Giorgio Griffa. Il paradosso del più nel meno

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2015

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Dopo un lavoro di più di un anno e mezzo sono contento di annunciarvi l’uscita, per Gribaudo-Feltrinelli, dell’ultimo libro che ho scritto con un gruppo di amici sull’opera pittorica e l’avventura intellettuale  di un maestro della pittura novecentesca (Giorgio Griffa).

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In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sui percorsi millenari del “less is more” che soggiacciono alla vita e alla ricerca artistica, scientifica e filosofica dell’uomo.

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“Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice: Love, therefore, and tongue-tied simplicity In least speak most, to my capacity. Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […] Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario”.

Giorgio Griffa.

In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sul percorso e sulla natura della pratica artistica di Giorgio Griffa, capace di portare a rappresentazione la facoltà dell’uomo di formare mondi attraverso segni semplici ed elementari e di condensare il “più” di cultura, storia e spiritualità umane nell’apparente “meno” dell’azione simbolica e della pratica artistica..

 

Un libro dedicato, insomma, al paradosso del less is more, in cui si intrecciano le riflessioni dell’artista Giorgio Griffa sulla pittura e la poesia, con il pensiero del “giornalista-osservatore di scienza” Giulio Caresio sui fondamenti della meccanica quantistica e le nuove conquiste delle scienze neurali, con la filosofica lettura del mondo di Roberto Mastroianni che disegna un interessante parallelo tra la pittura di Griffa e la speculazione filosofica di Arnold Gehlen.

Due brevi testi di Griffa e Caresio e un saggio di Mastroianni fanno da  introduzione ai tre dialoghi che costituiscono il “melting pot”, fulcro di spunti, interazioni e connessioni del libro.

A completare il volume, un testo incisivo di  Martina Corgnati – che conosce e segue Giorgio Griffa da molti anni – inquadra profondità e singolarità del suo percorso di conoscenza di artista e di poeta.

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Eccovi qualche spunto estrapolato dai testi del libro:

Giorgio Griffa

Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice:

Love, therefore, and tongue-tied simplicity
In least speak most, to my capacity.

Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […]
Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario.

Giulio Caresio

La funzione d’onda della meccanica quantistica, la cui scoperta risale all’inizio del secolo scorso, descrive meglio di ogni altro strumento matematico e fisico la realtà del mondo particellare in cui siamo immersi e di cui siamo costituiti. Una realtà di cui si dissolve una parte fondante non appena si tenti di afferrarla con la stessa scienza che ne ha suggerito l’esistenza. Ogni tentativo di misura  da parte dell’uomo provoca il collasso della funzione d’onda. Svanisce il sovrappiù.
[…] Qualcosa di diverso, ma che presenta interessanti  analogie, accade nell’ambito delle neuroscienze che si indirizzano sempre più allo studio della realtà impalpabile delle connessioni.
[…] Le connessioni sono il software, l’aspetto leggero, evanescente, che “poggia” sull’hardware: i neuroni.
E, anche in questo caso, è il “soft”-ware che fa la differenza.
Tra le maglie di quelle connessioni, di quel sovrappiù, si annida il mistero della vita in cui si ritrovano, intrecciano ed  evolvono memorie, conoscenze, esperienze, porzioni di noto e di ignoto, fors’anche le tracce di un dialogo possibile tra pittura, scienza e filosofia.

Roberto Mastroianni

Nel caso della pittura di Griffa un approccio filosofico si rende necessario. Non solo perché egli è un raro caso di pittore filosofo, una figura antica quasi estinta (che trova i suoi precursori in Leonardo, Piero della Francesca…), ma soprattutto perché è un pittore che crede che l’arte abbia un portato di verità, una funzione conoscitiva, sapienziale, sacrale, che interroga la scienza (la fisica quantistica, per esempio), la poesia (Ezra Pound, Paul Valery…) e la stessa filosofia (Wittgenstein, Platone…). E poi, Griffa la necessità di una visione più ampia sul suo lavoro e sull’arte in generale l’ha spesso affermata, insistendo sul fatto che «Bisognerebbe invece relazionarsi all’arte come espressione di tutti i saperi e le emozioni di un periodo; come sintesi di tutta la storia di quella specifica fase. Troppo spesso, invece, lo “specialista” si occupa di arte e non di storia, di scienza, di società, di poesia… ed è così che la sua lettura risulta limitata,  se non addirittura povera o sterile».

Martina Corgnati

Riflettendo sulla natura stessa della pittura e dei suoi strumenti, cioè implodendo e lasciandosi risucchiare, per così dire, verso il fondo di se stessa, senza paura della tradizione né della propria natura intrinseca, della propria semplicità e del proprio carattere, la pittura di Griffa ha incontrato dunque un punto cruciale in cui i diversi saperi e linguaggi si incontrano e  da cui tornano a dipartirsi per una specie di strano ed essenziale gioco di armonie. L’arte, non a caso, è un’esperienza essenziale dell’umanità; nasce nel fondo della preistoria e continua seguendo il cammino di ogni civiltà finché la civiltà esiste.

Per vedere la scheda del libro cliccare qui:

Giorgio Griffa – Il paradosso del più nel meno

di Giulio Caresio, Martina Corgnati, Roberto Mastroianni
ed. Gribaudo/Feltrinelli, Milano 2015, 176 pp., 12,90 €

IMMAGINE E PAROLA. Riflessioni sul contemporaneo

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 21-05-2011

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Il 22 maggio alle ore 10.30 alla Castiglia di Sauzzzo.

L’IGAV-Istituto Garuzzo per le Arti Visive, in collaborazione con la Città di Saluzzo, organizza l’incontro:

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IMMAGINE E PAROLA

Riflessioni sul contemporaneo

In occasione del finissage della mostra

GIORGIO GRIFFA – ALTER EGO, 1979 – 2008

Domenica 22 maggio, ore 10.30

Castiglia di Saluzzo – Sala conferenze

Interverranno:

Martina Corgnati (Accademia Albertina di Torino; Istituto IGAV) “Dal titulus al concetto”

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Cristina Giudice (Accademia Albertina di Torino) “Parole di artiste contemporanee”

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Massimo Leone (Università degli Studi di Torino) “Il graffito divino”

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Roberto Mastroianni (Università degli Studi di Torino) “Quadri d’epoca. Immagine e scrittura dalla tela al muro andata e ritorno”.

Alessandro Demma (Università degli Studi di Salerno; Istituto IGAV) “Tra testo e immagine. Livre de peintre e libro d’artista”

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• Giorgio Griffa

Ingresso libero

Per informazioni:

Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV – tel. +39 011 19781500 – fax. +39 011 19781501 – e-mail: info@igav-art.org

GIORGIO GRIFFA. ALTER EGO 1979-2008

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 06-04-2011

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Consiglio a tutti di andare a vedere questa mostra curata dalla mia amica Martina Corgnati.

“Giorgio Griffa ALTER EGO 1979-2008″, da  un progetto IGAV per la Castiglia di Saluzzo a cura di Martina Corgnati, dal 27 marzo al 22 maggio 2011, Castiglia – piazza Castello, Saluzzo (Cuneo).

Giorgio Griffa (Torino 1936) è uno degli artisti italiani più originali e noti della sua generazione per la caratteristica forma di pittura con colori ad acqua, su tele non intelaiate, che produce linee, punti e arabeschi intrecciati con numeri e parole. Le opere di Griffa rompono con la cultura della finestra/cornice e portano il colore nel mondo e con il mondo entrano in relazione in una smania di luce, colore e movimento. Le sue opere si inseriscono liberamente nello spazio, lo occupano e ne fanno un elemento fondamentale per l’espressione: rifiutano la cornice e la rappresentazione e dialogano con le pareti, rompendo la separazione tra quadro e spazio che lo ospita. I suoi arabeschi colorati si inseguono e giocano sulla superficie, esprimendo una gioia del colore e un analisi formale della pittura, che viene scomposta nelle sue parti elementari per entrare in dialogo con la tradizione (specialmente Matisse) e in qualche modo trascenderla in direzione di un dipingere che precede la stessa rappresentazione.

Questa personale nelle parole della curatrice, Martina Corgnati, mostra il percorso dell’artista: “Nella sua perlustrazione, incominciata ormai molti decenni fa e articolata a partire da un ritorno della pittura alle sue componenti costitutive, linea, punto, macchia colorata e tela, intesa come parte integrante dell’operazione pittorica, Giorgio Griffa ha dato forma a un nuovo, inimitabile linguaggio e, al tempo stesso, ha aperto una strada importante non solo alla pittura ma alla pratica artistica in generale, senza stancarsi mai di ripetere che la sua operazione, in fondo, altro non è che la costruzione delle condizioni giuste per permettere la manifestazione della natura stessa delle cose, in presenza di un artista che si comporta non tanto da artefice quanto, piuttosto, da catalizzatore”.

Griffa, da sempre attivo in Piemonte, con questa mostra incanta il suo pubblico con un ciclo (di opere inedite prodotte tra il 1979 e il 2008) composto da 18 grandi lavori dedicati ad artisti, del passato e del presente con cui Griffa si sente in relazione.

Una mostra da vedere, in uno spazio molto importante, curata con raffinatezza ed eleganza.