Giorgio Griffa. Il paradosso del più nel meno

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2015

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Dopo un lavoro di più di un anno e mezzo sono contento di annunciarvi l’uscita, per Gribaudo-Feltrinelli, dell’ultimo libro che ho scritto con un gruppo di amici sull’opera pittorica e l’avventura intellettuale  di un maestro della pittura novecentesca (Giorgio Griffa).

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In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sui percorsi millenari del “less is more” che soggiacciono alla vita e alla ricerca artistica, scientifica e filosofica dell’uomo.

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“Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice: Love, therefore, and tongue-tied simplicity In least speak most, to my capacity. Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […] Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario”.

Giorgio Griffa.

In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sul percorso e sulla natura della pratica artistica di Giorgio Griffa, capace di portare a rappresentazione la facoltà dell’uomo di formare mondi attraverso segni semplici ed elementari e di condensare il “più” di cultura, storia e spiritualità umane nell’apparente “meno” dell’azione simbolica e della pratica artistica..

 

Un libro dedicato, insomma, al paradosso del less is more, in cui si intrecciano le riflessioni dell’artista Giorgio Griffa sulla pittura e la poesia, con il pensiero del “giornalista-osservatore di scienza” Giulio Caresio sui fondamenti della meccanica quantistica e le nuove conquiste delle scienze neurali, con la filosofica lettura del mondo di Roberto Mastroianni che disegna un interessante parallelo tra la pittura di Griffa e la speculazione filosofica di Arnold Gehlen.

Due brevi testi di Griffa e Caresio e un saggio di Mastroianni fanno da  introduzione ai tre dialoghi che costituiscono il “melting pot”, fulcro di spunti, interazioni e connessioni del libro.

A completare il volume, un testo incisivo di  Martina Corgnati – che conosce e segue Giorgio Griffa da molti anni – inquadra profondità e singolarità del suo percorso di conoscenza di artista e di poeta.

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Eccovi qualche spunto estrapolato dai testi del libro:

Giorgio Griffa

Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice:

Love, therefore, and tongue-tied simplicity
In least speak most, to my capacity.

Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […]
Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario.

Giulio Caresio

La funzione d’onda della meccanica quantistica, la cui scoperta risale all’inizio del secolo scorso, descrive meglio di ogni altro strumento matematico e fisico la realtà del mondo particellare in cui siamo immersi e di cui siamo costituiti. Una realtà di cui si dissolve una parte fondante non appena si tenti di afferrarla con la stessa scienza che ne ha suggerito l’esistenza. Ogni tentativo di misura  da parte dell’uomo provoca il collasso della funzione d’onda. Svanisce il sovrappiù.
[…] Qualcosa di diverso, ma che presenta interessanti  analogie, accade nell’ambito delle neuroscienze che si indirizzano sempre più allo studio della realtà impalpabile delle connessioni.
[…] Le connessioni sono il software, l’aspetto leggero, evanescente, che “poggia” sull’hardware: i neuroni.
E, anche in questo caso, è il “soft”-ware che fa la differenza.
Tra le maglie di quelle connessioni, di quel sovrappiù, si annida il mistero della vita in cui si ritrovano, intrecciano ed  evolvono memorie, conoscenze, esperienze, porzioni di noto e di ignoto, fors’anche le tracce di un dialogo possibile tra pittura, scienza e filosofia.

Roberto Mastroianni

Nel caso della pittura di Griffa un approccio filosofico si rende necessario. Non solo perché egli è un raro caso di pittore filosofo, una figura antica quasi estinta (che trova i suoi precursori in Leonardo, Piero della Francesca…), ma soprattutto perché è un pittore che crede che l’arte abbia un portato di verità, una funzione conoscitiva, sapienziale, sacrale, che interroga la scienza (la fisica quantistica, per esempio), la poesia (Ezra Pound, Paul Valery…) e la stessa filosofia (Wittgenstein, Platone…). E poi, Griffa la necessità di una visione più ampia sul suo lavoro e sull’arte in generale l’ha spesso affermata, insistendo sul fatto che «Bisognerebbe invece relazionarsi all’arte come espressione di tutti i saperi e le emozioni di un periodo; come sintesi di tutta la storia di quella specifica fase. Troppo spesso, invece, lo “specialista” si occupa di arte e non di storia, di scienza, di società, di poesia… ed è così che la sua lettura risulta limitata,  se non addirittura povera o sterile».

Martina Corgnati

Riflettendo sulla natura stessa della pittura e dei suoi strumenti, cioè implodendo e lasciandosi risucchiare, per così dire, verso il fondo di se stessa, senza paura della tradizione né della propria natura intrinseca, della propria semplicità e del proprio carattere, la pittura di Griffa ha incontrato dunque un punto cruciale in cui i diversi saperi e linguaggi si incontrano e  da cui tornano a dipartirsi per una specie di strano ed essenziale gioco di armonie. L’arte, non a caso, è un’esperienza essenziale dell’umanità; nasce nel fondo della preistoria e continua seguendo il cammino di ogni civiltà finché la civiltà esiste.

Per vedere la scheda del libro cliccare qui:

Giorgio Griffa – Il paradosso del più nel meno

di Giulio Caresio, Martina Corgnati, Roberto Mastroianni
ed. Gribaudo/Feltrinelli, Milano 2015, 176 pp., 12,90 €

“Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda” di Martina Corgnati

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Teoria e critica filosofica | Posted on 18-11-2014

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Segnalo l’uscita di questo bellissimo libro della mia amica Martina Corgnati per  Johan e Levi editore. Il libro è la prima biografia in assoluto di Meret Oppenheim, un testo scritto benissimo e con alle spalle una ricerca di archivio portata aventi da una storica dell’arte di raffinata sensibilità e cultura. Una lettura che consiglio a tutti. Seguirà una mia recensione…

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AFFERRARE LA VITA PER LA CODA

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Donna, artista, outsider, icona: dal fulminante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del moma, al lungo e impervio cammino intrapreso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie per aver osato sfidare regole e pregiudizi millenari in nome di una vocazione autentica.

Una vocazione artistica ed esistenziale che la porterà a scelte e posizioni di rottura tutt’altro che facili, non solo nei confronti della società benpensante dell’epoca ma anche degli insidiosi pregiudizi cui non può dirsi immune lo stesso milieu artistico e letterario del suo tempo. Musa venerata da Man Ray, pupilla irriverente di Breton, complice e lei stessa protagonista delle più grandi sperimentazioni e delle più appassionanti avventure artistiche del Novecento, Meret Oppenheim si muove lungo il secolo con la libertà e l’originalità disinvolta e a tratti sofferta dei purosangue.
Dall’avvicinamento alle teorie di Carl Gustav Jung al folgorante incontro con i surrealisti, dalla lunga lotta con la depressione all’attrazione inesorabile che a soli vent’anni la lega fatalmente a Max Ernst, dall’intenso e profondissimo sodalizio artistico con Alberto Giacometti all’amicizia segreta e finora ignota con Marcel Duchamp, Martina Corgnati traccia un accurato e appassionante ritratto della donna e dell’artista che, contro i facili stereotipi di un’arte tutta al femminile, sulla scia di Virginia Woolf e di Lou Salomé ha avuto il coraggio di gridare alle donne di ogni tempo: «La libertà non ci viene data, dobbiamo prendercela».

Il volume è stato realizzato con il sussidio di Pro Helvetia.

Tedesca di nascita e svizzera d’adozione, Meret Oppenheim (1913-1985) è stata una delle artiste più eclettiche del secolo scorso. Grazie agli influssi e contatti della nonna Lisa Wenger e della zia Ruth, entrò in contatto in giovanissima età con artisti e letterati. Il suo esordio artistico risale al 1933, quando fu invitata da Alberto Giacometti e Hans Arp a esporre al Salon des Surindépendants; da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti e l’innovatività della sua arte fu così dirompente che Colazione in pelliccia del 1936 fu immediatamente acquistata dal Museum of Modern Art di New York. Vari cataloghi si sono occupati della sua arte ma nessuna pubblicazione, ad oggi, si è concentrata sulle sue vicende private.

Un intenso lavoro sul ricchissimo archivio epistolare dell’artista e la stretta collaborazione con gli eredi e la Fondazione Meret Oppenheim sono gli ingredienti di questa prima biografia scritta da Martina Corgnati (già curatrice della grande mostra Meret Oppenheim del 1998 e coautrice del recente volume dedicato all’epistolario dell’artista). Il libro ripercorre, a ritmo serrato, la vita privata e artistica, approfondendo le relazioni affettive, le modalità di lavoro e l’irrefrenabile creatività dell’artista, con sorprese e rivelazioni che affiorano dalla corrispondenza della Oppenheim. Il testo è accompagnato da immagini tratte dagli album di famiglia, oltre che da riproduzioni delle opere più significative.

 

Collana: Biografie

ISBN: 978-88-6010-085-6

Prezzo: € 35,00

Pagine: 540

Scrivere la città (a Brera)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti | Posted on 25-03-2014

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Martedì 25 marzo, dalle ore 11,00 nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera in via Brera 28 a Milano, saranno presentati i volumi: “Scrivere la città”, “Arte nello spazio pubblico” e “Siti specifici”.
Caratteristica comune dei tre saggi l’indagine sul rapporto tra opera e spazio della città in una serie di casi di studio.
Saranno presenti gli autori  Martina Corgnati,Roberto Mastroianni, Antonello Pelliccia,   Gabriele Perretta, Ugo Volli
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WRITING THE CITY. Scrivere la città. Graffitismo, immaginario urbano e street art

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-10-2013

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In uscita, pubblicato dalla Aracne editrice,  il libro che ho curato sui temi del graffiti-writing, dell’immaginario urbano, della street art e delle pratiche di scrittura e ri-scrittura urbana con interventi di: Emiliano Battistini, Omar Calabrese, Gaetano Chiurazzi, Clara Cibrario Assereto, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Federica Martini, Marco Mondino, Francesco Poli, Roberto Salizzoni, Cecilia Santambrogio, Elsa Soro, Simona Stano,Federica Turco, Ugo Volli, Nayden Yotov.

 

Il tema del graffitismo viene affrontato in questo libro con strumenti filosofico-semiotici, al fine di analizzare i rapporti antropologici e comunicativi che si instaurano tra la città, le istituzioni, il potere e le soggettività subalterne. Il writing diventa, in questa prospettiva, il caso esemplare, in quanto materialmente scritturale, di un fenomeno di significazione e scrittura/ri-scrittura urbana, teso alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte di soggetti, inizialmente marginali e successivamente integrati nel mercato dell’arte e nella sfera pubblica. Soggetti che, attraverso una pratica di cittadinanza agita “artisticamente orientata”, producono una riscrittura estetica, un’appropriazione dello spazio urbano e una rigenerazione delle periferie degradate delle città contemporanee. Questo libro propone un saggio filosofico, che restituisce dal punto di vista teorico le pratiche di ri-semantizzazione della testualità urbana, e numerosi interventi di accademici e professionisti, che affrontano il graffiti–writing italiano e internazionale da prospettive filosofiche, semiotiche, storico-artistiche e giuridiche. Una parte significativa è dedicata, inoltre, ai processi di istituzionalizzazione del fenomeno, con speciale riguardo all’esperienza torinese di “MurArte” e “PicTurin”.

Per leggere un’anteprima del libro cliccare qui.

Faber meeting 2011

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 21-02-2012

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Il  16 novembre 2011 dalle 14.30 alle 18.30 nel dipartimento di Filosofia  di via Po 18, in aula Guzzo, appuntamento con il convegno Città intelligenti Intermedialità e costruzione condivisa del senso nelle città contemporanee.

In occasione del Fabermeeting, Circe – il Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Comunicazione dell’Università degli Studi di Torino – organizza un incontro del ciclo Faber Off, per far riflettere insieme studiosi e professionisti della creatività digitale e analogica, sul tema della cosiddetta “città intelligente”, o “smart city”.

Interverranno i semiotici del gruppo di ricerca del Dipartimento di Filosofia, facenti capo alla cattedra del prof. Ugo Volli, insieme alla prof. Martina Corgnati dell’Accademia delle Belle Arti di Torino e ad alcuni ospiti internazionali, dell’Università Autonoma di Barcellona e del prestigioso Institute for Public Knowledge della New York University.

L’ipotesi di fondo su cui si incentreranno i lavori è quella di una città che è tanto più intelligente, quanto più riesce a rendere significativa l’esperienza di chi la abita, la percorre, o anche solo la immagina. Il dibattito verterà sulla costruzione condivisa del senso, attraverso l’interazione tra la città e i media.

Il paradigma di riferimento sarà quello della cosiddetta “cultura convergente”, visto attraverso la lente dell’intermedialità, vale a dire di quelle strategie di comunicazione – sempre più diffuse, dalla pubblicità al mondo dell’entertainment – che si servono della sinergia di diversi strumenti e di vari spazi di interazione, per costruire ambienti “intelligenti” attorno a progetti culturali organici.

I partecipanti all’incontro saranno stimolati a confrontarsi su come questo genere di progetti possa essere ribaltato sulla rappresentazione dello spazio urbano, nel tentativo di arricchirlo di nuovi contenuti che lo rendano più vivibile, partecipato e, appunto, significativo.

Il programma

“Quadri che ci guardano” di Martina Corgnati

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Teoria e critica filosofica | Posted on 03-07-2011

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(dalla Prefazione di Annalisa Lubich)

Sguardi che catturano, per sempre. Sono quelli delle opere d’arte. Svelano o celano, seducono o spaventano, ma sempre ci rivelano qualcosa sulla nostra umanità

Giugno 2011. Esistono tanti mezzi di comunicazione, ma nulla è più diretto di uno sguardo. Se poi è quello di un quadro, diventa un messaggio eterno. Così anche se son passati secoli ci troviamo, nelle sale di un museo, a restituire appunto “lo sguardo” a un’immortale sconosciuta, magari chiedendoci cosa ci voleva dire con il suo cipiglio.

Martina Corgnati analizza proprio il mistero racchiuso negli occhi nel volume I quadri che ci guardano di Editrice Compositori pubblicato nella collana Quadrifogli.

SINGOLARE E PLURALE 2011

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 02-05-2011

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Secondo appuntamento della rassegna

SINGOLARE E PLURALE
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Per un’arte sensibile e condivisa. Installazioni, video, sculture, pitture, segni e disegni.

Castello di Rivalta
Via Orsini 7, Rivalta di Torino

dal 5 al 15 maggio 2011

Inaugurazione giovedì  5 maggio ore 11,00

Daranno il benvenuto

Per la Città di Torino: Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia; Assessore alla Famiglia, Salute e Politiche sociali; Monica Lo Cascio, Direttore Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie; Maurizio Pia, Dirigente Settore Disabili.
Per il Comune di Rivalta di Torino: Amalia Neirotti, Sindaco; Nicoletta  Cerrato, Assessore alla Cultura, Biblioteche, Giovani;  Alma Sottile, Assessore al Lavoro, Politiche Sociali.
Per la Provincia di Torino: Mariagiuseppina Puglisi, Assessore alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità.

Un evento promosso dalla Città di Torino e dal Comune di Rivalta di Torino In collaborazione con l’ Associazione Segni e  la Provincia di Torino
. Si ringrazia: Regione Piemonte, Circoscrizione 8, Circoscrizione 4, International Association for Art and Psychology, Palazzo Bertalazone di San Fermo, Gtt, Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, GAI (Giovani Artisti Italiani), UNITRE di Torino.

LA MOSTRA

La sezione Singolare Ospita la Settima edizione della Rassegna Internazionale di Arti Visive SEGNI 20×20

SEGNI è una rassegna internazionale di Arte Contemporanea dove Artisti di tutte le generazioni, affermati o non, provenienti da ogni area geografica, sono  invitati a sperimentare su piccolo formato 20×20, in modo da produrre una specie di “biglietto da visita dell’artista”, capace di presentarne la cifra stilistica e la ricerca espressiva.
Curatore e coordinatore Roberto Mastroianni.
Direzione artistica Delia Gianti e Mariangela De Piano.
Commissione: Roberto Mastroianni, Angelo Mistrangelo, Alessandro Abrate.
Si ringrazia per la disponibilità e il sostegno la professoressa Martina Corgnati (www.segni20x20.it).

La sezione Plurale Ospita una selezione dalla manifestazione Internazionale Arte Plurale, edizione 2009

In Arte Plurale artisti professionisti, studenti e persone in situazione di disabilità o disagio psichico progettano e realizzano insieme sculture, pitture, complesse installazioni, fotografie, cortometraggi d’animazione, video e quant’altro linguaggi e tecniche della contemporaneità suggeriscono. I luoghi dedicati a tali esperienze sono gli atelier dei centri diurni, delle comunità o dei luoghi di cura, la scuola, gli studi degli artisti, gli spazi dei servizi educativi museali ed ecomuseali.
 Curatrice Tea Taramino.

Arte Plurale è un evento promosso dalla Città di Torino, Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Settore Disabili in collaborazione con le Divisioni: Servizi Culturali, Settore Arti Contemporanee; Servizi Educativi, Progetto Integrazione e Politiche per l’Integrazione, Settore Obbligo Scolastico; ITER / Istituzione per un’Educazione Responsabile di Torino e la Circoscrizione 8.

Partner Provincia di Torino, Regione Piemonte; UNITRE di Torino (Università della Terza Età); Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino; Facoltà di Architettura di Torino;Primo Liceo Artistico Statale e Istituto Statale d’Arte Aldo Passoni; i Dipartimenti Educazione e/o Servizi educativi di: GAM, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino e Borgo Medievale / Fondazione Torino Musei; Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea; Parco Arte Vivente / Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino; Fondazione Merz di Torino;  Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; Museo Nazionale del Cinema di Torino; Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, Museo Civico Casa Cavassa di Saluzzo; Kunstmuseum Bonn (www.comune.torino.it/pass/arteplurale).

L’ARTE DELLO STUCCO IN EUROPA DALLA TARDA ANTICHITÀ ALL’ETÀ GOTICA

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi | Posted on 01-05-2011

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Mercoledì 4 maggio 2011

ore 18

Presentazione del volume

L’ARTE DELLO STUCCO IN EUROPA

DALLA TARDA ANTICHITÀ ALL’ETÀ GOTICA

di Martina Corgnati

Edizioni Quattroemme

Palazzo Madama – Sala del Senato

Piazza Castello – Torino

Con l’autore intervengono:

Giovanna Cattaneo Incisa

Presidente Fondazione Torino Musei

Enrica Pagella

Direttore Museo Civico d’Arte Antica

Enrico Castelnuovo

Scuola Normale Superiore di Pisa

Il volume “L’arte dello stucco in Europa” prende in considerazione per la prima volta in termini sistematici l’intera produzione di stucchi figurati e decorativi ampiamente diffusi nell’Europa antica e medioevale, fra il V e il XIII secolo. Si tratta di decine di fondazioni, quasi sempre chiese, abbazie e ambienti annessi, variamente e riccamente decorati con rilievi e sculture architettoniche in stucco e spesso anche affreschi e mosaici; ambienti che oggi risultano quasi sempre alterati in maniera irreversibile, frammentari e in precario stato di conservazione. Per questo è stato importante tentare una catalogazione degli interventi decorativi in stucco, tale da mettere finalmente in luce il valore artistico e l’importanza storico-culturale di queste preziose creazioni lungo tutti i secoli del Medioevo. Dal Battistero degli Ortodossi di Ravenna fino alle grandi chiese sassoni del XIII secolo si viene così delineando una complessa e ricca geografia degli stucchi che in un certo senso risulta essere un elemento unificante dell’Europa in quei secoli, una tecnica artistica diffusa dalla Sassonia alla Calabria, con emergenze e stili diversi attraverso le epoche.

Martina Corgnati è curatrice e storica dell’arte. Da molti anni si divide fra l’attività didattica (è docente titolare di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino), le collaborazioni giornalistiche e l’impegno critico: ha scritto fra l’altro per “Arte”, “Flash Art”, “Panorama”, “Anna”, “The Journal of Art”, “L’Indice”, “La Repubblica”, “Carnet Arte”, “Style” di cui è stata consulente di direzione. Attualmente è titolare della rubrica d’arte di “Chi”. Nel campo dell’arte contemporanea, che la occupa maggiormente, è nota per le decine di pubblicazioni, saggi e cataloghi di mostre.

Palazzo Madama – Sala del Senato

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

INFO: 0114429911

GIORGIO GRIFFA. ALTER EGO 1979-2008

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 06-04-2011

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Consiglio a tutti di andare a vedere questa mostra curata dalla mia amica Martina Corgnati.

“Giorgio Griffa ALTER EGO 1979-2008″, da  un progetto IGAV per la Castiglia di Saluzzo a cura di Martina Corgnati, dal 27 marzo al 22 maggio 2011, Castiglia – piazza Castello, Saluzzo (Cuneo).

Giorgio Griffa (Torino 1936) è uno degli artisti italiani più originali e noti della sua generazione per la caratteristica forma di pittura con colori ad acqua, su tele non intelaiate, che produce linee, punti e arabeschi intrecciati con numeri e parole. Le opere di Griffa rompono con la cultura della finestra/cornice e portano il colore nel mondo e con il mondo entrano in relazione in una smania di luce, colore e movimento. Le sue opere si inseriscono liberamente nello spazio, lo occupano e ne fanno un elemento fondamentale per l’espressione: rifiutano la cornice e la rappresentazione e dialogano con le pareti, rompendo la separazione tra quadro e spazio che lo ospita. I suoi arabeschi colorati si inseguono e giocano sulla superficie, esprimendo una gioia del colore e un analisi formale della pittura, che viene scomposta nelle sue parti elementari per entrare in dialogo con la tradizione (specialmente Matisse) e in qualche modo trascenderla in direzione di un dipingere che precede la stessa rappresentazione.

Questa personale nelle parole della curatrice, Martina Corgnati, mostra il percorso dell’artista: “Nella sua perlustrazione, incominciata ormai molti decenni fa e articolata a partire da un ritorno della pittura alle sue componenti costitutive, linea, punto, macchia colorata e tela, intesa come parte integrante dell’operazione pittorica, Giorgio Griffa ha dato forma a un nuovo, inimitabile linguaggio e, al tempo stesso, ha aperto una strada importante non solo alla pittura ma alla pratica artistica in generale, senza stancarsi mai di ripetere che la sua operazione, in fondo, altro non è che la costruzione delle condizioni giuste per permettere la manifestazione della natura stessa delle cose, in presenza di un artista che si comporta non tanto da artefice quanto, piuttosto, da catalizzatore”.

Griffa, da sempre attivo in Piemonte, con questa mostra incanta il suo pubblico con un ciclo (di opere inedite prodotte tra il 1979 e il 2008) composto da 18 grandi lavori dedicati ad artisti, del passato e del presente con cui Griffa si sente in relazione.

Una mostra da vedere, in uno spazio molto importante, curata con raffinatezza ed eleganza.

Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2011

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Il 25 e 26 gennaio 2011 si  svolgerà a Torino, presso la Sala Lauree della Facoltà d Lettere e Filosofia dell’Università di Torino (via Sant’Ottavio n. 20) Convegno internazionale dal titolo “Scrivere la città. Dal segno metropolitano al muralismo artistico”, organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino ( C.I.R.C.e).

Io parteciperò con una relazione del titolo: “Dal segno metropolitano al muralismo artistico. MurArte e Picturin come esercizi di cittadinanza agita”.

Il convegno rappresenta la conclusione di un percorso di studi e ricerche che il CIRCE ha condotto durante il 2010, su commissione del Settore Politiche Giovanili della Città di Torino, sul fenomeno del graffiti/writing in relazione all’esperienza decennale del progetto MurArte della Città di Torino.

Durante il convegno, cui parteciperanno studiosi nazionali e internazionali di semiotica, storia dell’arte, filosofia e sociologia, verranno presentati i risultati della ricerca condotta e si esplorerà il nesso tra street art, graffiti/writing, arte pubblica e cittadinanza agita con particolare riferimento all’esperienza torinese.

Parteciperanno tra gli altri: Ugo Volli, Omar Calabrese, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Marta Levi (Assessore alle politiche giovanili della Città di Torino).

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino è attivo dal 2002, riunisce i Dipartimenti di Filosofia, Scienze Sociali, Studi Politici, Psicologia, Storia, Informatica, Economia, Giurisprudenza dell’Università di Torino. E’ il punto di riferimento scientifico interdisciplinare per la laurea in Scienze della comunicazione, per le lauree magistrali in Comunicazione e Cultura dei media, Produzione e organizzazione della comunicazione e del la conoscenza, e per il dottorato in Scienze e Progetto della comunicazione.

Per vedere il programma cliccare qui: picTurin_web100

Per vedere cosa dicono del convegno cliccare: qui (rivista oltre)