Homo ridens. (Un modo per ricordare Edoardo: un grande del ‘900, un compagno).

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 22-05-2010

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di Edoardo Sanguineti (tratto dal Corriere della sera dell 18 maggio 2010).

L’uomo è l’animale che ride.

So benissimo che molti etologi alla Lorenz, e una quantità di «-ologi» senza fine, sono pronti a smentirmi con infiniti argomenti. Ma devo confessare che, personalmente, inclino a schierarmi con quel saggio autore della vita del grande Gargantua, padre di Pantagruel (libro pieno di pantagruelismo, diceva), il quale, rivolgendosi ai propri lettori, ricordava che è meglio scrivere di riso che di lacrime, perché ridere è ciò che è proprio dell’uomo. Nel testo, Rabelais proclama, meglio e più precisamente, che appunto «mieux est de ris que des larmes escrire, pour ce que rire est le propre de l’homme».

Mi piace dire, e lo dico ad ogni occasione propizia, e anche quando propizia non è, che l’uomo nasce animale, e con molta pena e travaglio, suo e di chi lo umanizza, o si sforza di farlo, si fa umano, trasferendosi dalla sua naturale animalità alle sfere della società e della storia. Quest’operazione, per un groddeckiano come sono, dà risultati modestissimi. Ma l’orizzonte della cultura, che si giuoca per intiero tra Eros e Thanatos, non ha contenuti diversi. Chiunque abbia la pazienza di osservare un neonato, un bambino, un infante qualunque, sa perfettamente che un riflesso banale quale è il sorriso viene addomesticato, o vogliamo dire umanizzato, battezzandolo come sorriso. Che sia un effetto di mera soddisfazione digestiva, un segnale radicato più o meno in comportamenti gastrici, mi appare ipotesi ragionevole, e statisticamente diffusa. Chi ha voglia e pazienza, può impegnarsi anche nell’interpretazione di quel «risu cognoscere matrem », cui si esorta il «parvus puer» di Virgilio.

“La campagna Padana”

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 26-03-2010

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Abbiamo già affrontato il tenore xenofobo, razzista ed antisemita della propaganda leghista su Radio Padania e la Padania, ci torniamo con l’articolo su un’iniziativa da noi promossa ed organizzata: una rassegna stampa della “campagna Padana” alle regionali 2010 in Piemonte.

tratto dal Corriereweb.it, di Michele Cento

Una lettura tra il serio e il faceto de «La Padania». Le riflessioni del prof. Francesco Tuccari sulle “crociate” della Lega Nord in vista delle Regionali piemontesi.

Chi ha coniato l’espressione “una risata che lascia l’amaro in bocca” di sicuro aveva appena finito di leggere «La Padania». Il tono cospirazionistico degno di una rivista di ufologia di serie B lascia infatti ai lettori – soprattutto se appartenenti alla specie homo sapiens – il compito ingrato di scegliere se scoppiare a ridere o restare sgomenti o, ancora, tutte e due le cose insieme. D’altronde, in linea con la “migliore” tradizione ufologica, il sottotitolo de «La Padania» potrebbe benissimo essere “sono tra noi”: formulazione tanto apocalittica quanto vaga da permettere al quotidiano di individuare nei musulmani o nei cinesi, negli insegnanti meridionali o negli intellettuali catto-comunisti i soggetti che di volta in volta minacciano l’omogeneità etnica e morale della “stirpe padana”. Perché ciò che veramente conta per il giornale leghista è descrivere un mondo semplificato ai limiti del grottesco, in cui un’isola felice chiamata Padania viene regolarmente assediata da elementi alieni.

A guidarci nei labirinti dell’informazione padana è Francesco Tuccari, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino e candidato alle Regionali piemontesi nella lista “Insieme per Bresso, nel corso di un incontro ai Magazzini Bresso organizzato da Roberto Mastroianni, presidente di Altera.

Appello. Per la libertà del pensiero economico.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 10-02-2010

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03/02/2010

sbilanciamoci.info aderisce al “manifesto per la libertà del pensiero economico”, lanciato dall’Associazione Paolo Sylos Labini. Ecco il testo dell’appello

1. La teoria dominante è in crisi

Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.

2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.

Rome Noir. I fili sottili della globalizzazione si incrociano sul web e sono parte integrante dell’ultima sfera.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 16-10-2009

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Molti di noi hanno degli amici.

Molti di noi hanno amici da cui non vorrebbero separarsi.

I più fortunati hanno degli amici brillanti ed interessanti da cui non vorrebbero separarsi.

Io appartengo a quest’ultima categoria.

In parte la fortuna,  in parte le mille attività che porto avanti sono il motivo grazie al quale posso annoverare tra le persone a me care donne e uomini che la globalizzazione porta lontano, disseminandoli nei 4 angoli del globo, tra questi sicuramente vi è Chiara Stangalino.

Chiara non è “disseminata”, in verità abita a Torino, non lontano dai luoghi che vivo e che amo, ma sicuramente è una persona interessante e brillante, da cui non vorrei separarmi: è un’esperta di comunicazione, per molto tempo ha lavorato nell’ufficio stampa di Einaudi, si occupa di arte, organizzazione culturale, traduzione, scrittura ed ha una grande passione per la letteratura, specialmente quella noir.

Tra le sue ultime fatiche la curatela di una pubblicazione di autori italiani (una volta si sarebbe detto giallisti), per una prestigiosa casa editrice statunitense (Akashic books) dal titolo Rome Noir. Questo libro è un po’ una scommessa ed un’ avventura: tenta infatti di rendere accessibili alcuni dei migliori scrittori italiani (Lucarelli, Pincio, Carofiglio…) al mercato anglosassone, chiedendo loro di scrivere racconti noir su una città italiana (Roma).

Oltre il socialismo.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 02-09-2009

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Globalizzazione come fatto metafisico ed una nuova sinistra di trasformazione.

Una politica di sinistra, oggi, può essere solo una politica che si richiama ad una eredità storica con cui mettersi in relazione in modo critico, al fine di superarla, in vista della realizzazione di una sinistra di trasformazione, che sia capace di assumere e rielaborare una qualche forrma di “riformismo rivoluzionario”, capace di portare avanti reali cambiamenti sociali ed una maggiore democratizzazione.

Parte di questo mio contributo è uscito su Critica Marxista 5/2007.