Bergman “the Genius” e “sinfonia d’autunno”

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 27-05-2011

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

0

Per la rassegna “Il cinema secondo Bergman”, lo scrittore, saggista e giornalista Aldo Garzia presenta al pubblico il suo saggio “Bergman. The Genius” e il film Sinfonia d’autunno.

Cinema Massimo – 27 maggio 2011, ore 20.30, Sala Tre


A conclusione dell’omaggio che il Museo Nazionale del Cinema ha dedicato al regista, sceneggiatore e scrittore svedese Ingmar Bergman con la grande retrospettiva Il cinema secondo Bergman. I capolavori del grande maestro svedese, venerdì 27 maggio, alle ore 20.30, presso la Sala Tre del Cinema Massimo, si terrà la presentazione del libro di Aldo Garzia, scrittore, saggista e giornalista Bergman. The Genius (Editori Riuniti).

Ne discuteranno con l’autore la prof. Giulia Carluccio, Roberto Mastroianni (presidente Ass. Altera-generatore di pensieri in movimento, Vicepresidente CRS-Torino e studioso di filosofia e semiotica, Università di Torino), il prof. Enrico Pasini (professore di storia della Filosofia, Univerisità di Torino, e Direttore CRS Torino) e Gianluigi Ricuperati (scrittore e giornalista).

A seguire proiezione del film Sinfonia d’autunno. Ingresso 5,50/4,00/3,00 euro.

La retrospettiva è un progetto della Cineteca del Comune di Bologna e del Museo Nazionale del Cinema, con il supporto di Swedish Institute e Svensk Filmindustri, in collaborazione con Swedish Film Institute, Bergman Foundation, Ambasciata di Svezia a Roma, con il patrocinio di Berlinale e del SERN (Sweden Emilia Romagna Network). Un ringraziamento particolare a Jon Wengstrom (Swedish Film Institute), Lars Hedenstedt (Swedish Institute), Ruth Jacoby, Ann-Louice Dahlgren (Ambasciata di Svezia a Roma), Katinka Faragò, Jan Holmberg, Anna Hakansson (Bergman Foundation), Wanda Monaco, Peter Von Bagh.

Spagna, verso le elezioni 2012 (di Aldo Garzia).

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 06-04-2011

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

0

È assai singolare la situazione che si è venuta a creare in Spagna dopo l’annuncio di José Luis Rodríguez Zapatero che non sarà lui a guidare il Psoe nelle elezioni politiche del 2012. Reggerà la sfida in Parlamento con i Popolari di Mariano Rajoy nell’ultimo anno di legislatura ma sarà un altro a disputare il match in cui in ballo c’è il terzo mandato consecutivo a guida socialista. Quanto al metodo della successione, è probabile che vengano usate le “primarie” con qualche accortezza maggiore rispetto a ciò che accade nell’italico Pd (voteranno, come nel caso recente che ha scelto il candidato socialista per la Comunidad di Madrid, solo gli iscritti al Psoe).

Si chiude così un ciclo politico iniziato nel 2000 con la conquista – a sorpresa – della segreteria del Psoe e consolidatosi nel 2004 con la leadership di governo. Con l’uscita di scena tra un anno di Zapatero esce però ammaccato pure quel “socialismo dei cittadini” che era l’idea-forza con cui il leader socialista aveva cercato di voltar pagina rispetto all’era di Felipe González (premier dal 1982 al 1996). Zetape, come lo chiamano in Spagna, pensava che nell’epoca della globalizzazione economica e della fine dei vincoli interni in economia una nuova idea di socialismo andasse praticata più sul terreno della democrazia politica, dei diritti e della laicità rispetto alle tradizionali politiche socialdemocratiche di welfare all’insegna di piena occupazione e ridistribuzione dei redditi. La Spagna del dopo José Maria Aznar, tornata per otto anni a una politica di destra estrema, sembrava la società ideale per praticare quel nuovo socialismo che aveva nel filosofo Philip Pettit il teorico ispiratore.

Un decennio vissuto da leader e da premier

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 01-08-2010

Tag:, , , , , , , , , , , ,

0

Pubblichiamo un articolo dell’amico e compagno Aldo Garzia sul decennale di Zapatero leader e capo ci governo.

Zapatero, a sorpresa, è stato eletto segretario del Partito socialista spagnolo nel 2000. Poi ha vinto le elezioni politiche del 2004 e del 2008, rendendo più democratica e solidale la Spagna grazie alla messa in pratica dell’idea del “socialismo dei cittadini”. Da due anni il premier di Madrid fa però a pugni con la crisi economica. Ma nella festa per il decennale da segretario ha avvertito amici e nemici: «Non mi arrendo, ho voglia di combattere». Di lui aveva detto D’Alema: «È un fenomeno effimero»

di Aldo Garzia

Lunedì scorso 26 luglio, nella storica sede del Partito socialista spagnolo (Psoe) in via Ferraz a Madrid, si sono svolti i festeggiamenti per celebrare i dieci anni trascorsi da quando José Luis Rodríguez Zapatero è stato eletto segretario. Cerimonia sobria, come è nello stile del leader socialista. Invitato tutto il gruppo dirigente del Psoe e del governo, poi un discorso di poco più di venti minuti in cui Zapatero è tornato a sfoderare la grinta e l’ottimismo che gli sono abituali per ribadire l’impegno a fronteggiare la crisi economica in cui si è impantanata la Spagna (il video dei festeggiamenti si trova su internet: http://psoe.es/zapatero10/). Gli occhi gli sono diventati lucidi nel rivedere le immagini del Congresso che lo elesse leader nel 2000 e poi quelle delle due consecutive vittorie elettorali nel 2004 e nel 2008. La prima conferenza stampa da premier la concluse con una frase che resta un impegno: «Le responsabilità politiche non mi cambieranno». E in questa piccola cerimonia le prime parole di ringraziamento le ha rivolte a José Bono, oggi presidente del Parlamento, che nel 2000 batté ai voti per diventare segretario del Psoe.

Bergman & Fellini quel “Duetto” mai girato

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Eventi | Posted on 07-06-2010

Tag:, , , , , , , , ,

0

Nel ’69 annunciarono un film insieme. Ecco perchè non si fece

di Fulvia Caprara (tratto da La stampa del 2 giugno 2010)

L’amicizia impossibile era iniziata a Roma, nel ‘68, periodo di Pasqua, poco prima che a Parigi scoppiasse il maggio della contestazione: «Quando si incontrarono furono in un attimo come fratelli. Si abbracciarono, scoppiarono a ridere per lo stesso motivo, come se avessero vissuto insieme tutta la vita». Subito dopo, racconta Liv Ullmann nell’autobiografia Cambiare, Ingmar Bergman e Federico Fellini «andarono in giro per le strade, tenendosi sotto braccio.

Fellini con quel suo drammatico mantello nero, Ingmar col suo berrettuccio e un vecchio pastrano invernale». La data di nascita dell’idea di un film a quattro mani va collocata in quel giorno speciale, durante il pranzo in casa Fellini, con il maestro svedese seduto in un angolo accanto a Giulietta Masina e lei che, a un certo punto, per vincere la timidezza «aveva cominciato a cantare. Una voce alta e chiara come quella di un bambino».

L’opera, racconta Aldo Garzia nel libro Bergman. The Genius (Editori Riuniti, University press), non vide mai la luce. Ma nei motivi del fallimento di quello strano connubio c’è la cronaca di come e perché gli opposti si attraggano. Sempre: in amore, in amicizia e anche nel cinema.

Il film, annunciato in una conferenza stampa all’hotel Excelsior (via Veneto, 5 gennaio del ‘69) doveva chiamarsi Duetto d’amore. Più che parlare della sceneggiatura, i due autori sembrava cercassero le parole per spiegare il loro sodalizio: «La concezione dell’amore è un tema così vasto e così vago – argomenta Fellini -, che può servire benissimo per un film fatto in collaborazione». Bergman esibisce le prove di stima: «A casa mia ho parecchi film di Federico in 16 millimetri e devo confessare che li proietto spesso. Penso che sarà una cosa meravigliosa fare un film insieme». Tocca al solito giornalista impertinente ipotizzare ragioni di incomprensione: «Non c’è il pericolo che Bergman e Fellini, che si sono sempre ispirati alla civiltà dei loro Paesi, finiscano per riprodurre i cliché tipici dell’amore: freddo quello nordico, caldo quello mediterraneo?». Prontissimo Fellini ribatte: «Non è possibile, perché è una tradizione tutta sbagliata. Chi è stato nei Paesi del Nord sa che l’amore è caldissimo e da noi, invece, glaciale». Le riprese avrebbero dovuto svolgersi tra Roma e Faro, l’isola del Baltico dove Bergman viveva. A quel punto bisognava solo iniziare a scrivere, i produttori Martin Poll e Jenning Langs vegliavano sul passaggio dalle parole ai fatti, mentre ai nomi di Bergman e Fellini si aggiungeva quello di Akira Kurosawa.

Bergman. The Genius

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Dove sono - Appuntamenti | Posted on 12-05-2010

Tag:, , , , , , , , , , , ,

0

Venerdì 14 maggio 2010 alle ore 12.00, Sala Ibs -Padiglione 2 del  Salone del libro di Torino, parteciperò alla presentazione del libro “Bergman. The Genius” di Aldo Garzia (Editori Riuniti University press).

Con me discuteranno del libro : Sara Cortellazzo /responsabile Aiace di Torino), Gianni Rondolino (Ordinario di Storia e Critica del Cinema), Amedeo Cottino (Ordinario di Sociologia del diritto, già Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma).

loca-garzia-02-11L’incontro sarà coordinato da Lorenzo Bizzaro (giornalista di Repubblica).

Sara presente l’autore.

Olof Palme ed il socialismo democratico

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-04-2010

Tag:, , , , , , , , , , , ,

0

Recensione di Aldo Garzia del libro: “Tra utopia e realtà. Olof Palme ed il socialismo democratico” di Monica Quirico

Gli Editori Riuniti University Press hanno inviato in libreria Olof Palme e il socialismo democratico, un’antologia di scritti e discorsi del leader svedese.

Si tratta di un piccolo evento editoriale perché è la prima volta che quei testi sono tradotti in italiano. Del «modello svedese» si è discusso appassionatamente in alcuni cenacoli della sinistra italiana degli anni Settanta. Anche la personalità politica e di statista di Palme ha incuriosito a lungo, prima che una mano tuttora misteriosa premesse il grilletto nella notte del 28 febbraio 1986 uccidendolo all’uscita di un cinema mentre si apprestava a fare ritorno in metropolitana nella sua residenza accompagnato dalla moglie. Dopo quel delitto politico, l’oblio è tornato a dominare il dibattito italiano sulla socialdemocrazia svedese, che intanto declinava priva del suo leader di maggior prestigio. Destino d’oblio capitato pure a personaggi del calibro del tedesco Willy Brandt e dell’austriaco Bruno Kreisky che – come Palme – avevano cercato di far risorgere la socialdemocrazia europea negli anni più bui della «guerra fredda». Chi voleva documentarsi su quella fase, aveva a disposizione in italiano solo un libro del 1976 (Quale socialismo per l’Europa, edizioni Lerici), introdotto da Gaetano Arfè, che raccoglieva un carteggio tra Brandt, Palme e Kreisky che si interrogavano sul passaggio d’epoca di quegli anni. Avendo scritto l’unica biografia in italiano di Palme (Editori Riuniti, 2007), posso testimoniare l’assoluta assenza di fonti perfino sui suoi incontri con Enrico Berlinguer a Roma nel 1983 e nel 1984. Ora il lettore può farsi finalmente una opinione sulle idee-forza di uno straordinario protagonista della scena europea prima che cadesse il Muro di Berlino. E può orientarsi sui riferimenti politici contenuti nei testi tradotti grazie alla puntuale introduzione di Monica Quirico, curatrice e ideatrice del libro.

Quella destra liberale e democratica che l’Italia non ha mai avuto.

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 13-12-2009

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

2

Agostino (il filosofo, il santo) diceva che: “il buio è mancanza di luce”.  Per questo motivo basterebbe portare la luce ed il buio sparirebbe…

Stesso discorso potrebbe essere fatto per la vittoria ed ormai il governo ventennale delle destre nel nostro paese… se quello è il buio basterebbe portare un po’ di luce (le idee e le azioni di un centro sinistra capace di stabilità).

La Pdl, infatti, è in subbuglio.

La tenuta della maggioranza è dovuta solamente alla capacittà attrattiva, anche e soprattutto economica, del “cavaliere”, ma a ben vedere negli ultimi 15 anni è sempre stato così e solo l’incapacità delle opposizioni di proporre un’alternativa, di società e di governo, ha permesso alla destre di governare il paese, spingendolo verso una deriva economica e strutturale.

Se non ci fossero state le manovre autodistruttive che hanno garantito le due cadute dei governi di centro sinistra e se ci fossero state azioni legislative e governative adeguate, il berlusconismo sarebbe stato archiviato da un pezzo.

Ma così non è …

Per questo motivo si  è in attesa di una soluzione biologica e non politica “all’anomalia italiana”: il pensionamento di un Berlusconi che non ha alcuna intenzione di essere pensionato dai suoi colonnelli e dai suoi sottopancia…

In questo caos istituzionale e politico, Tremonti e Fini giocano una battaglia in vista della successione al “piccolo monarca di Arcore” e  tra i due competitor il più interessante sembra Gianfranco Fini, che ha messo in campo (negli ultimi 15 anni) una serie di strappi teorici e politici, cui  il corpo dei militanti e dei dirigenti del MSI/AN si sono sempre dovuti adeguare, spesso con 1 oppure 2  anni di ritardo (primo tra tutti la questione ebraica ed israeliana).

Proponiamo di seguito un analisi di Aldo Garzia (tratta da Terra del 6 dicembre 2009), in cui si  ricostruisce storia e profilo di Gianfranco Fini, consapevoli che in questo momento egli si pone come uno dei protagonisti più interessanti del panorama politico italiano.

“Olof Palme. Vita e assassinio di un socialista europeo”

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 02-09-2009

Tag:, , , , , , ,

0

“La politica è desiderare qualcosa. In particolare, la politica socialdemocratica è desiderare il cambiamento perché solo il cambiamento promette il miglioramento delle condizioni di vita, alimenta la fantasia e consegna soluzioni possibili nell’immediato e stimoli ai sogni per il futuro [...] Noi, i socialisti, siamo sufficientemente temerari per desiderare qualcosa perché le idee sono la forza motrice della volontà, ma siamo anche abbastanza audaci per desiderare il cambiamento perché proprio il cambiamento può trasformare le utopie in realtà….”


Di seguito una mia recensione del 2005 che credo sia ancora molto utile.