La voce del popolo
Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 26-01-2010
Tag:Bersani, bologna, Delbono, D’Alema, PDL, pietro folena, Poli Bortone, primarie pugliesi, primarie pugliesi 24 gennaio 2010, puglia, Udc, Vendola, venezia
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di Pietro Folena (tratto da Epolis del 26 gennaio 2010).
Nella confusione sovrana che regna nei gruppi dirigenti delle forze di opposizione – confermando la diagnosi più pessimista sulla malattia del sistema politico -, un po’ d’ordine lo mettono gli elettori e i simpatizzanti.
E così, come avevamo auspicato qualche settimana fa su queste colonne, indicando la strada delle primarie, la domenica 24 gennaio per la Puglia e per Venezia ha sbloccato un conflitto ormai distruttivo e lacerante.Anzi: ex malo bonum, visto che l’altissima partecipazione in quest’occasione fornisce energie, forza, speranze dopo settimane deprimenti. Certo: un disegno politico – quello di un nuovo centro-sinistra allargato – rischia di essere compromesso.
Casini ha già annunciato il sostegno in Puglia alla dissidente Pdl Poli Bortone. Ma Vendola, non solo D’Alema e Bersani, non sostiene la tesi di un frontismo duro e puro: ha del resto operato una rottura dolorosa col suo ex-partito proprio su questo punto. La differenza, semmai, è sul come si allarga, e soprattutto su chi deve allargare.
Oggi per vincere in Puglia, la distensione tra Vendola e D’Alema è indispensabile. Anche a Venezia, la prevalenza di un uomo prestigioso, come Orsoni, e fuori dagli equilibri partitici, offre al centrosinistra l’unica possibilità per battere Brunetta e il grande apparato di potere e di finanza che intende lanciare un assalto alla grande roccaforte della sinistra nel nordest.
Aspettiamo fiduciosi che con lo stesso spirito, e con metodo analogo, o con atti un po’ giacobini ma liberatori -. com’è avvenuto in Lazio con l’autocandidatura di Emma Bonino – l’opposizione decida le candidature in Umbria, in Calabria e in Campania.
Ora la palla si sposta in casa Udc: la furbizia dei due forni aperti – uno per parte- si sta bruciando. Occorrerebbe avere la forza, dove è ancora possibile, e sicuramente dopo le regionali, di fondare non sulle sabbie mobili un rapporto più duraturo fra una componente moderato-cattolica, e una componente di sinistra riformatrice.
I prossimi dieci giorni ci racconteranno se l’opposizione ha riaperto la partita delle regionali – obiettivo che solo qualche settimana indietro sembrava irrimediabilmente compromesso – o se, al di là di Lazio e Puglia, la maggioranza si avvia verso un plebiscito. Anche il caso Bologna, con la decisione di Delbono di dimettersi, sembra dire che si sta prendendo a sin istra l’iniziativa. Forse è passato il momento più difficile.
Sperando sempre che tutti, da questo lato, remino con forza dalla stessa parte.


