Graffiti e molte altre cose… alcune risposte ai cittadini cui piacciono i muri grigi…

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-11-2010

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Una pioggia di colori è caduta sulla città di Torino (PicTurin-Torino Mural Art Festival) e ha portato alla realizzazione di interventi di arte urbana, che si pongono come la continuazione del “Progetto MurArte”, che in questi anni ha destinato di alcune superfici murarie a interventi artistici.

“Il progetto Murarte, presentato ufficialmente nel 1999, nasce principalmente, dall’esigenza di affrontare due diverse tematiche urbane: da una parte, l’esigenza di agire nel riconoscere alcune realtà artistico-giovanili spesso sconosciute e clandestine, ma che nascondono una forte potenzialità di espressione e creatività; dall’altra, la necessità di attivare nuove iniziative a basso costo per combattere il degrado fisico di alcune parti della nostra città migliorandone la percezione”. Come ricercatore del C.I.R.C.E. (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) dell’Università di Torino ho condotto, per conto del Settore Politiche giovanili della Città di Torino, una ricerca scientifica sul progetto MurArte e il graffittismo metropolitano, i cui risultati sono stati in parte presentati il 5 novembre, in un convegno realizzato in concomitanza con il festival “PicTurin”, dal titolo “Dal segno metropolitano al graffittismo artistico”. Con questo post vorrei rispondere alle perplessità di alcuni cittadini, con cui sono entrato in contatto e che si domandavano il perchè istituzionalizzare il fenomeno e non limitarsi a combatterlo con la repressione, affermando che:

1) la graffiti art è ormai un fenomeno artistico globalmente diffuso con una certa rilevanza estetica, economica e sociale, perfettamente integrato nel sistema dell’arte;

2) le opere realizzate dai giovani artisti (selezionati attraverso un bando internazionale) possono piacere oppure no, ma sicuramente non sono di pessimo gusto, lo sono certamente meno di certa pubblicità cartellonistica o dei muri grigi delle nostre periferie dormitorio, e concorrono alla riqualificazione artistica della nostra città;

3) che non basta “più vigilanza e repressione” per avere muri più puliti in una città, ne è la dimostrazione il risultato conseguito dalla città di Torino che, spendendo quasi 200 mila euro in 10 anni (20 mila euro circa all’anno) con il progetto MurArte contro i circa 3 milioni di euro spesi dalla città di Milano negli ultimi 3 anni in controlli e ripulitura dei muri, riesce a ridurre pressoché ai minimi termini l’impatto del vandalismo da graffiti sul tessuto urbano.

Questi motivi, sinteticamente esposti, parrebbero sufficienti a promuovere un’iniziativa dell’amministrazione pubblica, che ha prodotto risultati di limitazione/estinzione del vandalismo da graffito ed è riuscita, al contempo, a produrre, anche grazie questo progetto, una riqualificazione estetica del tessuto urbano di una certa entità e qualità.

A meno che il richiamarsi a un certo “paesaggio” e a una certa “architettura della città” (quale quella barocca, quella novecentesca o quella delle periferie dormitorio?) che verrebbero “deturpati”, non sia solo il modo per richiedere ideologicamente più repressione?

Forse bisognerebbe apprezzare di più i tentativi delle amministrazioni pubbliche di incanalare e istituzionalizzare un fenomeno giovanile come il graffiti/writing, evitando che rimanga controcultura e vandalismo, lasciando perdere i grigi muri in tinta unita e apprezzando di più le piogge di colore.

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