ORIZZONTI RETROSPETTIVI. Mostra personale di Mauro Biffaro

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 22-05-2013

Tag:, , , , , , , , ,

1

Dal 24 maggio al 26 giugno 2013 ORIZZONTI RETROSPETTIVI Personale di Mauro Biffaro

bifaro sono come sogno

Inaugurazione venerdì 24 maggio ore 17,00 Testo critico di Roberto Mastroianni.

In mostra 4 opere appartenenti a periodi differenti che ripercorrono la trentennale attività artistica dell’autore. Mauro Biffaro, artista ed educatore all’arte, è stato direttore del Dipartimento Educazione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e del CESAC di Caraglio (CN). Ha avviato insieme ad Anna Pironti le attività educative presso il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e tenuto corsi di formazione per i musei di arte contemporanea: il MAN di Nuoro; il MAGA di Gallarate e per aziende. E’ stato consulente dell’attività teatrale, di pittura e serigrafia per il Comune e la Provincia di Torino dal 1984 al 2010. E’ consulente di Mus.e di Torino / Italia Onlus l’arte per l’integrazione a scuola.

Ha lavorato con la Fondazione Medicina a Misura di Donna e con altre realtà a progetti di innovazione sociale a base culturale.

Stage SEGNO-AZIONE Giovedì 20 e venerdì 21 giugno dalle 16,00 alle 18,00 L’artista coinvolgerà i partecipanti in un percorso che illustra il suo metodo di lavoro applicato nell’ambito museale, nei centri diurni e nella scuola. Saranno impiegate diverse tecniche tra le quali la serigrafia. Rivolto ad educatori, insegnanti, studenti di Scienze dell’Educazione e dell’Accademia delle Belle Arti. Info InGenio Arte Contemporanea C.so San Maurizio 14/E, Torino 10124 Tel 011 883157

ASCOLTO personale di Tegi Canfari

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Eventi | Posted on 23-02-2013

Tag:, , , , , , , ,

0

Dal 15 febbraio al 6 marzo 2013, presso i locali di InGenio Arte Contemporanea (C.so San Maurizio 14/e Torino) si terrà una mostra, da me curata, di Tegi Canfari dal titolo  ”Ascolto”. Qui sotto il testo critico che ho scritto per la mostra.

Tegi Canfari è una scultrice vera (una di quelle strane forme di scultrici che possiamo chiamare land artist), che ha un rapporto profondo ed intimo con la materia, con la quale intrattiene una relazione erotica, viscerale e vitale.  Per Lei la materia è una vocazione, che la spinge a confrontarsi con forza con i 4 elementi (l’aria, l’acqua , il fuoco e la terra), e la scultura assume un valore di tipo “spirituale”.

Da questo punto di vista, la natura (in cui quasi sempre vengono situate le sue opere) assume il valore di un eterno e grande femmineo, capace di accogliere le istallazioni con quella femminilità tipica di un grande ventre materno, e la “messa in forma” della materia risponde al bisogno di rintracciare in fessure, lacerazioni, pieghe ed evoluzioni degli elementi un rapporto produttivo ed interattivo con la “grande madre-Terra”.

Un rapporto che sia in grado di ripercorrere  le trasformazioni chimico-fisiche degli elementi in relazione ad un’operosità umana (quella dell’artista), che non disdegna l’utilizzo della fiamma ossidrica, delle pinze del martello ed è sempre mossa da una specie di pietas: un atteggiamento amorevole e caritatevole, rispettoso delle strutture interne delle cose.

Il filo rosso della produzione di Canfari è però, in qualche modo, l’ascolto: l’ascolto della natura e della sua forza generatrice ed evolutrice;  un ascolto che si presenta come la cornice di tutto il suo lavoro passato e come tema esplicito della sua produzione presente.  Le opere plastiche di Tegi Canfari sono, infatti, il prodotto di un’interazione tra uno sguardo accogliente, la mano dell’artista e la stratificazione del mondo ( i segni che la natura lascia sul corpo dell’uomo e  sulle cose). Il pianeta e la natura nascondono dei segreti per Tegi e questi possono essere indagati, disvelati  artisticamente  e mostrati, attraverso la produzione di opere, frutto dell’ “ascolto/accoglienza” del mondo naturale, della corporeità umana e delle loro relazioni. Si tratta, in questo caso, di un “ascoltare” capace di generare temi di riflessione (maternità, creatività, evoluzione, matericità della natura…), e che si presenta come elemento guida della mano e dell’occhio che producono l’opera d’arte. Canfari ha per molti anni dato vita, con forza e materiali pesanti (ferro, terra, roccia, allumiio…), ad opere imponenti, che trovavano collocazione in grandi spazi aperti (la sua vocazione per la materia trovava nella Land Art la sua migliore espressione), fino a quando l’artista ha dovuto prendere atto della realtà di una sua precedente consapevolezza teorica: il cambiamento. Non è solo il mondo naturale che cambia, ma anche il corpo degli uomini che lo abitano ed a questo punto è diventato naturale per Tegi, ormai matura, ripensare il proprio lavoro.