Living Lift a Napoli

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi | Posted on 23-02-2013

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

0

Dopo il successo di Torino, Milano e Genova, approda a Napoli dal 23 febbraio al 6 marzo 2013 la mostra d’arte contemporanea “Living in Lift”, parte del più ampio progetto “Schindler per l’Arte”.

Living in Lift”, che sarà inaugurata sabato 23 febbraio alle ore 12.00 presso gli spazi del prestigioso Castel dell’Ovo, è la mostra itinerante patrocinata dal Comune di Napoli e organizzata con il contributo ideativo e organizzativo di bevisible+, a cura di Walter Vallini e Roberto  Mastroianni.

La mostra si compone dei lavori di 32 artisti italiani e internazionali  a cui è stato chiesto di proporre un’interpretazione personale dell’ascensore attraverso fotografie, video-arte e installazioni, con uno sguardo inedito su questi “luoghi non-luoghi”, spesso percepiti come spazi anonimi e freddi e che, invece, nascondono sorprendenti potenzialità espressive.

“Living in Lift” è una mostra itinerante e in progress, che prevede una serie di tappe lungo tutto il territorio nazionale.

Dopo il debutto alla galleria torinese Fusion Art Gallery e la seconda  tappa a Milano presso il Centro Ricerche dell’Accademia di Belle Arti di Brera (C.R.A.B.) nel 2011, l’esposizione è stata presentata nel novembre scorso a Genova, negli spazi di Palazzo Ducale, in collaborazione con il CRAC (Centro regionale per l’Arte Contemporanea) e la Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo. Dal 15 marzo al 14 aprile la mostra sarà al CAMeC di La Spezia.

“Living in Lift”: dal 23 febbraio al 6 marzo 2013

Castel dell’Ovo, Napoli

Vernissage, 23 febbraio 2013, ore 12.00

Orari di apertura:

Lunedì – Sabato, 10.00 – 18.00

Domenica, 10.00 – 13.00

Ingresso gratuito.

ARTISTI IN MOSTRA:

Alessandra Elettra Badoino, Lisa Bernardini, Ennio Bertrand, Marina

Buratti, Francesca Della Toffola, Christian Devincenzi, Takane Ezoe, Mauro

Faletti, Luigi Gariglio, Tea Giobbio, Ale Guzzetti, gruppo GIU.NGO-LAB

(Giuseppina Longo, Mariapaola Minerba, Angelo Fabio Bianco), Fukushi Ito,

Davide Lovatti, Samy Mantegazza, Girolamo Marri, Jill Mathis, Matteo

Mezzadri, Max Mirabella, Chiara Morando, Elisa Pavan, Fulvio Pellegrini,

Irene Pittatore, Pietro Reviglio, Francesco Sena, Giovanna Torresin, Max

Zarri.

Media partner: JULLIET, rivista di arte contemporanea.

ASCOLTO personale di Tegi Canfari

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Eventi | Posted on 23-02-2013

Tag:, , , , , , , ,

0

Dal 15 febbraio al 6 marzo 2013, presso i locali di InGenio Arte Contemporanea (C.so San Maurizio 14/e Torino) si terrà una mostra, da me curata, di Tegi Canfari dal titolo  ”Ascolto”. Qui sotto il testo critico che ho scritto per la mostra.

Tegi Canfari è una scultrice vera (una di quelle strane forme di scultrici che possiamo chiamare land artist), che ha un rapporto profondo ed intimo con la materia, con la quale intrattiene una relazione erotica, viscerale e vitale.  Per Lei la materia è una vocazione, che la spinge a confrontarsi con forza con i 4 elementi (l’aria, l’acqua , il fuoco e la terra), e la scultura assume un valore di tipo “spirituale”.

Da questo punto di vista, la natura (in cui quasi sempre vengono situate le sue opere) assume il valore di un eterno e grande femmineo, capace di accogliere le istallazioni con quella femminilità tipica di un grande ventre materno, e la “messa in forma” della materia risponde al bisogno di rintracciare in fessure, lacerazioni, pieghe ed evoluzioni degli elementi un rapporto produttivo ed interattivo con la “grande madre-Terra”.

Un rapporto che sia in grado di ripercorrere  le trasformazioni chimico-fisiche degli elementi in relazione ad un’operosità umana (quella dell’artista), che non disdegna l’utilizzo della fiamma ossidrica, delle pinze del martello ed è sempre mossa da una specie di pietas: un atteggiamento amorevole e caritatevole, rispettoso delle strutture interne delle cose.

Il filo rosso della produzione di Canfari è però, in qualche modo, l’ascolto: l’ascolto della natura e della sua forza generatrice ed evolutrice;  un ascolto che si presenta come la cornice di tutto il suo lavoro passato e come tema esplicito della sua produzione presente.  Le opere plastiche di Tegi Canfari sono, infatti, il prodotto di un’interazione tra uno sguardo accogliente, la mano dell’artista e la stratificazione del mondo ( i segni che la natura lascia sul corpo dell’uomo e  sulle cose). Il pianeta e la natura nascondono dei segreti per Tegi e questi possono essere indagati, disvelati  artisticamente  e mostrati, attraverso la produzione di opere, frutto dell’ “ascolto/accoglienza” del mondo naturale, della corporeità umana e delle loro relazioni. Si tratta, in questo caso, di un “ascoltare” capace di generare temi di riflessione (maternità, creatività, evoluzione, matericità della natura…), e che si presenta come elemento guida della mano e dell’occhio che producono l’opera d’arte. Canfari ha per molti anni dato vita, con forza e materiali pesanti (ferro, terra, roccia, allumiio…), ad opere imponenti, che trovavano collocazione in grandi spazi aperti (la sua vocazione per la materia trovava nella Land Art la sua migliore espressione), fino a quando l’artista ha dovuto prendere atto della realtà di una sua precedente consapevolezza teorica: il cambiamento. Non è solo il mondo naturale che cambia, ma anche il corpo degli uomini che lo abitano ed a questo punto è diventato naturale per Tegi, ormai matura, ripensare il proprio lavoro.