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	<title>Il blog di Roberto Mastroianni</title>
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		<title>En el sueño de Polifilo  di Ernesto Morales (la mostra)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 10:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Vernissage martedì 3 aprile 2012, 18.00-21.00
 
Dal 4 aprile al 27 maggio 2012
 
 
Titolo Ernesto Morales: En el sueño de Polifilo
Sede Torino, Raffaella De Chirico Galleria d’Arte,
Via Vanchiglia, 11/A
Durata Dal 04 Aprile al 27 Maggio 2012
Opening Martedì 03 Aprile 2012 dalle ore 18,00 alle 21,00
Orario Da martedì a sabato 10.00-12.30 / 15.30 -19.30.
Chiuso lunedì. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/e_0820_02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1811" title="e_0820_02" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/e_0820_02.jpg" alt="" width="300" height="148" /></a></strong></p>
<p><strong>Vernissage martedì 3 aprile 2012, 18.00-21.00</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dal 4 aprile al 27 maggio 2012</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Titolo</span> Ernesto Morales: En el sueño de Polifilo</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sede</span> Torino, Raffaella De Chirico Galleria d’Arte,</p>
<p>Via Vanchiglia, 11/A</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Durata </span>Dal 04 Aprile al 27 Maggio 2012</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Opening</span> Martedì 03 Aprile 2012 dalle ore 18,00 alle 21,00</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Orario </span>Da martedì a sabato 10.00-12.30 / 15.30 -19.30.</p>
<p>Chiuso lunedì. Domenica su appuntamento</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Catalogo </span>Raffaella De Chirico Galleria d’Arte</p>
<p>Raffaella De Chirico Arte Contemporanea – Via Vanchiglia, 11/A – 10124 – Torino, Ph: +39 011 19503550 W:<a href="http://www.dechiricogalleriadarte.it/">www.dechiricogalleriadarte.it</a> E: <a href="mailto:info@dechiricogalleriadarte.it">info@dechiricogalleriadarte.it</a></p>
<p>Mar-sab: 10.00/12.30 – 15.30/19.30. Domenica su appuntamento. Lunedì chiuso.</p>
<p>.</p>
<p>La Raffaella De Chirico Galleria d’Arte è lieta di annunciare la mostra <strong>“<em>En el sueño de Polifilo” </em></strong>dell’artista argentino <strong>Ernesto Morales</strong>, che torna con un progetto espositivo intimamente legato alla letteratura ed all’universo onirico, patrocinato dall’Ambasciata Argentina in Italia.</p>
<p><strong>“<em>En el sueño de Polifilo” </em></strong>l&#8217;artista presenta il suo ultimo ciclo di lavori, fino ad ora inediti ed interamente frutto del suo primo anno di residenza nella capitale sabauda, in cui si è trasferito definitivamente esattamente un anno fa, affascinato dall’atmosfera metafisica e riflessiva della città, portando avanti una proficua collaborazione con la galleria De Chirico, che lo rappresenta.</p>
<p>La mostra include sette opere inedite di grande formato, esposte nel salone centrale, tra cui “<strong><em>Mariposas en el bosque”</em></strong>, <strong><em>“Vacas migrantes en el</em></strong> <strong><em>bosque”</em></strong> e “<strong><em>Golondrinas en el bosque</em>”, </strong>tutti olio su tela 2012,100&#215;150 cm, ed alcuni lavori precedenti recentemente esposti a Rapallo, Antico Castello sul Mare, allestiti nelle salette laterali della galleria.</p>
<p><strong>“<em>En el sueño de Polifilo” </em></strong>si presenta come una ricerca di purezza stilistica ed espressiva da parte di Ernesto Morales, che accetta la sfida di temi dalla forte natura spirituale e dalla imponente valenza simbolica e lo fa confrontandosi con un testo capitale per la tradizione esoterica e simbolica occidentale <strong>(“Hypnerotomachia Poliphili” di Francesco Colonna pubblicato nel 1499 da Aldo Manunzio il Vecchio</strong>).</p>
<p>Le serie pittoriche dell’artista argentino (ex. “Vacas Migrantes”, “Tiempos Migrantes”, “Mari Migranti”…), sono infatti vere e proprie sequenze narrative capaci di condensare, attorno ad una simbolica ricorrente, alcuni temi esistenziali come il viaggio, le migrazioni, l’esilio, la conoscenza e lo spazio dell’umano, elementi centrali nella riflessione di Morales, artista eclettico con alle spalle un ricco vissuto di indagine di luoghi e culture differenti.</p>
<p>Per l’artista argentino il reale è un’entità stratificata e merita di essere indagata in profondità con un’attenzione particolare, che sia in grado di svelarne la complessità e restituirla in una rappresentazione accessibile e universale. Questo è uno degli elementi cardine dell’estetica di Ernesto Morales, affrontato sia tecnicamente, sia simbolicamente. Dal punto di vista tecnico artistico, la pittura di Ernesto si presenta infatti come una ricerca sul figurale e il figurativo, sul colore e sulla luce, resa attraverso un magistrale uso del monocromatico capace ci condensare, al suo interno, una policromia di colori sovrapposti.</p>
<p>Dal punto di vista simbolico spirituale, invece, questa densità della realtà viene indagata attraverso una ricerca sul figurale e sul simbolico, indirizzata a rendere ragione di quella grammatica universale delle cose che ci permette di afferrarle e trasformarle in realtà, con la consapevolezza che essa è sempre più profonda e più complessa di quanto ci restituisca la nostra percezione. Insomma, la pittorica di Morales è uno schiaffo ad ogni “riduzionismo” e ad ogni “realismo ingenuo”, uno schiaffo che può essere sferrato solo da un erede di quel “realismo magico” latino americano, cresciuto alla scuola di  Jorge Luis Borges.</p>
<p>Nel ciclo di opere inedite esposte nel salone centrale della galleria, Ernesto Morales, attraverso la rappresentazione delle foreste del “doppio sogno di Polifilo”, della mistica della luce e della simbolica solare delle farfalle, delle rondini e delle vacche, riesce a dimostrare che il limite tra l’universo simbolico e materiale è molto sottile e che gli elementi mitologici e spirituali sono parte integrante di una realtà, che solo una forma di “realismo magico” può restituire.</p>
<p>Questi semplici fattori sono stati magistralmente integrati con  la ricerca cromatica, in modo da mettere in scena un paesaggio onirico dai tratti surreali, capace di presentarsi come un “tempio per l’uomo alla ricerca della luce”, come avviene nei quadri <strong>“Mariposas en el bosque” , “Vacas migrantes en el bosque” e “Golondrinas en el bosque”</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La mostra verrà accompagnata da un catalogo, dove sono pubblicate le sette opere inedite, con testo critico a cura di Roberto Mastroianni. </strong></span></p>
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<p><strong>BIOGRAFIA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nato nel 1974 a Montevideo, in Uruguay, Ernesto Morales si trasferisce da bambino a Buenos Aires dove compie i suoi studi ed in seguito diventa Professore di Belle Arti presso l<span style="text-decoration: line-through;">’Academia Nacional de Bellas Artes</span>. Successivamente consegue il Dottorato in Arti Visive presso l’Instituto Universitario Nacional del Arte.</p>
<p>Fino al 2006 un’intensa attività di ricerca didattica accompagna indissolubilmente il suo percorso artistico, che è fondamentalmente connesso all’universo della pittura, tecnica appresa ed approfondita anche attraverso l’affiancamento dei Maestri dell’Arte Contemporanea Argentina. Parallelamente sviluppa progetti espositivi in Sudamerica ed in Europa ed è anche coordinatore e curatore del Dipartimento di Arti Visive del Centro Cultural de la Cooperación di Buenos Aires.<strong> </strong></p>
<p>Dal 2005 ad oggi Ernesto Morales ha esposto in diversi paesi del Sudamerica e dell’Europa, tra cui: Argentina (Buenos Aires, Mendoza, Cordoba, Salta, Jujuy); Italia (Roma, Milano, Pisa, Napoli, Genova, Torino, Rapallo); Francia (Parigi, Bordeaux, Toulouse, Bayonne); Spagna (Madrid, Barcellona, Bilbao); Germania (Colonia). <em> </em></p>
<p>Attualmente vive a Torino e dal 2006 lavora tra l’Europa ed il Sudamerica.</p>
<p><em> </em></p>
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<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/en-el-sueno-de-polifilo-di-ernesto-morales-la-mostra.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Placido Rizzotto. Il film (scaricabile)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 14:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci accodiamo alla direzione dell&#8217; Unità on line nel ringraziare Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l., per aver permesso lo scaricamento e la diffusione del Film &#8220;Placido Rizzotto&#8221;. Ci sembra un gesto importante e concreto nella diffusione della cultura dell&#8217;antimafia, dei diritti e delle libertà
Placido Rizzotto on Unità on line
In esclusiva per i lettori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci accodiamo alla direzione dell&#8217; Unità on line nel ringraziare Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l., per aver permesso lo scaricamento e la diffusione del Film &#8220;Placido Rizzotto&#8221;. Ci sembra un gesto importante e concreto nella diffusione della cultura dell&#8217;antimafia, dei diritti e delle libertà</p>
<p><a href="http://www.unita.it/placido-rizzotto">Placido Rizzotto on Unità on line</a></p>
<p><a href="http://www.unita.it/placido-rizzotto"></a>In esclusiva per i lettori di unita.it il film di Pasquale Scimeca &#8220;Placido Rizzotto&#8221;. Si ringrazia Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l. per la gentile concessione a titolo gratuito.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/placido-rizzotto-il-film-scaricabile.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Placido Rizzotto e i funerali di Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 13:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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Placido Rizzotto avrà i funerali di Stato. La decisione è stata comunicata ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà al segretario del Psi Riccardo Nencini. Trova ascolto l&#8217;appello, lanciato in primo luogo da l&#8217;Unità e da molte associazioni e personalità di area, per il riconoscimento dei Funerali di Stato per il sindacalista socialista, ucciso dalla mafia il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/placi.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1798" title="placi" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/placi-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Placido_Rizzotto">Placido Rizzotto</a> avrà i funerali di Stato. La decisione è stata comunicata ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà al segretario del Psi Riccardo Nencini. Trova ascolto l&#8217;appello, lanciato in primo luogo da l&#8217;Unità e da molte associazioni e personalità di area, per il riconoscimento dei Funerali di Stato per il sindacalista socialista, ucciso dalla mafia il 10 marzo del 1948, e i cui resti sono stati rivenuti solo pochi giorni fa. Con questo gesto, anche se piccolo e molto tardo, l&#8217;Italia restituisce  onore e dignità ad un uomo che con coraggio si oppose ai soprusi, alle prevaricazioni, all&#8217;arbitrio fascista e mafioso, al dominio di pochi su molti. Un socialista, un sindacalista,un simbolo di libertà, di impegno politico e civile in difesa dei più deboli. Uno degli uomini che ha rappresentato e  rappresenta gli anticorpi di un Paese che spesso si è presentato come corrotto e non riformabile.</p>
<p><strong>Chi era Placido Rizzotto?</strong></p>
<p>Placido Rizzotto era un socialista, spesso dipinto come un comunista (ad esempio nel film di Scimeca), era nato a Corleone, in Sicilia, nel 1914. Rimasto orfano di madre da piccolo dovette lasciare la scuola per mantenere la famiglia dopo l’arresto del padre, accusato ingiustamente di associazione mafiosa. Durante la Seconda guerra mondiale combatté in Carnia, in Friuli, e dopo l’8 settembre si unì ai partigiani della Resistenza; tornò in Sicilia a guerra finita. Qui divenne presidente dei combattenti dell’ANPI, si iscrisse al Partito Socialista Italiano e divenne sindacalista della CGIL. Rizzotto cercò di convincere i contadini a ribellarsi al sistema di potere della mafia, al caporalato, e al latifondismo.  Guidò nell’occupazione delle terre gestite dalla mafia e tentò di organizzare la distribuzione dei terreni incolti alle famiglie oneste. La mafia tentò di isolarlo e lo minacciò più volte, Rizzotto proseguì nelle sue lotte e continuò a guidare il movimento contadino di occupazione delle terre, diventando anche segretario della Camera del lavoro di Corleone.</p>
<p>Rizzotto sostenne con forza i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Gullo">Decreti Gullo</a>, che imponevano l’obbligo di cedere in affitto alle cooperative contadine le terre incolte o malcoltivate dei proprietari terrieri. Uno dei terreni che vennero assegnati alle cooperative apparteneva a Luciano Liggio, all’epoca giovane mafioso di Corleone che negli anni Cinquanta si affermò come uno tra i più sanguinosi boss della mafia. La mafia decise di reprimere i tentativi di rivolta dei contadini e il primo maggio del 1947 sparò contro duemila persone – soprattutto contadini – che manifestavano contro il latifondismo a Portella della Ginestra. Undici persone furono uccise, ventisette restarono ferite, negli anni sulla strage si fecero molte altre ipotesi e riflessioni relative agli interessi di chi, oltre la mafia, poteva voler reprimere le rivolte. La situazione di Rizzotto divenne sempre più difficile, peggiorata anche dal cattivo rapporto con Liggio: Rizzotto lo aveva umiliato pubblicamente sollevandolo durante una rissa scoppiata tra ex partigiani e uomini del boss mafioso Michele Navarra – a cui Liggio era affiliato – e appendendolo all’inferriata della villa comunale.</p>
<p>Il 10 maggio del 1948 Rizzotto, che aveva 34 anni, venne attirato in un’imboscata da Pasquale Criscione, un compagno del sindacato fedele a Navarra, e venne rapito e ucciso nella campagna di Corleone. La CGIL proclamò uno sciopero generale. Giuseppe Letizia, un pastore di 13 anni, assistette al suo omicidio di nascosto ma venne scoperto e fu ritrovato il giorno dopo dal padre, mentre delirava. Questi lo portò nell’Ospedale dei Bianchi, diretto da Navarra, dove il ragazzo, sempre delirante, parlò di un contadino assassinato durante la notte e venne curato con un’iniezione. Morì pochi giorni dopo per tossicosi, molto probabilmente avvelenato su ordine di Navarra.</p>
<p>Le indagini sull’omicidio di Rizzotto vennero condotte dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa e portarono all’arresto di Vincenzo Collura e Pasquale Criscione, che confessarono di aver rapito Rizzotto insieme a Luciano Liggio. Criscione e Collura ritrattarono la confessione durante il processo e furono assolti per insufficienza di prove.</p>
<p>Nel 2000 è uscito il film <em>Placido Rizzotto</em>, diretto da Pasquale Scimeca e dedicato alla vita del sindacalista: il film ricevette delle critiche perché non parla mai esplicitamente della militanza di Rizzotto nel Partito Socialista e lo dipinge invece come comunista</p>
<p>Per scaricare e vedere il film &#8220;Placido Rizzotto&#8221; di Pasquale Scimeca del 2000 si può usufruire, dell&#8217;esclusiva per i lettori dell&#8217;Unità on line. Si ringrazia Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l. per la gentile concessione a titolo gratuito, utile alla diffusione di una maggiore cultura dei diritti, dell&#8217;antimafia e delle libertà.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/placido-rizzotto-e-i-funerali-di-stato.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Keynes vs Hayek (una provocazione)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 20:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una provocazione (Hayek vs. Keynes Rap Anthem on youtube)!
&#8220;Il programma sono io!&#8221;; &#8220;è colpa dei tassi di interesse!&#8221;; &#8220;è colpa degli spiriti animali!&#8221;&#8230;
&#8220;Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando hanno torto, sia quando hanno ragione sono molto più potenti di quanto si creda. Davvero il mondo è governato da poco altro. Uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Una provocazione (Hayek vs. Keynes Rap Anthem on youtube)!</h4>
<p><span style="font-weight: normal;">&#8220;Il programma sono io!&#8221;; &#8220;è colpa dei tassi di interesse!&#8221;; &#8220;è colpa degli spiriti animali!&#8221;&#8230;</span></p>
<h4 style="text-align: right;"><em>&#8220;Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando hanno torto, sia quando hanno ragione sono molto più potenti di quanto si creda. Davvero il mondo è governato da poco altro. Uomini pragmatici, che credono di essere estranei a qualunque condizionamento intellettuale, sono solitamente schiavi di qualche economista defunto.&#8221;<br />
J.M. Keynes</em></h4>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5Y1anc4B7iA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/5Y1anc4B7iA"></embed></object></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/keynes-vs-hayek-una-provocazione.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo Smart è già qui.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 12:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui sotto un&#8217;intervista a Carlo Ratti di  Paolo Mastrolilli, tratto dallo speciale di 8 pagine di “La Stampa” del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.
&#8230;
Carlo Ratti, ingegnere a Torino, docente al Mit, ci accompagna nel futuro prossimo.
&#8230;
di PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
Quando ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft" src="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/ambiente/smatcity.jpg" alt="Smartcity on www.lastampa.it" width="330" height="250" />Qui sotto un&#8217;intervista a Carlo Ratti di  Paolo Mastrolilli, tratto dallo speciale di 8 pagine di “La Stampa” del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.</h3>
<h3>&#8230;</h3>
<h3>Carlo Ratti, ingegnere a Torino, docente al Mit, ci accompagna nel futuro prossimo.</h3>
<p>&#8230;</p>
<p><strong>di PAOLO MASTROLILLI</strong></p>
<p>INVIATO A NEW YORK</p>
<p>Quando ci sveglieremo nelle città intelligenti, i muri di casa si sposteranno al nostro passaggio, gli elettrodomestici ci parleranno, e l’autobus verrà a prenderci al portone invece di doverlo rincorrere. L’auto si guiderà da sola, ricordando a memoria dove vogliamo andare, dove parcheggiare e quale menù ci piace, al nostro ristorante preferito, per prenotarlo senza neppure telefonare.</p>
<p>La nostra bici saprà fra quanti minuti comincerà a piovere, e chi provasse a rubarla non riuscirà a svoltare l’angolo. Sceglieremo le strade da percorrere in base alle previsioni del traffico o di quanto è pulita la loro aria, e se qualcuno si sentisse male, tutti saprebbero in fretta dove sta e come soccorrerlo.</p>
<p><strong>Professor Ratti, quando ci sveglieremo in queste città?</strong></p>
<p>«Oggi. Al massimo domani, perché molte cose che abbiamo descritto sono già operative, o lo stanno diventando».  Carlo Ratti ha 41 anni e dirige il Senseable City Lab al Massachusetts Institute of Technology, dove si progettano i centri urbani del futuro prossimo. Se Italo Calvino fosse ancora vivo lo odierebbe, perché Ratti ha più fantasia di lui, e le sue città non sono invisibili.</p>
<p><span id="more-1783"></span></p>
<p><strong>Ci può spiegare cosa sono queste smart city?</strong></p>
<p>«Uso l’esempio della Formula uno. Fino a qualche anno fa, per vincere era necessaria una buona macchina e un buon pilota. Oggi è indispensabile un sistema telemetrico e decine di sensori, che mandano le informazioni in tempo reale ai computer dei box. Così l’auto diventa intelligente, comunica, e permette ai tecnici di intervenire per modificarla in corsa. Ecco, le città intelligenti funzioneranno così».</p>
<p><strong>In quale modo?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«Ci sono due modelli concettuali. Il sistema dall’alto, che centralizza e distribuisce tutte le informazioni raccolte dai sensori, i cellulari e i vari strumenti elettronici già disseminati nelle nostre città; e quello dal basso, che si attiva attraverso le comunicazioni degli stessi cittadini. Io segnalo una buca per strada, l’amministrazione viene a ripararla».</p>
<p><strong>Cominciamo dal principio. Ci svegliamo la mattina, e il muro della stanza da letto si sposta per farci andare in cucina?</strong></p>
<p>«Volendo sì. A Saragozza abbiamo presentato il Digital Water Pavilion, con muri di acqua che si azionano al nostro comando. È un po’ la realizzazione del sogno di Michelangelo, che colpisce il suo Mosè col martello chiedendogli perché non parla. Ecco, adesso l’architettura è viva e gli elettrodomestici ci parlano».</p>
<p><strong>Quindi il frigo ci avverte che il latte è in scadenza e bisogna consumarlo in fretta.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«Non solo. La lavastoviglie raccoglie in un chip tutte le informazioni sul consumo di elettricità e acqua, aiutandoci a scegliere il momento migliore per accenderla. Così risparmiamo energia ed evitiamo i picchi di consumo, che sono come gli ingorghi nel traffico. Ad aprile presenteremo a Milano alcuni di questi elettrodomestici».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Finiamo di bere il latte, buttiamo il cartone, e poi?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«Un chip segue il suo percorso. Si chiama Trash Track. Lo abbiamo già fatto a Seattle, scoprendo che una cartuccia di inchiostro aveva percorso 6.152 chilometri prima di arrivare a destinazione. Troppo, non funziona. Così invece possiamo seguire lo smaltimento, snellirlo, aumentare il riciclo, ed evitare che i rifiuti finiscano in discariche illegali».</p>
<p><strong>A questo punto scendiamo in strada sereni, e ci avviamo in ufficio. Come?</strong></p>
<p>«Prima ipotesi: prendiamo il bus. Oggi bisogna aspettarlo, inseguirlo, sperare che arrivi in tempo a destinazione. Nelle città intelligenti, grazie all’uso di algoritmi dinamici, l’autobus sarà “on demand”. Verrà a cercarci dove ci troviamo e potrà prevedere quando raggiungerà la nostra fermata, perché saprà esattamente come va il traffico. Questo significa usare meglio le infrastrutture esistenti, risparmiando i soldi per ricostruirle».</p>
<p><strong>Ma noi preferiamo l’auto.</strong></p>
<p>«Se ci piace guidare, potremo farlo per il nostro gusto, ma tutte le auto saranno autopilotate. Questo significa più sicurezza e archviazione dei sistemi arcaici che usiamo oggi per regolare il traffico.</p>
<p>L’auto saprà in tempo reale dove ci sono gli ingorghi per evitarli, conoscerà i parcheggi dove c’è posto e pagherà il pedaggio automaticamente, facendoci risparmiare anche il costo delle multe. Conoscerà l’indirizzo dei negozi dove vogliamo andare o il ristorante, che già oggi si può prenotare col sistema “open table”. Così risparmieremo un sacco di tempo e diminuiremo l’inquinamento, perché la maggior parte delle emissioni avvengono proprio nei momenti morti del trasporto urbano.</p>
<p>Niente targhe alterne, insomma, o come minimo lo sapremo con grande anticipo. Sistemi del genere esistono già in città come Singapore o Londra, dove per entrare al centro ci sono strumenti che fanno pagare il pedaggio leggendo la targa. A Singapore poi piove spesso, ma lo fa a macchia di leopardo.</p>
<p>Un tempo, quando arrivava il temporale, era impossibile trovare un taxi. Ora il sistema Live Singapore avvisa con cinque o dieci minuti di anticipo dove sta per piovere, così i cittadini e i guidatori di taxi, si possono organizzare».</p>
<p><strong>E se siamo così ecologisti da volere la bici?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«In Danimarca abbiamo lanciato un programma chiamato Copenhagen Wheel. Sono bici modificate, con la ruota posteriore che le trasforma in ibridi elettrici. Ricevono tutte le informazioni sul traffico, il tempo ed altro, e registrano la strada percorsa.</p>
<p>Questo serve a tenere la contabilità di un sistema di miglia come quello delle linee aeree, che poi premia chi fa più chilometri in bici. È un programma che migliora anche la salute pubblica, perché chi fa moto sta meglio, e consente alla comunità di risparmiare molti soldi di cure».</p>
<p><strong>Saremo anche più sicuri?</strong></p>
<p>«Certo, perché come scriveva Jane Jacobs in “The Death and Life of Great American Cities”, ci saranno mille occhi nelle strade. Quelli dei cittadini, che potranno segnalare qualunque problema.</p>
<p>Da questo punto di vista, la città più intelligente al mondo è Il Cairo, dove la primavera araba è esplosa grazie alle comunicazioni dei social media».</p>
<p><strong>Non c’è il rischio che un criminale approfitti di questi sistemi?</strong></p>
<p>«Sì: tutte le invenzioni umane possono essere usate per il bene o il male. L’enorme diffusione delle informazioni tra tutti, però, aumenta anche la capacità di controllo dei singoli cittadini».</p>
<p><strong>Non sono sistemi che interessano anche alla politica?</strong></p>
<p>«In America stiamo ridisegnando le mappe del Paese sulla base del flusso delle comunicazioni, e anche in Gran Bretagna. Serve a riscrivere i confini delle amministrazioni, privilegiando la convenienza per i cittadini».</p>
<p><strong>E la privacy, che fine farà?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«Ne stiamo discutendo. Diventeremo una società dove è impossibile dimenticare, come prevedeva Calvino nella “Memoria del mondo”. All’origine di tutte queste azioni, però, deve sempre esserci la volontarietà del soggetto che partecipa, fornisce e riceve informazioni. Perciò preferiamo i modelli dal basso».</p>
<p><strong>Quando le vedremo, riconosceremo queste città?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«Saranno come quelle in cui viviamo, non Metropolis. Sono già quelle in cui viviamo, solo un po’ più efficienti».</p>
<p><strong>Ne state costruendo di nuove?</strong></p>
<p>«Sì, ma con modalità diverse. A Guadalajara, in Messico, stiamo realizzando una Ciudad Creativa Digital promossa dal governo, riqualificando un antico quartiere storico. In Russia, invece, stiamo preparando una nuova città da zero. Ne stiamo costruendo una in Arabia Saudita, che diventerà un grande polo per la ricerca energetica: hanno capito che il petrolio sta finendo, e vogliono essere all’avanguardia delle nuove fonti».</p>
<p><strong>E l’Italia?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>«È molto avvantaggiata, perché ha strutture urbanistiche che tutto il mondo le invidia. Venezia, per esempio, non sarebbe mai potuta diventare una città industriale, ma sarà una smart city perché questi strumenti sono molto più leggeri. Anche Torino è all’avanguardia: ci sono vari progetti già allo studio».</p>
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		<title>Smart City. La sfida delle città intelligenti.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 11:42:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qui sotto un articolo di  Juan Carlos De Martin tratto dallo speciale di 8 pagine di &#8220;La Stampa&#8221; del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.
&#8230;
La sfida delle Città intelligenti di
Juan Carlos De Martin
&#8230;
Anche in Italia si parla sempre più spesso di &#8220;Smart City&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft" title="smart city on www.lastampa.it" src="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/ambiente/smatcity.jpg" alt="" width="330" height="250" />Qui sotto un articolo di  Juan Carlos De Martin tratto dallo speciale di 8 pagine di &#8220;La Stampa&#8221; del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.</h3>
<h3>&#8230;</h3>
<h3>La sfida delle Città intelligenti di</h3>
<h3>Juan Carlos De Martin</h3>
<p>&#8230;</p>
<h3>Anche in Italia si parla sempre più spesso di &#8220;Smart City&#8221;, le metropoli del futuro più efficienti, ecologiche e digitali. Vi raccontiamo i progetti che promettono di migliorarci la vita</h3>
<p>TORINO</p>
<p>Nel 1800 solo il 3% della popolazione mondiale viveva in città. Oggi circa un persona su due ci vive. Nel 2050 si prevede che la percentuale salirà al 70%. Insomma, per scelta o per necessità, gli esseri umani vogliono vivere sempre più vicini gli uni agli altri. Non stupisce, quindi, che di recente abbiano successo negli Stati Uniti libri come quello di Edward Glaeser, dal titolo «Il trionfo della città: come la nostra più grande invenzione ci rende più ricchi, più intelligenti, più ecologici, in salute e felici».</p>
<p>Oltre a rendere più intelligenti noi che ci abitiamo, però, ora c&#8217;è un forte interesse a rendere le città stesse più «intelligenti». Ecco perché si parla tanto, in Italia come in Europa e nel resto del mondo, di «smart cities», di «città intelligenti». Il concetto di «smart city» è frutto dell&#8217;incontro di almeno quattro profonde trasformazioni che da decenni stanno cambiando il mondo intorno noi.   La rivoluzione urbana sopra ricordata. Una consapevolezza ecologica ormai patrimonio condiviso. L’emergere della cosiddetta società dell’informazione, con la conseguente enfasi sull’intelligenza, la preparazione e la creatività. E infine la rivoluzione digitale, ovvero, quell’insieme di tecnologie che sta mutando il modo in cui lavoriamo, impariamo e, più in generale, viviamo.  Parlare di «smart city» significa pensare alla città del futuro in maniera integrata: ambiente, persone, tecnologie. In questo senso, la «smart city» si distingue dalla sorella più strettamente tecnologica, la città digitale, espressione che sottolinea il ruolo delle tecnologie informatiche. Tuttavia la città digitale è essenziale per la realizzazione della «smart city».</p>
<p><span id="more-1777"></span></p>
<p>Potremmo dire che una città digitale non è detto che sia «smart», mentre di sicuro una «smart city» dovrà per forza essere «digital». Il digitale come condizione necessaria, anche se non sufficiente, per ess e r e «smart».  Il digitale ormai permea in maniera capillare tutte le società avanzate, e le città non fanno eccezione. Pensare a una città senza un buon accesso a Internet è ormai impensabile, né più né meno come oltre un secolo fa divenne impensabile una città senza elettricità. Ma c’è altro, di ben più specifico. Le tecnologie digitali, infatti, si prestano in maniera particolare a rendere più efficienti sistemi complessi e geograficamente compatti come le città.</p>
<p>Pensateci: centinaia di migliaia o milioni di abitanti che si spostano, producono, consumano, vivono nello spazio di relativamente pochi chilometri quadrati. Un numero inferiore (ma non di molto) di veicoli di vario tipo che si spostano per le strade. Reti, dalle fognature allo smaltimento rifiuti, dall’illuminazione pubblica ai semafori, dalla telefonia all’elettricità. I negozi e i luoghi di intrattenimento.  La stratificata rete dei servizi municipali: anagrafe, scuole, giardini, biblioteche, trasporti pubblici.</p>
<p>Questo intricato sovrapporsi di persone, veicoli, reti e servizi all’interno degli spazi urbani è ciò che rende le città così attraenti. Ma è anche evidente che le città contemporanee sono tutt’altro che perfette: traffico spesso difficoltoso, problemi di parcheggio, negozi che si pensava aperti e invece sono chiusi, mezzi pubblici che non si sa di preciso quando passino, semafori rotti o buche per strada che non si sa a chi e come segnalare, buche delle lettere introvabili se non si è della zona&#8230;  Il digitale promette di risolvere, o quanto meno attenuare, molti di questi problemi. Su due piani: un piano nascosto &#8211; come nascoste sono molte reti di servizio delle città &#8211; e un piano palese, visibile ai cittadini.</p>
<p>Il piano nascosto è quello formato da un’informatica diffusa per le città, soprattutto sensori che nascosti sotto l’asfalto o inseriti nei pali della luce, misurano lo stato del traffico, l’inquinamento istantaneo, il livello di rumore, il grado di riempimento dei bidoni dell’immondizia. Informazioni che possono venir raccolte ed elaborate per migliorare molti servizi e anche per sostenere con dati oggettivi le decisioni della politica.</p>
<p>Il piano palese è quello dei servizi e delle informazioni che fluiscono tra i cittadini e soggetti pubblici e privati. Sono informazioni offerte via Rete:come mai, per esempio, è spesso ancora impossibile leggere su Internet gli orari di apertura di tutti i negozi di un determinato comune? Sono meccanismi amichevoli ed efficaci per segnalare problemi o bisogni all’amministrazione (l&#8217;idea più brillante del sindaco di New York, Michael Bloomberg, è stata la creazione del numero centralizzato 311, al quale i newyorkesi si sono rivolti centinaia di milioni di volte, dando al sindaco un quadro straordinariamente preciso dei bisogni dei suoi concittadini), sono cultura offerta via Internet, dal contenuto degli archivi a quello delle biblioteche fino agli eventi artistici e culturali pubblici.  La combinazione di questi due livelli si pone al servizio di ambiente e persone, contribuendo in misura determinante a dar vita alle «smart cities». Con la speranza che ci rendano, come dice Glaeser, «più ricchi, più intelligenti, più ecologici, più in salute e più felici».</p>
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		<title>Smart City ad Alessandria</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:36:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mio intervento sulle Smart City al Convegno di presentazione di Alessandria Venti Venti ad Alessandria il 29 febbraio 2012.

La mia intervista su Smart City on Alessandria news
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio intervento sulle Smart City al Convegno di presentazione di Alessandria Venti Venti ad Alessandria il 29 febbraio 2012.</p>
<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/thumb_h100_1942630240_Roberto_Mastroianni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1774" title="thumb_h100_1942630240_Roberto_Mastroianni" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/thumb_h100_1942630240_Roberto_Mastroianni.jpg" alt="" width="164" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://www.alessandrianews.it/web-tv/?id=466">La mia intervista su Smart City on Alessandria news</a></p>
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		<title>Alessandria Venti Venti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:27:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto “Alessandria VentiVenti” è partito. Dopo la buona partecipazione on line offerta dagli alessandrini, l’iniziativa si è fatta “reale” mercoledì 29 febbraio (ore 21) presso il Chiostro di Santa Maria di Castello alla presenza dell’assessore all’Ambiente e Innovazione e Smart City di Torino, Enzo Lavolta, un  rappresentante della &#8220;Fondazione Torino Smart City&#8221;, Roberto Mastroianni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto “Alessandria VentiVenti” è partito. Dopo la buona partecipazione on line offerta dagli alessandrini, l’iniziativa si è fatta “reale” mercoledì 29 febbraio (ore 21) presso il Chiostro di Santa Maria di Castello alla presenza dell’assessore all’Ambiente e Innovazione e Smart City di Torino, Enzo Lavolta, un  rappresentante della &#8220;Fondazione Torino Smart City&#8221;, Roberto Mastroianni, il coordinatore di Alessandria VentiVenti Nicola Mandirola e, naturalmente, i ragazzi stessi di Alessandria Venti Venti.</p>
<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/alessandria-ventiventi-300x2001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" title="alessandria-ventiventi-300x200" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/alessandria-ventiventi-300x2001.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Si è parlato delle trasformazioni future di Alessandria perché essa divenga, come dicono gli organizzatori, intelligente, o “smart”, partendo dalla riqualificazione del polo universitario ma anche proponendo idee ed iniziative che riguardino il centro urbano nel suo complesso: innovazione, ambiente, qualità della vita, tecnologia, sicurezza sociale, il tutto per allineare Alessandria agli standard delle città europee (anche di provincia) più all’avanguardia ed “eco-friendly”, per  quindi realizzare un contesto cittadino anche profittevole, che generi introiti attraverso le più moderne forme di urbanizzazione.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.robertomastroianni.net/blog/alessandria-venti-venti.html" target="_blank"><img src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mio ricordo di Lucio Dalla</title>
		<link>http://www.robertomastroianni.net/blog/il-mio-ricordo-di-lucio-dalla.html</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 23:32:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mio ricordo di Lucio Dalla: &#8220;una puttana ottimista e di sinistra&#8221;!
&#8220;Penso a delusioni, a grandi imprese&#8230;&#8221;, &#8220;ma l&#8217;impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale, quindi normalmente sono uscito&#8230;&#8221;
&#8220;non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra&#8230;

Grazie Lucio!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio ricordo di Lucio Dalla: &#8220;una puttana ottimista e di sinistra&#8221;!</p>
<p>&#8220;Penso a delusioni, a grandi imprese&#8230;&#8221;, &#8220;ma l&#8217;impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale, quindi normalmente sono uscito&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jSQ_ovNRIec&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/jSQ_ovNRIec&amp;feature"></embed></object></p>
<p>Grazie Lucio!</p>
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		<title>Le rondini che non volano in un Paese normale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 23:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto09</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e suggestioni metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Lo spazio della Polis]]></category>
		<category><![CDATA[funerale di lucio dalla]]></category>
		<category><![CDATA[le rondini di lucio dalla]]></category>
		<category><![CDATA[lucio dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Alemanno legge le rondini di lucio dalla]]></category>

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Oggi, 4 marzo 2012, i funerali di Lucio Dalla. Il grande artista Pop ha visto una folla di gente comune e personalità andare a ricordare tutte le cose che di noi vanno via insieme a lui&#8230;.
.
Il ricordo di Dalla rimarrà nei nostri ricordi anche grazie alle parole del suo compagno Marco Alemanno, quell&#8217;uomo che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/images-2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1747" title="images-2" src="http://www.robertomastroianni.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/images-2.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<h4>Oggi, 4 marzo 2012, i funerali di Lucio Dalla. Il grande artista Pop ha visto una folla di gente comune e personalità andare a ricordare tutte le cose che di noi vanno via insieme a lui&#8230;.</h4>
<p>.</p>
<p>Il ricordo di Dalla rimarrà nei nostri ricordi anche grazie alle parole del suo compagno Marco Alemanno, quell&#8217;uomo che i media con ipocrisia e perbenismo hanno chiamato: il collaboratore e l&#8217;amico più intimo.</p>
<p>Quell&#8217;uomo (il suo compagno, non l&#8217;amico, il compagno di vita, non l&#8217;amico, l&#8217;uomo con cui divideva la vita e il letto, non l&#8217;amico&#8230; l&#8217;uomo con cui formava una famiglia, non l&#8217;amico più intimo&#8230;. ) in un Paese normale sarebbe stato considerato l&#8217;uomo con cui formava una famiglia e il suo dolore sarebbe stato il dolore di un familiare, ma questo non è un Paese normale: noi abbiamo Giovanardi e tutti quelli come lui&#8230;</p>
<p>Ma in questo Paese anormale ci siamo anche noi e allora ascoltiamo &#8220;le rondini&#8221;, che lui cantava e che il suo compagno di vita a letto&#8230; e postiamo le rondini  e diffondiamo questo video in cui Marco Alemanno piange il suo uomo scomparso, facciamolo perché è il modo migliore per spernacchiare i giovanardi qualunque e dimostrare che siamo un Paese migliore di quello che vorrebbero gli ipocriti che chiamano Alemanno l&#8217;amico più intimo</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iZaTI79M60Y&amp;feature=player_embedded">Marco Alemanno legge \&#8221;le rondini\&#8221; ricordando il suo compagno di vita</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nFui_6xwmrs">Le rondini on You tube</a></p>
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