In ricordo delle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 20-12-2010

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Era il 6 dicembre 2007, esattamente 3 anni fa. Quel giorno una tragedia annunciata provocava la morte di 7 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Un incidente sul lavoro, l’ennesimo, e 7 persone presero fuoco, arse vive. La “fabbrica dei tedeschi”, la Thyssen di Torino, divenne un girone infernale e i 7 non tornarono più a casa, non abbracciarono più i loro cari: erano usciti per andare al lavoro, per guadagnare poche centinaia di euro e trovarono le fiamme ad attenderli e una morte straziante. Oggi sappiamo che quelle morti potevano essere evitate, oggi sappiamo che l’investimento di poche centinaia di euro in sistemi antincendio (anche gli estintori erano scarichi) avrebbe salvato la vita di 7 persone.

Ma per i tedeschi la vita di 7 persone valeva meno che poche centinaia di euro. Quello che fa più impressione è l’atteggiamento coloniale della dirigenza ThyssenKrupp: per loro Torino è come Bhopal e le fabbriche possono essere lasciate esplodere in India come in Italia, perché l’importante è guadagnare qualche lira risparmiando sulla sicurezza dei lavoratori. La logica del profitto sopra ogni cosa e il mondo intero ridotto a campo di conquista del capitale e le persone ridotte a variabile aggiunta e trascurabile della logica aziendale.

Ma la logica dei diritti, forse, è più forte, (vedremo come andrà a finire il processo che vede imputati di omicidio volontario i dirigenti della “fabbrica dei tedeschi”): forse il diritto e i diritti avranno ragione del capitale e delle sue logiche di profitto, forse questa volta verrà fatta giustizia del diritto. Una cosa ci rincuora: la coscienza civile , la risposta di istituzioni e cittadini che si sono stretti attorno ai familiari delle vittime, che hanno manifestato il loro orrore e il loro sdegno, chiedendo giustizia.

Per questo è importante che, nel terzo anniversario dell’incendio alla ThyssenKrupp, il Comune di Torino ricordi le vittime del rogo attraverso la cerimonia pubblica al Cimitero monumentale e la deposizione della Corona sulla lapide dei lavoratori della Thyssenkrupp.

Come è importante che in corso Valdocco tra via Santa Chiara e via Giulio, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale e delpresidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e degli operai ThyssenKrupp, “Legàmi d’acciaio”, si sia svolta la cerimonia di scoprimento della targa posizionata sul murale dedicato alle vittime della ThyssenKrupp.

Il murale (eseguito da artisti delle associazioni Monkeys Evolution, Artefatti, Il Cerchio e Gocce, KNZ che collaborano col progetto MurArte) è stato realizzato in accordo con l’associazione “Legami d’Acciaio” , grazie al contributo della Città di Torino ed il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dell’Archivio di Stato di Torino.

Questo è un segno importante, è un segno d’arte che d’ora in poi si presenterà come un monumento alle vittime del lavoro.

Per vedere le foto del murales clicca qui e qui