L’Italia è il laboratorio del totalitarismo moderno (intervista a Stefano Rodotà)

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 06-01-2011

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Stefano Rodotà sembra essere rimasto l’unico vero intellettuale italiano, capace di proporre analisi efficaci e prospettiva di ricerca per una cultura politica della sinistra sempre più in crisi. Rodotà rimane l’unico vero teorico dei diritti e dell’emancipazione  che la sinistra italiana dovrebbe e potrebbe ascoltare, ma in questo momento ( già da qualche decennio in verità) la sinistra italiana è sorda a ogni consiglio, proposta e iniziativa politica. In attesa che le sinistre italiane si risveglino, come la bella addormentata nel bosco, postiamo questa intervista a Stefano Rodotà tratta da MicroMega online, sperando che possa essere un utile strumento di riflessione e discussione.

di Miguel Mora, da El Paìs, traduzione italiana di Andrea Pinna da megachip.info

Difensore della laicità, della democrazia e del buon senso, Stefano Rodotà è uomo di squisita gentilezza. Maestro del diritto, schierato senza ambiguità ed erede dell’operosità di Pasolini, è forse il penultimo umanista europeo ed uno dei pochi intellettuali di razza che rimangono in questa Italia «triste e sfilacciata che si guarda l’ombelico e sembra sempre di più un’appendice del Vaticano mentre si avvicinano i 150 anni dell’unità del Paese.»

Professore emerito di diritto civile alla Sapienza di Roma, Rodotà nato a Cosenza 73 anni fa, scrive libri ed articoli, partecipa a congressi, dirige il Festival del Diritto a Piacenza, promuove manifesti e combatte battaglie per innumerevoli cause,dalla libertà di stampa all’etica pubblica, all’eutanasia.

Eletto deputato del PCI nel ’79, visse come parlamentare la convulsa decade finale della prima Repubblica e fu poi il primo presidente del PDS, fondato nel ’91 da Achille Occhetto dalle ceneri del PCI. Appena un anno dopo, forse prevedendo ciò che sarebbe successo, abbandonò la politica.

Oggi insegna in molte università del mondo e come specialista in filosofia del diritto e coautore della Carta fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea, è un riferimento obbligato in tema di libertà individuali, nuovi diritti, qualità democratica e abusi di potere. Sono ormai dei classici i suoi lavori sulla relazione tra diritto e privacy, tecnologia, lavoro, informazione e religione.

L’inizio delle fini…

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010

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Lo rottura tra Fini e Berlusconi, ufficializzata dalla cacciata dei finiani dal PDL e dalla formazione dei gruppi parlamentari di Futuro e Libertà, segna un punto di non ritorno per la politica italiana.

Una fase politica si chiude e non si ha certezza di cosa venga dopo.

La lunga transizione italiana tra Prima e Seconda Repubblica potrebbe vedere in questo evento l’inizio della fine. La nostra “povera patria” non ha ancora visto, infatti, una Seconda Repubblica, ma solo una non conclusa e devastante transizione tra la un prima ed un dopo.

La fase politica che inizia con tangentopoli e con la dichiarazione di voto di Berlusconi per Gianfranco Fini, allora candidato a Sindaco di Roma, sembra ormai andare verso la fine e ne è un segno evidente la nota di Filippo Rossi pubblicata su “Fare Futuro” il 19 agosto 2010.

Sarebbe facile deridere la scoperta dell’illiberalità di Berlusconi e del berlusconismo come “editti, ostracismo, dossieraggio e ricatti” e si potrebbe rimproverare a Fini ed ai Finiani di aver retto il gioco di Berlusconi per 15 anni: appoggiando governi illiberali e leggi ad personam, come la legge Gasparri sulle telecomunicazioni o la Cirielli, oppure proponendo leggi liberticide come la Bossi-Fini. Nello stesso tempo si dovrebbe ricordare la presenza di Gianfranco Fini, allora Vice Premier, al G8 di Genova nel 2001 nella camera di regia che coordinava le forze dell’ordine in una vasta repressione di manifestanti perlopiù pacifici fino ad arrivare a quella che è stata più volte definita la “macelleria messicana” della scuola Diaz.

Benvenuti in Italia (Pianeta Terra)…

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010

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Benvenuti in Italia, Pianeta Terra, cari amici futuristi o futuribili.

Sarebbe troppo facile deridere il risveglio dei finiani, deridere le motivazioni con cui “Fare Futuro” individua in Berlusconi il nemico della libertà e della democrazia, dopo che per un quindicennio gli ex e post fascisti guidati da Fini hanno avvallato tutte le misure liberticide di queste destra populista, xenofoba ed autoritaria.

Potremmo ricordare la presenza di Fini nella camera di regia del G8 di Genova, la repressione avvallata e legittimata dalla presenza dell’ex Vice Premier Gianfranco Fini nella camera di regia che guidava le forze dell’ordine nella repressione di pacifici manifestanti portando a quella che è stata definita la “macelleria messicana della scuola Diaz”; potremmo ricordare la legge Bossi-Fini o la legge Gasparri, che ha concesso il monopolio televisivo ed informativo a Silvio B., e molte altre cose se non bastasse ricordare il passato missino e fascista di molti finiani.

Ma sarebbe troppo facile, crediamo invece che i colpi inferti in questi mesi ad un Fini, che da molti anni  sembra aver scoperto la democrazia (“il fascismo male assoluto” e la questione ebraica ne sono un esempio) abbiano finalmente svelato, anche a chi opportunisticamente credeva di poter usare Berlusconi ed il berlusconismo, la natura ademocratica del regime.

Crediamo che si abbia il diritto di cambiare idea e operare scelte politiche conseguenti e crediamo il momento sia tale da trovare in ogni alleato un buon alleato in difesa della nostra “povera patria”.

Detto questo, benvenuti anche voi e bene arruolati nel tentativo di salvare un paese sempre più degradato.

Pubblichiamo di seguito la nota di Filippo Rossi (del 19 agosto 2010), direttore di Fare Futuro, sul Berlusconi degli editti e del liberticidio.

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Speravamo che il berlusconismo non fosse come lo dipingevano i nemici, ma…

Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà

di Filippo Rossi

Eravamo convinti che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari.

Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito.  Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.

Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima.

Ancora sulla Lega… “I valori senza valore” di Vittorio Zucconi

Posted by roberto09 | Posted in Mondo, Politica nazionale | Posted on 17-01-2010

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Visto lo zelo con cui i leghisti hanno cominciato ad occuparsi del “bene comune”, del “comune senso del pudore” e dell’educazione sentimentale dei nostri bambini ( vi pregherei di leggere il post su Anna Frank e lo zelante antisemita in cravatta verde che trovate qui sotto), urge approfondire le spinte ideali che muovono i nostri moralizzatori in camicia verde. Per questo motivo dedicheremo d’ora in poi particolare attenzione ai nostri verdi eroi, che hanno deciso di intraprendere una guerra in difesa “nostra” e delle “nostre radici cristiane”…. A questo proposito postiamo una bella nota di Vittorio Zucconi

I valori senza valore

di Vittorio Zucconi (tratto da blog di Vittorio Zucconi)

“Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto questo a uno solo dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me.(Matteo, 25, 37-40). Noi che, fortunatamente, viviamo in nazioni non teocratiche abbiamo pieno diritto di ignorare quello che dice il libro dei cristiani o qualsiasi altro libro e non spetta a nessun giornalista distribuire omelie. Ma una domanda (sempre con queste domande, che noia) viene naturale: sono questi i valori cristiani che i campioni del berlusconismo millantano e che gli elettori della Lega, i legionari inflessibili delle “radici cristiane”, difendono e rappresentano in Italia? Non è obbligatorio praticare il Vangelo. Gli affamati e i forestieri possono anche essere respinti a pedate nel sedere o deportati da una casella all’altra come le tesserine del gioco del 15, se servono per vincere le cadreghe politiche. Buttateli tutti a mare, permesso o non permesso poco importa, perchè ancora non è stato inventato il pezzo di carta che sbianchi la pelle come il detersivo. Basterebbe evitare di menarcela con i valori cristiani. Almeno questo. Si chiede troppo?

Lo scontro finale. L’Italia davanti alla crisi delle proprie istituzioni.

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 20-10-2009

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Il clima politico del Paese è precipitato, forse in modo irrimediabile, dopo la bocciatura, da parte della Consulta, del “Lodo Alfano” e le divisioni in seno alla società si sono fatte più profonde: l’unità politica e territoriale è messa in crisi ogni giorno dai rigurgiti secessionisti della Lega Nord e dagli attacchi che essa sferra al tessuto simbolico di cui “l’assurdo Bel Paese” è formato; l’opinione pubblica si trova polarizzata pro e contro Silvio B. e l’opposizione, incapace di proporre un’alternativa di società credibile per ampli strati della popolazione, si trova sempre più spesso silenziata dalla propaganda della maggioranza e dalle sue congenite incapacità.

Le prime vittime di questa tensione generalizzata, che il Presidente del Consiglio fomenta con ogni mezzo, sono le istituzioni repubblicane, che giorno dopo giorno si trovano screditate e presentate come il campo di lotta di opposte fazioni o ancora peggio come infiltrate e monopolizzate dallo spettro di un comunismo dai tratti sempre più surreali.

Lo scontro in cui il Presidente della Repubblica è stato trascinato è soltanto la parte apicale di questo scontro istituzionale, che sembra non avere più limiti e che potrebbe produrre danni inimmaginabili per la convivenza civile.

Una colletta per Silvio di Massimo Gramellini

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Politica nazionale | Posted on 07-10-2009

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Non sono un estimatore di Gramellini, ma il “Buongiorno” di oggi (La stampa, 7/10/09) è inquietante  e lo propongo ai lettori di questo blog.

Se è vero, se questi lettori de “Il Giornale” esistono e non sono solo una strategia di marketing politico, vuol dire che siamo realmente in una brutta situazione…..

Bepi 777 e altri lettori de «Il Giornale» hanno lanciato l’idea di una sottoscrizione per coprire il buco che la sentenza del soviet di Milano ha aperto nelle casse della Fininvest. Se ogni elettore del Pdl versasse 42 euro, dicono, si troverebbero i 750 milioni del riscatto da pagare a De Benedetti. Non conosco Bepi e i suoi amici, ma immagino non siano armatori con sette yacht in Costa Azzurra. Cosa li spinge a offrire dei soldi a un uomo centomila volte più ricco, soldi che magari negherebbero a cause dal loro punto di vista altrettanto nobili, ma rivolte a vittime un po’ più bisognose?

Un giorno gli storici dovranno indagare le ragioni di questo innamoramento collettivo che con la politica non ha nulla a che fare. Come sia stato possibile che una persona intelligente, caparbia e spregiudicata – un uomo d’affari, mica Gandhi e nemmeno Michael Jackson – abbia potuto insinuarsi nel vuoto italiano e suscitare sentimenti così forti di immedesimazione e ripulsione. Quanto dev’essere stata mediocre la nostra classe dirigente, se ha spinto milioni di cittadini a identificare un uomo con una nazione e un’azienda con un partito, al punto che contro una sentenza che penalizza la Fininvest è pronta a mobilitarsi la metà del popolo italiano. I francesi non farebbero la colletta per pagare le multe a Sarkozy. Nelle altre lingue mancano persino le parole per descrivere un fanatismo che impedisce ormai qualsiasi comunicazione non solo fra chi lo ama e chi lo odia, ma anche fra costoro e tutti gli altri, che vorrebbero semplicemente andare oltre, possibilmente avanti.

Videocracy di Eric Gandini – Recensione

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Eventi, Politica nazionale | Posted on 30-09-2009

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Per vedere il trailer del film censurato da Mediaset e Rai clicca qui

Quella che è appena finita è stata, per me, una lunga estate di lavoro e viaggi.

La filosofia, la politica e l’arte mi hanno portato a toccare quattro punti della zona euromediterranea (Spagna, Macedonia e Svezia). Una delle tappe di questo viaggio è stata Stoccolma, una città affascinante e cosmopolita con ampi spazi verdi ed una gioventù dinamica e curiosa, tra le vie della città vecchia ho intrecciato affetti ed emozioni con la politica e la filosofia: mi sono diviso tra i luoghi della Svezia socialdemocratica e bergmaniana (l’Olof Palme Center e l’Isola di Faro) e le case di amici svedesi ed italiani, che hanno deciso di aprirmi le porte di una Svezia sconosciuta ed affascinante.

Il quartiere meridionale di Stoccolma (Södermalm) è il più vasto, cool e abitato della città, quello più bohémienne, in cui la nuova classe media, gli artisti, i giovani e intellettuali si incontrano, la sera, nei numerosi locali del quartiere. All’uscita della fermata del metrò di Södermalm c’è un chioschetto, presidio slow food (guarda fin dove arriva la longa manus di Carlin Petrini), in cui si possono mangiare i migliori panini con le aringhe di tutta Stoccolma.

Per arrivare al chiosco si deve uscire dalla metropolitana e per farlo salire delle scale sulle cui pareti troverete spesso dei cartelloni pubblicitari, che spesso sono cartelloni cinematografici….

La mia prima uscita a Södermalm è stata soggetta ad un forte spaesamento. Non solo la presenza di tantissimi italiani, turisti in visita in una città finalmente economicamente accessibile a causa del collasso della Corona svedese piegata dalla crisi economica, ma soprattutto l’incontro-scontro con un’immagine del “presidente”, quello basso, milanese che dice di essere il “miglior presidente degli ultimi 150 anni”. Sì! Proprio lui: Silvio B.

Galeotto fu il cartellone pubblicitario e produttore di spaesamento, che ti fa sembrare di essere in una periferia di Brescia ed invece no: sei in Svezia. Il faccione clownesco del presidente mi ha accolto in uno dei quartieri più affascinanti di Stoccolma e sopra la sua faccia a pennarello nero, una scritta: “questo non mi rappresenta, io non l’ho votato.” Chissà cosa penserebbe il “presidentissimo” di questa “lesa maestà” verso il più bel faccione degli ultimi 150 anni, chissà come se la prenderebbe, ma d’altronde sarà colpa dei perfidi comunisti … e cercate di comprendere lo spaesamento: uno spera di stare tranquillo, là al nord, di dimenticare per un po’ la vergogna di essere il cittadino di un’ Italia in ginocchio e preda dell’anomalia clown-pidduista ed invece si ritrova attorniato da italiani vestiti di Gucci, caciaroni e fanfaroni ed in più la foto del “presidentissimo”. Sembra un incubo.

Poi uno scopre che il faccione del “presidentissimo” è la pubblicità di un film, dal titolo Videocracy e capisce il perché degli sguardi sconsolati degli amici svedesi, che scuotono la testa e ti chiedono “perché, come è stato possibile” oppure gli sguardi di derisione degli svedesi che incontri per strada tutte le volte che dal tuo inglese capiscono che arrivi dal “benedetto, assurdo Belpaese” (come direbbe Guccini).

Il buffone dell’Europa

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 25-09-2009

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L’Italia è il Paese che amo.

L’Italia è una terra di contraddizioni, di forti suoni e sapori.

L’Italia è un Paese ferito.

L’Italia è la mia patria perché l’italiano è la mia lingua materna (Patria e Matria).

L’Italia è un Paese di cui alcune volte ci vergogniamo….

Il Signor B. di cui un giorno, non molto tempo fa, avremmo potuto fermare la “resistibile ascesa” è oggi, definitivamente e senza rimedio, il “buffone d’Europa”. Non molti anni fa, correva l’anno 2001, la società civile si unì in una forte opposizione democratica all’avanzata delle destre capeggiate da Silvio B. Molti di noi animarono la stagione dei girotondi e dell’opposizione civile e le nostre grida di protesta si unirono a quelle dei ragazzi del movimento alteromondista, coloro che ci rappresentavano in Parlamento (le opposizioni di centro sinistra) credettero che non fosse necessario fermare l’avanzata del monarca di Arcore e dopo non essere intervenuti a sanare l’incredibile conflitto di interessi, mentre erano al governo del Paese, reputarono che i movimenti di opposizione civile fossero un nemico, un problema, ed affossarono un grande e spontaneo movimento, provocando la disillusione di milioni di persone.

Oggi, il monarca è nuovamente al governo del Paese e questa estate molti hanno scoperto che Silvio B. scopa e che lo fa con giovani donne, poco importa se come “utilizzatore finale” o a pagamento.

Molti hanno scoperto che il berlusconismo ha ridotto il paese ad una “mignottocrazia”, molti insomma hanno scoperto che il berlusconismo corrompe il tessuto morale e sociale di una Repubblica in frantumi, che cede alla xenofobia, al razzismo e che vede minata la sua unità in nome di rivendicazioni neo-identitarie frutto di un’invenzione della tradizione (la Padania) degna di essere un giorno studiata nei manuali di sociologia.

Smemorati di sinistra di Daniele Luttazzi

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Politica nazionale | Posted on 18-09-2009

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Proponiamo un articolo di Daniele Luttazzi, uno dei più raffinati comici italiani che con intelligenza e sarcasmo ci ha regalato alcune delle migliori pagine di satira degli ultimi anni, la nota è tratta da “informazione senza filtri” e le parole di Luttazzi ci ricordano la condizione di un fascismo light, che in questi anni ha fatto un sacco di vittime (note e meno note), e le responsabilità della sinistra e delle opposizioni, che non sono state in grado di articolare una resistenza efficace al berlusconismo.

Smemorati di sinistra di Daniele Luttazzi

Nel marzo 2001 conducevo con successo (7 milioni e mezzo di spettatori) un mio talk-show satirico notturno su Rai2 intitolato Satyricon. In una puntata intervistai un giornalista allora sconosciuto che aveva pubblicato da un mese un libro di cui nessuno parlava. Il libro s’intitolava L’odore dei soldi e riguardava le origini misteriose dell’impero economico di Berlusconi. Parlammo dei fatti emersi nel processo a Marcello Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, fondatore di Forza Italia (il partito di Berlusconi) ed ex-capo di Publitalia (la concessionaria di pubblicità di Berlusconi).
Berlusconi fece causa per diffamazione a me, a Travaglio, alla Rai e al direttore di Rai2 Carlo Freccero che con coraggio aveva mandato in onda l’intervista. Da me Berlusconi voleva 20 miliardi di lire. Quattro anni dopo quell’intervista, Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel 2005 ho vinto la causa e Berlusconi è stato condannato a pagare 100mila euro di spese legali. Insieme con Berlusconi, mi fecero causa anche Mediaset (5 miliardi di lire), Fininvest (5 miliardi di lire) e Forza Italia (11 miliardi di lire). Ho vinto tutti i processi. Quell’intervista non diffamava nessuno. Informava in modo corretto.