Lo scontro finale. L’Italia davanti alla crisi delle proprie istituzioni.

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 20-10-2009

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Il clima politico del Paese è precipitato, forse in modo irrimediabile, dopo la bocciatura, da parte della Consulta, del “Lodo Alfano” e le divisioni in seno alla società si sono fatte più profonde: l’unità politica e territoriale è messa in crisi ogni giorno dai rigurgiti secessionisti della Lega Nord e dagli attacchi che essa sferra al tessuto simbolico di cui “l’assurdo Bel Paese” è formato; l’opinione pubblica si trova polarizzata pro e contro Silvio B. e l’opposizione, incapace di proporre un’alternativa di società credibile per ampli strati della popolazione, si trova sempre più spesso silenziata dalla propaganda della maggioranza e dalle sue congenite incapacità.

Le prime vittime di questa tensione generalizzata, che il Presidente del Consiglio fomenta con ogni mezzo, sono le istituzioni repubblicane, che giorno dopo giorno si trovano screditate e presentate come il campo di lotta di opposte fazioni o ancora peggio come infiltrate e monopolizzate dallo spettro di un comunismo dai tratti sempre più surreali.

Lo scontro in cui il Presidente della Repubblica è stato trascinato è soltanto la parte apicale di questo scontro istituzionale, che sembra non avere più limiti e che potrebbe produrre danni inimmaginabili per la convivenza civile.

Comunicato Ars sulla sentenza della Consulta in merito alla costiuzionalità del Lodo ALfano

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 12-10-2009

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“Lodo Alfano”: le buone ragioni della consulta, di  Giuseppe Chiarante  9/10/2009 da Ars

La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato come illegittimo il lodo Alfano assume un rilievo che va oltre il caso specifico preso in esame, perchè riafferma il valore fondamentale di un pricipio che è alla base di uno Stato democratico, quello della piena eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Non ha alcun valore, a questo riguardo, l’obiezione di quegli esponenti di destra che si sono affrettati a controbattere che vi sono sistemi democratici, come quello francese, che prevedono particolari garanzie, nel caso di procedimenti giudiziari, per chi ricopre alte cariche dello Stato. Proprio l’esempio francese, in realtà, dimostra il buon fondamento della sentenza della Consulta.

Infatti la tutela prevista, in Francia, per il Presidente della Repubblica, si inquadra nel complesso delle regole e dei pesi e dei contrappesi tipici del’ordinamento costituzionale di una repubblica presidenzialista.

Ben diverso è il caso dell’Italia: che non ha certo cessato di essere una Repubblica parlamentare, ben definita dalla Costituzione del ’48, solo perchè nei primi anni novanta è stato introdotto un sistema elettorale maggioritario con indicazione nazionale del candidato alla Presidenza del Consiglio. Giustamente, perciò, la Consulta ha rilevato che un mutamento quale quello previsto dal lodo Alfano avrebbe potuto essere introdotto solo con una legge di revisione costituzionale. Se mai, il rilievo critico formulato dalla Corte mette in evidenza una volta di più la pericolosità della forzatura operata con una legge elettorale maggioritaria in base alla quale si è tentato e si tenta di spostare il corretto equilibrio dei poteri a favore del premier e del governo rispetto al Parlamento. La sentenza della Consulta è perciò anche una sollecitazione a ripristinare pienamente la centralità del ruolo del Parlamento nel quadro di una Repubblica rappresentativa su base parlamentare qual è quella italiana.