Volta la carta e dietro trovi la vita… auguro a tutti un anno che valga la pena di essere vissuto!

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi | Posted on 31-12-2014

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Un augurio per una vita piena, con il grande Faber, per ricordare a tutti di ricordarsi di vivere… e che dietro ogni cosa c’è ancora la vita con la sua forza, bellezza, dolori e speranze…

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Volta la Carta

C’è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c’è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più.

C’è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d’uccello
tira sassate non ha dolori
volta la carta c’è il fante di cuori.

Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo ti sveglia

Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte intorno alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte in mezzo alle dita.

Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele

Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo

Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira che gira che parla d’amore.

Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi

Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.

 

What do we talk about when we talk photography?

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Teoria e critica filosofica | Posted on 07-12-2014

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Nei prossimi giorni parteciperò, in qualità di relatore, a questo Congresso Internazionale di filosofia che si terrà a Mosca sui temi della “fotografia”, dell’immagine e dell’immaginario.

Sotto maggiori informazioni. 

 

International Conference “What do we talk about when we talk photography?” (Faculty of Philosophy, National Research University Higher School of Economics, December 11-13, 2014)

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Today photography is losing its former borders on the one hand, as it is dissolved in contemporary art but on the other hand, a photographic image, being a part of everyday communication in social networks, acquires a new grammar. At the same time a vast number of photographs which refer us to the past is becoming today accessible to everyone thanks to digital technologies, whereas the scale and the speed of spreading the images raise complicated tasks for the researcher. All the former and contemporary contexts urge us to assess the photographic medium over and over again theoretically, and to adopt this understanding of photography while working in museums, galleries and archives.

Aesthetic, philosophical, culture-historical discourses on photography are different but they have common features. In contemporary approaches to the research in photography the stress is shifted from the image itself to the problems of cultural vision: the context of the surroundings, the cultural norms and the social practices which determine the meaning of the photographs.

The Conference “What do we talk about when we talk photography?” is timed to the first Exhibition of Stereo Photographs from the archive of Sergei Chelnokov (1869-1924) who was an amateur photographer. He took pictures at the turn of the century both of the everyday life of his family and of the historical events (from the Russian-Japanese War up to the Paris Exhibition of 1900).

This Exhibition which fosters understanding of the photography of the time “after” (after the history, after the photograph) permits in the first place to discuss various themes for constructing history (both history on  large scale and history of everyday life), as well as themes of the specific status of the archive and of the erased borders between genres. This Exhibition is called upon to promote studying unknown collections and to study the specifics of the stereoscopic photographs referring to the issues of “new materiality” of photography. It also makes us take a diverse view of the photographs depending on the situation in which they are presented.

The aim of the Conference is to engage specialists working in  different fields of research: philosophers, specialists in cultural studies, historians, anthropologists, sociologists as well as those who are involved in practical research: museum workers, curators, collectors, artists, photographers to the discussion of the current problems of photography.

Program of the International Conference : what-do-we-talk-programm-rus-eng (1)

L’eredita di Villa Nevski (presentazione del romanzo di Eero Tarasti)

Posted by roberto09 | Posted in Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 04-12-2014

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Gli amici dell’associazione italo finlandese Minuski hannno organizzato la presentazione torinese dell’ultimo romanzo di Eero Tarasti,  cui sono lieto di invitarvi.

tarast torino

Giovedì 4 dicembre ore 19.00

Presentazione di L’eredità di Villa Nevski di Eero Tarasti (Casa editrice Carabba)

con l’autore e Roberto Mastroianni.

Modera l’incontro Eija Tarkiainen di Minuksi.

Unica data torinese.

Un giovane impiegato di una agenzia viaggi fa, per caso, la conoscenza di una vecchia signora russa che abita in una villa in rovina e che sta scrivendo il romanzo della sua vita. La signora, di nome Sandra, chiede al giovane di trascrivere l’opera ambientata, in gran parte, in un castello dell’Estonia, Villa Nevski. Il romanzo inizia con una cena di fine estate organizzata proprio a Villa Nevski, alla quale partecipano familiari e amici provenienti da vari paesi d’Europa. I protagonisti parlano molte lingue e sono personaggi grotteschi, umoristici, a volte tragici e ribelli; non mancano i conservatori, qualche intellettuale e un artista famelico di fama. Attraverso le vicende e i dialoghi dei protagonisti, emergono i valori europei e come essi si siano preservati o distrutti o trasformati nel corso del ’900. La vicenda è ambientata tra la Villa in decadenza, la Parigi degli Esistenzialisti, il Brasile e la Siberia. L’aspetto epico e il racconto si armonizzano e si completano in un inaspettato epilogo.

Eero Tarasti (1948) è professore di Musicologia all’Università di Helsinki dal 1984, fondatore e direttore dell’International Semiotics Institute (ISI) di Imatra dal 1988 e presidente dell’IASS-AIS (International Association for Semiotic Studies) dal 2004. Ha pubblicato Myth and Music (1979, trad. francese 2002), Heitor Villa-Lobos (1985), A theory of Musical Semiotics (1994, Sémiotique musicale 1996), Existential Semiotics (2000), Signs of Music (2002, I segni della musica 2009), Fondamenti di semiotica esistenziale (Laterza 2009).