Il mercato senza vincoli della Thatcher e di Reagan è stato causa della crisi mondiale

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 11-04-2013

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Vi propongo questa riflessione sulla Thatcher preso dal Blog/sito di Romano Prodi così per riflettere assieme su quello che sarebbe potuto essere il centro sinistra di questo Paese, se non fosse nato il PD e su quello che potrebbe essere questo Paese se avessimo Prodi come Presidente della Repubblica.

Thatcher/ Prodi: Suo successo è all’origine di attuale crisi “Mercato senza regole ha aumentato disparità fra ricchi e poveri”

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(AGI)  Bruxelles, 8 apr. – Margaret Thatcher “ha cambiato il mondo“, ma ha anche piantato le radici dell’aumento delle disuguaglianze fra ricchi e poveri, che ha provocato l’attuale crisi economica. Il giudizio è dell’ex premier italiano Romano Prodi.

“Non è stato Reagan che ha intuito e organizzato la nuova economia” ultraliberista negli anni ’80. “E’ stata Thatcher che l’ha applicata e diffusa in tutto il mondo, con il vangelo del tutto mercato”, ha ricordato Prodi, oggi a Bruxelles,
parlando con i cronisti a margine di una sua audizione all’Europarlamento nella sua veste di inviato Onu per il Sahel.

“L’economia si basa sul mercato, ma non un mercato senza nessun controllo, con il ruolo dello Stato sempre minore, con meno regole di tutti i tipi; il risultato di questo è stato un aumento delle differenze fra ricchi e poveri in tutti i paesi del mondo, esclusi
quelli scandinavi. La crisi economica stessa – ha continuato Prodi – è stata provocata da questa disparità“, basata sull’idea di “aumentare i consumi e pagare sempre meno chi produce i beni. Questo è stato un successo della Thatcher: l’idea – ha concluso l’ex premier – che il mondo debba svilupparsi senza alcuna regola e senza alcun controllo è stata sua”, ha concluso.

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Prodi: ”Thatcher e Reagan padri della crisi mondiale”

Audiointervista di Giulia Santerini a Romano Prodi su La Repubblica online del 8 aprile 2013

Prodi non nega le responsabilità della Thatcher relaticamente alla situazione economica mondiale. Anzi, le individua e le addita, e ne legge le conseguenze. Anzi, precisa:

«Le conseguenze non le leggo io, le leggono i fatti. In questo mondo affidato solo al mercato, per un brevissimo periodo di tempo ha tolto alcune incrostazioni all’economia mondiale. E poi ha progressivamente preparato questa crisi. Che questo sia dovuto alla Tatcher o ai suoi interpreti lo vedrà la storia».

In che modo la Thatcher avrebbe contribuito alla crisi?

«Voleva il mercato al 100%. Nessuno è contro il mercato, ma il solo mercato, senza vincoli di alcun tipo, ha portato gli squilibri che oggi sentiamo».

Prodi individua, poi, la naturale comunanza di intenti fra la politica della Gran Bretagna della lady di ferro e quella degli U.S.A. di Ronald Reagan.

La Thatcher e Reagan hanno cambiato il mondo, hanno portato una nuova regola nel mondo, non nella sola Gran Bretagna. La traccia che lascia è quella di essere stata la maestra di Reagan e di aver cambiato l’economia mondiale. Hanno cambiato il concetto del mondo. Stato il meno possibile, nessun intervento dello stato, gli squilibri sono la salute dell’umanità e noi siamo arrivati dove siamo arrivati.

NEW YORK INTERIORS Pictorial, photographic and cinematic perspectives of Pietro Reviglio

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti | Posted on 02-04-2013

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A critical essay by Roberto Mastroianni (la traduzione inglese del saggio critico di accompagnamento alla retrospettiva torinese di Pietro Reviglio presso la Fusion Art Gallery).

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From the logic of the scientific discovery to the logic of the artistic discovery.

“Astonishment” and “wonder” generate knowledge: they are feelings, emotions, passions that lead human beings to research, presiding over their organized cognitive knowledge like two tutelary deities since the times of Plato and Aristotle. The two philosophers were the first to recognize in these two moods the force that leads us to philosophical interrogation and, subsequently, to scientific research. Such realization marked the beginning of the history of Western thought and contemporary sciences. Classical philosophy provided us with an investigation of reality rooted in the astonishment for reality and for the laws governing the way it functions and transforms: “wonder” is a feeling that generates questions on “why” and “how” things happen and, at the same time, an emotion coming from finding answers to such questions. “Astonishment”, on the other hand, is the feeling that the “human animal” experiences when reality poses questions and we find answers capable of putting order in the exterior and interior chaos. At the same time, it is the feeling that human beings experience when they discover that the apparent nonsense of reality has meaning and significance and there is a logic which leads, organizes and moves reality.
”Astonishment” and “wonder” are only one side of the coin nonetheless: on the other side we find “disquiet” and “anguish”. The hard work of living is confined inside the horizon delimited by these opposite feelings and consists in giving sense and significance to the nonsense of reality by means of structured narratives.
The sciences, just like the arts, try to find meaning and significance in every thing that exists inside and outside us. The logic of the scientific and philosophical discovery (the observation and the narration of the laws presiding over the human and non-human reality) and the logic of art and technical disciplines (which shape this reality by representing and transforming it) seem to be at odds, but they are instead complementary, because they both deal with the dark depths of anguish and disquiet hidden behind astonishment and wonder. Some artists realize, consciously or unconsciously, that science and art are human practices sharing greater similarities than it seems at a first sight and, with their work, they try to connect knowledge with expression and analytical observation with production of emotional narrativity. Pietro Reviglio is among them: he is a man of science (an astrophysicist) but he is at the same time an artist. For this reason he is capable of combining the eye of the researcher with the eye of the creator.