Dossier Levi-Strauss

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 09-11-2009

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Il 3 novembre 2009 è morto all’età di 100 anni uno dei padri dell’antropologia contemporanea: Claude Levi-Strauss. Da ormai molti anni conduceva una vita ritirata e riservata, non rinunciando comunque alla scrittura ed all’esercizio del pensiero.

Levi-Strauss è stato un esempio di pensiero scabroso: di quel pensiero incapace di accettare i dogmi e la linearità della cultura ufficiale, sempre alla ricerca della complessità del reale e delle sue leggi strutturali, la cui scabrosità consiste proprio nello scavare all’interno del flusso storico alla ricerca delle leggi e delle dinamiche che ordinano il caos conferendo ad esso una certa universalità.

Quasi tutte le scienze umane contemporanee devono qualcosa a questo grande maestro del pensiero ed alla sua antropologia strutturale, a tal punto che per un lungo periodo di tempo non ci si è potuti, in qualche modo, non dire strutturalisti.

Per un giovane studioso come me (formato all’ermeneutica filosofica, alla fenomenologia, alla semiotica, ad all’antropologia socio-culturale), per il quale l’antropologia è uno degli interessi primari, il nome di Levi Strauss non può che essere affiancato, per grandezza, che a quelli di Martin Heidegger, Roland Barthes, H.G. Gadamer.

L’autore dei “Tristi tropici” è infatti l’esempio di un esercizio del pensiero che sa fare i conti con gli uomini concreti che popolano la Terra, tornando alle cose stesse in vista di una comprensione più generale dei fenomeni umani.

La sua ricerca di concretezza ha prodotto pertanto un pensiero capace di con-crescere insieme al reale che indagava, interpretando una realtà ed una verità che sempre si dà nella storia.

Spesso Levi-Strauss è stato accusato di essere eccessivamente universalista ed essenzialista ed il suo nome è stato accostato a quello di Emanuel Kant: il francese, in quest’ottica, avrebbe fatto in antropologia quello che il tedesco ha fatto in filosofia ovvero avrebbe rintracciato le strutture ultime ed irriducibili del pensiero e delle manifestazioni della presenza dei fenomeni umani nel mondo, sottraendole al divenire ed al mutamento.

Questa più che un’accusa mi sembra un complimento ed una presa d’atto del valore fondativo, per le contemporanee scienze umane, del pensiero di Levi-Strauss.

Per ricordare il maestro scomparso, prima che le manifestazioni pubbliche lo monumentalizzino ancora di più, al posto di spendere parole che sarebbero inutili innanzi alla grandezza del suo pensiero, mi sembra utile offrire un dossier delle riflessioni pubbliche seguite alla notizia della sua morte.

Parte del dossier è frutto del lavoro di Francesco Pompeo dell’AISEA (Associazione Italiana Scienze Antropologiche), credo che sia utile diffondere il più possibile tali materiali.

Di seguito il “dossier Levi-Strauss”.