Leonardo Sciascia. Un anniversario dimenticato.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 22-11-2009

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Il 20 novembre 1989 moriva Leonardo Sciascia, uno degli intellettuali progressisti più anticonformisti e significativi del Novecento italiano.

L’anniversario della sua morte cade in un inquietante silenzio, tipicamente italico, un silenzio che colpisce spesso i migliori figli di un Paese intrappolato nella rete di una mediocrità, che fa delle mode e della moralistica ipocrisia la cifra delle appartenenze culturali e politiche.

Verrà probabilmente imputata, come scusa della mancata celebrazione di questo grande scrittore siciliano, la concomitanza con l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, ma probabilmente la vera causa di questo oblio è dovuta a quella polemica contro “i professionisti dell’antimafia”, che solo un paese meschino e balordo come il nostro poteva e può credere essere un’ambiguità o una capitolazione alle ragioni della mafia.

Sciascia, polemista critico e provocatore lanciava con quella frase un’accusa alle ipocrisie conformiste di una nazione che non voleva prendere atto, che la mafia è quel “contesto” in cui il potere prende forma, dettando agende e forme della sopraffazione e dell’arbitrio.

Un “contesto” che può essere combattuto solo con le armi di quell’antimafia sociale, di cui Pio La Torre è stato un campione, un antimafia che porti benessere, diritti e certezza del diritto e non si limitai alle moralistiche campagne contro l’immoralità della mafia e della criminalità organizzata.

Sciascia fu critico feroce e scrittore civile, capace di sporcarsi le mani nella lotta politica per i diritti civili (basti pensare alla campagna in favore del divorzio), ma nello stesso tempo fu un eretico che non volendo cedere alle regole del “contesto” preferiva sembrare un “cretino”.

Un “cretino”, come il protagonista di “A ciascuno il suo”, in cui quella lapidaria frase «“Era un cretino.” disse don Luigi» mostra che chiunque si opponga al contesto non accettandone le regole, rischi di essere considerato un “cretino”, in quanto solo un “cretino” non sa stare al suo posto.

A costo di sembra due volte stupido Sciascia non accetto di sottostare neanche alle retoriche dell’antimafia e portò la sua critica sociale alle estreme conseguenze.

La sua provocazione e la sua vis polemica non aveva nulla del narcisismo ed è ben lontana da molto del ciarpame letterario e politico che occupa la scena pubblica italiana in questo momento.

Comments (2)

Credo che Leonardo Sciascia sia stato il maestro del racconto. Il mare color del vino per me uno dei suoi libri più belli. E’ interessante questo tuo ricordarlo come uomo scomodo, pensatore inclassificabile. Osservatore acuto, e spesso amaro, del nostro paese. E’ davvero peccato che scivoli verso l’oblio. Perchè invece merita di essere ricordato come voce davvero rara nel panorama letterario italiano credo.

Credo che fosse scomodo, in quanto acuto, intelligente e capace di raccontare el contraddizioni di un paese come il nostro…. sì hai ragione dovremmo fare di più per ricordarlo… nel mio piccolo questo è quello che posso fare. grazie del commento. r