“Katastrofé. La crisi e le sue forme” (rassegna di arte contemporanea)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 27-03-2014

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 LOGO StudioDieci

 

 

“Katastrofé. La crisi e le sue forme” è il titolo della stagione espositiva 2014-2015, curata da Roberto Mastroianni e prodotta da Studio Dieci CityGallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici. Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati dal curatore saranno chiamati a confrontarsi con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”. Le personali e bi-personali dal valore retrospettivo hanno la finalità di mettere in luce il filo rosso nella produzione di artisti giovani o affermati che hanno consapevolmente o inconsapevolmente affrontato i temi della morfogenesi dei fenomeni naturali, culturali e politici e del loro mutamento radicale in momenti di crisi e trasformazione. La collettiva dal titolo “Katastrofè. La crisi e le sue forme” rappresenterà, invece, il momento di sintesi del percorso espositivo, in cui un numero maggiore di artisti saranno chiamati a produrre opere inedite, la cui realizzazione è sollecitata dalle teorie dell’epistemologo francese.

Assumendo il precedente di Salvador Dalì, che dedicò un ciclo di opere alla teoria di René Thom (la più famosa è “La coda di rondine- serie sulle catastrofi” del 1983), gli artisti accettano la sfida di confrontarsi con una teoria filosofica e farla interagire con la propria poetica, i materiali e i linguaggi da loro utilizzati, al fine di dare vita ad un’indagine artistica sulla crisi che il mondo sta attraversando e sulle sue possibili evoluzioni.

 

Una rappresentazione artistica della teoria delle catastrofi, della crisi e delle sue forme.

 

La “teoria delle catastrofi” è una teoria epistemologica, il cui iniziatore è René Thom (filosofo e matematico francese), che cerca di rendere ragione della morfogenesi dei fenomeni naturali e sociali.

Per Thom, la realtà è composta da campi di forze ed elementi in equilibro dinamico, che tendono ad una stabilità strutturale. L’evoluzione cui sono soggetti passa attraverso dei momenti di instabilità, che non sono caotici e causali, ma che seguono configurazioni topologicamente stabili e ripetibili, che  sono indipendenti dalla natura stessa del fenomeno fisico analizzato, sia esso fisico, chimico, biologico, linguistico, storico, psicologico, politico….

La realtà tutta è soggetta, in questa prospettiva, ad evoluzione e cambiamento che porta sistemi dinamici (un elemento, una forma, uno Stato, una Persona…) a lenti e inesorabili trasformazioni che sfociano in repentini cambiamenti di stato. Il momento della trasformazione repentina è definito “evento catastrofico” ed è caratterizzato da punti e configurazioni determinate che possono essere descritte secondo le categorie sopracitate. Secondo questa teoria fenomeni come l’acqua che bolle, la schizzofrenia, l’oltrepassamento di un confine il collasso di una civiltà, possono essere spiegati come eventi catastrofici, attraverso i quali i fenomeni stessi assumono nuova stabilità e forma.

Gli artisti sono chiamati a portare a rappresentazione, da punti di vista e con poetiche e materiali differenti, gli eventi le configurazioni catastrofiche che i fenomeni naturali e sociali e la nostra condizione socio-storica stanno attraversando.

 

STAGIONE  ESPOSITIVA 2014/2015

Roberto Mastroianni incontra lo StudioDieci CityGallery di Vercelli

Katastrofé. La crisi e le sue forme

  

Irene Pittatore. “Ultime stanze”

(28 marzo-27 aprile 2014). Personale

 

Pietro Reviglio ed Eleonora Roaro, “Instabilità, equilibrio ed infinito. Forma, ripetizione, differenza e movimento”

(2-18 maggio 2014). Bipersonale

 

Walter Vallini e Tea Giobbio, “Trans-formazioni. La luce e le sue forme”

(6 giugno-27 luglio). Bipersonale

 

Lucia Nazzaro, “Scarti. Forme dell’umanità negata”

(12 -28 settembre 2014). Personale

 

Tea Taramino, “Sulla soglia”

(3- 26 ottobre 2014).Personale

 

Carla Crosio e Fiorenzo Rosso, “Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario”

(31 ottobre- 16 novembre 2014). Bipersonale

 

 

Margherita Levo Rosenberg, “Prima che il gallo canti”.

(21 novembre-14 dicembre 2014). Personale

 

Claudia Virginia Vitari, “Il corpo in questione. Forme, collassi, mutamenti”

(16 gennaio- 1 febbraio 2015). Personale

 

Elio Garis,  “Le logiche della natura. Tensione, spazio e movimento”

(6-22 febbraio 2015). Personale

 

Davide Lovatti, “Istantanee del tempo e dello spazio”

(27 febbraio- 23 marzo 2015). Personale

 

Valter Luca Signorile, “a belly without reins”

(29 marzo- 19 aprile 2015).

 

Claudio Rotta Loria, “Morfogenesi dello spazio”

(8 – 31maggio-2015).

 

“Katastrofé. La Crisi e le sue forme”

5-28 giugno 2015

 

“Ordo amoris”. Una mostra manifesto delle Hado Painters (il testo critico)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 24-03-2013

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Il mio testo critico di accompagnamento alla mostra “Ordo Amoris” delle Hado, in corso presso la Raffaella De Chirico Arte contemporanea di Torino.

Hado, Ordo Amoris - invito

Chi ha l’ordo amoris di un uomo ha l’uomo stesso

Max Scheler

Io sto dipingendo quel me stesso su cui poso lo sguardo, io sono contemporaneamente colui che guarda e colui che è visto.

Egon Schiele

Una mostra manifesto

 

“La filosofia è il proprio tempo espresso in concetti” diceva il buon vecchio Hegel. Alcune volte però la filosofia è chiamata ad esprimersi su qualcosa che è fuori dal proprio tempo o almeno che rispetto ad esso va controcorrente.  In queste rare occasioni i filosofi hanno il compito a dimostrare che la loro scienza non è inutile, antiquaria e libresca, ma che, invece, ha molto da dire sull’universalità di alcune espressioni esistenziali, sulle strutture antropologiche ad esse soggiacenti e sul valore degli oggetti sensibili, materiali e immateriali che compongono il cosmo. In queste rare occasioni la filosofia può dispiegare la sua potenza e rendere ragione del “posto dell’uomo nel mondo”, direbbe Arnold Gehlen, e delle relazioni tra questo “centro eccentrico” (l’uomo), per usare un’espressione di Helmut Plessner, e tutti i gradi dell’essere che compongono la realtà.

Queste rare occasioni, in cui la filosofia può essere chiamata in causa, sono solitamente momenti distonici rispetto al fluire del tempo storico-sociale e culturale: sono piccole o grandi fratture nella percezione unitaria del fluire socio storico (le guerre, gli shock culturali, i momenti di innovazione o recupero…), che mettono in discussione il mainstream, la percezione e il pensiero dominanti, anche se solo per pochi minuti. Spesso questi rari momenti sono prodotti da fatti tragici, attraverso i quali la “cosalità brutale” fa irruzione sulla scena, alcune volte, raramente, la riflessione filosofica viene sollecitata da fatti gioiosi o apparentemente non rilevanti e futili come l’arte, ancora più raramente dal tornare sulla scena di una teoria filosofica.  In tutti questi casi la filosofia è chiamata a “concepire”, “comprendere”, il manifestarsi di qualcosa di nuovo o di vecchio, che torna ad essere nuovo e quel “comprendere” prende le forme di un “prendere assieme” gli elementi che gli sono posti innanzi, rintracciando un filo rosso che li colleghi in un disegno organico di senso.

Sono molti gli elementi rari di una mostra come “Ordo amoris” delle Hado Painters, che fanno di essa un evento capace di sollecitare la riflessione, rendendola di per sé un evento filosofico artistico.

Bisogna essere chiari, però! La filosofia può essere intesa semplicemente come una disciplina della nostra enciclopedia dei saperi con le sue regole, il suo canone e la sua tradizione oppure una sorta di scienza applicata alla vita e alle sue forme. Nel primo caso, alcune delle considerazioni che seguiranno potranno essere considerate eccessive, provocando lo sdegno di un certo tipo di eruditi ed accademici, gli stessi che un altro filosofo (Giordano Bruno) definirebbe i “pedanti”, “gli asini con la toga”; nel secondo caso, un evento come la mostra “Ordo amoris” non potrà che essere considerato come non ordinario, che interpella e chiama in causa la filosofia e la vita, proprio a partire dalla sua costituiva vocazione filosofica di mostra manifesto.

È, infatti, un evento extra-ordinario, prodotto da una costellazione di elementi dal sapore destinale, che quattro artiste trentenni si uniscano per dare vita ad un “gruppo”, una volta si sarebbe chiamato collettivo, che rivendichino esplicitamente il figurativo come modalità espressiva dell’arte contemporanea e che considerino una mostra come un manifesto artistico, utilizzando come nucleo centrale della loro riflessione e della loro pratica un testo e una teoria filosofica.

L’arte contemporanea infatti ci ha abituato: alla frammentazione degli stili; alla sperimentazione di maniera; all’incapacità tecnica contrabbandata per concettualismo; alla sperimentazione dei materiali priva di riflessione teorica; alla singolarità dell’artista star; alle ferree leggi del mercato dell’arte ed al citazionismo ossessivo figlio di un post-modernismo abusato e per questo motivo svuotato di ogni forza teorica. Ed ecco che tutto di un tratto escono fuori dal nulla quattro ragazze, che hanno l’ardire di proporre un manifesto poetico, espressivo e stilistico che si basa sul recupero della manualità e del bel gesto artistico, che pretendono di fare pittura, dipingendo sul serio e proponendo la figurazione realista come campo di battaglia di tensioni, angosce, speranze e sperimentazioni. Inoltre formano un collettivo di sole donne, decidono che il nucleo centrale della loro riflessione è la rappresentazione dell’amore e del mondo degli affetti,  e incontrano in modo destinale uno dei più grandi filosofi del novecento facendo di un suo testo il proprio punto di riferimento. Insomma, ci sono tutti gli elementi per delineare i contorni di un evento non riconducibile alle comuni logiche del mercato e del sistema dell’arte contemporanea.

progetto project

Nate una decina di anni fa come gruppo con un altro nome (“Cenacolo”), con il doppio dei componenti, le Hado Painters (Elisa Filomena, Barbara Bonfilio, Moira franco, Anna Madia) decidono, dopo anni di ricerca comune, di ri-orientare la propria pratica artistica, darsi un nuovo nome e prepararsi ad una mostra manifesto, che dal 7 marzo al 14 aprile 2013 sarà ospitata nei locali della “Raffaella De Chirico Arte Contemporanea” . In un contesto tutto al femminile (una gallerista coraggiosa e quattro artiste che osano rivendicare il valore della pittura in relazione ad una tematica antropologico-filosofica) prende così forma  un evento che interpella il mondo della vita, la filosofia e l’arte attorno al concetto di ordo amoris.

Ordo Amoris. Una mostra manifesto del gruppo Hado (con mio testo critico)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti | Posted on 23-03-2013

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Hado, Ordo Amoris - invito

HADO PAINTERS

Barbara Bonfilio, Elisa Filomena, Moira Franco, Anna Madia

 

ORDO AMORIS

 

Opening, giovedì 7 marzo, h 18,00 – 21,00

Dal 7 marzo al 14 Aprile 2013

 

La Raffaella De Chirico Arte Contemporanea è lieta di presentare Ordo Amoris, personale del gruppo artistico Hado Painters.

Chi ha l’Ordo amoris di un uomo, ha l’uomo stesso.

Il filosofo Max Scheler individuò in questa sintesi l’essenza dell’umanità e la costituzione del nostro essere più profondo in cui l’amore non è che mezzo e partenza per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo. L’ordo amoris disvela l’agire morale, assurge a scandaglio degli atti e delle volontà che dominano e guidano gli individui nel corso dell’esistenza e del quotidiano vivere.

Ordo Amoris, dunque, quale “schema spirituale” dell’uomo, nucleo fondante della formazione e affermazione di una salda identità individuale, in cui il sistema di affetti non è che  l’emblema costituivo della persona, non solo nella superficie del suo agire, ma nella specificità interiore che lo sottende, evidenziando i valori propri di ogni essere.

In sintonia con la filosofia di Scheler, il gruppo artistico formato dalle quattro pittrici Barbara

Bonfilio, Elisa Filomena, Moira Franco ed Anna Madia approda all’evento di Ordo Amoris dopo più di dieci anni dal loro destinico incontro avuto all’ Accademia Albertina di Torino, che ha dato inizio ad una profonda collaborazione artistica ed umana, ricca di approfondimenti e riconoscimenti. Le giovani artiste presentano nella Project Room della Galleria De Chirico, un progetto a quattro cuori, un’installazione che esplicita e racconta il gruppo Hado attraverso un’installazione che unisce il puro essere di ognuna. Amore, natura e pittura, si mescolano negli spazi del Site Specific andando a costutuire il fulcro visivo, progettuale e significante dell’intera esposizione che proseguirà nell’intero spazio espositivo.

Hado è l’energia, la vibrazione intima e pura che costituisce carne e anima della vita.

Hado è acqua, limpida e cheta, flusso che scorre libero ma capace di mutare il proprio corso ad un incontro, una deviazione. Plasma la propria natura sulla forma della roccia o di un argine, così come l’uomo modifica e scolpisce il proprio essere nella trasmissione di energie.

Le Hado Painters parlano attraverso il corpo, la cui rappresentazione non è più copia ma realtà, in cui la pittura cancella barriere e rigidità per offrire ritratti profondamente veritieri, sinceri nell’esteriorità del tratto esecutivo e nel ritrarre l’universo interiore che volti e corpi raccontano.

Il colore indaga l’esistenza nei suoi aspetti intimi e morali, indaga l’ordo amoris proprio dei soggetti rappresentati, soggetti particolari che diventano universali e riconducibili ad ogni spettatore che si soffermi ad osservarli sino a riconoscerne una reciproca risonanza.

Le loro opere sono specchi in cui vivono sentimenti, paure, vite di ogni individuo e a cui la pittura dà adito e nuovo respiro. Diventa quasi un mezzo di liberazione, espressione immediata di un cosmico e complesso sentire.

 

 

 

Titolo: Ordo Amoris

 

Sede: Raffaella De Chirico Arte Contemporanea

 

Durata: dal 7 marzo al 14 aprile 2013

Inaugurazione: giovedì 7 Marzo

Orari: Da martedì a sabato 10.00 – 12.30 / 15.30 – 19.30.

Chiuso il lunedì, domenica su appuntamento

 

 

 

 

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

 

 

Via Vanchiglia 11/A, 10124 – Torino

 

Ph: +39 011 19503550

 

Fax: +39 011 19502765

 

W: www.dechiricogalleriadarte.it

 

E: info@dechiricogalleriadarte.it