Arte, Spiritualità, Innovazione e Tradizione alle porte del Circolo Polare Artico

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 15-04-2017

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Michelangelo Pistoletto porta il Terzo Paradiso in Finlandia, alle porte del Circolo Polare Artico.

In particolare due appuntamenti pubblici in programma lunedì 23 e martedì 24 marzo.

Rovaniemi, Arktikum Centro di cultura
Lunedi 23 marzo 2015, ore 14

Tavola rotonda: “The Art and Spirituality as a Part of the Arctic Debate

Michelangelo Pistoletto, Prof. Pentikäinen, Prof. Jan Born (Universitä di Versailles) e Prof. Roberto Mastroianni
Ospiti: Sindaco di Rovaniemi, rappresentanti dell’Università della Lapponia, Parlamentari della Lapponia
L’incontro “The Art and Spirituality as a Part of the Arctic Debate” sarà incentrato sul tema del Terzo Paradiso ideato da Michelangelo Pistoletto e in particolare sul messaggio che auspica un nuovo indirizzo per scienza, tecnologia, arte, cultura e politica in direzione del bene comune, dell’etica e dei valori naturali. L’Università della Lapponia (University of Lapland) ritorna ad essere un importante centro d’incontri internazionale, come quando nel 1989 diede vita a “Spirit of Rovaniemi” all’Arctic Council.  Dall’University of Lapland opera la rete mondiale delle Arctic Universities cui anche l’Italia intende partecipare. Il popolo Sami è l’unica popolazione di nativi riconosciuta dall’Unione Europea; Sajos, il centro culturale dei Sami, svolge un ruolo fondamentale nel preservare e arricchire la loro cultura e il loro linguaggio, così come il Parlamento Sami.
Martedi 24 marzo 2015, ore 13.00 – 13.45

Conferenza stampa “Innovation needs (he)arts” – high tech with high touch in Third Paradise of Michelangelo Pistoletto”

Intervento del Ricercatore sul futuro Mika Aaltonen (Universitä di Aalto), discorso di Pistoletto in dialogo con Rossana Becarelli, Krista Mikkola e Roberto Mastroianni e domande dei giornalisti.
ore 15.30
Tavola rotonda aperta al pubblico ”Innovation needs (he)arts” – high tech with high touch in Third Paradise of Michelangelo Pistoletto”.
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25 aprile 1945-2015. Settanta anni di Libertà.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 25-04-2015

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E siamo arrivati a 70!  Buon anniversario della liberazione a tutti!

Ricordate, meditate e agite…

(intanto vi lascio con un po’ di musica….)

BE ANTIFASCIST! STAY FREE!

Giorgio Griffa. Il paradosso del più nel meno

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-01-2015

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Dopo un lavoro di più di un anno e mezzo sono contento di annunciarvi l’uscita, per Gribaudo-Feltrinelli, dell’ultimo libro che ho scritto con un gruppo di amici sull’opera pittorica e l’avventura intellettuale  di un maestro della pittura novecentesca (Giorgio Griffa).

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In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sui percorsi millenari del “less is more” che soggiacciono alla vita e alla ricerca artistica, scientifica e filosofica dell’uomo.

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“Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice: Love, therefore, and tongue-tied simplicity In least speak most, to my capacity. Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […] Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario”.

Giorgio Griffa.

In questo libro “su” e “con” Giorgio Griffa una storica dell’arte (Martina Corgnati), un giornalista scientifico (Giulio Caresio) e un filosofo (Roberto Mastroianni) dialogano sul percorso e sulla natura della pratica artistica di Giorgio Griffa, capace di portare a rappresentazione la facoltà dell’uomo di formare mondi attraverso segni semplici ed elementari e di condensare il “più” di cultura, storia e spiritualità umane nell’apparente “meno” dell’azione simbolica e della pratica artistica..

 

Un libro dedicato, insomma, al paradosso del less is more, in cui si intrecciano le riflessioni dell’artista Giorgio Griffa sulla pittura e la poesia, con il pensiero del “giornalista-osservatore di scienza” Giulio Caresio sui fondamenti della meccanica quantistica e le nuove conquiste delle scienze neurali, con la filosofica lettura del mondo di Roberto Mastroianni che disegna un interessante parallelo tra la pittura di Griffa e la speculazione filosofica di Arnold Gehlen.

Due brevi testi di Griffa e Caresio e un saggio di Mastroianni fanno da  introduzione ai tre dialoghi che costituiscono il “melting pot”, fulcro di spunti, interazioni e connessioni del libro.

A completare il volume, un testo incisivo di  Martina Corgnati – che conosce e segue Giorgio Griffa da molti anni – inquadra profondità e singolarità del suo percorso di conoscenza di artista e di poeta.

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Eccovi qualche spunto estrapolato dai testi del libro:

Giorgio Griffa

Prima c’è stato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Nel quinto atto Teseo dice:

Love, therefore, and tongue-tied simplicity
In least speak most, to my capacity.

Mi sembra giusto estrapolare le parole in least speak most. Stanno a indicare la consapevolezza di una condizione antica, che risale al tempo anteriore all’invenzione della scrittura. Il mito fissava le conoscenze in metafore idonee a facilitare la memoria. Le parole del mito costruiscono immagini le quali comprendono quel sovrappiù che il linguaggio diretto della parola scritta tenderà a escludere. […]
Dunque less is more non è soltanto una formula fortunata. È la sintesi di un processo millenario.

Giulio Caresio

La funzione d’onda della meccanica quantistica, la cui scoperta risale all’inizio del secolo scorso, descrive meglio di ogni altro strumento matematico e fisico la realtà del mondo particellare in cui siamo immersi e di cui siamo costituiti. Una realtà di cui si dissolve una parte fondante non appena si tenti di afferrarla con la stessa scienza che ne ha suggerito l’esistenza. Ogni tentativo di misura  da parte dell’uomo provoca il collasso della funzione d’onda. Svanisce il sovrappiù.
[…] Qualcosa di diverso, ma che presenta interessanti  analogie, accade nell’ambito delle neuroscienze che si indirizzano sempre più allo studio della realtà impalpabile delle connessioni.
[…] Le connessioni sono il software, l’aspetto leggero, evanescente, che “poggia” sull’hardware: i neuroni.
E, anche in questo caso, è il “soft”-ware che fa la differenza.
Tra le maglie di quelle connessioni, di quel sovrappiù, si annida il mistero della vita in cui si ritrovano, intrecciano ed  evolvono memorie, conoscenze, esperienze, porzioni di noto e di ignoto, fors’anche le tracce di un dialogo possibile tra pittura, scienza e filosofia.

Roberto Mastroianni

Nel caso della pittura di Griffa un approccio filosofico si rende necessario. Non solo perché egli è un raro caso di pittore filosofo, una figura antica quasi estinta (che trova i suoi precursori in Leonardo, Piero della Francesca…), ma soprattutto perché è un pittore che crede che l’arte abbia un portato di verità, una funzione conoscitiva, sapienziale, sacrale, che interroga la scienza (la fisica quantistica, per esempio), la poesia (Ezra Pound, Paul Valery…) e la stessa filosofia (Wittgenstein, Platone…). E poi, Griffa la necessità di una visione più ampia sul suo lavoro e sull’arte in generale l’ha spesso affermata, insistendo sul fatto che «Bisognerebbe invece relazionarsi all’arte come espressione di tutti i saperi e le emozioni di un periodo; come sintesi di tutta la storia di quella specifica fase. Troppo spesso, invece, lo “specialista” si occupa di arte e non di storia, di scienza, di società, di poesia… ed è così che la sua lettura risulta limitata,  se non addirittura povera o sterile».

Martina Corgnati

Riflettendo sulla natura stessa della pittura e dei suoi strumenti, cioè implodendo e lasciandosi risucchiare, per così dire, verso il fondo di se stessa, senza paura della tradizione né della propria natura intrinseca, della propria semplicità e del proprio carattere, la pittura di Griffa ha incontrato dunque un punto cruciale in cui i diversi saperi e linguaggi si incontrano e  da cui tornano a dipartirsi per una specie di strano ed essenziale gioco di armonie. L’arte, non a caso, è un’esperienza essenziale dell’umanità; nasce nel fondo della preistoria e continua seguendo il cammino di ogni civiltà finché la civiltà esiste.

Per vedere la scheda del libro cliccare qui:

Giorgio Griffa – Il paradosso del più nel meno

di Giulio Caresio, Martina Corgnati, Roberto Mastroianni
ed. Gribaudo/Feltrinelli, Milano 2015, 176 pp., 12,90 €

JE SUIS CHARLIE

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 07-01-2015

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Dipingi un Maometto glorioso, e muori.
Disegna un Maometto divertente, e muori.
Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori.
Gira un film di merda su Maometto, e muori.
Resisti al terrorismo religioso, e muori.
Lecca il culo agli integralisti, e muori.
Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.
Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.
Non c’è niente da negoziare con i fascisti.
La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.
Grazie, banda di imbecilli.
—–
Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.
Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.
Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.
Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.
Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.
Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.
Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.
Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.
Il n’y a rien à négocier avec les fascistes.
La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.
Merci, bande de cons.
(Stéphane “Charb” Charbonnier, Charlie Hebdo Officiel, 15 ottobre 2012)

Claudia Virginia Vitari. “Il corpo in questione. Forme, collassi, mutamenti” (la mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 05-01-2015

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Locandina studiodieci def.

Inaugurazione venerdì 16 gennaio

Claudia Virginia Vitari

“Il corpo in questione. Forme, collassi, mutamenti”

A cura di Roberto Mastroianni per studiodieci

Rassegna KatastrofèLa crisi e le sue forme

 

Dal 16 gennaio al 1 febbraio 2015

Inaugurazione venerdì 16 ore 18.00

Ven. sab. dom. dalle 16.00 alle 19.00

Studodieci/not for profit/citygallery/VC

Via Galileo Ferraris 98- 13100 Vercelli

www.studiodieci.org

guardiania a cura dell’ANFFAS di Vercelli

spazio senza barriere architettoniche

Volta la carta e dietro trovi la vita… auguro a tutti un anno che valga la pena di essere vissuto!

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi | Posted on 31-12-2014

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Un augurio per una vita piena, con il grande Faber, per ricordare a tutti di ricordarsi di vivere… e che dietro ogni cosa c’è ancora la vita con la sua forza, bellezza, dolori e speranze…

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Volta la Carta

C’è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c’è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più.

C’è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d’uccello
tira sassate non ha dolori
volta la carta c’è il fante di cuori.

Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo ti sveglia

Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte intorno alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte in mezzo alle dita.

Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele

Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo

Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira che gira che parla d’amore.

Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi

Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.

 

L’eredita di Villa Nevski (presentazione del romanzo di Eero Tarasti)

Posted by roberto09 | Posted in Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 04-12-2014

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Gli amici dell’associazione italo finlandese Minuski hannno organizzato la presentazione torinese dell’ultimo romanzo di Eero Tarasti,  cui sono lieto di invitarvi.

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Giovedì 4 dicembre ore 19.00

Presentazione di L’eredità di Villa Nevski di Eero Tarasti (Casa editrice Carabba)

con l’autore e Roberto Mastroianni.

Modera l’incontro Eija Tarkiainen di Minuksi.

Unica data torinese.

Un giovane impiegato di una agenzia viaggi fa, per caso, la conoscenza di una vecchia signora russa che abita in una villa in rovina e che sta scrivendo il romanzo della sua vita. La signora, di nome Sandra, chiede al giovane di trascrivere l’opera ambientata, in gran parte, in un castello dell’Estonia, Villa Nevski. Il romanzo inizia con una cena di fine estate organizzata proprio a Villa Nevski, alla quale partecipano familiari e amici provenienti da vari paesi d’Europa. I protagonisti parlano molte lingue e sono personaggi grotteschi, umoristici, a volte tragici e ribelli; non mancano i conservatori, qualche intellettuale e un artista famelico di fama. Attraverso le vicende e i dialoghi dei protagonisti, emergono i valori europei e come essi si siano preservati o distrutti o trasformati nel corso del ’900. La vicenda è ambientata tra la Villa in decadenza, la Parigi degli Esistenzialisti, il Brasile e la Siberia. L’aspetto epico e il racconto si armonizzano e si completano in un inaspettato epilogo.

Eero Tarasti (1948) è professore di Musicologia all’Università di Helsinki dal 1984, fondatore e direttore dell’International Semiotics Institute (ISI) di Imatra dal 1988 e presidente dell’IASS-AIS (International Association for Semiotic Studies) dal 2004. Ha pubblicato Myth and Music (1979, trad. francese 2002), Heitor Villa-Lobos (1985), A theory of Musical Semiotics (1994, Sémiotique musicale 1996), Existential Semiotics (2000), Signs of Music (2002, I segni della musica 2009), Fondamenti di semiotica esistenziale (Laterza 2009).

Margherita Levo Rosenberg. “Prima che il gallo canti”

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 18-11-2014

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Personale a cura di Roberto Mastroianni per la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme

 

Inaugurazione Venerdì 21 novembre ore 18,00

Dal 21 novembre al 14 dicembre 2014, venerdì, sabato, domenica dalle 16,00 alle 19,00

studiodieci/not for profit/citygallery/Vc

Via Galileo Ferraris 89 – 13100 Vercelli

PEPPA PIG di Francesco Mangiapane

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 18-11-2014

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Segnalo l’uscita di questo libro, in formato e-book, dell’amico Francesco Mangiapane per Doppiozero. Francesco è un brillante e giovane semiotico che ci ha offerto un interessante saggio teorico su un fenomeno di costume come Peppa Pig. Un libro che vale la pena di essere letto.

Peppa Pig

 di Francesco Mangiapane

Miti d’oggi, saggistica, anno: 2014

isbn: 9788897685401

prezzo: €3,00

Categoria: Arte

Copia elettronica: PDF e ePub

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Peppa Pig è la regina delle serie tv rivolte per prima infanzia. Le sue puntate sono trasmesse in tv più di cinquanta volte al giorno da Rai YoYo e altri canali tv. Rappresentano un intrattenimento immancabile e, per certi versi, ineludibile per i piccoli. Il successo di Peppa Pig supera gli argini della programmazione televisiva ed è diventato fenomeno di costume, proliferando nei media più diversi (cinema, tv, internet e quant’altro). Estende anche il potere di fascinazione al mondo delle merci: Peppa si vende in ogni forma e modo, dai quaderni alle magliette, dai pupazzi ai gadget portatili. Peppa è diventata una metafora dei nostri tempi. Ma cosa davvero ci chiede la simpatica maialina protagonista della serie?

Per rispondere a questa domanda Francesco Mangiapane, semiologo e papà di due bambini, passa in rassegna il mito di Peppa nelle sue infinite emanazioni, ne ricostruisce la storia e la fortuna, ma non si ferma qui. Nota come, dietro un apparente conservatorismo di ambienti e situazioni, la serie proponga una nuova forma delle dinamiche familiari, una vera e propria nuova famiglia, a partire dai problemi e dalle opportunità dello scenario contemporaneo. Organizzazione del lavoro, identità di genere, differenze generazionali fra padri figli e nonni, sono solo alcuni dei nodi sensibili su cui la serie si schiera, riarticolando creativamente problemi e criticità dei nostri anni, fino a proporre il suo immancabile lieto fine.

Ma c’è di più, il discorso di Peppa Pig non rimane legato all’attualità. Comparandolo con altri cartoni delle serie tv per bambini presenti nei palinsesti televisivi, si può riconoscere in Peppa Pig una proposta di senso più generale, un archetipo che punta sul recupero del corpo e sulla ritrovata complicità emotiva fra i componenti del gruppo familiare oltre ogni individualismo. Il successo di Peppa Pig è doppiamente segno dei tempi: da una parte, prende posizione sul contesto e l’orizzonte di vita delle famiglie contemporanee; dall’altra, rivela l’attitudine più profonda ed epocale, quella a un complice epicureismo collettivo.

 

Francesco Mangiapane è assegnista di ricerca in Filosofia del Linguaggio (Semiotica) e dottore di ricerca in Disegno industriale, arti figurative e applicate. Si occupa di analisi della contemporaneità. Nella sua attività di ricerca, ha approfondito le questioni legate ai nuovi e ai vecchi mezzi di comunicazione, all’identità visiva e al brand, al cibo e all’identità culturale nella rappresentazione che ne danno i media. Scrive per Doppiozero e altri magazine di approfondimento culturale.

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Sommario

1. L’egemonia di Peppa

2. Il sistema Peppa

3. Peppa & friends

4. Miti d’oggi

5. Conclusione

Note e notizie

Bibliografia

 

 

A cena con Babette

Posted by roberto09 | Posted in Eventi | Posted on 18-11-2014

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Segnalo il libro in uscita di un amico (Lorenzo Bianciardi), brillante e giovane semiotico senese esperto di cinema e buona cucina. Sono sicuro che sarà un’ottima lettura per tutti.

 

A cena con Babette

di Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci

pp. 160 - euro 14,90

Morellini Editore

in libreria dal 27 novembre

Metti una sera a cena due amici giornalisti. Uno cinefilo fin dalla culla, ma con la passione per il gusto dalla prima poppata. L’altro esperto di vino e ricette ma sensibile alle magie del grande schermo.

A cena con Babette è il risultato di una conversazione appassionata che ruota intorno ai sapori evocati dai film e che si trasforma in pagine da sgranocchiare. Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci hanno “mangiato” per voi alcune delle più deliziose pellicole “di gusto”, per suggerire insoliti abbinamenti enogastronomici ed esperimenti culinari. Il capolavoro di Ang Lee Mangiare bere uomo donna può così sposarsi con una invitante aragosta alla catalana e un calice fresco di Vermentino di Gallura; Un’ottima annata, della mitica coppia Scott-Crowe, propone invece un piatto “lento” come il peposo, in abbinamento con il famigerato Cannonau di Sardegna; infine, se Tim Burton, nel suo La fabbrica di cioccolato, ci invita ad immaginare un delizioso cioccolato al peperoncino con il Barolo Chinato, sempre una pellicola che ha come protagonista Johnny Depp, Chocolat, ci suggerisce un’audace combinazione: tagliatelle al cacao e Morellino di Scansano!

Insomma, non tanto un corso di cucina a schede o un libro di ricette, quanto piuttosto un invito a lasciarsi trasportare dall’energia di sequenze squisite per finalizzarla con sapori sorprendenti, alla scoperta di emozioni che prolungano il sapore del film e mettono l’acquolina in bocca. Gustare per credere…