Auguri Presidente e buona fortuna.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 02-01-2011

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

0

Per leggere il testo integrale del discorso presidenziale cliccare qui.

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sì è confermato essere l’unico evento di unità politica, culturale e sociale della Nazione in questo momento difficile della storia repubblicana. 13 milioni di persone, secondo i dati auditel, hanno ascoltato il discorso del Presidente, che in 15 cartelle ha sintetizzato il disagio di un paese al cui interno operano svariate forze disgregatrici: forze che mirano a frantumare l’Unità nazionale, come quella sociale, che sono interessate a riportare i rapporti di forza tra le differenti componenti istituzionali, economiche e politiche a una specie di guerra permanente, finalizzata a sfibrare il tessuto connettivo del Paese in vista del trionfo degli interessi particolari sull’interesse collettivo e generale.

Non stupisce, da questo punto di vista, la freddezza e le critiche che arrivano da casa leghista, dopo le importanti parole del Presidente sul valore della storia patria, sulla sua Unità (in occasione del 150enario), di quel momento costitutivo che è stato il Risorgimento e di quella stagione costituente che è stata la resistenza partigiana e la liberazione dal dominio nazi-fascista.

Fate contenti a Giuggiù, andate a vedere le nostre periferie

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 26-12-2010

Tag:, , , , ,

0

Negli ultimi 15 anni siamo stati triturati e sputati fuori, mischiati in una centrifuga e sputati fuori, mangiucchiati, masticati e sputati fuori. La poltiglia che siamo diventati non è nulla di nutriente, non è nulla di positivo, sembra melma mischiata a brillantini sintetici e non può neanche essere usata come addobbo natalizio, comincia a puzzare. La comunicazione berlusconian/orwelliana ci ha fatto credere di vivere in un sogno e che gli spot fossero realtà, che fossimo in pieno miracolo italiano e che il futuro fossero le veline, i calciatori e Corona, che non servisse il rispetto, la dignità, la formazione, il lavoro e che tutto potesse essere aggiustato con un po’ di retorica reazionaria accompagnata da mignotte, nani e ballerine. Il Paese si sta svegliando e non trova più corrispondenza tra le lucine colorate, le musichette e le passerelle televisive, si sta svegliando più povero e triste e scopre che la vita non è come in “Cento vetrine” e che le città non sono il centro urbano agghindato a festa e che lo shopping non è una soluzione, specialmente quando i soldi per comprare coca, vestitini nuovi e belle macchine non li hai.

Alla fine si sedimenta il rancore e se fai una passeggiata nelle nostre periferie urbane scopri che sono troppo simili a quelle di venti o trent’anni fa… e scopri pure che i periferici, al nostro sguardo e alle retoriche televisive (che non li ha raccontati e che il ha solo trattati da consumatori), oltre ad essere rancorosi si stanno pure incazzando, ma al Paese in technicolor importa poco e allora aspettiamo che il prestigiatore tiri fuori un altro coniglio dal cappello, che compri qualche parlamentare, che immobilizzi il paese per evitare qualche guaio con la giustizia e diventare ancora più ricco.

Basta uscire pochi metri dai nostri centri urbani colorati e festeggianti e scoprire che le nostre periferie sono troppo simili a quelle raccontate dal “cioccolato I.A.C.P.” , andate a vedere le periferie, lo sconforto e la solitudine e…

Un augurio per il nuovo anno: che la politica torni nelle periferie a vedere un Paese vero, che non conosce e che della politica in questo momento non sa cosa farsene, che la politica riscopra il suo ruolo: restituire la dignità e combattere la solitudine esistenziale, l’alienazione, mettendo di nuovo in cammino un Paese che assomiglia sempre di più alle sue periferie.

Buona visione, di una periferia in pillole… Buon Anno e, soprattutto, fate contenti a Giuggiù (Gesù bambino, così lo chiamano a Napoli) e andate a vedere le vostre periferie per capire e per ripartire… da là.

Offlaga Disco Pax – Cioccolato I.A.C.P  (di seguito il testo).