Sull’antifascismo non si tratta (di Maurizio Viroli).

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 07-04-2011

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L’idea di tre senatori del Pdl e di un “finiano” di presentare un disegno di legge costituzionale per abrogare la disposizione XII che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” sarebbe niente di più di un’ulteriore prova dell’ignoranza dei parlamentari della maggioranza di governo, se non fosse immorale e pericolosa.

Gli sconsiderati senatori sostengono infatti che la disposizione in questione è transitoria e dunque, dopo 65 anni, può essere allegramente abbandonata. Anche chi conosce soltanto i primi rudimenti di diritto costituzionale sa che quella disposizione non è transitoria perché non contiene indicazioni di limiti temporali ed è invece finale, e sta lì in quanto esprime un giudizio storico e morale inappellabile e irreversibile di condanna del regime fascista.

La ragion d’essere della nostra Costituzione è l’antifascismo. Tolta quella disposizione, tutta la carta fondamentale perde la sua fisionomia etica e politica. Ma questo è appunto ciò che il signore e i suoi servi vogliono: liberarsi dalla Costituzione, devastandola pezzo per pezzo. O noi ci liberiamo di loro, o loro si libereranno dalla Costituzione, ultimo baluardo della nostra libertà e dignità civile. Non c’è via di mezzo. Questo è il carattere dello scontro politico oggi in Italia. La ragione per cui l’idea di abrogare la disposizione XII è immorale la capisce anche un bambino: sarebbe un’offesa alla memoria di coloro che hanno lottato contro il fascismo e un’assoluzione dei crimini e delle responsabilità di quel regime. E’ un’idea pericolosa perché il fascismo, come modo di sentire e di pensare, è nella nostra storia e fa parte del nostro spirito nazionale. E’ dunque semplicemente folle indebolire le difese politiche e legali. Saggezza e rettitudine suggeriscono un comportmento esattamente opposto.

Chiunque abbia la possibilità di fare sentire la propria voce in Parlamneto, nelle piazze, nelle televisioni, sui giornali, ha il dovere di parlare per fare nascere un movimento di sdegno nobile e fermo contro questo nuovo attacco alla nostra libertà. Il prossimo 25 aprile sia l’occasione per dire al signore e ai suoi servi che per impedire un simile scempio siamo disposti a lottare con tutte le nostre forze.

(Articolo apparso su “Il fatto quotidiano”;  Maurizio Viroli è un amico e ho avuto il piacere di  presentare il suo ultimo libro, La libertà dei servi, del quale consiglio la lettura).

Gli schiavi in rivolta di Rosarno

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 10-01-2010

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di Davide Orecchio (tratto da www.rassegna.it)

Il sistema malato e vessatorio della Piana di Gioia Tauro era noto da tempo. Rapporti e denunce avevano fornito tutti gli elementi per comprenderlo. Sulla base di quelle informazioni, chi di dovere avrebbe potuto intervenire. Ma non è stato fatto nulla

Succede, prima o poi, che gli schiavi si ribellino. È successo a Rosarno, dove gli africani sfruttati nei campi di Gioia Tauro sono entrati nella dimensione della rivolta. Dimensione che appartiene antropologicamente a ogni essere umano quando percepisce che la misura è colma, che il limite della sopportazione è stato superato, quando lavora 14 ore al giorno per pochi euro, vive all’aria aperta o tra le mura di edifici dismessi, senza un bagno o acqua per pulirsi, esposto ogni giorno alla violenza del primo caporale che passa.

La ribellione degli immigrati si è indirizzata contro il sistema mafioso, criminale ed economico che li sfrutta. Contro il territorio che ospita questo sistema e contro le persone che lo abitano. Un’”insurrezione” - secondo quanto riferito da un sacerdote di Libera – che sarebbe stata innescata da una notizia falsa diffusa tra gli immigrati: che quattro di loro erano stati uccisi. Chi ha diffuso la voce e perché? Siamo forse di fronte a un altro segnale di destabilizzazione del territorio calabrese ad opera delle cosche, dopo la bomba di Reggio Calabria? Se le cause sono ancora oscure, le conseguenze sono state immediate e ben visibili: panico, violenza e reazione altrettanto e più violenta da parte degli abitanti di Rosarno.

Quella destra liberale e democratica che l’Italia non ha mai avuto.

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 13-12-2009

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Agostino (il filosofo, il santo) diceva che: “il buio è mancanza di luce”.  Per questo motivo basterebbe portare la luce ed il buio sparirebbe…

Stesso discorso potrebbe essere fatto per la vittoria ed ormai il governo ventennale delle destre nel nostro paese… se quello è il buio basterebbe portare un po’ di luce (le idee e le azioni di un centro sinistra capace di stabilità).

La Pdl, infatti, è in subbuglio.

La tenuta della maggioranza è dovuta solamente alla capacittà attrattiva, anche e soprattutto economica, del “cavaliere”, ma a ben vedere negli ultimi 15 anni è sempre stato così e solo l’incapacità delle opposizioni di proporre un’alternativa, di società e di governo, ha permesso alla destre di governare il paese, spingendolo verso una deriva economica e strutturale.

Se non ci fossero state le manovre autodistruttive che hanno garantito le due cadute dei governi di centro sinistra e se ci fossero state azioni legislative e governative adeguate, il berlusconismo sarebbe stato archiviato da un pezzo.

Ma così non è …

Per questo motivo si  è in attesa di una soluzione biologica e non politica “all’anomalia italiana”: il pensionamento di un Berlusconi che non ha alcuna intenzione di essere pensionato dai suoi colonnelli e dai suoi sottopancia…

In questo caos istituzionale e politico, Tremonti e Fini giocano una battaglia in vista della successione al “piccolo monarca di Arcore” e  tra i due competitor il più interessante sembra Gianfranco Fini, che ha messo in campo (negli ultimi 15 anni) una serie di strappi teorici e politici, cui  il corpo dei militanti e dei dirigenti del MSI/AN si sono sempre dovuti adeguare, spesso con 1 oppure 2  anni di ritardo (primo tra tutti la questione ebraica ed israeliana).

Proponiamo di seguito un analisi di Aldo Garzia (tratta da Terra del 6 dicembre 2009), in cui si  ricostruisce storia e profilo di Gianfranco Fini, consapevoli che in questo momento egli si pone come uno dei protagonisti più interessanti del panorama politico italiano.