Epigrafe.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 20-11-2010

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Ieri è morta  Adriana Zarri, poetessa, teologa, militante. Quelle parole che ci giungevano dall’eremo ci mancheranno molto….

Facciamo nostra l’epigrafe pubblicata sul blog dell’amico Pietro Folena.

EPIGRAFE

Non mi vestite di nero:
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

Ciao Edoardo…

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 19-05-2010

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Poeta, intellettuale, professore di letteratura all’Università di Torino, Salerno e Genova. Autore di teatro, critico, saggista. Ieri mattina all’età di 79 anni Edoardo Sanguineti è deceduto nell’ospedale Villa Scassi a Genova, nella città che amava e che lo aveva visto nascere, nella città per cui ancora spendeva il suo impegno civile.

Con quel suo volto magro e l’odore di tabacco che imperniava sempre giacca e cravatta, che come un’uniforme non abbandonava mai, era diventato l’icona di un intellettuale totale che, dalle neoavanguardie in poi, era riuscito a diventare una delle figure chiave della cultura italiana del secolo scorso.

Ho incontrato Edoardo in un convegno internazionale sul futuro della sinistra europea a Genova nel 2008, quello che mi colpì era il volto scavato e la passione e l’entusiasmo di un bambino che sapeva ancora ridere di cuore per i grandi temi della filosofia, della letteratura e della politica.

Le nostre asperità e le nostre passioni ci unirono subito in modo ruvido…

Lui, l’icona novecentesca del letterato trasgressivo e comunista, che teneva una relazione su “l’attualità del materialismo storico”, che sarebbe poi confluita in un libricino dal titolo “Come si diventa materialisti storici”.

Io, il giovane filosofo e politico di formazione socialista, che tenevo una relazione dal titolo “Oltre il socialismo”.

Io trentenne e lui settantenne.

Lui un’icona e un mostro sacro della cultura italiana, io un giovane forse di belle speranze….

Due generazioni a confronto, due impostazioni politiche e culturali pericolosamente in rotta di collisione e nello stesso tempo in sintesi armonica.

Nulla di più diverso, nulla di più simile.

Devo confessare che mi “tremavano le vene e i polsi”, come direbbe il poeta da lui tanto amato e studiato, ad essere accostato a Sanguineti in una sessione di discussione dal titolo “i fondamenti”, ma nello stesso tempo era una specie di grande lusinga.

Edoardo Sanguineti è stato davvero una figura decisiva nella formazione di molti di noi: ci ha insegnato il gusto e la necessità di sperimentare nuovi linguaggi, convinto che il linguaggio dovesse diventare uno strumento per sovvertire un ordine intrinsecamente fascista in nome di un’assoluta libertà.

Ieri Edoardo se ne è andato, per sempre… rimane il rammarico di non avere condiviso molte più parole e molti più progetti e molti di noi si sentiranno più soli.

Fino all’ultimo è stato capace di dare forza a quella infinita passione politica, che lo muoveva per la città ed il Paese che amava e per la causa delle sinistre, e unirla alla ricerca intellettuale, con lui se ne va un altro pezzo di una generazione che ha contribuito nel bene e nel male a dare forma a questa nazione.

In questi anni di fine della politica e della cultura, in cui l’Italia sembra costretta ad un declino che assomiglia sempre più ad una lenta ed inarrestabile agonia, molto spesso essere chiamati intellettuali o politici assume tonalità di scherno e di disprezzo, mentre tutte le volte che Edoardo pronunciava quelle due parole era come se stesse parlando di ciò che di più alto e più dignitoso può essere concesso di fare ad un essere umano.

Adesso che la “nostra parte” nel gioco delle forze storiche sembra essere spazzata via, è solo l’esempio di uomini come Sanguineti che continua a farci credere che sia giusto continuare a combattere per cose come l’emancipazione materiale e spirituale degli uomini.

Molte amarezze e solo alcuni bei ricordi segnano questi anni di attività politica ed intellettuale, tra i pochi bei ricordi c’è quella giornata a Genova in cui ho per la prima volta incontrato Edoardo ed i suoi complimenti verso un “un giovane brillante, di cui non condivido l’impostazione, ma che sicuramente è un giovane intellettuale e politico preparato ed intelligente”.

Grazie Edoardo, mi dispiace non aver condiviso più parole e più progetti.

tutto il resto è poesia…

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis | Posted on 02-01-2010

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La poesia è il tessuto che permette alle nostre azioni di essere ancora dopo noi.

Iniziamo il nuovo anno con due poesie di lingua inglese di grande bellezza (Proximity di Gregory Corso e How do I love thee? di Elisabeth Barret Browning) ed una vignetta di Ade Zeno in cui Tersite indica a coloro che vogliono leggere alcuni dei nostri pensieri.

tersite-ha-un-ospite1

HOW DO I LOVE THEE? di Elizabeth Barrett Browning

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane | Posted on 02-01-2010

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How do I love thee?
-
Elizabeth Barrett Browning

.

How do I love thee? Let me count the ways.

I love thee to the depth and breadth and height

my soul can reach, when feeling out of sight

for the ends of Being and Ideal Grace.

I love thee fo the levei of everyday’s

most quiet need, by sun and candlelight.

I love thee freely, as men strive for Right;

I love thee purely, as they turn from Praise;

I love thee with the passion put fo use

in my old griefs, and with my childhood’s faith;

I love thee with a love I seemed fo lose

with my lost saints, – I love thee with the breath,

smiles, tears, of all my life! – and, if God, choose,

I shall but love thee better affer death.

….

Come ti amo?
-
Elizabeth Barrett Browning

.

Come ti amo? – Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.

Ti amo fino agli estremi di profondità,

di altura e di estensione che l’anima mia

può raggiungere, quando al di là del corporeo

tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.

Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,

alla luce del giorno e al lume di candela.

Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;

Ti amo con la stessa purezza con cui essi

rifuggono dalla lode;

Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze

e quella che fanciulla mettevo nella fede;

Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito

coi miei santi perduti, – ti amo col respiro,

i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! – e,

se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

PROXIMITY di Gregory Corso

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane | Posted on 01-01-2010

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A star

is as far

as the eye

can see

and

as near

as my eye

is to me


Una Stella

è lontana

quanto l’occhio

può vedere

e

vicina

quanto il mio occhio

a me

Addio, piccola ape furibonda. Addio Alda Merini

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi | Posted on 08-11-2009

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Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai
.

Ho un solo rimpianto: non averla conosciuta e frequentata.

Ho incontrato e frequentato molti intellettuali, filosofi, artisti e politici, ed alcuni di essi erano molto famosi, pochi erano in grado di toccare con le proprie parole e la propria scrittura l’animo umano.

Mi rammarico di non averla conosciuta, nel mio immaginario la sua arte era potente come quella di Carol Rama e le sue visioni toccavano le corde più profonde dell’anima, proprio come i quadri della pittrice. La sua arte era sofferenza e magia, le sue poesie erano una porta aperta su una follia più umana dell’umanità dei savi.

Avrei voluto incontrarla e confrontarmi con lei, con Alda Merini, ma ormai è troppo tardi: è morta, all’età di 78 anni, il 1 novembre 2009.

Molte parole sono state spese per ricordarle, alcune sono state spese male, altre pronunciate a vanvera…

Ho aspettato la fine della buriana mediatica per ricordare una donna importante per la mia formazione, alle cui poesie sono legato ed alle cui poesie tornavo spesso, cercando parole lucide per narrare la sofferenza del reale.

Ho incontrato la poesia di Alda Merini grazie ad una donna, che nelle parole della poetessa trovava conforto… ed ho capito l’umanità profonda dell’amore e della sofferenza attraverso di esse.

Della “piccola ape furibonda, cui piace cambiare forma e colore”, così come amava definirsi, rimangono solo le parole scritte, le fotografie e le interviste, in cui con una voce roca ed una penna in mano dava suono alla scrittura.

“Piccola ape”, sei stata la dimostrazione che tenere nella destra una penna ed una sigaretta non è qualcosa di frivolo, ma uno dei pochi modi per essere realmente umani dinanzi alla follia del reale , dei sani di mente e della loro piccola e triste borghesia.

Addio, mi mancheranno le parole che avresti ancora potuto scrivere.

Matrimonio di Gregory Corso

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane | Posted on 30-10-2009

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(Gregory Corso- Matrimonio -dedicato ad una donna)

Devo sposarmi? Devo essere buono?
Far colpo vestito di velluto e cappuccio da Faust sulla ragazza che abita accanto?
Portarla al cimitero invece che al cinema
dirle tutto sui lupi mannari vasche da bagno e clarinetti biforcuti
poi desiderarla e baciarla e tutti i preliminari
e lei che arriva solo fino a un certo punto e io capisco perché
e non mi arrabbio dicendo Devi sentire! E’ bello sentire!
Invece la prendo fra le braccia mi appoggio a una vecchia tomba contora
e corteggio lei la notte intera le costellazioni nel cielo -

Quando mi presenta i suoi genitori
schiena diritta, capelli finalmente ravvivati,
strangolato da una cravatta,
devo sedere a ginocchia unite sul loro sofà da 3° grado
e non domandare Dov’è il bagno?
Come sentirmi se non come sono,
pensando spesso al sapone Flash Gordon -
O come deve essere orribile per un giovanotto
seduto davanti a una famiglia e la famiglia che pensa
Non l’abbiamo mai visto! Vuole la nostra Mary Lou!
Dopo il tè e i dolci fatti in casa mi chiedono Come ti guadagni la vita?
Devo dirglierlo? Gli sarei simpatico dopo?
Direbbero Va bene sposatevi, perdiamo una figlia
ma guadagnamo un figlio -
E devo domandare allora Dov’è il bagno?