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	<title>Il blog di Roberto Mastroianni</title>
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		<title>&#8220;Industria. Found(ry) Art in the Period of Modern patronage&#8221; di Jill Mathis</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 16:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 2 ottobre 2011 inaugurerà a Palazzo Ducale di Genova  la mostra, da me curata, dal titolo &#8220;Industria&#8221; di Jill Mathis, artista/fotografa americana della &#8220;old school new yorkese&#8221;. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 2 al 30 ottobre &#8211; Piazza Matteotti 9, Genova- tel. 010 55 74000. Vi aspetto numerosi.

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Life without industry is guilt, and industry [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Domenica 2 ottobre 2011 inaugurerà a Palazzo Ducale di Genova  la mostra, da me curata, dal titolo &#8220;Industria&#8221; di Jill Mathis, artista/fotografa americana della &#8220;old school new yorkese&#8221;. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 2 al 30 ottobre &#8211; Piazza Matteotti 9, Genova- tel. 010 55 74000. Vi aspetto numerosi.</h3>
<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/L1030834.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1718" title="L1030834" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/L1030834-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a><em></em></p>
<p>.</p>
<p><em>Life without industry is guilt, and industry without art is brutality.</em></p>
<p><em>La vita senza operosità è peccato, l&#8217;operosità senza arte è brutalità.</em></p>
<p><em>J. Ruskin</em></p>
<p>La mostra <em>Industria. Found(ry) Art in the Period of Modern Patronage</em> di <a href="http://www.jillmathis.com/">Jill Mathis</a> (ospitata dalla Fondazione regionale ligure  per la cultura e lo spettacolo nelle prestigiose sale di Palazzo Ducale di Genova) mette in scena la relazione tra lavoro, industria e moderno mecenatismo, trasformando il processo produttivo, l’impresa e “l’umano messo a lavoro” in elementi di una narrazione artistica capace di restituire la dignità e l’orgoglio  del lavoro e dell’impresa e, al contempo, rendere ragione del sostrato squisitamente antropologico  che tiene insieme questi fenomeni.</p>
<p>Il termine “Found(ry) Art” potrebbe sintetizzare bene l’operazione artistica portata avanti da una fotografa dell’ “old school newyorkese”  capace di trasformare la “Fonderia” (Foundry) in una miniera di “oggetti ritrovati” (<em>found object/ object trouvé</em>) inserendoli in una sequenza narrativa che fa di questa mostra una mostra di “Found Art fotografica”, in cui le immagini/oggetti ri-trovati nei luoghi della produzione e del lavoro diventano oggetti artistici autonomi e capaci di rimandare a dimensioni di senso differenti  in un gioco di significanti ri-articolati esteticamente.</p>
<p>_______________________________________________________________________________</p>
<p>Jill Mathis’ exhibition Found(ry) Art in the Period of Modern Patronage (hosted by the Fondazione regionale ligure per la cultura e lo spettacolo in the prestigious rooms of the Doge’s Palace of Genoa) stages the relationship between work, industry and modern patronage. It transforms the production process, the business and the ‘working man’ into elements of an artistic narrative able to restore dignity and pride to work and business while at the same time highlighting the anthropological substratum, which connects these phaenomena.  The term “Found(ry) Art” could well synthesize the artistic process of this photographer of the ‘New York old school’, able to see in the  ‘Foundry’ a mine of found objects/ object trouvé, setting them in a narrative sequence which makes of this exhibition one of photographic “Found Art”, where the images/objects ‘found again’ in the factory and in the production line become autonomous artistic objects able to refer to different dimensions of meaning, in a game of signifiers re-articulated in an aesthetic discourse.</p>
<p>Per leggere la critica (in italiano e inglese) continua la lettura, per vedere il programma di &#8220;Genova in Blu&#8221;, rassegna nella quale la mostra è collocata, <a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/Presentazione_GenovaInBlu_settembre.pdf">Presentazione_GenovaInBlu_settembre</a>.</p>
<p><span id="more-1716"></span></p>
<p><strong>Industria. Found(ry) Art in the Period of Modern patronage.</strong></p>
<p><strong></strong>La mostra <em>Industria. Found(ry) Art in the Period of Modern</em> <em>Patronage </em>di Jill Mathis (ospitata dalla <em>Fondazione regionale ligure  per la cultura e lo spettacolo</em> nelle prestigiose sale di Palazzo Ducale di Genova) mette in scena la relazione tra lavoro, industria e moderno mecenatismo, trasformando il processo produttivo, l’impresa e “l’umano messo a lavoro” in elementi di una narrazione artistica capace di restituire la dignità e l’orgoglio  del lavoro e dell’impresa e, al contempo, rendere ragione del sostrato squisitamente antropologico  che tiene insieme questi fenomeni.</p>
<p>Il termine “Found(ry) Art” potrebbe sintetizzare bene l’operazione artistica portata avanti da una fotografa dell’ “old school newyorkese”  capace di trasformare la “Fonderia” (<em>Foundry</em>) in una miniera di “oggetti ritrovati” (<em>found object/ object trouvé</em>) inserendoli in una sequenza narrativa che fa di questa mostra una mostra di “<em>Found Art</em> fotografica”, in cui le immagini/oggetti ri-trovati nei luoghi della produzione e del lavoro diventano oggetti artistici autonomi e capaci di rimandare a dimensioni di senso differenti  in un gioco di significanti ri-articolati esteticamente. Le immagini dei macchinari, i colori della cromatura, le presse, le mani di una forza lavoro alienata vengono infatti ri-articolati in modo da assumere il valore di significanti artisticamente orientati e soggetti a un’interpretazione, che fa degli oggetti degli elementi/segni di un enunciazione visiva, che vede nella fabbrica il luogo dell’emersione degli oggetti artistici e, nello stesso tempo, un possibile museo/galleria di quadri di archeologia e antropologia industriale.</p>
<p>La mostra ha, infatti,  le caratteristiche per diventare un evento unico capace di aprire a un’evoluzione fotografica della “Found art” in direzione di una “Foundry art”, trasformando le immagini dal sapore archeologico industriale in quadri espressionisti, capaci di mettere in scena il rapporto tra la macchina, l’uomo e il capitale all’interno di una dimensione di “fabbrica/fonderia”  che raramente è stata esplorata, al fine di farla diventare soggetto e oggetto di ricerca e produzione artistica.</p>
<p>La fotografia di fonderie, fabbriche e processi produttivi è solitamente ascritta al reportage, alla pubblicità o all’archeologia industriale, in questo caso la memoria, “l’umanità al lavoro” e il mecenatismo di un importante industriale vengono, invece, trasformati in un operazione di forte impatto estetico.</p>
<p>La sequenza di una cinquantina di foto restituisce a pieno il valore di queste “immagini/oggetti trovati” e trasformati in quadri capaci di raccontare la passione e la fatica di un’esperienza industriale, in cui l’uomo e la macchina interagiscono all’interno di un sistema/processo/ambiente produttivo che ha segnato la cultura e la società industriale. Da questo punto di vista, non poteva esserci <em>location </em>migliore che Genova per presentare un lavoro artistico di questo tipo: Genova, infatti, è (insieme a Torino e Milano) uno degli angoli di quel triangolo industriale messo in crisi dal post-fordismo e dalla terziarizzazione avanzata del tessuto produttivo. Un post-fordismo che ha visto nella fabbrica e nel lavoro un “rimosso” da cancellare, nascondere e dimenticare proclamando spesso, troppo spesso, il trionfo dell’immaterialità del lavoro e della produzione cognitiva, al fine di eliminare il nostro passato industriale, illudendosi che questa rimozione avrebbe portato ad un superamento della dimensione di fabbrica in direzione di un’emancipazione del lavoro e della produzione. Oggi sappiamo che queste erano illusioni, nel migliore dei casi, o futili retoriche, nel peggiore, e che una società non può vivere e prosperare senza che un forte principio produttivo la muova e la faccia crescere. Contro i cantori della fine del lavoro e dell’industria, che ad essi volevano sostituire l’immaterialità della società e della finanza, questa mostra proclama la costante antropologica dell’operosità produttiva dell’uomo e il bisogno/possibilità di rendere questa operosità fonte di orgoglio e dignità ritrovata.</p>
<p>Questa mostra si presenta, infatti, come un’operazione di recupero, “ritrovamento” di una memoria industriale, della dignità del lavoro e dell’impresa  e della memoria che ci accomuna come abitanti di un paese dalla forte tradizione industriale. Quasi come nemesi (rispetto alle retoriche ideologiche di un certo sindacalismo e di certa politica)  sembra che, in un periodo di rimozione più o meno consapevole del proprio passato industriale, della fatica ad esso legato, del riscatto umano (materiale e spirituale) operato dal lavoro, solo un industriale/mecenate che ha dedicato la propria vita all’impresa ed alla produzione possa accettare la sfida di recuperare, in modo non sociologico o storiografico, il passato/presente di un’attività umana e chiederne una restituzione alta ed esteticamente orientata.</p>
<p>Questa mostra è, pertanto, una sfida al “recupero di maniera” che un certo tipo di retoriche sociologiche, politiche o giornalistiche fanno della storia del lavoro e dell’impresa. Lanciare questa sfida è possibile grazie all’incontro che ha unito un mecenate sensibile e un’artista capace di trasformare le immagini di un processo produttivo in “quadri di umanità” dal forte “espressionismo artistico e socio-antropologico”. Senza la grande capacità di Jill Mathis di catturare una dimensione di fabbrica, che è fatta di macchine e di uomini messi a lavoro, questa operazione  però non sarebbe stata possibile. Non è un caso che ci sia voluto il “colpo d’occhio” di questa artista per catturare il momento  esatto in cui l’oggetto emerge dal processo produttivo o l’umano e la macchina sono messi a lavoro.</p>
<p>Jill Mathis ha infatti la capacità unica che hanno i grandi fotografi di trasformare uno “scatto fotografico” (<em>shot</em>, inglese) in un “colpo di pistola” (<em>shot,</em> in<em> </em>inglese) con il quale colpire, fermare e immortalare la realtà facendola diventare “immagine/quadro” (<em>Bild,</em> in tedesco) restituendo quel preciso istante, in cui il tempo (il proprio tempo socio-storico) si rapprende e si fa storia.</p>
<p>In questo modo la sequenza narrativa è in grado di presentarsi come una galleria di “immagini/quadro”  (divise in tre parti integrate e in dialogo tra loro) capaci di restituire :</p>
<p>1) gli elementi del processo/sistema di fabbrica (come oggetti trovati e ritrovati) trasformati in oggetti artistici</p>
<p>2) i colori e gli odori, i rumori e i silenzi del processo produttivo, restituiti nel loro impatto cognitivo ed emotivo</p>
<p>3) le mani degli operai e gli oggetti prodotti, restituiti a una dignità dell’operosità umana che la catena di montaggio e l’alienazione tendono a far scomparire</p>
<p>Tutti questi elementi, integrati e in dialogo tra loro, aprono una finestra su un mondo apparentemente destinato a sparire, almeno nelle nostre società opulente che si erano illuse di aver lasciato alle proprie spalle l’industria e che hanno rimosso il rapporto tra capitale-tecnologia-lavoro; rapporto  che invece è sempre là a ricordarci che non vi è “prosperità senza operosità e che l’operosità senza bellezza e dignità e solo brutalità”.</p>
<p>Per questo motivo in questa galleria di “quadri di umanità”, in questa “sequenza narrativa di immagini”, Jill Mathis è riuscita ad operare un “doppio ritrovamento” all’insegna di una <em>Found Art</em> che si fa <em>Foundry Art:</em> da una parte, le  “immagini/oggetti trovati” (<em>foud object)</em>, dall’altro gli “oggetti ri-trovati” dell’industria e della fonderia (<em>foundry object).</em> Alla fine, però, si ha la sensazione che questo “doppio ritrovamento” ci proponga di ritrovare un solo elemento soggiacente alla fabbrica, al lavoro e al capitale: la dignità umana che caratterizza le diverse forme di umanità in azione, che a livelli differenti si esprime o cerca di esprimersi nel lavoro salariato come nell’impresa. Questo risultato, che solo l’arte poteva cercare di perseguire, poteva essere raggiunto solo da una grande artista come Jill Mathis dimostra di essere.</p>
<p>Roberto Mastroianni</p>
<p>Torino-Genova, luglio 2011</p>
<p><strong>Industria. Found(ry) Art in the Period of Modern patronage.</strong></p>
<p>Jill Mathis’ exhibition<em> Found(ry) Art in the Period of Modern</em> <em>Patronage </em>(hosted by the <em>Fondazione regionale ligure per la cultura e lo spettacolo</em> in the prestigious rooms of the Doge’s Palace of Genoa) stages the relationship between work, industry and modern patronage. It transforms the production process, the business and the ‘working man’ into elements of an artistic narrative able to restore dignity and pride to work and business while at the same time highlighting the anthropological substratum, which connects these phaenomena.  The term “Found(ry) Art” could well synthesize the artistic process of this photographer of the ‘New York old school’, able to see in the  ‘<em>Foundry’ </em>a mine of <em>found objects/ object trouvé, </em>setting them in a narrative sequence which makes of this exhibition one of photographic “<em>Found Art</em>”, where the images/objects ‘found again’ in the factory and in the production line become autonomous artistic objects able to refer to different dimensions of meaning, in a game of signifiers re-articulated in an aesthetic discourse.</p>
<p>The images of machinery, the colours of cromium plating, the presses, the alienated hands of workers become carriers of artistic meaning, subjects for interpretation, signs of a visual discourse which sees in the factory a possible museum/gallery of images of industrial archeology and anthropology.  This exhibition has the characteristics of becoming a unique event, able to open a photographic evolution of “Found art” in the direction of a “Foundry art”, transforming these images of industrial archeology in expressionist paintings. The series stages the relationship between machine, man and capital in the context of the dimension of ‘factory/foundry’ previously seldom explored, where it becomes at the same time object and subject of artistic research and production.</p>
<p>The photography of foundries, factories and productive processes is usually restricted to reportage, publicity or industrial archeology. In this case memory, humanity at work and the patronage of an important industrialist are transformed in an operation of great aesthetic impact. The sequence of about fifty photos fully restores the value to these ‘images/found objects’, which are transformed into paintings able to narrate the passion and the toil of industrial work, where man and machine interact within a productive system/process/environment which has shaped culture and industrial society. From this point of view, Genoa is a perfect location for this exhibition, as Genoa is, together with Turin and Milan, one of the corners of that industrial triangle which in the post-Fordism era has plunged into a deep crisis. Post-Fordism has seen in the factory and in work something to forget, to hide, too often celebrating the triumph of work’s immateriality and of the cognitive production, in order to remove our industrial past, in the illusion that such a removal would have lead to surpassing the dimension of the factory in the direction of the emancipation of work and production. We know today that these were illusions, useless rhetoric, and that a society cannot thrive and prosper without a strong productive drive.  Against those who hailed the end of work and of industry, to which they wanted to substitute the immateriality of society and finance, this exhibition proclaims the anthropological constant of man’s industrious productivity, and the need/possibility to make such industry a source of rediscovered pride and dignity. This exhibition is an operation of recovery, of retrieval of an industrial memory, of the dignity of work and of industry, and of the memory that connects us all as citizen of a country of great industrial tradition.</p>
<p>Almost as a nemesis, in a time of denial of a shared industrial past, of the toil which it implies, of the human redemption (material and spiritual) operated by work, only a industrialist/patron who has dedicated his all life to his business was able to accept the challenge to recover the past/present of man’s venture, and ask for a restoration in aesthetic terms. This exhibition thus becomes a challenge to the ‘mannered retrieval’ of the history of work and industry put forward by a certain kind of sociological, political and journalistic rhetoric. And such a challenge was made possible by the encounter of a patron of great sensibility with an artist able to transform the images of a production process in paintings of humanity characterized by a strong artistic and socio-anthropological expressionism. This would not have been possible without Jill Mathis’ uncanny ability to capture the dimension of the factory, made of machines and men at work. Jill Mathis has the unique ability, proper of great photographers, to transform a photographic shot into a pistol’s shot, with which she hits, stops and immortalizes reality, making it ‘image/painting’  (<em>Bild,</em> in German),  retrieving the precise moment in which time (the socio-historical moment) congeals and becomes history.</p>
<p>In this way, the narrative sequence becomes a gallery of ‘images/paintings’ (divided in three sections engaged in a dialogue) able to return:</p>
<p>1) The elements of the factory process/system (as found objects) transformed in artistic objects</p>
<p>2) The colours and smells, the noises and the silences of the production process, returning in their cognitive and emotional impact</p>
<p>3) The workers hands, and the objects they produce, restored to the dignity of human industriousness which too often disappears in the alienation of the assembly line</p>
<p>All these elements, integrated and engaged in a dialogue, open a window on a world that seemed condemned to extinction at least in our opulent societies, which were under the illusion of having left behind industry, through the elimination of the relationship between capital-technology-work. Relationship, which is always present to remind us that there is ‘no prosperity without industry, and that industry without beauty and dignity is only brutality’. For this reason in this gallery of ‘ paintings of humanity’, in this ‘narrative sequence of images’, Jill Mathis has operated a double retrieval, in the context of a <em>Found Art</em> which becomes <em>Foundry Art:</em> on one side, the ‘images/found-objects’, on the other the re-found objects of industry and the foundry  (<em>foundry object).</em> In the end, the predominant sensation is that in this ‘double retrieval’ we are asked to find a single element, underlining the factory, work and capital: the human dignity which is proper of the different forms of human action, and that at different levels is expressed both in waged work and in business. This is a result that could have been pursued only through art, and only reached by a great artist.</p>
<p>Roberto Mastroianni</p>
<p>Turin-Genoa, July 2011</p>
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		<title>Mi Pogolotti querido</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 09:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i Festival del cinema dell&#8217;Avana e di  New York il documentario Mi Pogolotti querido si vedrà anche in Italia.













Il film racconta la storia del Barrio Pogolotti, primo quartiere operaio di Cuba, fondato dal torinese Dino Pogolotti nel 1911.
Fra le voci degli abitanti del quartiere e della nipote di Dino, Graciela, testimonianza chiave è quella di Pino Chiezzi, il Consigliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/frontelocandina-Pogolotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1712" title="frontelocandina Pogolotti" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/frontelocandina-Pogolotti-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Dopo i Festival del cinema dell&#8217;Avana e di  New York il documentario <em>Mi Pogolotti querido </em>si vedrà anche in Italia.</p>
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<div>Il film racconta la storia del Barrio Pogolotti, primo quartiere operaio di Cuba, fondato dal torinese Dino Pogolotti nel 1911.</div>
<div>Fra le voci degli abitanti del quartiere e della nipote di Dino, Graciela, testimonianza chiave è quella di Pino Chiezzi, il Consigliere regionale che nel 2000 in occasione della mostra del pittore Marcelo Pogolotti (figlio del costruttore) scoprì dell&#8217;esistenza del Barrio e lavorò con forza per portare attenzione e investimenti locali sul quartiere, rafforzando il legame fra la nostra regione e Cuba.</div>
<div>Enrica Viola contribuisce a rinnovare l&#8217;interesse sulla vicenda e fornisce occasione per riflettere su una migrazione di successo e sulla vitalità di un quartiere.</div>
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<p>MI POGOLOTTI QUERIDO soggetto e scrittura PAOLA ROTA, ENRICA VIOLA</p>
<p>regia ENRICA VIOLA, fotografia ANDREA VACCARI, suono MIRKO GUERRA, montaggio PAOLO MARZONI con SERGIO PUGLIATTI, DIEGO BERRE’ postproduzione MATTIA PEDULLA’, musiche originali CALIPSON, grafica manifesti KATiA HERNANDEZ, ALAIN GUTIERREZ</p>
<p>A Torino sarà proiettato in settembre una volta alla settimana al cinema Centrale sempre di giovedì alle ore 21, per ora sono i programma le date del 15/22/29-9.Produzione UNA FILM srl Torino in collaborazione con CENTRO CULTURAL PABLO DE LA TORRIENTE BRAU  La Habana- CUBA Realizzato con il sostegno di: PIEMONTE DOC FILM FUND- REGIONE PIEMONTE</p>
<p>La prima sarà il giorno 8 settembre alle ore 21e15,  la serata poi continua al Jazz Club Torino con il concerto dei Calipson, autori delle musiche originali del film.</p>
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<div>Chi di voi volesse partecipare alla proiezione del prossimo giovedì lo segnali alla regista direttamente all&#8217;indirizzo:<a href="mailto:info@unafilm.it" target="_blank">info@unafilm.it</a>. I posti sono limitati!</div>
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<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/mi-pogolotti-querido.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Quadri che ci guardano&#8221; di Martina Corgnati</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 13:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ (dalla Prefazione di Annalisa Lubich)
Sguardi che catturano, per sempre. Sono quelli delle opere d’arte. Svelano o celano, seducono o spaventano, ma sempre ci rivelano qualcosa sulla nostra umanità
Giugno 2011. Esistono tanti mezzi di comunicazione, ma nulla è più diretto di uno sguardo. Se poi è quello di un quadro, diventa un messaggio eterno. Così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/07/186988_1069907013_3112717_n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1706" title="186988_1069907013_3112717_n" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/07/186988_1069907013_3112717_n1.jpg" alt="" width="180" height="200" /></a> (dalla Prefazione di Annalisa Lubich)</p>
<p>Sguardi che catturano, per sempre. Sono quelli delle opere d’arte. Svelano o celano, seducono o spaventano, ma sempre ci rivelano qualcosa sulla nostra umanità</p>
<p>Giugno 2011. Esistono tanti mezzi di comunicazione, ma nulla è più diretto di uno sguardo. Se poi è quello di un quadro, diventa un messaggio eterno. Così anche se son passati secoli ci troviamo, nelle sale di un museo, a restituire appunto “lo sguardo” a un’immortale sconosciuta, magari chiedendoci cosa ci voleva dire con il suo cipiglio.</p>
<p>Martina Corgnati analizza proprio il mistero racchiuso negli occhi nel volume I quadri che ci guardano di Editrice Compositori pubblicato nella collana Quadrifogli.</p>
<p><span id="more-1704"></span></p>
<p>L’autrice parte da una domanda semplice, che forse molti visitatori di musei si sono posti: “Perché quel ritratto mi osserva per tutto il mio girovagare nella sala e invece quella Venere, per esempio, se ne sta beata con gli occhi chiusi?”. Da questa domanda, Corgnati, in maniera agile e semplice, nonostante la complessità del tema, che affronta storia dell’arte, semiotica, sociologia, porta il lettore in una viaggio che inizia dalle Icone cristiane, così rassicuranti con il loro sguardo “fisso in macchina”, diretto chiaramente all’osservatore, passando per Rinascimento e Barocco, fino ai pittori moderni e contemporanei, dove addirittura i volti a volte non hanno occhi.</p>
<p>Ovviamente, centro dell’analisi sono i ritratti. Un vero e proprio genere. L’autrice analizza la vera rivoluzione di Antonello da Messina con i suoi vis-à-vis con lo spettatore, poi i fiamminghi, la Venere del Botticelli “che guarda per essere guardata”. Impossibile non citare Ginevra Benci di Leonardo da Vinci, la prima donna con un nome e cognome che “guarda in camera”, severa o solo curiosa. Tiziano, Giorgione, Durer, Lorenzo Lotto, gli occhi che dipinsero per far sentire il mondo osservato, o meno, vengono indagati.</p>
<p>Gli “autoritratti”, altro genere della storia dell’arte. Dove “il pittore si sdoppia”, diventa soggetto e oggetto della creazione.</p>
<p>Poi il Seicento, con Velasquez, Veermer, e molti altri. Il quadro diventa un palcoscenico, gli sguardi un modo per attrarre lo spettatore dentro le quinte di un altro mondo di luci e colori.</p>
<p>Un capitolo a parte lo merita “lo sguardo di eros”, ovvero lo sguardo che ammalia, che seduce. Corgnati rivela un fatto interessante. Uno dei volti dall’espressione più appassionata e appassionante aveva occhi chiusi. È la Venere di Dresda di Giorgione.</p>
<p>Infine i linguaggi moderni, cinema, televisione e fotografia. Il mondo dell’immagine contemporaneo, standardizzato, che ha ridotto la gamma di espressioni possibili rivolgendosi a un unico pubblico: quello dei consumatori.</p>
<p>Martina Corgnati, studiosa, critica d&#8217;arte e docente di Storia dell&#8217;arte contemporanea all&#8217;accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Ha pubblicato una decina di libri, frutto delle sue ricerche e realizzato centinaia di progetti espositivi in Italia, Europa e nell&#8217;area mediterranea. Per la collana Quadrifogli ha pubblicato nel 2009 L&#8217;opera replicante. La strategia dei simulacri dell&#8217;arte contemporanea. Nella quarta di copertina de I quadri ci guardano è ritratta, e non fissa l’obiettivo.</p>
<p>I quadri che ci guardano, Editrice Compositori, Collana Quadrifogli, pp. 208, brossura, formato cm 15&#215;21, € 15,00_ISBN: 978-88-7794-736-9</p>
<p>Ufficio Stampa Editrice Compositori</p>
<p>Omnia Relations tel./fax. +39 051 5873602 – 5870818</p>
<p>Chiara Caliceti, chiara.caliceti@omniarelations.com</p>
<p>Chiara Biolcati, chiara.biolcati@omniarelations.com</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/quadri-che-ci-guardano-di-martina-corgnati.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bergman &#8220;the Genius&#8221; e &#8220;sinfonia d&#8217;autunno&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 12:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la rassegna “Il cinema secondo Bergman”, lo scrittore, saggista e giornalista Aldo Garzia presenta al pubblico il suo saggio “Bergman. The Genius” e il film Sinfonia d’autunno.
Cinema Massimo – 27 maggio 2011, ore 20.30, Sala Tre


A conclusione dell’omaggio che il Museo Nazionale del Cinema ha dedicato al regista, sceneggiatore e scrittore svedese Ingmar Bergman [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em>Per la rassegna “Il cinema secondo Bergman”, lo scrittore, saggista e giornalista Aldo Garzia presenta al pubblico il suo saggio “Bergman. The Genius” e il film Sinfonia d’autunno.</em></strong></h3>
<h3><em>Cinema Massimo – 27 maggio 2011, ore 20.30, Sala Tre</em></h3>
<p><em><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/images.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1697" title="images" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/images.jpeg" alt="" width="219" height="230" /></a><br />
</em></p>
<p>A conclusione dell’omaggio che il <strong>Museo Nazionale del Cinema</strong> ha dedicato al regista, sceneggiatore e scrittore svedese <strong>Ingmar Bergman</strong> con la grande retrospettiva <strong>Il cinema secondo Bergman. I capolavori del grande maestro svedese, venerdì 27 maggio, </strong>alle <strong>ore 20.30, </strong>presso la<strong> Sala Tre </strong>del <strong>Cinema Massimo, </strong>si terrà la presentazione del libro di <strong>Aldo Garzia</strong>, scrittore, saggista e giornalista <strong><em>Bergman. The Genius</em></strong> (Editori Riuniti).</p>
<p>Ne discuteranno con l’autore la prof. <strong>Giulia Carluccio</strong>, <strong>Roberto Mastroianni</strong> (presidente Ass. Altera-generatore di pensieri in movimento, Vicepresidente CRS-Torino e studioso di filosofia e semiotica, Università di Torino), il prof. <strong>Enrico Pasini</strong> (professore di storia della Filosofia, Univerisità di Torino, e Direttore CRS Torino) e <strong>Gianluigi Ricuperati</strong> (scrittore e giornalista).</p>
<p>A seguire proiezione del film <strong><em>Sinfonia d’autunno</em>. </strong>Ingresso 5,50/4,00/3,00 euro.</p>
<p>La retrospettiva è un progetto della <strong>Cineteca del Comune di Bologna </strong>e del <strong>Museo Nazionale del Cinema</strong>, con il supporto di <strong>Swedish Institute </strong>e <strong>Svensk Filmindustri</strong>, in collaborazione con <strong>Swedish Film Institute</strong>, <strong>Bergman Foundation</strong>, <strong>Ambasciata di Svezia a Roma</strong>, con il patrocinio di <strong>Berlinale </strong>e del <strong>SERN </strong>(Sweden Emilia Romagna Network). Un ringraziamento particolare a <strong>Jon Wengstrom</strong> (Swedish Film Institute), <strong>Lars Hedenstedt</strong> (Swedish Institute), <strong>Ruth Jacoby, Ann-Louice Dahlgren</strong> (Ambasciata di Svezia a Roma), <strong>Katinka Faragò, Jan Holmberg, Anna Hakansson</strong> (Bergman Foundation), <strong>Wanda Monaco, Peter Von Bagh.</strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/bergman-the-genius-e-sinfonia-dautunno.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>IMMAGINE E PAROLA. Riflessioni sul contemporaneo</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 11:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 maggio alle ore 10.30 alla Castiglia di Sauzzzo.
  L&#8217;IGAV-Istituto Garuzzo per le Arti Visive, in collaborazione con la Città di Saluzzo, organizza l’incontro:


.
.
.
IMMAGINE E PAROLA
Riflessioni sul contemporaneo

In occasione del finissage della mostra
GIORGIO GRIFFA – ALTER EGO, 1979 &#8211; 2008
Domenica 22 maggio, ore 10.30
Castiglia di Saluzzo &#8211; Sala conferenze

Interverranno:
Martina Corgnati (Accademia Albertina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 22 maggio alle ore 10.30 alla Castiglia di Sauzzzo.</em></p>
<p><em> </em><em> L&#8217;IGAV-Istituto Garuzzo per le Arti Visive, in collaborazione con la Città di Saluzzo, organizza l’incontro:</em></p>
<h3 style="text-align: left;"><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/187894_199100810134331_8065526_n1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1693" title="187894_199100810134331_8065526_n" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/187894_199100810134331_8065526_n1.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a></h3>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<h2 style="text-align: center;">IMMAGINE E PAROLA</h2>
<h2 style="text-align: center;">Riflessioni sul contemporaneo</h2>
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: center;">In occasione del finissage della mostra</h3>
<h2 style="text-align: center;">GIORGIO GRIFFA – ALTER EGO, 1979 &#8211; 2008</h2>
<h3 style="text-align: center;">Domenica 22 maggio, ore 10.30</h3>
<h3 style="text-align: center;">Castiglia di Saluzzo &#8211; Sala conferenze</h3>
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: center;">Interverranno:</h3>
<h3 style="text-align: center;">Martina Corgnati (Accademia Albertina di Torino; Istituto IGAV) “Dal titulus al concetto”</h3>
<p>.</p>
<h3 style="text-align: center;">Cristina Giudice (Accademia Albertina di Torino) “Parole di artiste contemporanee”</h3>
<p>.</p>
<h3 style="text-align: center;">Massimo Leone (Università degli Studi di Torino) “Il graffito divino”</h3>
<h3 style="text-align: center;">.</h3>
<h3 style="text-align: center;">Roberto Mastroianni (Università degli Studi di Torino) “Quadri d’epoca. Immagine e scrittura dalla tela al muro andata e ritorno”.</h3>
<h3 style="text-align: center;">Alessandro Demma (Università degli Studi di Salerno; Istituto IGAV) “Tra testo e immagine. Livre de peintre e libro d’artista”</h3>
<p>.</p>
<h3 style="text-align: center;">• Giorgio Griffa</h3>
<p style="text-align: center;">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Per informazioni:</p>
<p style="text-align: center;">Istituto Garuzzo per le Arti Visive &#8211; IGAV &#8211; tel. +39 011 19781500 &#8211; fax. +39 011 19781501 &#8211; e-mail: <a href="mailto:info@igav-art.org">info@igav-art.org</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/immagine-e-parola-riflessioni-sul-contemporaneo.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SINGOLARE E PLURALE 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 18:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Secondo appuntamento della rassegna
SINGOLARE E PLURALE . 
Per un’arte sensibile e condivisa. Installazioni, video, sculture, pitture, segni e disegni.
Castello di Rivalta Via Orsini 7, Rivalta di Torino
dal 5 al 15 maggio 2011
Inaugurazione giovedì  5 maggio ore 11,00
Daranno il benvenuto 
Per la Città di Torino: Assessore alla Cultura e al 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia; Assessore alla Famiglia, Salute e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/images2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1606" title="images" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/images2.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<p><strong><em>Secondo appuntamento della rassegna</em></strong></p>
<p><strong>SINGOLARE E PLURALE . </strong></p>
<p><strong>Per un’arte sensibile e condivisa. Installazioni, video, sculture, pitture, segni e disegni.</strong></p>
<p><strong>Castello di Rivalta Via Orsini 7, Rivalta di Torino</strong></p>
<p><strong>dal 5 al 15 maggio 2011</strong></p>
<p>Inaugurazione giovedì  5 maggio ore 11,00</p>
<p><strong>Daranno il benvenuto </strong></p>
<p><em>Per la Città di Torino: </em>Assessore alla Cultura e al 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia; Assessore alla Famiglia, Salute e Politiche sociali; Monica Lo Cascio, Direttore Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie; Maurizio Pia, Dirigente Settore Disabili. <em>Per il Comune di Rivalta di Torino: </em>Amalia Neirotti, Sindaco; Nicoletta  Cerrato, Assessore alla Cultura, Biblioteche, Giovani;  Alma Sottile, Assessore al Lavoro, Politiche Sociali. <em>Per la Provincia di Torino: </em>Mariagiuseppina Puglisi, Assessore alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità.</p>
<p><strong>Un evento promosso dalla Città di Torino e dal Comune di Rivalta di Torino</strong> In collaborazione con l’ Associazione Segni e  la Provincia di Torino . Si ringrazia: Regione Piemonte, Circoscrizione 8, Circoscrizione 4, International Association for Art and Psychology, Palazzo Bertalazone di San Fermo, Gtt, Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, GAI (Giovani Artisti Italiani), UNITRE di Torino.</p>
<p><strong>LA MOSTRA</strong></p>
<p><strong><em>La sezione Singolare</em></strong> <strong>Ospita la Settima edizione della Rassegna Internazionale di Arti Visive SEGNI 20&#215;20</strong></p>
<p>SEGNI è una rassegna internazionale di Arte Contemporanea dove Artisti di tutte le generazioni, affermati o non, provenienti da ogni area geografica, sono  invitati a sperimentare su piccolo formato 20&#215;20, in modo da produrre una specie di “biglietto da visita dell&#8217;artista”, capace di presentarne la cifra stilistica e la ricerca espressiva. Curatore e coordinatore Roberto Mastroianni. Direzione artistica Delia Gianti e Mariangela De Piano. Commissione: Roberto Mastroianni, Angelo Mistrangelo, Alessandro Abrate. <em>Si ringrazia per la disponibilità e il sostegno la professoressa Martina Corgnati</em> (<a href="http://www.segni20x20.it/"><strong>www.segni20&#215;20.it</strong></a>).</p>
<p><strong><em>La sezione Plurale</em></strong><strong> Ospita una selezione dalla manifestazione Internazionale Arte Plurale, edizione 2009</strong></p>
<p>In Arte Plurale artisti professionisti, studenti e persone in situazione di disabilità o disagio psichico progettano e realizzano insieme sculture, pitture, complesse installazioni, fotografie, cortometraggi d’animazione, video e quant’altro linguaggi e tecniche della contemporaneità suggeriscono. I luoghi dedicati a tali esperienze sono gli atelier dei centri diurni, delle comunità o dei luoghi di cura, la scuola, gli studi degli artisti, gli spazi dei servizi educativi museali ed ecomuseali.  Curatrice Tea Taramino.</p>
<p><em>Arte Plurale è un evento promosso dalla Città di Torino, Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Settore Disabili in collaborazione con le Divisioni: Servizi Culturali, Settore Arti Contemporanee; Servizi Educativi, Progetto Integrazione e Politiche per l’Integrazione, Settore Obbligo Scolastico; ITER / Istituzione per un’Educazione Responsabile di Torino e la Circoscrizione 8.</em></p>
<p><strong>Partner</strong> Provincia di Torino, Regione Piemonte; UNITRE di Torino (Università della Terza Età); Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino; Facoltà di Architettura di Torino;Primo Liceo Artistico Statale e Istituto Statale d’Arte Aldo Passoni; i Dipartimenti Educazione e/o Servizi educativi di: GAM, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino e Borgo Medievale / Fondazione Torino Musei; Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea; Parco Arte Vivente / Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino; Fondazione Merz di Torino;  Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; Museo Nazionale del Cinema di Torino; Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, Museo Civico Casa Cavassa di Saluzzo; Kunstmuseum Bonn (<a href="http://www.comune.torino.it/pass/php/4/arteplurale.php"><strong>www.comune.torino.it/pass/arteplurale</strong></a>).</p>
<p><span id="more-1672"></span></p>
<p><strong><em>Arte Plurale è in sinergia con:</em></strong></p>
<p><strong>InGenio, bottega d’arti e antichi mestieri</strong> in pieno centro di Torino un luogo di esposizione e vendita delle produzioni artistiche e artigianali realizzate nei laboratori cittadini &#8211; aperto a chi vuole incontrarsi per confrontarsi e per scambiare esperienze: una risorsa per eventi culturali quali la presentazione di un libro, di un quadro, ecc. Referente Patrizia Ventresca. (<a href="http://www.comune.torino.it/pass/ingenio/"><strong>www.comune.torino.it/pass/ingenio</strong></a>)</p>
<p><strong>Motore di ricerca: comunità attiva </strong>un progetto, concepito secondo un concetto di comunità attiva e solidale, che intende sperimentare e consolidare forme di collaborazione con le variegate realtà del territorio. Referente Chiara Gorzegno. (<a href="http://www.comune.torino.it/pass/php/4/motore.php"><strong>www.comune.torino.it/pass/motore</strong></a>)</p>
<p><strong> INFO</strong></p>
<p><strong>Orario apertura dal 5 al 15 maggio 2001 </strong> dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00; il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 18,00</p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p><strong>Shop e bookshop: </strong>a cura di InGenio, bottega d’arti e antichi mestieri, tutti i giorni in orario di apertura mostra.</p>
<p><strong>Visite guidate per le scuole e i servizi</strong>: solo su appuntamento e in orario di apertura mostra</p>
<p><strong>Per prenotazioni visite guidate: </strong>inviare una mail a <a href="mailto:tea.taramino@comune.torino.it"><strong>tea.taramino@comune.torino.it</strong></a> o un fax al numero 01119707981 indicanti date e orari in cui si desidera accedere e riferimenti telefonici, sarete richiamati.</p>
<p><strong>Per informazioni: </strong>Comune di Rivalta di Torino Via Candido Balma, 5 &#8211; 10040 Rivalta di Torino tel.011 90455885 / 57- Fax 011 9091495 &#8211; e-mail <a href="mailto:servizisocioculturali@comune.rivalta.to.it"><strong>servizisocioculturali@comune.rivalta.to.it</strong></a></p>
<p><strong>APPUNTAMENTI</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>giovedì  5 maggio ore 11,00</em></strong> in occasione dell’inaugurazione il Castello di Rivalta ospita una nuova tappa di <strong><em>Italiæ. 150 eventi in Piazza per ri-disegnare l’Italia </em></strong> <strong>progetto di rete nazionale a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea. Promosso dal Comitato Italia 150.</strong></li>
<li><strong><em>sabato 7 maggio dalle ore 15.00 alle 18.00</em></strong> <strong>Visita guidata a cura della Dottoressa Anna Piantanida</strong> La presidente della sezione piemontese dell&#8217;&#8221;International Association for Art and Psychology &#8220;, coadiuvata dalla presenza di altri soci della stessa sezione, offrirà una visita guidata rivolta ai presenti allo scopo di proporre riflessioni personali sulle opere esposte e raccogliere le ricadute emotive delle stesse sui visitatori.  (www.artepsicologia.com)</li>
<li><strong><em>mercoledì 11 alle ore 17.00</em></strong> <strong>Incontro con Isotta Cuccodoro, Kalid Jbuoh, Giuliano Girelli autori di Onde (Wawes)</strong> Un video, ambientato in San Salvario a Torino, che tratta della sordità: una diversità invisibile che ostacola le relazioni sociali e lo sviluppo culturale e ci mostra, attraverso Kalid, come i sordi vivano in un mondo fatto di silenzio e vibrazioni, di forme e gestualità, di attenzione visiva, di percezioni corporee e spaziali. Una produzione Documè, DVD,8’ 23”</li>
<li><strong><em>venerdì 13 alle ore 17.00</em></strong> <strong>Una conversazione con Caterina Nizzoli, gallerista e storica dell’arte sul tema:</strong> <strong>Giovan Battista Podestà(1895-1976) tra morale ed estetica</strong> &#8220;In risposta allo sradicamento e all’esodo rurale la sua opera d’arte totale offre un’alternativa ad una condizione che sembra ineluttabile. I capelli fino alle spalle, la barba lunga, un bastone attorno al quale sono scolpite le differenti stazioni della sua vita e una cravatta decorata con becchini e scheletri. Portatori di un vissuto collettivo condiviso dall’Italia contadina del dopoguerra le sue sculture sono un esempio altissimo di arte religiosa del XX secolo.&#8221; Uno dei pochi italiani presenti con una propria sezione nella Collection de L&#8217;Art Brut di Losanna.(<a href="http://www.rizomi.it/"><strong>www.rizomi.it</strong></a>)</li>
</ul>
<p><a href="http://www.comune.torino.it/pass/php/4/img/Arte%20Plurale/sing%20plu%202011.pdf"><strong><em>Visualizza il pieghevole (pdf)</em></strong></a></p>
<p><strong>Torna su</strong></p>
<p>Realizzazione tecnica a cura della <strong>Redazione del Servizio Passepartout</strong></p>
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		<title>L&#8217;ARTE DELLO STUCCO IN EUROPA  DALLA TARDA ANTICHITÀ ALL&#8217;ETÀ GOTICA</title>
		<link>http://www.robertomastroianni.net/blog/larte-dello-stucco-in-europa-dalla-tarda-antichita-alleta-gotica.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 22:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enrica Pagella]]></category>
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		<category><![CDATA[martina corgnati]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 4 maggio 2011
ore 18
 
Presentazione del volume
 
L&#8217;ARTE DELLO STUCCO IN EUROPA
DALLA TARDA ANTICHITÀ ALL&#8217;ETÀ GOTICA
di Martina Corgnati

Edizioni Quattroemme

Palazzo Madama &#8211; Sala del Senato
Piazza Castello &#8211; Torino
 
Con l’autore intervengono:
Giovanna Cattaneo Incisa
Presidente Fondazione Torino Musei
Enrica Pagella

Direttore Museo Civico d’Arte Antica
 
 
 

Enrico Castelnuovo




Scuola Normale Superiore di Pisa
 
Il volume “L’arte dello stucco in Europa” prende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;">Mercoledì 4 maggio 2011</h4>
<h4 style="text-align: center;">ore 18</h4>
<p style="text-align: center;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Presentazione del volume</h4>
<p style="text-align: center;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<h3 style="text-align: center;">L&#8217;ARTE DELLO STUCCO IN EUROPA</h3>
<h3 style="text-align: center;">DALLA TARDA ANTICHITÀ ALL&#8217;ETÀ GOTICA</h3>
<h4 style="text-align: center;">di Martina Corgnati</h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Edizioni Quattroemme</h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Palazzo Madama &#8211; Sala del Senato</h4>
<h4 style="text-align: center;">Piazza Castello &#8211; Torino</h4>
<p style="text-align: center;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Con l’autore intervengono:</h4>
<h4 style="text-align: center;">Giovanna Cattaneo Incisa</h4>
<h4 style="text-align: center;">Presidente Fondazione Torino Musei</h4>
<h4 style="text-align: center;">Enrica Pagella</h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Direttore Museo Civico d’Arte Antica</h4>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Enrico Castelnuovo</h4>
<p></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Scuola Normale Superiore di Pisa</h4>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il volume “L’arte dello stucco in Europa” prende in considerazione per la prima volta in termini sistematici l’intera produzione di stucchi figurati e decorativi ampiamente diffusi nell’Europa antica e medioevale, fra il V e il XIII secolo. Si tratta di decine di fondazioni, quasi sempre chiese, abbazie e ambienti annessi, variamente e riccamente decorati con rilievi e sculture architettoniche in stucco e spesso anche affreschi e mosaici; ambienti che oggi risultano quasi sempre alterati in maniera irreversibile, frammentari e in precario stato di conservazione. Per questo è stato importante tentare una catalogazione degli interventi decorativi in stucco, tale da mettere finalmente in luce il valore artistico e l’importanza storico-culturale di queste preziose creazioni lungo tutti i secoli del Medioevo. Dal Battistero degli Ortodossi di Ravenna fino alle grandi chiese sassoni del XIII secolo si viene così delineando una complessa e ricca geografia degli stucchi che in un certo senso risulta essere un elemento unificante dell’Europa in quei secoli, una tecnica artistica diffusa dalla Sassonia alla Calabria, con emergenze e stili diversi attraverso le epoche.</h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Martina Corgnati è curatrice e storica dell’arte. Da molti anni si divide fra l’attività didattica (è docente titolare di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino), le collaborazioni giornalistiche e l’impegno critico: ha scritto fra l’altro per “Arte”, “Flash Art”, “Panorama”, “Anna”, “The Journal of Art”, “L’Indice”, “La Repubblica”, “Carnet Arte”, “Style” di cui è stata consulente di direzione. Attualmente è titolare della rubrica d’arte di “Chi”. Nel campo dell’arte contemporanea, che la occupa maggiormente, è nota per le decine di pubblicazioni, saggi e cataloghi di mostre.</h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;">Palazzo Madama &#8211; Sala del Senato</h4>
<h4 style="text-align: center;">Ingresso libero fino ad esaurimento posti</h4>
<h4 style="text-align: center;">INFO: 0114429911</h4>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/larte-dello-stucco-in-europa-dalla-tarda-antichita-alleta-gotica.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Lavorare con lentenza. Buon primo maggio!</title>
		<link>http://www.robertomastroianni.net/blog/lavorare-con-lentenza-buon-primo-maggio.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 16:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Enzo del Re]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare con lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Alice]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’amica mi ricorda che si deve avere un “ritmo lento”, almeno oggi…
Un augurio da &#8220;Radio Alice&#8221;. Buon Primo maggio!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’amica mi ricorda che si deve avere un “ritmo lento”, almeno oggi…</p>
<p>Un augurio da &#8220;Radio Alice&#8221;. Buon Primo maggio!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4&amp;playnext" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4&amp;playnext"></embed></object></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/lavorare-con-lentenza-buon-primo-maggio.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Graffiti-writing a Torino</title>
		<link>http://www.robertomastroianni.net/blog/graffiti-writing-a-torino-2.html</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 21:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<category><![CDATA[graffiti art]]></category>
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		<category><![CDATA[PicTurin – Torino Mural Art Festiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui sotto trovate un&#8217; intervista che mi è stata fatta, dalla testata giornalistica ArciNews di Torino, sul progetto MurArte e i fenomeni street art, graffiti/writing, muralismo urbano.
intervista graffiti-writing
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sotto trovate un&#8217; intervista che mi è stata fatta, dalla testata giornalistica ArciNews di Torino, sul progetto MurArte e i fenomeni street art, graffiti/writing, muralismo urbano.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nFgW70Yl_Hg&amp;feature=related">intervista graffiti-writing</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/graffiti-writing-a-torino-2.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>SAILING THE LETHE  THE RESPONSIBILITY OF MEMORY-NAVIGARE IL LETE LA RESPONSABILITÀ DELLA MEMORIA</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 15:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Mastroianni]]></category>
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		<category><![CDATA[SAILING THE LETHE THE RESPONSIBILITY OF MEMORY]]></category>
		<category><![CDATA[Svetlana Boym]]></category>
		<category><![CDATA[ugo volli]]></category>

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		<description><![CDATA[ Domani e dopodomani sarò qui. 

CONVEGNO INTERNAZIONALE

TORINO 12-13 APRILE 2011

SALA LAUREE DELLA 
 FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

Via S. Ottavio, 20
.
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PROGRAMMA
12 aprile
ore 9:30
Introduce Roberto Salizzoni
ore 10-12:30
Michele Cometa (Palermo): La salvezza dell’oblio
Jürgen Wertheimer (Tübingen): Tra il mito in scena e la scena come mito (da Schiller a Calvino e Moritz Rinke)
Gianpiero Piretto (Milano): I memoriali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em><strong> Domani e dopodomani sarò qui. </strong></em></h3>
<p><strong><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/lete.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1642" title="lete" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/lete.jpg" alt="" width="360" height="500" /></a></strong></p>
<h3><strong>CONVEGNO INTERNAZIONALE</strong></h3>
<h3><strong><br />
</strong><strong>TORINO 12-13 APRILE 2011</strong></h3>
<h3><strong><br />
</strong><strong>SALA LAUREE DELLA </strong></h3>
<h3><strong> </strong><span style="font-size: x-small;"><strong>FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA</strong></span></h3>
<h3><span style="font-size: x-small;"><strong><br />
</strong></span><strong>Via S. Ottavio, 20<br />
</strong>.</h3>
<p>.</p>
<p><strong>.</strong></p>
<p><strong>.</strong></p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p><strong>.</strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>12 aprile</p>
<p>ore 9:30</p>
<p><strong>Introduce</strong> Roberto Salizzoni</p>
<p>ore 10-12:30</p>
<p>Michele Cometa (Palermo): La salvezza dell’oblio</p>
<p>Jürgen Wertheimer (Tübingen): Tra il mito in scena e la scena come mito (da Schiller a Calvino e Moritz Rinke)</p>
<p>Gianpiero Piretto (Milano): I memoriali dell&#8217;Armata Rossa a Berlino: narrazioni di memoria monumentale</p>
<p><strong>coordina </strong>Chiara Sandrin</p>
<p>ore 15-16:30</p>
<p>Ugo Volli (Torino): Memoria del futuro</p>
<p>Svetlana Boym (Harvard): Performing History in Russia: from Sergej Eizenshtein to Rem Koolhaas</p>
<p lang="en-GB">
<p lang="en-GB"><strong>PAUSA</strong></p>
<p>ore 16:45-18</p>
<p>Elena Agazzi (Bergamo): La “discesa ad inferos” come cifra del trauma e come incontro con il mito nella cultura della DDR. Franz Fühmann e il suo dialogo con il mondo romantico nell’opera incompiuta “Im Berg” (1983)</p>
<p>Jean Claude Leveque (Madrid): “Immagini malgrado tutto”. Memoria. Chiusura temporale e impossibilità della rappresentazione</p>
<p><strong>coordina</strong> Nadia Caprioglio</p>
<p>13 aprile</p>
<p>ore 9:15</p>
<p><strong>Introduce</strong> Roberto Salizzoni</p>
<p>ore 9:30-11:00</p>
<p>Reyes Mate (Madrid): Memoria e storia</p>
<p>Lluis Alvarez (Oviedo): L’estetica delle due memorie</p>
<p><strong>TAVOLA ROTONDA</strong></p>
<p>ore 11:30</p>
<p><strong>Intervengono</strong></p>
<p>Francisco José Martin Cabrero, Paolo Colombo, Roberto Mastroianni, Massimo Maurizio, Chiara Righero</p>
<p><strong>Informazioni</strong>: Chiara Righero claritam@libero.it</p>
<p lang="en-GB">Goethe-Institut www.goethe.de/to</p>
<p lang="en-GB">
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/sailing-the-lethe-the-responsibility-of-memory-navigare-il-lete-la-responsabilita-della-memoria.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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