Benvenuti in Italia (Pianeta Terra)…
Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010
Tag:berlusconi, berlusconismo, centro-destra, destra, è una scelta di libertà, ex fascisti, farefuturo, filippo rossi, finiani, futuro e libertà, G8, gasparri, Genova 2001 G8, gianfranco finini, Non è una questione politica: adesso, post fascisti, silvio berlusconi
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Benvenuti in Italia, Pianeta Terra, cari amici futuristi o futuribili.

Sarebbe troppo facile deridere il risveglio dei finiani, deridere le motivazioni con cui “Fare Futuro” individua in Berlusconi il nemico della libertà e della democrazia, dopo che per un quindicennio gli ex e post fascisti guidati da Fini hanno avvallato tutte le misure liberticide di queste destra populista, xenofoba ed autoritaria.
Potremmo ricordare la presenza di Fini nella camera di regia del G8 di Genova, la repressione avvallata e legittimata dalla presenza dell’ex Vice Premier Gianfranco Fini nella camera di regia che guidava le forze dell’ordine nella repressione di pacifici manifestanti portando a quella che è stata definita la “macelleria messicana della scuola Diaz”; potremmo ricordare la legge Bossi-Fini o la legge Gasparri, che ha concesso il monopolio televisivo ed informativo a Silvio B., e molte altre cose se non bastasse ricordare il passato missino e fascista di molti finiani.
Ma sarebbe troppo facile, crediamo invece che i colpi inferti in questi mesi ad un Fini, che da molti anni sembra aver scoperto la democrazia (“il fascismo male assoluto” e la questione ebraica ne sono un esempio) abbiano finalmente svelato, anche a chi opportunisticamente credeva di poter usare Berlusconi ed il berlusconismo, la natura ademocratica del regime.
Crediamo che si abbia il diritto di cambiare idea e operare scelte politiche conseguenti e crediamo il momento sia tale da trovare in ogni alleato un buon alleato in difesa della nostra “povera patria”.
Detto questo, benvenuti anche voi e bene arruolati nel tentativo di salvare un paese sempre più degradato.
Pubblichiamo di seguito la nota di Filippo Rossi (del 19 agosto 2010), direttore di Fare Futuro, sul Berlusconi degli editti e del liberticidio.
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Speravamo che il berlusconismo non fosse come lo dipingevano i nemici, ma…
Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà
di Filippo Rossi
Eravamo convinti che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari.
Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito. Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.
Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima.
Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.
E, purtroppo, il pensiero corre agli eventi passati, all’editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore.
Eravamo convinti che tutto fosse un semplice dibattito politico. Sbagliavamo. È molto, molto di più. È una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la “politica”, non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il paese. Si parla d’altro. Si parla di qualcosa di più. Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c’è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta, a questo punto, è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale.
19 agosto 2010

