Non è l’arancione il colore, ma il blu della vergogna! Sfrattata la biblioteca dell’Istituto italiano di Studi Filosofici di Napoli.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 22-08-2012

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Il Sindaco di Napoli ci spiega che la sua rivoluzione politica continua e che avremo a che fare con una “Lista Arancione” alle prossime elezioni nazionali e che lui è tutto intento a scrivere manifesti, insieme ai suoi Assesori e che a “settembre saranno pronti  il nome, il manifesto e alcune firme importanti” per lanciare il movimento. Il Super Sindaco ci dice anche che “il colore arancione lo porta al poso” e infatti si vede bene e risalta sul blu della vergogna che il suo volto dovrebbe avere e che lui invece dissimula…

Mentre l’ex super magistrato, ex super parlamentare europeo, ora super sindaco e domani super leader nazionale ci intrattiene con le sue facezie, Napoli e tutto il Sud Italia perdono un grande centro culturale e una ferita devastante viene impressa nella carne viva di una nazione che vede continuamente stracciata la propria dignità, la propria tradizione e la propria storia.

Il super sindaco parla di colori e intanto la Biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici è costretta a trasferirsi in un capannone di Casoria, sfrattata, poiché lo Stato taglia i fondi ad un eccellenza internazionale e il suo governo di super professori calpesta le possibilità di studio ed emancipazione di migliaia di giovani, dando un colpo mortale al Centro che più di altri ha diffuso e preservato l’identità culturale meridionale e italiana, proiettandola a livelli internazionali.

Nella sua vita l’Istituto ha attribuito 2700 borse a giovani studiosi, la sua biblioteca di 300 mila volumi, molti dei quali rarissimi e antichi, 100 mila dei quali di proprietà dell’avvocato Gerardo Marotta (donati all’istituto e diventati bene comune), rappresentano la memoria vivente del pensiero filosofico, giuridico, politico e culturale che dal meridione italiano si è irraggiato a livello mondiale. Tra i testi conservati in quella biblioteca, volumi originali di Croce, Einaudi, Giordano Bruno, Calamandrei ed altri: elementi tangibili di una cultura italiana libertaria, liberale, filosofica, socialdemocratica, meridionalista, democratica, che il mondo ci invidia, che il mondo studia e che noi nascondiamo in un capannone di Casoria.

Mentre lo stato si inchina  alla stupidità e agli interessi di un blocco sociale che vuole fare del Meridione una discarica a cielo aperto, in cui nessuna speranza è per i giovani al di fuori delle consorterie camorristiche o del clientelismo, la retorica dei professori ci spiega che più istruzione e ricerca sono il futuro. Mentre la città di Napoli perde un’eccellenza senza pari a livello mondiale (così fu definito nel 1993 dall’Unesco l’Istituto), il suo Sindaco discetta sui colori da indossare nel prossimo anno. Se questa è la rivoluzione di De Magistris può essere rimandata al mittente e il super sindaco può rimanere solo con le sue bravate da Masaniello tragicomico che, usando le parole di Marotta, possono produrre solo alla cultura intesa come “festa ferina e forca”. Marotta è un eroe borghese che ha speso la sua vita nella creazione di un centro di eccellenza, nella convinzione che solo la cultura vera, cresciuta negli studi rigorosi, potesse rappresentare una chance di emancipazione per i giovani del Sud Italia. L’Istituto ha ospitato nella sua vita conferenze e lezioni di filosofi di fama mondiale come Ricoeur o Gadamer o Bobbio o Gombrich e ha offerto un luogo in cui leggere, scrivere e studiare a giovani studiosi provenienti da tutto il mondo. L’Istituto rappresenta e rappresentava l’alternativa possibile del sud Italia: cultura, decoro, dignità, emancipazione contro pizza, sole, mandolino, mafia e camorra. L’istituto sta morendo e solo il degrado ne prenderà il posto. Diamo un consiglio al super sindaco: si batta per salvare un’eccellenza internazionale di Napoli e si occupi meno dei braccialettini che porta la polso. Rivolgiamo una preghiera ai super professori che ci governano e al Super Mario economista liberale che guida il governo si occupi di salvare il centro che custodisce nel sud Italia la memoria, la storia e il pensiero vivente di liberali come Einaudi e Croce. Abbiamo la sensazione che nessuno farà niente e ci rimangono le parole amare di Marotta e la sensazione che questo paese perde un altro pezzo di sé, scivolando verso il nulla.

Per vedere l’intervista di di Gerardo Marotta tratta da You media veere il link sotto

sfrattata la biblioteca dell\’Istituto Italiano di Studi filosofici di Napoli

Living in lift

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Lo spazio della Polis | Posted on 16-08-2012

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In autunno/inverno 2012 curerò (insieme a Walter Vallini) un progetto artistico/espositivo finanziato e promosso dalla Schindler, dal titolo “Living in Lift”, che prevederà 4 mostre collettive di fotografia, video arte e installazioni  sul tema della verticalità e dello spazio dell’ascensore, inteso come spazio della quotidianità rimossa e come luogo dell’abitare e vivere contemporaneo.

Il progetto, la cui prima edizione è stata realizzata nell’ex Chiesa di San Carpoforo, sede del Dipartimento di Arti Visive e del CRAB – Centro di Ricerca Accademia di Brera (Zona Brera, via Formentini 10) dal 15 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012, assume l’ascensore come elemento di riflessione artistica sui temi dell’identità, dell’alterità, dell’ascesa/discesa, della soglia, dello spazio contemporaneo e del rapporto umano-tecnologia-mondo…

Saranno coinvolti artisti di differenti generazioni e si utilizzeranno 4 spazi museali, il progetto espositivo sarà così articolato:

A) due collettive negli spazi di Palazzo Ducale a Genova (una mostra per artisti senior negli spazi di “Liguria-Spazio aperto” della Fondazione regionale ligure per la cultura e lo spettacolo/ Fondazione Wolfsoniana di Genova, 8-30 novembre 2012,e  una collettiva di giovani artisti in “Sala Dogana”, 8-25 novembre 2012, selezionati sul territorio nazionale da una commissione che comprende direttori e curatori del CRAC-Circuito Regionale ligure Arte Contemporanea);

B) una collettiva senior e giovani artisti al CAMEC di La Spezia nel mese di gennaio 2013

C) Una collettiva negli Spazi di Castel dell’Ovo a Napoli nel febbraio 2013.

Il progetto espositivo sarà accompagnato da un catalogo.

Per i giovani artisti interessati  il bando di partecipazione può essere scaricato  andando sul sito di Palazzo Ducale di Genova (clicca qui) oppure scaricando qui il  pdf dd bando verticalità – bando

Scure di Tremonti sull’Istituto di Marotta «Ci fanno chiudere, scandalo mondiale»

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 28-05-2010

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Previsto tagli ai fondi per il tempio della filosofia di Palazzo Serra di Cassano. L’avvocato: «Decisione folle»

di Carlo Franco (tratto dal Corriere della Sera del 27 maggio 2010).

NAPOLI— La notizia l’ha appresa dal cronista e, quando si è reso conto della gravità della situazione, si è fiondato al giornale. Portando una serie di documenti che sanciscono l’eccellenza dell’e l’«impossibilità» di escluderlo dai contributi.

«Considerare il nostro Istituto un ente inutile, un ramo secco da spazzare via è una offesa che non posso accettare. E allora replico volando alto con la cultura: la scuola di Einstein, a Princeton, commentò così un altro momento terribile di Palazzo Serra di Cassano assediato dall’ignoranza: se l’Istituto dovesse chiudere sarebbe uno scandalo mondiale».

Solo un’altra volta avevamo visto Gerardo Marotta così preoccupato, fu la sera del terremoto, trent’anni fa ormai, quando piombò in redazione, terreo in volto, con il cappotto che non riusciva a coprire il pigiama di flanella.

Quella di oggi, però, è una rabbia diversa più razionale: «Se non ci rinnovano i contributi— dice— dovremo chiudere anche perché non ho più niente da vendere. L’ultima follia l’ho fatta vendendo un attico di mia moglie a Roma e con quei soldi stiamo andando avanti. Stanno finendo, però». È disperato e ci mostra il rendiconto dei revisori dei conti nel quale è scritto: «Per fronteggiare la situazione debitoria dell’Istituto Italiano per gli Studi filosofici l’avvocato Gerardo Marotta e i suoi figli Valeria, Barbara e Massimiliano hanno venduto l’appartamento al piano attico dell’edificio di piazza Grazioli 18 in Roma per il prezzo di un milione e 570mila euro. Con il ricavato di questa vendita si è riusciti a fronteggiare le spese per i seminari e le ricerche in corso, senza poter tuttavia colmare il vuoto creato dai mancati contributi per gli anni accademici 2002-2003 e 2007-2008». L’avvocato parla quasi con distacco come se non avesse armi per difendersi dai «nemici» che perfino uno come lui ha, ma poi l’orgoglio prende il sopravvento e riprende a squadernare imeriti della sua scuola unica al mondo — l’ha definita così l’Unesco — e della sua famiglia che non si è mai tirata indietro rispetto ai sacrifici che la gestione dell’Istituto imponeva. «È una sciagura, ci costringono ad ammainare la nostra bandiera e questo, per una crudele beffa, avviene il giorno prima della celebrazione del 35mo anniversario dell’Istituto. Ma noi abbiamo una fede incrollabile e faremo lo stesso festa ascoltando il discorso celebrativo di Marc Fumaroli, accademico di Francia».