BIOGRAFIA DI UN SOGNO- la mostra in SALA DOGANA- Palazzo Ducale (Genova)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 06-02-2014

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dal 8 al 23 febbraio 2014
Sala Dogana

progetto di Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando
a cura di Roberto Mastroianni

orario:
dal martedì alla domenica ore 15-20

inaugurazione 7 febbraio ore 18

Nell’ambito di “Giovani idee in transito” in Sala Dogana a Palazzo Ducale – Genova, venerdì 7 febbraio 2014, alle ore 18, inaugura BIOGRAFIA DI UN SOGNO, mostra personale del duo artistico genovese “Articolazione” formato da Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando, a cura di Roberto Mastroianni, in mostra fino al 23 febbraio 2014.
Mostra personale del duo artistico genovese “Articolazione” formato da Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando, a cura di Roberto Mastroianni.La personale è stata ospitata nel 2013 negli spazi torinesi della Fusion Art Gallery a cura di Roberto Mastroianni e Walter Vallini, e rappresenta evoluzione e conclusione di un percorso, che vede in Genova la tappa finale arricchita da lavori inediti pensati appositamente per Sala Dogana. Le due artiste – Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando – hanno potuto sviluppare questo progetto, in quanto vincitrici del primo premio del concorso “Verticalità” promosso dalla Regione Liguria, dalla Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, dal CRAC – Centro Regionale per l’Arte Contemporanea – dal Comune di Genova e da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.
Nella mostra saranno presenti opere nate dalla riflessione sul legame tra dimensione reale e onirico. Prato, ferro, pietra sono le materie prescelte per parlare di un sogno mai abitato, ma sempre spiato dal di fuori. Questo sguardo restituisce un’idea di sogno diversa da quella a cui si è soliti pensare; non un sogno leggero, etereo, fragile e bidimensionale, ma “un sogno che vuole un proprio peso specifico, un sogno che vuole essere”.
In questo sogno nudo non emerge la memoria di un movimento onirico, neppure la sua interpretazione, bensì tutta la pesantezza di uno stare reale.
L’uomo, il corpo, la testa sono costantemente assenti, ma in questa non presenza si delinea un richiamo silenzioso ed incalzante ad abitare le forme del sogno.