“Ultime Stanze” (la mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 27-03-2014

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Invito Pittatore_Ultime stanze

Inaugurazione Venerdì 28 marzo

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Irene Pittatore “Ultime stanze”

a cura di Roberto Mastroianni per la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme

Inaugurazione Venerdì 28 marzo ore 18,00

Dal 29 marzo al 27 aprile 2014, venerdì, sabato, domenica dalle 16,00 alle 19,00

studiodieci/not for profit/citygallery/Vc

Via Galileo Ferraris 89 – 13100 Vercelli

 

 

Ultime stanze di Irene Pittatore inaugura la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme, ciclo espositivo curato da Roberto Mastroianni e prodotto da StudioDieci Citygallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici.

Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati saranno chiamati a confrontarsi con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”.

 

“In principio era il verso, un urlo, un ringhio”, direbbe Irene Pittatore, un “verso” capace di far scaturire la forza contraddittoria, brutale, creativa e al contempo autodistruttiva della vita, ma nello stesso tempo era il “verso” che come figura linguistica, metrica e stilistica è capace di portare con sé razionalità e ordine poetico, diremmo noi.

Nell’arco disegnato tra il “verso”, inteso come raglio/urlo/vocalizzazione animalesca, e il “verso”, inteso come “unità metrica”, si colloca tutta la ricerca e la poetica dell’artista: proprio come il “verso” – “unità metrica”-, le opere dell’artista articolano, dal punto di vista ritmico e visivo, una “rappresentazione” che si presenta come il risultato di un’azione creativa (poetica), che sgorga da una forza individuale, primordiale e rimossa: una forza brutale e ferina che la nostra società anestetizza, incapace di reggere l’urto della sua collettiva pluralità, e spinge verso i margini di quella narrazione in technicolor prodotta dall’industria culturale.

La ricerca di Irene Pittatore parte, dunque, parte da qui e si concentra sul rapporto tra impulso vitale e forme del vivere singolo e associato, in una società che sembra ormai popolata di macerie e rovine, coscientemente espulse dal nostro immaginario cognitivo e ordinatamente collocate ai margini dell’auto-rappresentazione mainstream. La vita, in questa prospettiva, è eccesso di senso, la cui forza straborda rispetto allo spartito impostole dalle logiche del potere e dalle retoriche di verità: un eccesso di senso rimosso, anestetizzato, addomesticato e presentato nelle forme dell’organizzazione sociale, delle pratiche dell’innovazione e della bellezza artefatta, pratiche tese a presentare modalità di “vita giusta e buona”, che vedono nelle metropoli contemporanee il proprio palcoscenico privilegiato, in cui va in scena un’opera teatrale incapace di imporre fino in fondo il proprio copione e che è costretta ad inventarsi dei margini in cui relegare l’eccedere del senso e la marginalità indotta ed autoindotta. Le performance di Pittatore, restituite in modo video e foto realistico si collocano qui: nei margini veri o presunti dello spazio metropolitano contemporaneo, nei luoghi fisicamente marginali (le periferie degradate, gli spazi verdi apparentemente selvatici, ma urbanisticamente determinati, sulle linee di mappe fittizie o virtuali..) o simbolicamente di confine (il rapporto di genere, il conflitto/ incontro tra generazioni…). Questo perché il gesto artistico di Irene si rifà sempre a quel “duplice verso”, la cui forza vitale e genuina si può cogliere solo nei “margini” interni ed esterni, tra i “resti” di quelle “rovine”, che popolano il nostro immaginario e il nostro paesaggio cognitivo, presentandoci un mondo di macerie ordinate ed esteticamente organizzate, che non possono e non devono però essere “restaurate”, ma che devono in qualche modo essere “rovinate”, in modo che dai loro resti possa emergere senso e significazione. A ben vedere però, quella della Pittatore non è un’estetica o  una poetica degli “scarti” e dei “resti”: non vi è nella sua ricerca e nella sua poetica un’attenzione compiaciuta o auto compiaciuta e fine a se stessa per la marginalità o per lo scarto, sia esso di umanità o materialità, ma un’attenzione per le spazialità antropiche e gli effetti di linguaggio che le producono. L’attenzione infatti non è posta sul disagio, sulle contraddizioni sociali, esistenziali, politiche o ideologiche che producono “marginalità” o che vengono presentate come “scarti” dal mainstream, o forse sarebbe meglio dire non è solo posta su questi elementi, ma soprattutto sui meccanismi simbolici e linguistici che producono differenza: differenza sociale, sessuale, generazionale, culturale, antropologica…

La mostra Ultime stanze parte da questi presupposti e si pone come un punto di arrivo e una nuova partenza nella ricerca dell’artista. Le stanze di Studio Dieci si presentano infatti come le “ultime stanze” allestite dall’artista in questo percorso di svelamento delle macerie rimosse della nostra contemporaneità, al fine di mostrare l’inesorabile processo di degradazione della nostra società che si sta lentamente, ma inesorabilmente avvicinando al “punto catastrofico” di un cambiamento di forma, di cui non percepiamo ancora la configurazione. Macerie non rimosse, ma ostentate nel loro valore di degrado  e marginalità, che preannuncia un cambiamento di stato e di forma, sia nella realtà, sia nella poetica e nella pratica artistica di Pittatore.

“Katastrofé. La crisi e le sue forme” (rassegna di arte contemporanea)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 27-03-2014

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 LOGO StudioDieci

 

 

“Katastrofé. La crisi e le sue forme” è il titolo della stagione espositiva 2014-2015, curata da Roberto Mastroianni e prodotta da Studio Dieci CityGallery di Vercelli, che intende indagare il nesso “crisi-trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici. Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati dal curatore saranno chiamati a confrontarsi con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”. Le personali e bi-personali dal valore retrospettivo hanno la finalità di mettere in luce il filo rosso nella produzione di artisti giovani o affermati che hanno consapevolmente o inconsapevolmente affrontato i temi della morfogenesi dei fenomeni naturali, culturali e politici e del loro mutamento radicale in momenti di crisi e trasformazione. La collettiva dal titolo “Katastrofè. La crisi e le sue forme” rappresenterà, invece, il momento di sintesi del percorso espositivo, in cui un numero maggiore di artisti saranno chiamati a produrre opere inedite, la cui realizzazione è sollecitata dalle teorie dell’epistemologo francese.

Assumendo il precedente di Salvador Dalì, che dedicò un ciclo di opere alla teoria di René Thom (la più famosa è “La coda di rondine- serie sulle catastrofi” del 1983), gli artisti accettano la sfida di confrontarsi con una teoria filosofica e farla interagire con la propria poetica, i materiali e i linguaggi da loro utilizzati, al fine di dare vita ad un’indagine artistica sulla crisi che il mondo sta attraversando e sulle sue possibili evoluzioni.

 

Una rappresentazione artistica della teoria delle catastrofi, della crisi e delle sue forme.

 

La “teoria delle catastrofi” è una teoria epistemologica, il cui iniziatore è René Thom (filosofo e matematico francese), che cerca di rendere ragione della morfogenesi dei fenomeni naturali e sociali.

Per Thom, la realtà è composta da campi di forze ed elementi in equilibro dinamico, che tendono ad una stabilità strutturale. L’evoluzione cui sono soggetti passa attraverso dei momenti di instabilità, che non sono caotici e causali, ma che seguono configurazioni topologicamente stabili e ripetibili, che  sono indipendenti dalla natura stessa del fenomeno fisico analizzato, sia esso fisico, chimico, biologico, linguistico, storico, psicologico, politico….

La realtà tutta è soggetta, in questa prospettiva, ad evoluzione e cambiamento che porta sistemi dinamici (un elemento, una forma, uno Stato, una Persona…) a lenti e inesorabili trasformazioni che sfociano in repentini cambiamenti di stato. Il momento della trasformazione repentina è definito “evento catastrofico” ed è caratterizzato da punti e configurazioni determinate che possono essere descritte secondo le categorie sopracitate. Secondo questa teoria fenomeni come l’acqua che bolle, la schizzofrenia, l’oltrepassamento di un confine il collasso di una civiltà, possono essere spiegati come eventi catastrofici, attraverso i quali i fenomeni stessi assumono nuova stabilità e forma.

Gli artisti sono chiamati a portare a rappresentazione, da punti di vista e con poetiche e materiali differenti, gli eventi le configurazioni catastrofiche che i fenomeni naturali e sociali e la nostra condizione socio-storica stanno attraversando.

 

STAGIONE  ESPOSITIVA 2014/2015

Roberto Mastroianni incontra lo StudioDieci CityGallery di Vercelli

Katastrofé. La crisi e le sue forme

  

Irene Pittatore. “Ultime stanze”

(28 marzo-27 aprile 2014). Personale

 

Pietro Reviglio ed Eleonora Roaro, “Instabilità, equilibrio ed infinito. Forma, ripetizione, differenza e movimento”

(2-18 maggio 2014). Bipersonale

 

Walter Vallini e Tea Giobbio, “Trans-formazioni. La luce e le sue forme”

(6 giugno-27 luglio). Bipersonale

 

Lucia Nazzaro, “Scarti. Forme dell’umanità negata”

(12 -28 settembre 2014). Personale

 

Tea Taramino, “Sulla soglia”

(3- 26 ottobre 2014).Personale

 

Carla Crosio e Fiorenzo Rosso, “Futuro anteriore” e “Spazi per l’immaginario”

(31 ottobre- 16 novembre 2014). Bipersonale

 

 

Margherita Levo Rosenberg, “Prima che il gallo canti”.

(21 novembre-14 dicembre 2014). Personale

 

Claudia Virginia Vitari, “Il corpo in questione. Forme, collassi, mutamenti”

(16 gennaio- 1 febbraio 2015). Personale

 

Elio Garis,  “Le logiche della natura. Tensione, spazio e movimento”

(6-22 febbraio 2015). Personale

 

Davide Lovatti, “Istantanee del tempo e dello spazio”

(27 febbraio- 23 marzo 2015). Personale

 

Valter Luca Signorile, “a belly without reins”

(29 marzo- 19 aprile 2015).

 

Claudio Rotta Loria, “Morfogenesi dello spazio”

(8 – 31maggio-2015).

 

“Katastrofé. La Crisi e le sue forme”

5-28 giugno 2015

 

StudioDieci ArtCityGallery

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 27-03-2014

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LOGO StudioDieci

Quest’anno curerò un ciclo espositivo per StudioDieci ArtCityGallery di Vercelli, dal titolo “Katastrofé. La crisi e le sue forme”, spero che sia l’inizio di una lunga collaborazione…

StudioDieci è una realtà no profit  che ha più di 40 anni di vita e che per alcuni anni ha ospitato l’off del Guggenheim di Vercelli. Qui sotto trovate il calendario della stagione espositiva di quest’anno

Per scaricare il programma cliccare qui: S10_laStampa_420x275 (1)

Scrivere la città (a Brera)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti | Posted on 25-03-2014

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Martedì 25 marzo, dalle ore 11,00 nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera in via Brera 28 a Milano, saranno presentati i volumi: “Scrivere la città”, “Arte nello spazio pubblico” e “Siti specifici”.
Caratteristica comune dei tre saggi l’indagine sul rapporto tra opera e spazio della città in una serie di casi di studio.
Saranno presenti gli autori  Martina Corgnati,Roberto Mastroianni, Antonello Pelliccia,   Gabriele Perretta, Ugo Volli
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