FilmaTo Graffiti Contest

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 26-11-2013

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Il cinema è un linguaggio poliedrico, capace di mettere in relazione molte altre forme d’arte come la musica, la danza, il teatro, la pittura, l’architettura e la letteratura. Altera si propone di dialogare con gli studenti universitari torinesi, di qualsiasi genere e nazionalità e iscritti a tutte le facoltà, sulle molteplici possibilità di espressione legate a questi codici comunicativi.

La serie di iniziative targate FilmaTo è volta a creare vari momenti di discussione e coinvolgimento dei giovani tramite workshop e serate che avranno come obiettivo quello di stimolare la riflessione dei ragazzi tramite nuove possibilità di apprendimento, spingendoli a produrre dei contenuti originali e avvicinandoli a nuovi spazi universitari come il Murazzi Student Zone.

Il 6 dicembre 2013 avrà luogo la giornata dedicata al cinema e alla pittura, dove ci sarà un live painting nelle ore pomeridiane davanti alla Murazzi Student Zone. Giovani writers esperti disegneranno con con le bombolette dei graffiti liberi, ispirandosi al titolo o ad una scena di un film.

L’appuntamento continuerà in serata con una conversazione nei locali Murazzi Student Zone a partire dal libro Writing the City curato da Roberto Mastroianni.

La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del regolamento.

Clicca qui per scaricarlo, firmalo e allegalo alla tua opera.

Per ulteriori informazioni:

www.alteracultura.org | info@alteracultura.org | Evento Facebook

Iniziativa promossa dalla Città di Torino su finanziamento ottenuto con il Bando Anci “Sostegno per la creazione ed il potenziamento dei servizi rivolti agli studenti nelle Città sedi di Università” nell’ambito del progetto per la realizzazione di iniziative a carattere formativo,culturale e sociale promosse per gli studenti degli atenei piemontesi.

Contatti stampa:

Vladimir Mastrogiacomo 347 570 95 50 | vladimir@alteracultura.org
Benedetta Catanzariti 347 06 79 733 | benedetta.catanzariti@gmail.com

“Le città visibili”-Smart Festival e Analisi Strategiche (il progetto)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Eventi, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis | Posted on 16-08-2012

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La città di Torino (Assessorato all’Ambiente, Innovazione, Smartcity) e la Fondazione “Torino Smart City per lo sviluppo sostenibile” mi hanno chiamato, nell’anno passato, ad ideare un progetto di disseminazione culturale, ricerca e analisi strategica sui temi delle Smart city e dello sviluppo urbano sostenibile.

Il lavoro di progettazione  è progettazione e l’attività di ricerca e disseminazione sono precipitati in un grosso evento/struttura dal titolo “Le città visibili”, realizzato a Torino dal 23 maggio al 5 giugno 2012.

Le smart cities sono città intelligenti, capaci di coniugare innovazione, ambiente e qualità della vita. La città “Smart” è infatti il risultato integrato di una dimensione strutturale, cognitiva e pubblico-politica della città, capace in questo modo di presentarsi come una macchina di innovazione, sviluppo, economia e cultura che faccia dell’ambiente, dell’accessibilità, dell’innovazione e della sostenibilità il perno del proprio organizzarsi, ristrutturandosi in funzione di uno sviluppo sostenibile e di una maggiore facilità d’accesso e qualità della vita.

Da questo punto di vista, il percorso che porterà le nostre città a diventare “smart” rappresenta una grade occasione per unire tecnologia, sostenibilità e governance locale in vista di una rivoluzione degli stili di vita che produca ricchezza, maggiore qualità della vita e maggiore rispetto dell’ambiente.

Il festival ha rappresentato un momento di riflessione pubblica diffusa, in cui ciascuno è chiamato a dare un suo contributo per la Torino del futuro ed ha avuto quindi lo scopo: da un lato, di mettere in campo le tante realtà già smart produttrici di buone pratiche e, dall’altro, di raccogliere stimoli, suggestioni, occasioni di networking, per realizzare lo scenario prodotto. Il programma di “Le Città visibili – Smart Festival”  si è articolato attorno ad una dimensione spaziale e una temporale: la prima,  secondo il tema delle “cornici Calviniane” tratte dal libro “Le città invisibili”, univa per affinità i temi  egli eventi (caratterizzati dal nome di città calviniane) in una zona della città; la seconda,  organizzava temporalmente gli eventi in un programma che copre il periodo che va da 23 maggio al 5 giugno 2012.

L’obiettivo  del Festival è stato quello di portare a “visibilità” tutte le eccellenze di una città come Torino, che si presenta come una città potenzialmente smart, utilizzando i linguaggi dell’arte, della cultura, della tecnologia e dell’economia.

In ricordo delle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 20-12-2010

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Era il 6 dicembre 2007, esattamente 3 anni fa. Quel giorno una tragedia annunciata provocava la morte di 7 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Un incidente sul lavoro, l’ennesimo, e 7 persone presero fuoco, arse vive. La “fabbrica dei tedeschi”, la Thyssen di Torino, divenne un girone infernale e i 7 non tornarono più a casa, non abbracciarono più i loro cari: erano usciti per andare al lavoro, per guadagnare poche centinaia di euro e trovarono le fiamme ad attenderli e una morte straziante. Oggi sappiamo che quelle morti potevano essere evitate, oggi sappiamo che l’investimento di poche centinaia di euro in sistemi antincendio (anche gli estintori erano scarichi) avrebbe salvato la vita di 7 persone.

Ma per i tedeschi la vita di 7 persone valeva meno che poche centinaia di euro. Quello che fa più impressione è l’atteggiamento coloniale della dirigenza ThyssenKrupp: per loro Torino è come Bhopal e le fabbriche possono essere lasciate esplodere in India come in Italia, perché l’importante è guadagnare qualche lira risparmiando sulla sicurezza dei lavoratori. La logica del profitto sopra ogni cosa e il mondo intero ridotto a campo di conquista del capitale e le persone ridotte a variabile aggiunta e trascurabile della logica aziendale.

Ma la logica dei diritti, forse, è più forte, (vedremo come andrà a finire il processo che vede imputati di omicidio volontario i dirigenti della “fabbrica dei tedeschi”): forse il diritto e i diritti avranno ragione del capitale e delle sue logiche di profitto, forse questa volta verrà fatta giustizia del diritto. Una cosa ci rincuora: la coscienza civile , la risposta di istituzioni e cittadini che si sono stretti attorno ai familiari delle vittime, che hanno manifestato il loro orrore e il loro sdegno, chiedendo giustizia.

Per questo è importante che, nel terzo anniversario dell’incendio alla ThyssenKrupp, il Comune di Torino ricordi le vittime del rogo attraverso la cerimonia pubblica al Cimitero monumentale e la deposizione della Corona sulla lapide dei lavoratori della Thyssenkrupp.

Come è importante che in corso Valdocco tra via Santa Chiara e via Giulio, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale e delpresidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e degli operai ThyssenKrupp, “Legàmi d’acciaio”, si sia svolta la cerimonia di scoprimento della targa posizionata sul murale dedicato alle vittime della ThyssenKrupp.

Il murale (eseguito da artisti delle associazioni Monkeys Evolution, Artefatti, Il Cerchio e Gocce, KNZ che collaborano col progetto MurArte) è stato realizzato in accordo con l’associazione “Legami d’Acciaio” , grazie al contributo della Città di Torino ed il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dell’Archivio di Stato di Torino.

Questo è un segno importante, è un segno d’arte che d’ora in poi si presenterà come un monumento alle vittime del lavoro.

Per vedere le foto del murales clicca qui e qui

Graffiti e molte altre cose… alcune risposte ai cittadini cui piacciono i muri grigi…

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Una pioggia di colori è caduta sulla città di Torino (PicTurin-Torino Mural Art Festival) e ha portato alla realizzazione di interventi di arte urbana, che si pongono come la continuazione del “Progetto MurArte”, che in questi anni ha destinato di alcune superfici murarie a interventi artistici.

“Il progetto Murarte, presentato ufficialmente nel 1999, nasce principalmente, dall’esigenza di affrontare due diverse tematiche urbane: da una parte, l’esigenza di agire nel riconoscere alcune realtà artistico-giovanili spesso sconosciute e clandestine, ma che nascondono una forte potenzialità di espressione e creatività; dall’altra, la necessità di attivare nuove iniziative a basso costo per combattere il degrado fisico di alcune parti della nostra città migliorandone la percezione”. Come ricercatore del C.I.R.C.E. (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) dell’Università di Torino ho condotto, per conto del Settore Politiche giovanili della Città di Torino, una ricerca scientifica sul progetto MurArte e il graffittismo metropolitano, i cui risultati sono stati in parte presentati il 5 novembre, in un convegno realizzato in concomitanza con il festival “PicTurin”, dal titolo “Dal segno metropolitano al graffittismo artistico”. Con questo post vorrei rispondere alle perplessità di alcuni cittadini, con cui sono entrato in contatto e che si domandavano il perchè istituzionalizzare il fenomeno e non limitarsi a combatterlo con la repressione, affermando che:

1) la graffiti art è ormai un fenomeno artistico globalmente diffuso con una certa rilevanza estetica, economica e sociale, perfettamente integrato nel sistema dell’arte;

2) le opere realizzate dai giovani artisti (selezionati attraverso un bando internazionale) possono piacere oppure no, ma sicuramente non sono di pessimo gusto, lo sono certamente meno di certa pubblicità cartellonistica o dei muri grigi delle nostre periferie dormitorio, e concorrono alla riqualificazione artistica della nostra città;

3) che non basta “più vigilanza e repressione” per avere muri più puliti in una città, ne è la dimostrazione il risultato conseguito dalla città di Torino che, spendendo quasi 200 mila euro in 10 anni (20 mila euro circa all’anno) con il progetto MurArte contro i circa 3 milioni di euro spesi dalla città di Milano negli ultimi 3 anni in controlli e ripulitura dei muri, riesce a ridurre pressoché ai minimi termini l’impatto del vandalismo da graffiti sul tessuto urbano.

Questi motivi, sinteticamente esposti, parrebbero sufficienti a promuovere un’iniziativa dell’amministrazione pubblica, che ha prodotto risultati di limitazione/estinzione del vandalismo da graffito ed è riuscita, al contempo, a produrre, anche grazie questo progetto, una riqualificazione estetica del tessuto urbano di una certa entità e qualità.

A meno che il richiamarsi a un certo “paesaggio” e a una certa “architettura della città” (quale quella barocca, quella novecentesca o quella delle periferie dormitorio?) che verrebbero “deturpati”, non sia solo il modo per richiedere ideologicamente più repressione?

Forse bisognerebbe apprezzare di più i tentativi delle amministrazioni pubbliche di incanalare e istituzionalizzare un fenomeno giovanile come il graffiti/writing, evitando che rimanga controcultura e vandalismo, lasciando perdere i grigi muri in tinta unita e apprezzando di più le piogge di colore.

PicTurin – Torino Mural Art Festival

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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PicTurin Festival è un grande evento internazionale di arte murale, che ha contribuito alla riqualificazione di alcune aree di Torino coinvolgendo artisti nazionali e internazionali. PicTurin, ha portato a Torino artisti come Aryz, Dome, Grito, Morcky, Nychos, Roa, Sague, Sat, Spok, Zedz, Xtrm, solo per citare quelli internazionali.
La città, dal centro alle periferie, è stata travolta da un’onda di colore e immagini su una decina di pareti cieche e altri spazi cittadini, per un totale di oltre 3.500 mq di superfici murali dipinte.

Per vedere la galleria di immagini delle opere realizzate clicca qui.

Per vedere gli artisti clicca qui.

Scrivere e ri-scrivere la città. MurArte, il graffiti/writing e il muralismo artistico.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Le città sono testi sottoposti a processi di scrittura e riscrittura, che mettono in scena le evoluzioni sociali, politiche e storiche attraverso processi di senso e significazione in grado di raccontare la storia degli spazi urbani, delle comunità che in esse vengono ospitate e delle avventure dei fenomeni antropici che li percorrono.

La pratica di scrittura urbana è sempre pratica del potere, di poteri egemonici o di contro-poteri subalterni, è storia di conflitti e di appropriazione dello spazio da parte degli attori singoli o associati. Ogni spazio antropico è infatti prodotto da attività di linguaggio che in qualche modo spazializzano lo spazio, trasformando l’ambiente in un mondo abitabile e abitato. Il processo di segnatura urbana è un processo di enunciazione e scrittura capace di “monumentalizzare” le pratiche umane. Per quanto effimero, un gesto di scrittura urbana ha infatti una vocazione “monumentale” in quanto si propone, attraverso pratiche di scrittura e riscrittura, di disegnare una realtà sociale in modo da fare emergere i posizionamenti di gruppi sociali al suo interno istituzionalizzando gerarchie di potere e fruibilità del testo urbano.

Un esempio tra tutti la toponomastica che scrive sui muri delle città i nomi eccellenti della storia. Nomi che diventano elementi di un racconto capace di produrre un’identità storica, che nominando le strade narra percorsi di un immaginario enciclopedico capace di presentarsi come una semantica (ciò che può essere detto è pensato della propria narrazione storica e sociale) della rappresentazione della vita associata, organizzata attorno agli elementi utili a vivere e usufruire del tessuto urbano.

In questo caso, la periferia o il centro di una città saranno delimitati dai nomi di battaglie, re, principi, artisti, pensatori o uomini politici che avranno concorso a istituire uno spazio sociale e una comunità, e i nomi che caratterizzano la viabilità cittadina cambieranno al seguito di eventi storici più o meno traumatici. La caduta di un regno, di un regime o l’instaurazione di un altro, porterà alla cancellazione e all’imposizione di nuovi nomi o alla loro permanenza e le stesse città potranno mutare i loro nomi in base ai mutamenti politici e sociali: la caduta dell’Unione sovietica ha portato, per esempio, alla scomparsa di Stalingrado e Leningrado o ancora le piazze che ospitavano, durante il ventennio fascista, le sedi del potere possono prendere, come a Torino, il nome del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) dopo la fine del regime.

L’attività di scrittura e riscrittura urbana non è però solo pratica del potere e delle istituzioni, che con essa segnano lo spazio, indicando gerarchie e disegnando il tessuto urbano, è anche attività sub-culturale o antagonista come nel caso del graffit-writing.

Il graffiti-writing è infatti un fenomeno dalle origini sub-culturali (il ghetto newyorkese), che si è fatto fenomeno globale e interno al sistema dell’arte, che si presenta inizialmente come una pratica di ri-scrittura e ri-appropriazione del tessuto urbano da parte di una comunità di esclusi per poi diventare street art, un fenomeno di appropriazione artistica negoziata del tessuto urbano.