FUKUSHI ITO. Luce, Spazio, Tempo. Storia di una ricerca artistica tra Italia e Giappone (1983-2013)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 30-10-2013

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a cura di Roberto Mastroianni

in collaborazione con

Fondazione Regionale per la Cultura e lo spettacolo della Regione Liguria

con il patrocinio di

Consolato Generale del Giappone a Milano

PALAZZO DUCALE DI GENOVA

Liguria Spazio Aperto

6-30 novembre 2013

Piazza Giacomo Matteotti 9, Genova

Inaugurazione martedì 6 novembre 2013 ore18.00

Natura e tecnologia, il pensiero scientifico e la riflessione olistica

sono la dimensione entro la quale il mio lavoro oscilla” (Fukushi Ito)

Il Palazzo Ducale di Genova dal 6 al 30 novembre 2013 presenta la mostra “FUKUSHI ITO. Luce, Spazio, Tempo. Storia di una ricerca artistica tra Italia e Giappone (1983-2013)”, a cura del critico e filosofo Roberto Mastroianni e con allestimento progettato dall’architetto Walter Vallini. L’esposizione, in collaborazione con la Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo della Regione Liguria, ha il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

Cinque distinte sezioni espositive presentano la sintesi degli ultimi trent’anni di attività artistica di Fukushi Ito, che propone un percorso nato da un’esistenza fluttuante fra Oriente e Occidente e che pone il visitatore al centro di un’esperienza visiva e sensoriale densa e unica: installazioni ambientali, foto e trasparenze, videoproiezioni e led, sono tutti pensati come tappe di un viaggio che sin da subito coinvolge il pubblico attraverso immagini nelle quali la luce è lo strumento privilegiato di un’arte che amplifica gli stimoli sensoriali, chiedendo al visitatore di dilatare il proprio universo percettivo.

L’arte di Fukushi Ito parte da lontano, da una tradizione millenaria, quella giapponese, che risolve le opposizioni fra due polarità opposte, spesso incompatibili per l’Occidente, pensando l’universo come un organismo vivente pervaso di una energia che cerca l’armonia tra forze contrastanti.

Fukushi Ito vive e lavora tra Italia e Giappone, ma per lei appartenere a due mondi così lontani per cultura e tradizioni non significa un momento di contrazione, non esprime una rinuncia a qualcosa, una impasse o a una crisi di identità; al contrario è il privilegio di poter avere due patrie, di poter raggiungere una sintesi superiore, perché come artista asiatica, e in particolare giapponese, l’identità è un fattore non statico, ma in evoluzione: è ciò che è stato, ciò che è, ciò che potrà essere.

“L’aver vissuto la mia esistenza a cavallo tra queste due nazioni, con la loro cultura e il loro ambiente, ha reso la mia identità una amalgama adeguata. E ancor più del fatto di essere giapponese o italiana, si è rafforzata la personale cognizione di essere me stessa” – sottolinea Fukushi Ito – “Il fatto che gli esseri umani possano mantenersi in contatto con il mondo spostandosi attorno ad esso e l’assenza di frontiere in natura fanno sì che i problemi di una nazione si estendano a quelle circostanti, poi al mondo, e infine all’universo”

Fukushi Ito riesce a rendere libera la propria capacità creativa da quella tradizione millenaria cui appartiene per origine, consapevole che il compito di un artista è sperimentare costantemente linguaggi e materiali rendendo accessibile a tutti il contenuto del proprio sentire artistico. E così Ito inizia ad accostare i materiali antichi con quelli contemporanei: la carta giapponese (washi) e i pigmenti si uniscono all’immagine foto e video realistica, al computer, al plexiglass e alla pellicola trasparente, alla luce del neon e dei led.

Il lavoro di Fukushi Ito è dunque un infinito esercizio poetico che porta l’artista ad entrare ed uscire costantemente da due culture, per esplorare il mondo e trovare a livello artistico una sintesi che possa definire la presenza delle cose nello spazio e nel tempo.

Scrive Roberto Mastroianni nel testo in catalogo: “Ito ha compreso che non vi è “mondo” e non vi è arte, se non nello spazio e nel tempo, e che spazio e tempo possono accogliere artefatti, solo se questi sono collocati spazialmente e temporalmente in relazione alla luce, alle forme e al colore. Nello stesso tempo, ha compreso che l’arte è una modalità di espansione del nostro universo percepito e che il suo compito è rappresentare visibile l’invisibile […] Fukushi Ito si interroga, vede e percepisce le dinamiche con cui la realtà prende forma, le modalità con cui l’ambiente diventa mondo pensabile ed abitabile dall’uomo e decide di riproporle artisticamente. L’essere umano “fa” continuamente il proprio “mondo”, per questo motivo Fukushi Ito decide di “ri-fare il mondo” per raccontare l’umanità, la realtà e la stessa esperienza artistica”.

 

LE SEZIONI DELLA MOSTRA

 

Le cinque sezioni in cui si sviluppa la mostra intendono restituire il filo rosso della poetica e della sperimentazione su materiali e linguaggi portata avanti da Fukushi Ito; e attraverso l’uso della luce coinvolgono attivamente lo spettatore, chiamandolo a essere consapevolmente presente in spazi pensati come luoghi attivi di esperienza.

 

La prima sezione del viaggio che propone Fukushi Ito – “Installazioni” – sigla la dimensione sensoriale della mostra con la sublimazione del concetto di luce secondo Ito. “Nello spazio e nel tempo” (2010) è una grandiosa scrittura di luce al Led GRB colorata e artificiale che si trasforma in pura vibrazione, vita, energia, che si schiude nel buio e perde la propria indipendenza fondendosi con l’oggetto, e divenendo così parte di un tutto. Questa installazione di luce si connette con un’opera luminosa caratterizzata da 7 sfere astrali geometriche di varie dimensioni. Ito sovrappone le immagini di personaggi da lei scelti con paesaggi urbani, opere e scritti ricollegabili a loro: queste immagini, estratte da internet, dalla televisione o da fotografie digitali, vengono stampate su pvc trasparente e applicate a cornici di acciaio a forma di poliedro a 62 facce. Ma non tutte le 62 facce delle sfere sono coperte, così da simulare l’idea del respiro.

 

La seconda sezione – “Trasparenza” – si compone di 60 quadri trasparenti di piccole dimensioni partendo da immagini del passato e del presente sulle guerre nel mondo: un lavoro di grande attenzione sulla luce, le linee geometriche, le immagini e la scrittura con opere realizzate tra il XX e il XXI secolo con il sistema computer drawing, in cui le figurazioni sono tratte dalle suggestioni contemporanee di internet, della televisione e della fotografia.

 

La terza sezione – “Ri-comporre” – è un passaggio di sintesi ricostruttiva, come la definisce Roberto Mastroianni, in cui l’artista “compie un paziente lavoro di “ri-composizione” del reale e dell’elemento simbolico-rappresentativo, attraverso il quale la realtà viene resa alla percezione dell’uomo in modo organico”. Ito mette insieme frammenti di immagini computer drawing che si ripetono all’infinito all’interno di forme geometriche asimmetriche. A Genova Ito presenta un’opera di grandi dimensioni composta da tre elementi: La Forza della natura, rappresentata dallo scioglimento di un iceberg, la Forza dell’uomo, con l’immagine di Oriana Fallaci, e la Forza sociale, o forse sarebbe meglio dire la violenza sociale visto il chiaro riferimento alle guerre, il problema maggiormente sentito dall’uomo contemporaneo.

La quarta sezione – “Assemblage” – è un chiaro riferimento alla persona. Nonostante Fukushi Ito abbia posto l’attenzione della sua poetica artistica sulla luce, il tempo e lo spazio, l’elemento antropologico che aveva caratterizzato l’inizio della sua carriera a metà degli anni ’80 non è mai stato cancellato né tanto meno dimenticato. Ventisei installazioni scultoree, sette delle quali esposte in mostra e riferite ad altrettante figure storiche o contemporanee che hanno inciso sulla crescita artistica e umana di Fukushi Ito, nonchè sulla storia culturale e sociale dell’umanità: Leonardo Da Vinci, Oriana Fallaci, Piero della Francesca, Bruno Munari, Paolo Uccello, Piero Dorazio, Musashi Miyamoto. Proprio perché queste figure hanno influito sulla formazione artistica di Ito, le opere hanno il titolo caratterizzato dall’acronimo “MU”, ovvero “Mio Universo”, seguito dal nome del personaggio. Tutte e sette le installazioni scultoree presentano sfere e figure geometriche per restituire in maniera astratta l’essenza di questi personaggi così come sono stati percepiti e vissuti come donna e come artista da Ito. Le opere di questa sezione della mostra sono state realizzate nel biennio 2009/2010.

Nella quinta e ultima sezione – “Dittico” – è nuovamente la figura umana al centro della ricerca dell’artista: qui si assiste al dilatarsi dell’immagine umana grazie, ancora una volta, alla tecnica del computer drawing e stampa su canvas e le figure umane di riferimento sono quelle che hanno caratterizzato il percorso artistico di Fukushi Ito.

La mostra è completata da una pannello espositivo con alcuni lavori riferiti al quindicennio 1983-1993.

 

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Fukushi Ito, nata a Nagoya nel 1952, ha esposto in musei, spazi pubblici e gallerie di diversi paesi: fra questi Italia, Giappone, Australia, Stati Uniti, Germania, Francia, Danimarca, Regno Unito, Russia, Israele, Slovenia, Irlanda.

Info mostra:

t. 010 5574000 | palazzo ducale@palazzoducale.genova.it

www.palazzoducale.genova.it

orari di apertura al pubblico:

Lunedì – Venerdì 9.00 / 19.00

Sabato – Domenica 14.00 / 19.00

Ingresso gratuito

Informazioni stampa:

Studio De Angelis

t. 02 324377 | c. 345 7190941 | info@deangelispress.it

FROM THE STREET

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 30-10-2013

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from the street leggx internet copiaDal 5 al 20 Novembre 2013

FROM THE STREET
COLLETTIVA
Alessandro Caligaris, Ypres, Carmelo Cambareri

Con testo critico di Roberto Mastroianni
Tre street artist torinesi portano l’immaginario ironico provocatorio della street art all’interno dello spazio di InGenio Arte Contemporanea, mettendo in scena una ricerca artistica che con mezzi espressivi e stili differenti si interroga, in modo critico, sulla nostra società e le sue figure.

Inaugurazione
MARTEDÌ 5 NOVEMBRE ORE 18.00

INFO

InGenio Arte Contemporanea C.so San Maurizio 14/E, Torino 10124
Apertura dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00

per ogni evenienza rivolgersi o telefonare a:

InGenio Bottega d’arti e antichi mestieri Via Montebello 28/B, Torino 10124,  tel. 011883157

Apertura dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00 orario continuato

ingenio@comune.torino.it    www.comune.torino.it/pass/ingenio

IL POTERE DELL’ARTE di Pietro Folena (presentazione del libro)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 20-10-2013

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Presentazione del libro “Il potere dell’arte” di Pietro Folena

alla presenza dell’autore

 

Lunedì 28 ottobre 2013, ore 18.00

Circolo dei Lettori (Sala Grande) – via Bogino, 9 Torino

 

Il potere dell’arte è il frutto di un percorso personale che ha portato l’autore a puntare sul sistema dell’arte come unica risposta al degrado della situazione delle cultura in Italia: nel testo Folena espone la sua “formula XXI” — per ogni euro pubblico investito nella cultura se ne generano 21 nell’ambito privato; con investimenti di moderata entità quindi il Pil culturale,oggi stimato intorno ai 40 miliardi di euro, potrebbe facilmente raddoppiare.

Il punto di vista che ci accompagna in questo ripensamento delle dinamiche fra pubblico e privato nel settore cultura è quello di un addetto ai lavori (Folena è un imprenditore culturale): “Troppo spesso – dice Folena – si è assistito ad un modello troppo vicino alla spettacolarizzazione della cultura, puntando all’entertainment piuttosto che ad una visione politica strutturale. Si predilige una visione legata al consenso ed ai tempi brevi, più indirizzata all’interesse politico elettorale che non ad una visione a lungo termine”.

Oltre all’autore intervengono:

Giulia Carluccio, ordinario di Storia del Cinema – Università di Torino;

Valentino Castellani, ex Sindaco di Torino e Presidente CdA Conservatorio Statale di Torino;

Giovanni Saccani, direttore della Biblioteca Reale di Torino.

Introduce e modera Roberto Mastroianni, presidente di Altera.

Un’iniziativa di Altera in collaborazione con Associazione Metamorfosi,Sistema Cultura Nord-Ovest e il Circolo dei Lettori di Torino.

Per ulteriori informazioni:

www.alteracultura.org | info@alteracultura.org

Contatti per la stampa:

Renato Lavarini  | renatolavarini@gmail.com

Roberto Mastroianni 340 501 27 41 | roberto.mastroianni@gmail.com

WRITING THE CITY. Scrivere la città. Graffitismo, immaginario urbano e street art

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 12-10-2013

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In uscita, pubblicato dalla Aracne editrice,  il libro che ho curato sui temi del graffiti-writing, dell’immaginario urbano, della street art e delle pratiche di scrittura e ri-scrittura urbana con interventi di: Emiliano Battistini, Omar Calabrese, Gaetano Chiurazzi, Clara Cibrario Assereto, Martina Corgnati, Renato Galbusera, Massimo Leone, Federica Martini, Marco Mondino, Francesco Poli, Roberto Salizzoni, Cecilia Santambrogio, Elsa Soro, Simona Stano,Federica Turco, Ugo Volli, Nayden Yotov.

 

Il tema del graffitismo viene affrontato in questo libro con strumenti filosofico-semiotici, al fine di analizzare i rapporti antropologici e comunicativi che si instaurano tra la città, le istituzioni, il potere e le soggettività subalterne. Il writing diventa, in questa prospettiva, il caso esemplare, in quanto materialmente scritturale, di un fenomeno di significazione e scrittura/ri-scrittura urbana, teso alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte di soggetti, inizialmente marginali e successivamente integrati nel mercato dell’arte e nella sfera pubblica. Soggetti che, attraverso una pratica di cittadinanza agita “artisticamente orientata”, producono una riscrittura estetica, un’appropriazione dello spazio urbano e una rigenerazione delle periferie degradate delle città contemporanee. Questo libro propone un saggio filosofico, che restituisce dal punto di vista teorico le pratiche di ri-semantizzazione della testualità urbana, e numerosi interventi di accademici e professionisti, che affrontano il graffiti–writing italiano e internazionale da prospettive filosofiche, semiotiche, storico-artistiche e giuridiche. Una parte significativa è dedicata, inoltre, ai processi di istituzionalizzazione del fenomeno, con speciale riguardo all’esperienza torinese di “MurArte” e “PicTurin”.

Per leggere un’anteprima del libro cliccare qui.

I FILI DEL DISCORSO

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 08-10-2013

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   Invito mail_FILI DEL DISCORSO

Imbiancheria del Vajro

Via Imbiancheria 12, Chieri (Torino)

 

 

“I fili del discorso”.

Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri

 

a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti

 

 

12 Ottobre – 10 Novembre 2013

 

Inaugurazione 12 Ottobre 2013 ore 18

 

Comunicato stampa 26.09.2013

L’Imbiancheria del Vajro di Chieri, ex storica fabbrica tessile chierese e ora sede dell’Eco-Museo del Tessile della provincia di Torino, ospita nelle sue sale e nel parco, dal 12 ottobre al 10 novembre la mostra collettiva dal titolo “I fili del discorso”. Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti. L’evento, organizzato dalla Città di Chieri e dall’Associazione Piemonte Arte, presieduta dallo scultore Riccardo Cordero, è nato dall’esigenza di esporre i lavori più rappresentativi dei quattro scultori (Enzo Bersezio, Tegi Canfari, Matilde Domestico, Elio Garis), chiamati a realizzare i bozzetti di altrettante sculture che andranno a comporre il nucleo originario del futuro parco sculture di Chieri. La mostra mette in luce lo stretto legame tra cultura, tecnologia e natura attraverso il dialogo tra le opere di questi artisti che hanno fatto della riflessione sul rapporto tra forme, materia, narrazione e gli spazi post-industriali dell’Imbiancheria, la loro poetica.   Le opere esposte dialogano tra loro, con la storia della cultura industriale del tessile e con le macchine per la filatura e la tintura che compongono il cuore dell’Eco-Museo, mettendo in evidenza il legame materiale, linguistico e simbolico che porta l’arte a vedere nella natura una fonte di inesauribile ispirazione. I lavori in mostra infatti esprimono la poetica degli scultori attraverso forme che rimandano alla materia primordiale, al suo evolversi e trasformarsi in opere artistiche, capaci di rendere ragione del senso che si nasconde al margine delle cose in un continuo trasformarsi del valore e del significato culturale che l’azione umana produce nella trasformazione tecnologica della realtà. La “tessitura” diventa quindi la metafora attraverso cui si cerca di riannodare e dipanare il senso prodotto dai discorsi umani e dalle loro azioni in relazione alla cultura industriale ed estetica, ripercorrendo i “fili” delle pratiche di trasformazione artigianale e artistica della materia.   Ferro, legno, tessuto, ceramica, resine, bronzo, carta e gesso sono i materiali che i quattro artisti usano per dare forma a sculture di grandi, medie e piccole dimensioni.

L’esposizione è corredata da un catalogo a cura di Roberto Mastroianni.  

Note Biografiche curatori e artisti

Roberto Mastroianni è filosofo, curatore e critico d’arte, ricercatore indipendente di semiotica, estetica filosofica e filosofia del linguaggio presso il C.I.R.Ce (Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione) del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Laureato in Filosofia Teoretica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, sotto la supervisione di Gianni Vattimo e Roberto Salizzoni, è dottore di Ricerca in Scienze e Progetto della Comunicazione, sotto la supervisione di Ugo Volli. Si occupa di Filosofia del Linguaggio, Estetica filosofica, Teoria generale della Politica, Antropologia, Semiotica, Comunicazione, Arte e Critica filosofica. Ha curato libri di teoria della politica, scritto di filosofia e arte contemporanea e curato diverse esposizioni museali. Ha tenuto seminari e lezioni in differenti Università Italiane e straniere.

Benedetta Catanzariti è laureata in Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Si occupa di Estetica filosofica, Arte e Critica filosofica e Filosofia della Storia.  

Elio Garis è nato a Vigone (TO) nel 1954, dove vive e lavora. Dopo la maturità artistica inizia a dipingere ed espone per la prima volta, con una personale, nel 1975 presso la Galleria Floriana di Cossato, Biella. Alterna l’attività di ceramista a quella di pittore fino al 1978, anno in cui realizza la bottega di Mastro Mahel: un’officina d’arte dove si sperimentano tecniche e materiali vari, luogo di incontro per artisti provenienti da varie esperienze espressive. Nel 1984 viene scelto dalla J. C. Penny di New York con altri 54 artigiani, per rappresentare l’Artigianato Italiano negli Stati Uniti d’America. Lavora a Dallas, Kansas City, St. Louis e New York. Nel 1988, con la mostra personale presso l’ex Palazzo Comunale di Mondovì, inaugura il periodo delle “sabbie” e dei “vetri”. Dal 1989 al  2011 realizza 28 Opere Pubbliche usando materiali diversi quali: bronzo, marmo, cemento, acciaio inox, acciaio corten, ghisa e legno.

Enzo Bersezio è nato a Lesegno (CN) nel 1943. Dopo gli studi liceali a Cuneo, si diploma in scultura frequentando il corso tenuto dal Maestro Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città che da quel momento diventa luogo d’arte, di vita, docenza e lavoro. La sua indagine artistica rivolta alla scultura con tratti minimalisti, relativi all’osservazione delle forme della natura, lo indirizza alla verifica di più materiali (metalli, resine, carta, legno), per indagare la loro intima capacità di essere sintassi e sintesi del proprio sentire. Il suo lavoro lo rende partecipe di numerose manifestazioni collettive e personali in Italia ed all’estero (Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Como, Alessandria, Cuneo, Parigi, Copenaghen, Glasgow, ecc…) e ad essere presente alla 54° BIENNALE DI VENEZIA, Padiglione Italia – Torino. Nel 2013 partecipa alla Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi.

 Matilde Domestico (1964) vive e lavora a Torino. Si è diplomata all’Istituto d’Arte “A.Passoni” e all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Corso di Scenografia. Nel suo linguaggio espressivo trovano spazio gli oggetti di uso comune quali: tazze, piatti, cocci di ceramica, teiere, provenienti dalla I.P.A. Industria Porcellane S.p.A. di Usmate (MB). Le installazioni e opere ambientali composte aggregando in equilibri precari centinaia di oggetti di ceramica, propongono una visione insolita della quotidianità e pongono l’attenzione sui riti e gesti abituali, che scandiscono il tempo delle giornate. Matilde Domestico ha partecipato a numerose esposizioni d’arte contemporanea in gallerie, fiere, musei e spazi pubblici.

Tegi Canfari nasce a Torino nel ’46; si diploma in scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti. Ha  conseguito l’attestato di Curatrice di Mostre organizzato dall’Ass. Futuro 2000 di Costantino D’Orazio. Attualmente partecipa e organizza mostre e simposi in Italia e all’Estero. Ideatrice e curatrice di Arte Aperta Isola di San Pietro – Carloforte – (Carbonia Iglesias) dal 2004. Sue opere figurano presso la Fondazione Peano di Cuneo, Parco Sculture di Miramaurizio (Imperia), Museo Brizzi di Albissola Marina (Savona), Parco Arte e Vita in Potsdam (Berlino), Bugac Puszta, Kecskemèt (Budapest), Museum der Stadt Barth (Mar Baltico), Centro Arte Lupier Gardone V:T: (Brescia), Villa Biener Cipressa (Imperia), Isola di S.Pietro (Carbonia Iglesias). Parco sculture Centro Europeo d’Art Fantastique a Eben-Emael – Liegi, Belgio, Collezione Opere Fiber Art – Biblioteca Civica di Chieri, Biblioteca Civica di Moncalieri.  

Ente Promotore Comune di Chieri

Organizzazione: Associazione Piemontese Arte  

Titolo “I Fili del discorso”. Bersezio, Canfari, Domestico, Garis per un parco sculture a Chieri a cura di Roberto Mastroianni e Benedetta Catanzariti        

Catalogo a cura di e con testo critico di Roberto Mastroianni

Sede Imbiancheria del Vajro, via Imbiancheria 12, Chieri (TO)              

 Date dal 12 Ottobre al 10 Novembre

Inaugurazione Sabato 12 Ottobre 2013, ore 18.

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Orari Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 16 alle 19 Ingresso libero, visite su prenotazione per le scuole

 

Info Servizio Promozione del Territorio e Attività Culturali

Tel 011 9428462 cultura@comune.chieri.to.it www.comune.chieri.to.it www.turismochieri.it

SEGNO E ANIMA

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 08-10-2013

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MANGIACAPRA LOCANDINA

InGenio Arte Contemporanea

Dal 11 al 26 Ottobre 2013

SEGNO E ANIMA

PERSONALE di

 Giovanni Mangiacapra

a cura di Roberto Mastroianni

 

L’artista agisce nel colore, con la pittura materica, introducendoci in una fitta e articolata trama di emozioni, imbastita di silenzi, di ricordi e di presente.

www.giovannimangiacapra.it

 

Inaugurazione

Venerdì 11 ottobre ore 18.00

InGenio Arte contemporanea

C. San Maurizio 14e

Aperto dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle 19.00 con orario continuato.

 

 

 

per apertura su richiesta rivolgersi a

InGenio bottega d’arti e antichi mestieri

Via Montebello 28b e – tel. 011. 883157 – fax 011. 884645

Aperto dal martedì al sabato dalle ore 9.00 alle 19.00 con orario continuato.

www.comune.torino.it/pass/ingenio – email: ingenio@comune.torino.it

 

Figure del desiderio (Recensione di Elio Matassi)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me... | Posted on 08-10-2013

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Propongo qui la recensione di Elio Matassi tratta da “Il Fatto quotidiano” del 16 settembre 2013  della mostra curata da me e Afrodite Oikonomidou ccon la Produzione della Galleria Benappi di Torino.

Che cos’è il desiderio? Scelgo come punto di riferimento le pagine decisive che Søren Kierkegaard scrive sul Don Giovanni di Mozart, la dimensione estrema del desiderio, un desiderio del desiderio, un desiderio “al quadrato”.

Con le stesse parole di Kierkegaard: “Il desiderio è, perciò, in questo stadio, assolutamente sano, vincente, trionfante, irresistibile e demoniaco”. Il demoniaco come condizione perennemente desiderante è la caratteristica stessa dell’esistenza di Don Giovanni, uno status che ne fa la grande icona della musica, uno status che è immediatamente espresso dalla musica stessa. Ancora con i termini di Kierkegaard: “Don Giovanni è assolutamente musica. Egli desidera sensualmente, egli seduce con la potenza demoniaca della sensualità, egli seduce tutte. La parola, la battuta non gli compete; allora diventerebbe subito un individuo riflettente. Egli non ha insomma in tal modo sussistenza, ma preme in un eterno scomparire, appunto proprio come la musica, per la quale è corretto dire che è finita appena ha cessato di suonare, e rieccola ancora solo mentre torna a suonare nuovamente… Don Giovanni non deve essere visto ma udito”.

Se si assume come esempio la stessa struttura drammaturgica del Don Giovanni mozartiano si potrà verificare l’ipotesi perseguita dal filosofo danese. Nell’aria del catalogo Leporello presenta a Elvira Don Giovanni, il colpevole. Nel duetto, la natura demoniaca del modo minore che caratterizza il protagonista si impadronisce anche di Donna Anna e Don Ottavio. La scissione della tonalità di Re nei due modi maggiore e minore assume anche il significato della dimensione demoniaca di Don Giovanni: l’irresolubile conflitto fra libertà di agire e determinazione. Don Giovanni nel contempo subisce e agisce, da qui la sua irresistibile fascinazione. Egli si oppone alla sfera del Re minore, che tuttavia lo soggioga e finisce per annientarlo.

Può essere trasferita questa ricerca “estrema” del desiderio in un altro ambito, per esempio, in quello figurativo? Io credo di sì. Per esempio tra alcuni giorni , esattamente dal 19 settembre al 19 ottobre, apre a Torino la mostra “Figure del desiderio, soggettività mutanti nella ricerca pittorica e scultorea di Sonia Ros e Katia Kotikoski”, prodotta da “Benappi, Arte antica e moderna”, curata da Adrodite Oikonomidou e Roberto Mastroianni.

In particolare, nella pittura di Sonia Ros e più in particolare nei quattro dipinti “Africa nera”, “Salto mortale”, “Il guardiano”, “Scacco matto”, la rappresentazione corporea riesce a trasmettere l’idea di un flusso desiderante che si in-forma, che assume forma. I corpi nella loro declinazione plurale e metamorfica diventano “macchine desideranti”, espressioni di pulsioni sensual-sessuali capaci di fondere l’organico e l’inorganico. I grandi tableaux dell’artista veneziana mettono in scena l’antinarrazione per eccellenza: del desiderio, della sua esplosione/implosione non vi può essere narrazione alcuna. Sonia Ros come versione femminile del grande mito di Don Giovanni?

Aveva dunque ragione Diether de La Motte quando nel suo “Manuale di armonia” si riferisce, per il Don Giovanni mozartiano, al “pericolo incombente”, ossia al fatto che il grande musicista utilizzi i tromboni solo nella “scena del cimitero” e nel finale dell’opera contribuendo a fornire maggior peso ai due interventi del Commendatore, la prima volta come “statua che parla”, la seconda come “esecutore della sentenza”, proprio come nei tableaux di Sonia Ros per la sfera corporea.

Biografia di un Sogno (testo critico)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele | Posted on 04-10-2013

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biografia di un sogno

Testo critico di BIOGRAFIA DI UN SOGNO

di ALESSANDRA ELETTRA BADOINO, CHIARA MORANDO

FUSION ART GALLERY, piazza Peyron 9g – 10143 Torino

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 3 OTTOBRE 2013 ORE 19.00

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La mostra personale del duo artistico “Articolazione”, formato da Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando, mette in scena, attraverso diverse installazioni inedite, il rapporto realtà-mondo onirico, riflettendo sulla materialità del sogno, dei suoi contenuti e delle sue condizioni di possibilità. L’intento delle due artiste è portare a rappresentazione in modo non psicanalitico, ma concettuale e materico la realtà onirica come realtà specificamente umana, legata ad una dimensione dell’irrazionale, dell’utopico (immaginato, violato, deturpato, compromesso o potenzialmente aperto ad un qualche tipo di realizzazione). La materia, nelle loro installazioni, viene chiamata a rendere ragione delle modalità con cui può essere organizzata in una “spazialità antropica non comune”: non più spazio dell’azione e della parola umana, ma luogo del sovvertimento delle regole logiche e “spazio trascendentale”, ovvero determinato dalla condizione di possibilità ed esistenza, di una dimensione specifica dell’umano spesso rimossa (il sogno).

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Il “prato” diventa quindi il “luogo dell’orizzontalità”, culla primitiva del sogno e del sonno, contrapposto ai “luoghi della verticalità”, la “sfera degli affari umani” della nostra quotidianità, caratterizzati dall’azione conscia e strategicamente orientata. La “pietra” assume il valore di concretizzazione del pensiero razionale e irrazionale, che determina il soggetto nelle sue attività diurne e notturne e, nello stesso tempo, si presenta come materiale rappresentazione del peso dei sogni nella determinazione dell’identità e della realtà del soggetto. Le due artiste, forti della loro esperienza e dei loro studi da scenografe, riescono quindi a dare vita ad installazioni artistiche capaci di “mettere nello spazio” le contrapposizioni della soggettività (onirico-veglia, maschile-femminile, forza-fragilità…) e della realtà specificamente umana, attraverso un’interpellazione continua della realtà nella sua materialità, capace di concretizzare una ricerca concettuale ed una poetica attenta alle dimensione rimossa della quotidianità e alle inesauribili contraddizioni dell’esistenza.

 

Biografia di un sogno

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 01-10-2013

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 invito biografia sogno

BIOGRAFIA DI UN SOGNO

di ALESSANDRA ELETTRA BADOINO, CHIARA MORANDO

FUSION ART GALLERY, piazza Peyron 9g – 10143 Torino

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 3 OTTOBRE 2013 ORE 19.00

 

“Biografia di un sogno” è il nome che dà il titolo alla mostra personale di Alessandra Elettra Badoino e Chiara Morando, vincitrici del primo premio del concorso “Verticalità” promosso dalla Regione Liguria, dalla Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, dal CRAC – Centro Regionale per l’Arte Contemporanea – dal Comune di Genova e da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.

Le due artiste genovesi, entrambe scenografe, nel 2008 avviano insieme una ricerca artistica che ha come punto di partenza lo studio dello spazio. I loro lavori sono firmati sotto la sigla “Articolazione”.

La mostra ospitata negli spazi torinesi della Fusion Art Gallery, curata da Walter Vallini e Roberto Mastroianni, sarà aperta al pubblico dal 27 settembre 2013 al 25 ottobre 2013, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16 alle 19,30.

Nel giorno dell’inaugurazione le artiste presenteranno la performance “Il Funambolo”  interpretata dal danzatore Luca Alberti.

Nella mostra saranno presenti opere inedite nate dalla riflessione sul legame tra dimensione reale e onirico.

Prato, ferro, pietra sono le materie prescelte per parlare di un sogno mai abitato, ma sempre spiato dal di fuori.

Questo sguardo restituisce un’idea di sogno diversa da quella a cui si è soliti pensare; non un sogno leggero, etereo, fragile e bidimensionale, ma “un sogno che vuole un proprio peso specifico, un sogno che vuole essere”.

In questo sogno nudo non emerge la memoria di un movimento onirico, neppure la sua interpretazione, bensì tutta la pesantezza di uno stare reale.

L’uomo, il corpo, la testa sono costantemente assenti, ma in questa assenza c’è un richiamo silenzioso ad abitare le forme del sogno.

 

 

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