WRITING THE CITY. Scrivere la città. Graffitismo, immaginario urbano e street art

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-10-2013

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In uscita, pubblicato dalla Aracne editrice,  il libro che ho curato sui temi del graffiti-writing, dell’immaginario urbano, della street art e delle pratiche di scrittura e ri-scrittura urbana con interventi di: Emiliano Battistini, Omar Calabrese, Gaetano Chiurazzi, Clara Cibrario Assereto, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Federica Martini, Marco Mondino, Francesco Poli, Roberto Salizzoni, Cecilia Santambrogio, Elsa Soro, Simona Stano,Federica Turco, Ugo Volli, Nayden Yotov.

 

Il tema del graffitismo viene affrontato in questo libro con strumenti filosofico-semiotici, al fine di analizzare i rapporti antropologici e comunicativi che si instaurano tra la città, le istituzioni, il potere e le soggettività subalterne. Il writing diventa, in questa prospettiva, il caso esemplare, in quanto materialmente scritturale, di un fenomeno di significazione e scrittura/ri-scrittura urbana, teso alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte di soggetti, inizialmente marginali e successivamente integrati nel mercato dell’arte e nella sfera pubblica. Soggetti che, attraverso una pratica di cittadinanza agita “artisticamente orientata”, producono una riscrittura estetica, un’appropriazione dello spazio urbano e una rigenerazione delle periferie degradate delle città contemporanee. Questo libro propone un saggio filosofico, che restituisce dal punto di vista teorico le pratiche di ri-semantizzazione della testualità urbana, e numerosi interventi di accademici e professionisti, che affrontano il graffiti–writing italiano e internazionale da prospettive filosofiche, semiotiche, storico-artistiche e giuridiche. Una parte significativa è dedicata, inoltre, ai processi di istituzionalizzazione del fenomeno, con speciale riguardo all’esperienza torinese di “MurArte” e “PicTurin”.

Per leggere un’anteprima del libro cliccare qui.

Graffiti-writing a Torino

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis | Posted on 28-04-2011

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Qui sotto trovate un’ intervista che mi è stata fatta, dalla testata giornalistica ArciNews di Torino, sul progetto MurArte e i fenomeni street art, graffiti/writing, muralismo urbano.

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Graffiti writing a Torino (parlano di me…)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Eventi | Posted on 12-02-2011

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Posto questo articolo di  Margherita Parigini (tratto da www.arcitorino.it), in cui si parla del fenomeno graffiti writing a Torino, sperando possa essere di interesse.

Alle nostre spalle c’era un lungo terrapieno di cemento, crepato in più punti.
La vita gli aveva riservato un destino felice.
C’era disegnato sopra un graffito meraviglioso, almeno 30 metri di colori.
Draghi, gnomi, negri che suonavano il sax, sirene e uccelli tropicali, cazzi e tette, frutti esotici, ciclopi, cannabi e calibani, un sottomarino giallo, e alcune scritte tra cui ne spiccava una gigantesca:
NON VI CREDIAMO PIU’

MARGHERITA DOLCEVITA, Stefano Benni

Alla luce della recente conferenza tenutasi a Palazzo Nuovo, Aula Lauree di Lettere, organizzata da C.I.R.Ce, ci si è voluti porre una domanda: ma secondo quali modalità la presenza dell’Arci torinese offre spazio al fenomeno dei writers, sempre più dilagante?

Roberto Mastroianni, presidente di Altera, ha direttamente partecipato alla conferenza tenutasi il 25 e il 26 gennaio Scrivere la città  (cui hanno preso parte diverse personalità intellettuali dell’Università e non) tramite l’intervento intitolato Dal segno metropolitano al muralismo artistico: MurArte e PicTurin come esercizi di cittadinanza agita.

La conferenza ha ampiamente trattato il fenomeno su base territoriale, investendo anche negli aspetti di semiotica tralasciati dalle analisi più superficiali e, a dirla tutta, assai comuni che rendono il graffitismo una realtà così controversa.
Si è voluto ricostruire un percorso di significato attraverso cui i writers si sono sempre espressi.

L’individualità è una cosa rara al giorno d’oggi. Viviamo, per attingere ad una realtà di cliché, circoscritti da barriere tecnologiche che annullano ogni tipo di contatto umano. Affermare se stessi diventa sempre più difficile, così com’è difficile riconoscere in se stessi questo bisogno.
Spesso il fenomeno del graffitismo è stato interpretato non solo come esigenza d’esistere, ma chiara testimonianza di partecipazione attiva da parte del cittadino. La città viene letteralmente vista come una tela. Il graffito non è che una menzione figurativa del disagio sociale.

Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2011

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Il 25 e 26 gennaio 2011 si  svolgerà a Torino, presso la Sala Lauree della Facoltà d Lettere e Filosofia dell’Università di Torino (via Sant’Ottavio n. 20) Convegno internazionale dal titolo “Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico”, organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino ( C.I.R.C.e).

Io parteciperò con una relazione del titolo: “Dal segno metropolitano al muralismo artistico. MurArte e Picturin come esercizi di cittadinanza agita”.

Il convegno rappresenta la conclusione di un percorso di studi e ricerche che il CIRCE ha condotto durante il 2010, su commissione del Settore Politiche Giovanili della Città di Torino, sul fenomeno del graffiti/writing in relazione all’esperienza decennale del progetto MurArte della Città di Torino.

Durante il convegno, cui parteciperanno studiosi nazionali e internazionali di semiotica, storia dell’arte, filosofia e sociologia, verranno presentati i risultati della ricerca condotta e si esplorerà il nesso tra street art, graffiti/writing, arte pubblica e cittadinanza agita con particolare riferimento all’esperienza torinese.

Parteciperanno tra gli altri: Ugo Volli, Omar Calabrese, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Marta Levi (Assessore alle politiche giovanili della Città di Torino).

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino è attivo dal 2002, riunisce i Dipartimenti di Filosofia, Scienze Sociali, Studi Politici, Psicologia, Storia, Informatica, Economia, Giurisprudenza dell’Università di Torino. E’ il punto di riferimento scientifico interdisciplinare per la laurea in Scienze della comunicazione, per le lauree magistrali in Comunicazione e Cultura dei media, Produzione e organizzazione della comunicazione e del la conoscenza, e per il dottorato in Scienze e Progetto della comunicazione.

Per vedere il programma cliccare qui: picTurin_web100

Per vedere cosa dicono del convegno cliccare: qui (rivista oltre)

In ricordo delle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 20-12-2010

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Era il 6 dicembre 2007, esattamente 3 anni fa. Quel giorno una tragedia annunciata provocava la morte di 7 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Un incidente sul lavoro, l’ennesimo, e 7 persone presero fuoco, arse vive. La “fabbrica dei tedeschi”, la Thyssen di Torino, divenne un girone infernale e i 7 non tornarono più a casa, non abbracciarono più i loro cari: erano usciti per andare al lavoro, per guadagnare poche centinaia di euro e trovarono le fiamme ad attenderli e una morte straziante. Oggi sappiamo che quelle morti potevano essere evitate, oggi sappiamo che l’investimento di poche centinaia di euro in sistemi antincendio (anche gli estintori erano scarichi) avrebbe salvato la vita di 7 persone.

Ma per i tedeschi la vita di 7 persone valeva meno che poche centinaia di euro. Quello che fa più impressione è l’atteggiamento coloniale della dirigenza ThyssenKrupp: per loro Torino è come Bhopal e le fabbriche possono essere lasciate esplodere in India come in Italia, perché l’importante è guadagnare qualche lira risparmiando sulla sicurezza dei lavoratori. La logica del profitto sopra ogni cosa e il mondo intero ridotto a campo di conquista del capitale e le persone ridotte a variabile aggiunta e trascurabile della logica aziendale.

Ma la logica dei diritti, forse, è più forte, (vedremo come andrà a finire il processo che vede imputati di omicidio volontario i dirigenti della “fabbrica dei tedeschi”): forse il diritto e i diritti avranno ragione del capitale e delle sue logiche di profitto, forse questa volta verrà fatta giustizia del diritto. Una cosa ci rincuora: la coscienza civile , la risposta di istituzioni e cittadini che si sono stretti attorno ai familiari delle vittime, che hanno manifestato il loro orrore e il loro sdegno, chiedendo giustizia.

Per questo è importante che, nel terzo anniversario dell’incendio alla ThyssenKrupp, il Comune di Torino ricordi le vittime del rogo attraverso la cerimonia pubblica al Cimitero monumentale e la deposizione della Corona sulla lapide dei lavoratori della Thyssenkrupp.

Come è importante che in corso Valdocco tra via Santa Chiara e via Giulio, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale e delpresidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e degli operai ThyssenKrupp, “Legàmi d’acciaio”, si sia svolta la cerimonia di scoprimento della targa posizionata sul murale dedicato alle vittime della ThyssenKrupp.

Il murale (eseguito da artisti delle associazioni Monkeys Evolution, Artefatti, Il Cerchio e Gocce, KNZ che collaborano col progetto MurArte) è stato realizzato in accordo con l’associazione “Legami d’Acciaio” , grazie al contributo della Città di Torino ed il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dell’Archivio di Stato di Torino.

Questo è un segno importante, è un segno d’arte che d’ora in poi si presenterà come un monumento alle vittime del lavoro.

Per vedere le foto del murales clicca qui e qui

Scrivere e ri-scrivere la città. MurArte, il graffiti/writing e il muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Le città sono testi sottoposti a processi di scrittura e riscrittura, che mettono in scena le evoluzioni sociali, politiche e storiche attraverso processi di senso e significazione in grado di raccontare la storia degli spazi urbani, delle comunità che in esse vengono ospitate e delle avventure dei fenomeni antropici che li percorrono.

La pratica di scrittura urbana è sempre pratica del potere, di poteri egemonici o di contro-poteri subalterni, è storia di conflitti e di appropriazione dello spazio da parte degli attori singoli o associati. Ogni spazio antropico è infatti prodotto da attività di linguaggio che in qualche modo spazializzano lo spazio, trasformando l’ambiente in un mondo abitabile e abitato. Il processo di segnatura urbana è un processo di enunciazione e scrittura capace di “monumentalizzare” le pratiche umane. Per quanto effimero, un gesto di scrittura urbana ha infatti una vocazione “monumentale” in quanto si propone, attraverso pratiche di scrittura e riscrittura, di disegnare una realtà sociale in modo da fare emergere i posizionamenti di gruppi sociali al suo interno istituzionalizzando gerarchie di potere e fruibilità del testo urbano.

Un esempio tra tutti la toponomastica che scrive sui muri delle città i nomi eccellenti della storia. Nomi che diventano elementi di un racconto capace di produrre un’identità storica, che nominando le strade narra percorsi di un immaginario enciclopedico capace di presentarsi come una semantica (ciò che può essere detto è pensato della propria narrazione storica e sociale) della rappresentazione della vita associata, organizzata attorno agli elementi utili a vivere e usufruire del tessuto urbano.

In questo caso, la periferia o il centro di una città saranno delimitati dai nomi di battaglie, re, principi, artisti, pensatori o uomini politici che avranno concorso a istituire uno spazio sociale e una comunità, e i nomi che caratterizzano la viabilità cittadina cambieranno al seguito di eventi storici più o meno traumatici. La caduta di un regno, di un regime o l’instaurazione di un altro, porterà alla cancellazione e all’imposizione di nuovi nomi o alla loro permanenza e le stesse città potranno mutare i loro nomi in base ai mutamenti politici e sociali: la caduta dell’Unione sovietica ha portato, per esempio, alla scomparsa di Stalingrado e Leningrado o ancora le piazze che ospitavano, durante il ventennio fascista, le sedi del potere possono prendere, come a Torino, il nome del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) dopo la fine del regime.

L’attività di scrittura e riscrittura urbana non è però solo pratica del potere e delle istituzioni, che con essa segnano lo spazio, indicando gerarchie e disegnando il tessuto urbano, è anche attività sub-culturale o antagonista come nel caso del graffit-writing.

Il graffiti-writing è infatti un fenomeno dalle origini sub-culturali (il ghetto newyorkese), che si è fatto fenomeno globale e interno al sistema dell’arte, che si presenta inizialmente come una pratica di ri-scrittura e ri-appropriazione del tessuto urbano da parte di una comunità di esclusi per poi diventare street art, un fenomeno di appropriazione artistica negoziata del tessuto urbano.