Graffiti-writing a Torino

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Lo spazio della Polis | Posted on 28-04-2011

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Qui sotto trovate un’ intervista che mi è stata fatta, dalla testata giornalistica ArciNews di Torino, sul progetto MurArte e i fenomeni street art, graffiti/writing, muralismo urbano.

intervista graffiti-writing

SAILING THE LETHE THE RESPONSIBILITY OF MEMORY-NAVIGARE IL LETE LA RESPONSABILITÀ DELLA MEMORIA

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 11-04-2011

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Domani e dopodomani sarò qui.

CONVEGNO INTERNAZIONALE


TORINO 12-13 APRILE 2011


SALA LAUREE DELLA

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA


Via S. Ottavio, 20
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PROGRAMMA

12 aprile

ore 9:30

Introduce Roberto Salizzoni

ore 10-12:30

Michele Cometa (Palermo): La salvezza dell’oblio

Jürgen Wertheimer (Tübingen): Tra il mito in scena e la scena come mito (da Schiller a Calvino e Moritz Rinke)

Gianpiero Piretto (Milano): I memoriali dell’Armata Rossa a Berlino: narrazioni di memoria monumentale

coordina Chiara Sandrin

ore 15-16:30

Ugo Volli (Torino): Memoria del futuro

Svetlana Boym (Harvard): Performing History in Russia: from Sergej Eizenshtein to Rem Koolhaas

PAUSA

ore 16:45-18

Elena Agazzi (Bergamo): La “discesa ad inferos” come cifra del trauma e come incontro con il mito nella cultura della DDR. Franz Fühmann e il suo dialogo con il mondo romantico nell’opera incompiuta “Im Berg” (1983)

Jean Claude Leveque (Madrid): “Immagini malgrado tutto”. Memoria. Chiusura temporale e impossibilità della rappresentazione

coordina Nadia Caprioglio

13 aprile

ore 9:15

Introduce Roberto Salizzoni

ore 9:30-11:00

Reyes Mate (Madrid): Memoria e storia

Lluis Alvarez (Oviedo): L’estetica delle due memorie

TAVOLA ROTONDA

ore 11:30

Intervengono

Francisco José Martin Cabrero, Paolo Colombo, Roberto Mastroianni, Massimo Maurizio, Chiara Righero

Informazioni: Chiara Righero claritam@libero.it

Goethe-Institut www.goethe.de/to

PETAR BARISIC – LUCIA NAZZARO, Forme dell’umano e dello spazio, New York City, ESPACE CHRYSLER fino al 30 Aprile

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Eventi | Posted on 10-04-2011

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PETAR BARISIC – LUCIA NAZZARO, Forme dell’umano e dello spazio

Location: ESPACE CHRYSLER, Manhattan, New York City

Data: 25 Marzo – 30 Aprile 2011

Nel prestigioso Chrysler Building di Manhattan, a New York City, il 25 Marzo 2011, ha inaugurato la mostra “PETAR BARISIC e LUCIA NAZZARO Forme dell’umano e dello spazio”, a cura del Centro Culturale Teresa Orsola Bussa de Rossi. La mostra continua sino alla fine di Aprile 2011.

In questo progetto espositivo sono presentati, per la prima volta insieme, i lavori di Petar Barišić, artista croato di fama internazionale, esponente della scultura contemporanea museale, e i lavori di Lucia Nazzaro, artista torinese. La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 marzo sino alla fine di Aprile 2011, all’interno del prestigioso Espace Chrysler di Manhattan.

Nel testo introduttivo al catalogo, Roberto Mastroianni scrive: “Non vi sono due artisti, apparentemente, più diversi di Lucia Nazzaro e Petar Barišić : differenti sono i materiali che i due artisti utilizzano; differenti sono i colori, le forme, le dimensioni e le rappresentazioni che essi realizzano; differenti sembrano essere i problemi che essi si pongono e le forme della loro rappresentazione. La differenza tra le opere dei due artisti ha a che fare con l’apparenza: con quella particolare forma di apparenza che si chiama rappresentazione. Ma che cosa sarebbe l’arte se non fosse lavoro sulla rappresentazione e le sue forme, in relazione al mondo e all’umano, che la rappresentazione stessa trasforma in immagini, sensazioni e idee? Niente. L’arte non sarebbe niente senza la rappresentazione, perché l’arte è rappresentazione, è messa in forma, messa in immagine del mondo e dell’umano che il mondo abita, percorre, vive e pensa. L’arte è rappresentazione, anche quando la rappresentazione è in crisi e l’arte e gli artisti non possono prescindere dalle mille forme del rappresentare.”

Introduzione catalogo Roberto Mastroianni

Testi catalogo Leonida Kovac e Marisa Vescovo

Per sfogliare il catalogo della mostra clicca qui

Un divano in piazza: il ruolo sociale dell’università

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 10-04-2011

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14 aprile / 16:30 / piazza Carlo Alberto (Torino)

Altera è lieta di invitarvi a...

UN DIVANO IN PIAZZA: IL RUOLO SOCIALE DELL’UNIVERSITA’

La riforma Gelmini definisce l’università alla luce della sua funzione sociale. Ma quale ruolo è destinato a ricoprire oggi il mondo accademico al di fuori delle mura degli Atenei? Quale riforma strutturale può rendere possibile una rivalutazione dell’intellettuale, del docente, del ricercatore?
Un ordinario, uno studente, un ricercatore e un politico: un divano in piazza per mettere a confronto i protagonisti dell’università.

Ne discutono: l’onorevole Walter Tocci, il prof. Enrico Pasini, il ricercatore Alessandro Ferretti (rete29aprile) e lo studente Luca Spadon (rappresentante studenti nel cda dell’università di torino).

Un’iniziativa di Altera, in collaborazione col CRS (Centro di studi e ricerche per la Riforma dello Stato) – sezione Torino. Nel programma di Biennale Democrazia 2011. Iniziativa finanziata dal Senato Studenti dell’Università degli Studi di Torino.

Democrazia Fuoriluogo: la biennale democrazia di Altera

Posted by roberto09 | Posted in Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 10-04-2011

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Il 13 aprile con Draghi e Benigni a Torino si apre la seconda edizione di Biennale Democrazia. Quest’anno ancora più curata, più organizzata, più “culturale”… insomma: più promettente. Zagrebelsky non può che essere fiero dal lavoro svolto da lui e dal suo eccellente team. Quante città italiane possono vantare una manifestazione altamente culturale come questa? E con la gran “figata” che è davvero democratica, perché ogni singolo evento è gratuito e libero (alcuni fino ad esaurimento posti).
Su www.biennaledemocrazia.it trovate il programma nel dettaglio.

E Altera cosa c’entra?
Beh, grazie ad un bando portato promosso dal Senato degli Studenti dell’Università di Torino, Altera – dallo stesso Senato – ha ricevuto un finanziamento per portare avanti un progetto sotto Biennale Democrazia dal titolo “Democrazia Fuoriluogo“.

Sette sono gli eventi programmati in quattro giorni (dal 14 al 17 aprile; il 13 è solo d’inaugurazione).

E perché mai “Fuori Luogo?” Perché sono incontri inaspettati, in posti inaspettati; come i “Divani in piazza”, un format studiato apposta per portare nella piazza il dibattito mantenendo il clima confidenziale del salotto, dove il dialogo è più orizzontale .

Insomma, poche chiacchere: allegato all’articolo trovate il programma completo.

DEMOCRAZIA FUORILUOGO E’ DOVE MENO TE L’ASPETTI…

per info: info@alteracultura.org

Sull’antifascismo non si tratta (di Maurizio Viroli).

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 07-04-2011

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L’idea di tre senatori del Pdl e di un “finiano” di presentare un disegno di legge costituzionale per abrogare la disposizione XII che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” sarebbe niente di più di un’ulteriore prova dell’ignoranza dei parlamentari della maggioranza di governo, se non fosse immorale e pericolosa.

Gli sconsiderati senatori sostengono infatti che la disposizione in questione è transitoria e dunque, dopo 65 anni, può essere allegramente abbandonata. Anche chi conosce soltanto i primi rudimenti di diritto costituzionale sa che quella disposizione non è transitoria perché non contiene indicazioni di limiti temporali ed è invece finale, e sta lì in quanto esprime un giudizio storico e morale inappellabile e irreversibile di condanna del regime fascista.

La ragion d’essere della nostra Costituzione è l’antifascismo. Tolta quella disposizione, tutta la carta fondamentale perde la sua fisionomia etica e politica. Ma questo è appunto ciò che il signore e i suoi servi vogliono: liberarsi dalla Costituzione, devastandola pezzo per pezzo. O noi ci liberiamo di loro, o loro si libereranno dalla Costituzione, ultimo baluardo della nostra libertà e dignità civile. Non c’è via di mezzo. Questo è il carattere dello scontro politico oggi in Italia. La ragione per cui l’idea di abrogare la disposizione XII è immorale la capisce anche un bambino: sarebbe un’offesa alla memoria di coloro che hanno lottato contro il fascismo e un’assoluzione dei crimini e delle responsabilità di quel regime. E’ un’idea pericolosa perché il fascismo, come modo di sentire e di pensare, è nella nostra storia e fa parte del nostro spirito nazionale. E’ dunque semplicemente folle indebolire le difese politiche e legali. Saggezza e rettitudine suggeriscono un comportmento esattamente opposto.

Chiunque abbia la possibilità di fare sentire la propria voce in Parlamneto, nelle piazze, nelle televisioni, sui giornali, ha il dovere di parlare per fare nascere un movimento di sdegno nobile e fermo contro questo nuovo attacco alla nostra libertà. Il prossimo 25 aprile sia l’occasione per dire al signore e ai suoi servi che per impedire un simile scempio siamo disposti a lottare con tutte le nostre forze.

(Articolo apparso su “Il fatto quotidiano”;  Maurizio Viroli è un amico e ho avuto il piacere di  presentare il suo ultimo libro, La libertà dei servi, del quale consiglio la lettura).

Segni 20×20. Rassegna internazionale di arti visive.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Dicono di me..., Eventi | Posted on 07-04-2011

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Sottopongo alla vostra attenzione questa rassegna internazionale di arti visive di cui sono curatore per l’edizione 2011.

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Segni 20×20

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Curatore e coordinatore Roberto Mastroianni.

Direzione artistica Delia Gianti e  Mariangela Depiano.

Commissione: Roberto Mastroianni, Angelo Mistrangelo, Alessandro Abrate.

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Si ringrazia per la disponibilità e il sostegno la professoressa Martina Corgnati.

SEGNI rappresenta: “Il tentativo di aprire una finestra su quella membrana semiotica che istituisce la realtà, che divide l’uomo dall’ambiente, dando forma all’interazione dell’uomo con gli altri uomini e con l’ambiente trasformandolo in mondo. I segni che gli artisti sono chiamati a fare all’interno di una cornice di 20x20cm, rappresentano (dovrebbero rappresentare) quindi la cifra di tutta la concezione artistica e stilista dell’artista, che in questo modo è chiamato a operare una segnatura, capace di “fare senso” e presentare l’artista stesso e la sua concezione del mondo e delle forme che lo popolano e dei linguaggi con cui esse possono essere espresse…” (Roberto Mastroianni, Filosofo e critico d’arte).

La Rassegna 2011, fruirà del prestigioso spazio espositivo del Castello di Rivalta di Torino, in sinergia con la Manifestazione Internazionale Arte Plurale che vede tra i diversi partner i Dipartimenti Educativi dei musei: Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea; la GAM, Galleria d’Arte Moderna di Torino / Fondazione Torino Musei; il PAV / Parco Arte Vivente di Torino; la Fondazione Merz di Torino; la  Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; il Museo Nazionale del Cinema di Torino; il Kunstmuseum Bonn.

SEGNI 2011 BANDO – scadenza 15 aprile – SEGNI al Castello di Rivalta

Per il BANDO DI PARTECIPAZIONE 2011
RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTI VISIVE in 20×20 al Castello di Rivalta (To), cliccare qui.

GIORGIO GRIFFA. ALTER EGO 1979-2008

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 06-04-2011

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Consiglio a tutti di andare a vedere questa mostra curata dalla mia amica Martina Corgnati.

“Giorgio Griffa ALTER EGO 1979-2008″, da  un progetto IGAV per la Castiglia di Saluzzo a cura di Martina Corgnati, dal 27 marzo al 22 maggio 2011, Castiglia – piazza Castello, Saluzzo (Cuneo).

Giorgio Griffa (Torino 1936) è uno degli artisti italiani più originali e noti della sua generazione per la caratteristica forma di pittura con colori ad acqua, su tele non intelaiate, che produce linee, punti e arabeschi intrecciati con numeri e parole. Le opere di Griffa rompono con la cultura della finestra/cornice e portano il colore nel mondo e con il mondo entrano in relazione in una smania di luce, colore e movimento. Le sue opere si inseriscono liberamente nello spazio, lo occupano e ne fanno un elemento fondamentale per l’espressione: rifiutano la cornice e la rappresentazione e dialogano con le pareti, rompendo la separazione tra quadro e spazio che lo ospita. I suoi arabeschi colorati si inseguono e giocano sulla superficie, esprimendo una gioia del colore e un analisi formale della pittura, che viene scomposta nelle sue parti elementari per entrare in dialogo con la tradizione (specialmente Matisse) e in qualche modo trascenderla in direzione di un dipingere che precede la stessa rappresentazione.

Questa personale nelle parole della curatrice, Martina Corgnati, mostra il percorso dell’artista: “Nella sua perlustrazione, incominciata ormai molti decenni fa e articolata a partire da un ritorno della pittura alle sue componenti costitutive, linea, punto, macchia colorata e tela, intesa come parte integrante dell’operazione pittorica, Giorgio Griffa ha dato forma a un nuovo, inimitabile linguaggio e, al tempo stesso, ha aperto una strada importante non solo alla pittura ma alla pratica artistica in generale, senza stancarsi mai di ripetere che la sua operazione, in fondo, altro non è che la costruzione delle condizioni giuste per permettere la manifestazione della natura stessa delle cose, in presenza di un artista che si comporta non tanto da artefice quanto, piuttosto, da catalizzatore”.

Griffa, da sempre attivo in Piemonte, con questa mostra incanta il suo pubblico con un ciclo (di opere inedite prodotte tra il 1979 e il 2008) composto da 18 grandi lavori dedicati ad artisti, del passato e del presente con cui Griffa si sente in relazione.

Una mostra da vedere, in uno spazio molto importante, curata con raffinatezza ed eleganza.

Spagna, verso le elezioni 2012 (di Aldo Garzia).

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 06-04-2011

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È assai singolare la situazione che si è venuta a creare in Spagna dopo l’annuncio di José Luis Rodríguez Zapatero che non sarà lui a guidare il Psoe nelle elezioni politiche del 2012. Reggerà la sfida in Parlamento con i Popolari di Mariano Rajoy nell’ultimo anno di legislatura ma sarà un altro a disputare il match in cui in ballo c’è il terzo mandato consecutivo a guida socialista. Quanto al metodo della successione, è probabile che vengano usate le “primarie” con qualche accortezza maggiore rispetto a ciò che accade nell’italico Pd (voteranno, come nel caso recente che ha scelto il candidato socialista per la Comunidad di Madrid, solo gli iscritti al Psoe).

Si chiude così un ciclo politico iniziato nel 2000 con la conquista – a sorpresa – della segreteria del Psoe e consolidatosi nel 2004 con la leadership di governo. Con l’uscita di scena tra un anno di Zapatero esce però ammaccato pure quel “socialismo dei cittadini” che era l’idea-forza con cui il leader socialista aveva cercato di voltar pagina rispetto all’era di Felipe González (premier dal 1982 al 1996). Zetape, come lo chiamano in Spagna, pensava che nell’epoca della globalizzazione economica e della fine dei vincoli interni in economia una nuova idea di socialismo andasse praticata più sul terreno della democrazia politica, dei diritti e della laicità rispetto alle tradizionali politiche socialdemocratiche di welfare all’insegna di piena occupazione e ridistribuzione dei redditi. La Spagna del dopo José Maria Aznar, tornata per otto anni a una politica di destra estrema, sembrava la società ideale per praticare quel nuovo socialismo che aveva nel filosofo Philip Pettit il teorico ispiratore.

Il Partito Politico oggi.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 06-04-2011

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Postiamo un contributo di Walter Tocci sul “Partito politico oggi”, uscito anche sull’Unità del 6 aprile 2011, sperando sia utile spunto di riflessione.

Per la prima volta nella sua vita il Pd si prende cura della forma partito. Bersani ha annunciato un lungo lavoro per dare un senso moderno a quella parola partito che, unici in Italia, portiamo nel simbolo. E’ appena cominciato con un seminario di studio  tra dirigenti nazionali e periferici e autorevoli studiosi italiani, europei e americani. Si è discusso fuori dai soliti schemi giornalistici. Nessuno si è impigliato nelle false alternative – primarie si o no, partito leggero o pesante, partito degli iscritti o degli elettori – che in passato hanno condotto il dibattito su strade senza uscita. La pubblicazione dei materiali offrirà l’occasione per allargare la discussione a tutto il partito. Tutti hanno scansato il rischio di uno sterile amarcord dei vecchi partiti di massa. Si tratta di ripensare la funzione del partito come costruttore di democrazia nell’Italia di oggi, come protagonista della ricostruzione civile del dopo Berlusconi. E’ davvero necessario? E’ possibile praticamente? Siamo in grado di realizzarlo? Partire da queste domande, a mio avviso, aiuta a evitare il rischio e a cogliere l’opportunità.

1) La necessità di un rilancio della forma partito scaturisce da una lettura critica del ventennio, come ha sottolineato Maurizio Migliavacca nell’introduzione. Negli anni novanta l’idea di demolire i partiti, peraltro non nuova, prometteva un futuro radioso per la politica: più decisione, potere diretto ai cittadini e Seconda Repubblica. Queste promesse sono clamorosamente fallite. Il populismo, tra i tanti difetti, ha anche quello di non prendere alcuna decisione rilevante per il futuro del paese. L’ultima scelta importante è stato l’euro, poi solo propaganda e gestione corrente. Il potere dei cittadini non è mai stato così debole e mai così forte il dominio delle oligarchie economiche, politiche e corporative. Le recenti manifestazioni dei giovani e delle donne hanno messo a nudo prima di tutto queste diseguaglianze. E infine, la Repubblica invece di rinnovarsi rischia di spezzarsi sotto i colpi del leghismo e del sovversivismo dall’alto. Dove è il pericolo è anche ciò che salva, diceva il poeta. Proprio nelle fratture della crisi democratica si misura la necessità del rilancio del partito, come soggetto collettivo della Decisione, come promotore dell’Eguaglianza, e come forza coesiva dell’Unità della Repubblica.

2) Alcuni processi oggettivi – società mediatica e personalizzazione, ad esempio – militano contro la possibilità di organizzare grandi partiti. Tutto ciò è vero, ma contiene anche esagerazioni strumentali. La cultura del community organizing, ad esempio, ha suggerito a Obama di utilizzare i nuovi media come infrastruttura organizzativa della vittoria elettorale. I vecchi partiti italiani sapevano ben utilizzare la personalizzazione come fattore coesivo dell’organizzazione, tanto è vero che ancora oggi parliamo di Moro e Berlinguer, per dire solo degli ultimi.