Senza vergogna

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 07-06-2010

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di Gianluigi Ricuperati (tratto dal Domenicale del SOLE 24 Ore del 6 giugno 2010).

Segnalo la bella recensione del nuovo libro di Marco Belpoliti scritta dell’amico G. Ricuperati.

La scena è un tavolo addobbato per pranzo. La scena è un tavolo addobbato. C’è un uomo.

L’uomo è circondato da tre figli, una moglie, una ex-moglie, un paio di amici. La sua famiglia è sempre stata una minuscola comunità ad assetto variabile.

L’uomo ha una sessantina d’anni. È stato un politico in ascesa, ha coperto cariche organizzato gruppi lanciato campagne. Cinque anni fa è stato colto in fallo, come accade comunemente in Italia, per aver distratto risorse pubbliche. Da lì in avanti, i titoli dei giornali, l’ammissione, il carcere, i conti bloccati, la discesa profonda in un cono rovesciato in cui le persone non smettono di salutarti, ma appunto, ti salutano e basta, mentre prima si fermavano guardando con gli occhi celeri dell’ammirazione.

L’uomo non è sfuggito al processo. Per anni, per mesi, tutti i suoi cari hanno immaginato nei dettagli le circostanze del suo possibile suicidio, che non è mai avvenuto. I domiciliari, il rito abbreviato, poi il passare del tempo. Ma quasi sempre, durante ogni rito, nel mezzo di ogni festa, la medesima sequenza di gesti: l’uomo si alza, in un istante imprevedibile, cammina rapido e va in giardino a vomitare.

Qualche minuto e tornerà a sedersi a tavola.
Mentre leggevo Senza Vergogna, di Marco Belpoliti (Guanda), non ho mai smesso di coltivare il ricordo visivo di quel gesto, di cui sono stato testimone, ospite casuale impietrito, proprio in occasione di un pranzo pasquale, qualche anno fa, nel cuore del nostro tempo.Senza Vergogna è un reportage di idee, genere peculiare del quale Belpoliti è titolare unico e magistrale nella nostra lingua. È un tomo dal peso insospettabile, 350 grammi, che però mette in moto un desiderio discorsivo fluviale.

Canale 150

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 13-03-2010

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Segnalo un progetto, del mio amico Gianluigi Ricuperati, dal titolo “Canale 150″.

Il progetto “Canale 150 – Gli italiani di ieri raccontati dai protagonisti di oggi” si propone di tracciare un ritratto dell’Italia attraverso le storie di chi l’ha costruita, vissuta e abitata negli ultimi 150 anni. Non solo storie di naviganti, santi ed eroi, ma uomini politici, scienziati, editori, cantanti, industriali, attori, anarchici, rivoluzionari, poliziotti, magistrati, operai, artisti e anche storie di vite sconosciute, di cittadini da riscoprire e conoscere in questa occasione.

150 vite di italiani memorabili, 150 narratori d’eccezione. Il genio italiano sotto la lampada del racconto teatrale, dell’azione scenica. Un progetto che è anche un’indagine sulla natura speciale del nostro modo di immaginare, creare e distruggere, innalzare e abbattere, suonare e far silenzio, perdere, vincere, deludere; creare valore, vendere, comprare – vivere.

Per maggiori informazioni: www.canale150.it

Il mio nome è legione. Le conseguenze virtuose delle bombe.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 18-01-2010

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Propongo un articolo molto interessante di un amico (Gianluigi Ricuperati), che spesso ospito su questo blog, e che affronta le conseguenze della guerra, tema da lui già affrontato in un libro uscito per Bollati Boringhieri ( Viet Now. La memoria è vuota) del quale potete leggere una recensione di Giorgio Vasta cliccando qui.

di Gianluigi Ricuperati ( tratto da www.giudiziouniversale.it).

Ho letto su una bellissima rivista francese, XXI, la storia delle isole “rattrappite” dagli effetti degli esperimenti nucleari (americani, francesi eccetera) negli anni cinquanta. Alle mamme delle isole Marshall, che davano alla luce bambini malformati, bambini-medusa, bambini-con-la-coda, le autorità statunitensi, che avevano la proprietà di quel gruppo di atolli sospesi nel mezzo dell’Oceano Pacifico, dicevano che doveva essere per forza la sifilide. E questo ovviamente gettava sulla loro vita matrimoniale ombre e vergogna, visto che partorire un feto rimasto minuscolo a causa dell’effetto delle radiazioni veniva percepito come lettera scarlatta e stigma dal “sapere” popolare, in tutto dipendente dalla cattiva o non-esistente informazione provvista dal “potere” dello Stato, in quel caso americano.

Mi ha colpito la forma della rabbia di una cittadina delle Isole Marshall, raccontata dall’articolo, una certa Ljion, che da tempo ha rinunciato a essere madre dopo aver fatto nascere diverse creature “irradiate”, mi ha colpito con la forza eufonica del francese pourquoi. Ripete mostrando al giornalista le fotografie dei feti malformati, pourqoui, pourquoi, pourquoi.

Le centinaia di esperimenti nucleari effettuati sotto la volta celeste e sotto la crosta terrestre ispezionano la storia del Ventesimo Secolo come una lunga colonna verticale di stetoscopi feroci, sintomi e strumenti al contempo, feroci contro qualunque cosa esistente: la terra in sé, i frutti che essa può dare, il corredo genetico delle popolazioni (la memoria “genetica” che ho indagato anche nel libro sul Vietnam, Viet Now, uscito da Bollati Boringhieri, la memoria che non si arrende mai, è quella intrecciata alle modulazioni infinitesimali dei nodi ribonucleici): la mente e l’immaginazione e la possibilità di vita di queste sfortunate vittime, schiacciate senza sosta dalle urgenze della ragione di Stato.

L’amore finito va all’asta

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Mondo | Posted on 16-01-2010

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di Gianluigi Ricuperati, tratto dal Domenicale del Sole 24 Ore del 10 gennaio 2010.

L’amore inizia come un’esperienza di invenzione e finisce come un’esperienza di inventario.

Il secondo libro di Leanne Shapton, trentasettenne autrice canadese e residente in America, si regge interamente su un’idea: raccontare la nascita, lo sviluppo e la dissoluzione di una storia d’amore come se i due protagonisti avessero deciso di mettere all’asta tutto ciò che di tangibile ha attraversato l’aria che univa e separava e definiva i loro corpi e i loro cuori: gli oggetti, le cartoline, le fotografie, le stampe di e-mail , le scritte sui tovaglioli, i piccoli doni e i soprammobili, gli abiti e i fermacarte: e ancora libri usati e amati, portafortuna e compact disc, videocassette e ritagli. Ma Important artifacts and personal properties from the collection of Lenore Doolan and Harold Morris, including books, street fashion and jewerly non è un romanzo che racconta di un’asta. E’ la fedele, inventaria riproduzione di un catalogo d’asta, di un’asta in cui nessun articolo vale più di cento dollari, che nessun collezionista frequenterebbe e nessun battitore consegnerebbe al tirannico ritmo del martelletto.

Impegno in doppiopetto

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane | Posted on 13-12-2009

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di Gianluigi Ricuperati (tratto da Il sole 24 ore/domenicale, 6 dicembre 2009)

propongo di seguito un articolo scritto da un amico, uno dei più promettenti giovani scrittori italiani, uscito recentemente sul “domenicale del Sole 24 ore”.

Signore, voglio sentire le tue mammelle.

Voglio far partire le cellule staminali.

La Casa Bianca è preparata

A farmi volare a velocità Mach 3 verso una località sicura segreta.

Frederick Seidel ha 73 anni e abita in un appartamento dell’Upper West Side con vista da falco su Broadway, veste in doppiopetto italiano e possiede almeno cinque motociclette Ducati di cui una fatta apposta per lui. Ha pubblicato Final Solutions (lui, ebreo) nel 1963, sotto l’egida di Robert Lowell, il padre della confessional poetry che di lì a poco  avrebbe intervistato per la Paris Review. Poi niente, per trent’anni circa: infine, uno dopo l’altro, volumi sempre più originali e potenti: è l’ennesimo caso di artista che trova la propria corda in tarda età, e quando la trova non sbaglia un colpo e d’incanto se ne accorgono tutti – anche la Paris Review, che lo intervista a sua volta sul penultimo numero. Nelle fotografie ha lo sguardo di chi si presenta all’ennesima cena in un ristorante stellato Michelin e vede, intorno, commensali, poi cannibali, poi ancora commensali, e infine ancora cannibali. Vede se stesso. Vede te e vede me. Io vorrei raccontare chi è Frederick Seidel; cos’hanno di unico ed esemplare i versi raccolti per la prima volta in Complete Poems 1959-2009, un volume antologico uscito in primavera da Farrar Straus & Giroux, raccogliendo recensioni entusiastiche da parte di critici, di poeti come Charles Simic e soprattutto una vasta ed eterodossa compagine di giovani narratori sparsi in giro per il mondo; vorrei raccontare perché all’improvviso mi è successo di riconoscere in un uomo nato nel 1936 un esempio di impegno pressoché assoluto – sì, impegno: ho usato proprio quella parola, per uno che ha passato tutta la vita a collezionare amanti bellissime, beni di lusso, e tonnellate di sprezzatura. Passo la gran parte del mio tempo a non morire.

“La tua vita in 30 comode rate”. Presentazione libri di Luciano Gallino e Gianluigi Ricuperati

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 15-11-2009

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La tua vita in 30 comode rateMercoledì 18 novembre 2009 parteciperò ad un’iniziativa dell’associazione Altera-generatore di pensieri inmovimento, tal titolo “La tua vita in 30 comode rate”, in cui verranno presentati, alla presenza dei 2 autori, i libri: “Con i Soldi degli altri” (di Luciano Gallino, Einaudi) e “La tua vita in 30 comode rate” (di Gianluigi Ricuperati, Laterza).

L’iniziativa si svolgerà in aula 12 del Palazzo delle Facoltà Umanistiche (Palazzo Nuovo), via S. Ottavio 20- Torino, alle ore 18.00.