Carla Crosio e Fiorenzo Rosso. “Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario” (testo critico)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 10-11-2014

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bi-personale a cura di Roberto Mastroianni per la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme

 

 

Inaugurazione Venerdì 7 novembre ore 18,00

Dal 8 al 16 novembre 2014, venerdì, sabato, domenica dalle 16,00 alle 19,00

studiodieci/not for profit/citygallery/Vc

Via Galileo Ferraris 89 – 13100 Vercelli

 

“Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario” è una bi-personale di Carla Crosio e Fiorenzo Rosso inserita nella rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme, ciclo espositivo curato da Roberto Mastroianni e prodotto da studiodieci citygallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici.

Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati sono chiamati a confrontare la loro poetica con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”.

 

Il quinto appuntamento della rassegna propone una bi-personale/dialogo tra Carla Crosio e Fiorenzo Rosso. I due artisti vercellesi, tra i fondatori nel 1971 di StudioDieciArtCityGallery,  indagano i processi di morfogenesi del reale, attraverso una ricerca fotografico-installativa (Fiorenzo Rosso) e una scultorea (Carla Crosio), con le quali cercano di rendere ragione: delle trasformazioni della materia organica e inorganica sotto la spinta del consumo, del dispendio delle energie e della temporalità, in una prospettiva di “anteriorità” quasi musealizzante (Crosio), e della capacità della visione di creare “spazi immaginari”, articolando gli elementi oggettivi e soggettivi attraverso il regime informante dello sguardo (Rosso). Entrambi gli artisti sono interessati alla emersione sociale, immaginaria e antropologica di un mondo condiviso, prodotto da elementi naturali in relazione alla temporalità, alla presenza umana, alla sua attività oggettivante e alla costruzione simbolica di un mondo condiviso.

La selezione delle opere interagisce nello spazio della galleria proponendo un dialogo tra impostazioni, sperimentazioni e ricerche contrapposte, ma integrate e complementari. Da una parte, la ricerca sulle “macchine della visione”, che mettono in scena con un linguaggio analogico elementi naturali ricostruiti ed articolati poeticamente nella loro interazione con il regime dello sguardo, con la percezione e le strutture narrative della coscienza, dell’identità-alterità e della memoria (Rosso). Dall’altra, la ricerca scultorea e installativa (Crosio), che mette in scena il fluire di forme organiche e inorganiche alternando un immaginario post-human tragico, viscerale, violento e nello stesso tempo a tratti pop-ironico.

Il dialogo tra i due artisti articola pertanto i temi della percezione, il regime della tattilità e dello sguardo, e dell’immaginario socialmente costruito e condiviso, attraverso narrazioni dal valore iconografico, capaci di mettere in scena il nostro immaginario contemporaneo, individuale e collettivo, sia nella sua poeticità, sia nella sua profonda conflittualità e contraddittorietà.

 

Carla Crosio

Nelle sculture di Carla Crosio prende forma una riflessione sull’identità/alterità, il divenire e la stabilità delle forme e la loro possibile trasformazione, in esse la centralità del corpo nella sua vulnerabilità e come portatore di genere, cultura e precarietà esistenziale diventa lo strumento per mettere in relazione il tempo, lo spazio e l’identità con il loro mutamento. La materia viene messa in forma dall’artista con una profonda attenzione alla sua organicità, creando un universo referenziale dove i materiali (argilla, legno, plastica, vetro, silicone…) diventano elementi di una grammatica generativa e trasformativa che parla del vissuto delle cose, del loro deperire, decadere e trasformarsi. In questo modo le opere indagano la vita, le sua logica globale e il suo ciclo vitale di crescita, compimento, e degenerazione, portando alla luce l’elemento perturbante della meccanicità naturale e della sua interazione con il libero arbitrio, che spesso si fa portatore di un impulso di distruzione e di una volontà di morte. La poetica dell’artista, impregnata di elementi post-human, esprime un interesse profondo per le dinamiche naturali, che vengono ricostruite e portate a figurazione scultorea, presentando porzioni di realtà e la logica strutturale della nostra relazione con il mondo. L’artista è consapevole che il reale è formato da “eventi catastrofici”, che presiedono il naturale evolversi delle cose, che si accompagnano a forme di lacerazione e rottura fisica, emotiva e simbolica, che sono sempre preludio a nuove forme e configurazioni della realtà. In questa mostra l’effetto conturbante della rappresentazione viene ottenuto attraverso la messa nello spazio di un dispositivo semiotico capace di mostrare “l’anteriorità del futuro”, in special modo attraverso un’installazione di “teche”, in cui elementi e dinamiche esemplari della strutturale dinamica delle cose vengono fissati e in qualche modo musealizzati. La “teche” sono infatti un dispositivo che permette di articolare in modo metonimico e metaforico degli elementi di uso comune (ex. cavi elettrici o scarpe da donna), in una logica di riuso e riciclo dei materiali, con prodotti di consumo o oggetti ludici (ex la bambola o i soldatini) o materiali inorganici dal forte impatto immaginifico, in modo da dare vita a delle istantanee installative di porzioni del nostro immaginario contemporaneo. Il fine è quello di fissare le trasformazioni della realtà e della nostra società in piccole narrazioni iconografiche dal forte impatto simbolico.

 

Fiorenzo Rosso

Le “macchine per la visione” di Fiorenzo Rosso sono installazioni visuali che, attraverso la ricostruzione di dispositivi ottici appartenenti alla storia della fotografia, mettono in relazione visione, percezione e rappresentazioni di elementi narrativi tratti dalla storia della letteratura o dalla natura (ex. mele, fiori, porzioni di territorio…), al fine di ricreare porzioni del nostro immaginario collettivo o individuale. Le “macchine” in mostra articolano pertanto un’interazione tra le tecniche antiche della fotografia e del cinema ed elementi naturali o culturali, che vengono restituiti, attraverso un linguaggio analogico in modo da dare vita ad atmosfere malinconiche ed emblematiche di un rapporto dell’uomo con il proprio panorama mentale, storico e culturale. Lo sguardo dello spettatore viene in questo modo proiettato in un ambiente immersivo che riproduce porzioni di mondo, interrogandosi sulle modalità con le quali il regime del vedere ritaglia e articola elementi organici e inorganici, naturali e culturali, facendo delle cose un articolato universo di senso. L’interesse di Rosso è quello di restituire le logiche che presiedono alla costruzione degli spazi antropici, portando a rappresentazione le modalità che fissano in un orizzonte condiviso gli elementi che danno forma al nostro mondo e le loro trasformazioni. L’interesse per la messa in forma del reale porta l’artista ad interrogarsi sugli spazi, intesi come “contenitori” in cui e da cui le cose possono emergere, articolandosi in una narrazione complessiva, che sempre unisce il tratto immaginario ed immaginifico con gli elementi materiali e naturali. La sensazione è quella di un “doppio filtro” che instaura una distanza tra “osservato” ed “elementi osservati”,  un filtro capace di donare poeticità e in qualche modo musealità agli spazi di esistenza ed emersione dell’umano e del mondo in relazione alla storia e alla nostra grammatica del vedere.

 

 

Roberto Mastroianni | è filosofo, curatore e critico d’arte, ricercatore indipendente presso il C.I.R.Ce (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Laureato in Filosofia Teoretica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, sotto la supervisione di Gianni Vattimo e Roberto Salizzoni, è dottore di Ricerca in Scienze e Progetto della Comunicazione, sotto la supervisione di Ugo Volli. Si occupa di Filosofia del Linguaggio, Estetica filosofica, Teoria generale della Politica, Antropologia, Semiotica, Comunicazione, Arte e Critica filosofica. Ha curato libri di teoria della politica, scritto di filosofia e arte contemporanea e curato diverse esposizioni museali in Italia ed all’estero. Ha tenuto seminari in differenti Università Italiane e straniere. 

Carla Crosio e Fiorenzo Rosso. “Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario” (la mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 10-11-2014

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Inaugurazione venerdì 7 novembre

Carla Crosio e Fiorenzo Rosso

“Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario”

A cura di Roberto Mastroianni per studiodieci

Rassegna KatastrofèLa crisi e le sue forme

 

Dal 7 al 16 novembre 2014

Inaugurazione venerdì 7 ore 18.00

Ven. sab. dom. dalle 16.00 alle 19.00

Studodieci/not for profit/citygallery/VC

Via Galileo Ferraris 98- 13100 Vercelli

www.studiodieci.org

guardiania a cura dell’ANFFAS di Vercelli

spazio senza barriere architettoniche