camminano lungo le strade, semplicemente perché a Rosarno sono gli unici a non avere un’auto. Gli africani non possono rivolgersi alla polizia perché la maggior parte di loro non ha documenti né parenti disposti a difenderli. Quindi sono i bersagli ideali”.

Lo scrittore calabrese Antonello Mangano ha fornito una buona descrizione delle condizioni degli immigrati che lavorano per le aziende agricole in un libro provocatoriamente intitolato “Gli africani salveranno Rosarno. E forse anche l’Italia”. Lo ha scritto dopo la rivolta di immigrati del dicembre 2008 in risposta all’ennesima rapina e sparatoria operata dalle gang della ‘ndrangheta. Dopo che due ivoriani furono feriti gravemente, i loro amici provenienti da Ghana, Nigeria, Burkina Faso, Mali, Togo, Eritrea e Sudan si erano uniti per opporsi ai criminali italiani, denunciando collettivamente l’attacco alle autorità. “La comunità africana ha rappresentato un vero movimento antimafia dal basso, con coraggio hanno alzato la testa, dimostrando un alto senso dello stato, molto più alto di quello dei nostri concittadini” scrisse Mangano.

E cosa è successo da allora a questi coraggiosi africani? Ulteriore sfruttamento, ulteriori attacchi da parte di gang e cittadini, fino a che hanno dovuto essere evacuati da Rosarno, ieri.

Questi fatti sono un chiaro avvertimento che sempre più immigrati in Italia stanno raggiungendo il limte della sopportazione, a causa dell’ostilità provocata da una campagna di criminalizzazione operata dai media e dalla politica nei confronti dei clandestini. “Dobiamo essere risoluti contro l’immigrazione clandestina” continua a ripetere il Ministro degli Interni Roberto Maroni, esponente della Lega Nord.

Una colletta per Silvio di Massimo Gramellini

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Politica nazionale | Posted on 07-10-2009

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Non sono un estimatore di Gramellini, ma il “Buongiorno” di oggi (La stampa, 7/10/09) è inquietante  e lo propongo ai lettori di questo blog.

Se è vero, se questi lettori de “Il Giornale” esistono e non sono solo una strategia di marketing politico, vuol dire che siamo realmente in una brutta situazione…..

Bepi 777 e altri lettori de «Il Giornale» hanno lanciato l’idea di una sottoscrizione per coprire il buco che la sentenza del soviet di Milano ha aperto nelle casse della Fininvest. Se ogni elettore del Pdl versasse 42 euro, dicono, si troverebbero i 750 milioni del riscatto da pagare a De Benedetti. Non conosco Bepi e i suoi amici, ma immagino non siano armatori con sette yacht in Costa Azzurra. Cosa li spinge a offrire dei soldi a un uomo centomila volte più ricco, soldi che magari negherebbero a cause dal loro punto di vista altrettanto nobili, ma rivolte a vittime un po’ più bisognose?

Un giorno gli storici dovranno indagare le ragioni di questo innamoramento collettivo che con la politica non ha nulla a che fare. Come sia stato possibile che una persona intelligente, caparbia e spregiudicata – un uomo d’affari, mica Gandhi e nemmeno Michael Jackson – abbia potuto insinuarsi nel vuoto italiano e suscitare sentimenti così forti di immedesimazione e ripulsione. Quanto dev’essere stata mediocre la nostra classe dirigente, se ha spinto milioni di cittadini a identificare un uomo con una nazione e un’azienda con un partito, al punto che contro una sentenza che penalizza la Fininvest è pronta a mobilitarsi la metà del popolo italiano. I francesi non farebbero la colletta per pagare le multe a Sarkozy. Nelle altre lingue mancano persino le parole per descrivere un fanatismo che impedisce ormai qualsiasi comunicazione non solo fra chi lo ama e chi lo odia, ma anche fra costoro e tutti gli altri, che vorrebbero semplicemente andare oltre, possibilmente avanti.

Il buffone dell’Europa

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 25-09-2009

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L’Italia è il Paese che amo.

L’Italia è una terra di contraddizioni, di forti suoni e sapori.

L’Italia è un Paese ferito.

L’Italia è la mia patria perché l’italiano è la mia lingua materna (Patria e Matria).

L’Italia è un Paese di cui alcune volte ci vergogniamo….

Il Signor B. di cui un giorno, non molto tempo fa, avremmo potuto fermare la “resistibile ascesa” è oggi, definitivamente e senza rimedio, il “buffone d’Europa”. Non molti anni fa, correva l’anno 2001, la società civile si unì in una forte opposizione democratica all’avanzata delle destre capeggiate da Silvio B. Molti di noi animarono la stagione dei girotondi e dell’opposizione civile e le nostre grida di protesta si unirono a quelle dei ragazzi del movimento alteromondista, coloro che ci rappresentavano in Parlamento (le opposizioni di centro sinistra) credettero che non fosse necessario fermare l’avanzata del monarca di Arcore e dopo non essere intervenuti a sanare l’incredibile conflitto di interessi, mentre erano al governo del Paese, reputarono che i movimenti di opposizione civile fossero un nemico, un problema, ed affossarono un grande e spontaneo movimento, provocando la disillusione di milioni di persone.

Oggi, il monarca è nuovamente al governo del Paese e questa estate molti hanno scoperto che Silvio B. scopa e che lo fa con giovani donne, poco importa se come “utilizzatore finale” o a pagamento.

Molti hanno scoperto che il berlusconismo ha ridotto il paese ad una “mignottocrazia”, molti insomma hanno scoperto che il berlusconismo corrompe il tessuto morale e sociale di una Repubblica in frantumi, che cede alla xenofobia, al razzismo e che vede minata la sua unità in nome di rivendicazioni neo-identitarie frutto di un’invenzione della tradizione (la Padania) degna di essere un giorno studiata nei manuali di sociologia.

Caro Cardinal Bagnasco….

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica nazionale | Posted on 18-09-2009

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(da Voi molti si aspetterebbero un Non licet verso coloro che usano la virtù come un velo di seta, con cui coprire una sentina di vizi, invece dimostrate di essere un sepolcro imbiancato…. n.d.r.)


Facendo mia questa lettera, la propongo all’attenzione dei miei lettori.

Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.