Fate contenti a Giuggiù, andate a vedere le nostre periferie

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 26-12-2010

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Negli ultimi 15 anni siamo stati triturati e sputati fuori, mischiati in una centrifuga e sputati fuori, mangiucchiati, masticati e sputati fuori. La poltiglia che siamo diventati non è nulla di nutriente, non è nulla di positivo, sembra melma mischiata a brillantini sintetici e non può neanche essere usata come addobbo natalizio, comincia a puzzare. La comunicazione berlusconian/orwelliana ci ha fatto credere di vivere in un sogno e che gli spot fossero realtà, che fossimo in pieno miracolo italiano e che il futuro fossero le veline, i calciatori e Corona, che non servisse il rispetto, la dignità, la formazione, il lavoro e che tutto potesse essere aggiustato con un po’ di retorica reazionaria accompagnata da mignotte, nani e ballerine. Il Paese si sta svegliando e non trova più corrispondenza tra le lucine colorate, le musichette e le passerelle televisive, si sta svegliando più povero e triste e scopre che la vita non è come in “Cento vetrine” e che le città non sono il centro urbano agghindato a festa e che lo shopping non è una soluzione, specialmente quando i soldi per comprare coca, vestitini nuovi e belle macchine non li hai.

Alla fine si sedimenta il rancore e se fai una passeggiata nelle nostre periferie urbane scopri che sono troppo simili a quelle di venti o trent’anni fa… e scopri pure che i periferici, al nostro sguardo e alle retoriche televisive (che non li ha raccontati e che il ha solo trattati da consumatori), oltre ad essere rancorosi si stanno pure incazzando, ma al Paese in technicolor importa poco e allora aspettiamo che il prestigiatore tiri fuori un altro coniglio dal cappello, che compri qualche parlamentare, che immobilizzi il paese per evitare qualche guaio con la giustizia e diventare ancora più ricco.

Basta uscire pochi metri dai nostri centri urbani colorati e festeggianti e scoprire che le nostre periferie sono troppo simili a quelle raccontate dal “cioccolato I.A.C.P.” , andate a vedere le periferie, lo sconforto e la solitudine e…

Un augurio per il nuovo anno: che la politica torni nelle periferie a vedere un Paese vero, che non conosce e che della politica in questo momento non sa cosa farsene, che la politica riscopra il suo ruolo: restituire la dignità e combattere la solitudine esistenziale, l’alienazione, mettendo di nuovo in cammino un Paese che assomiglia sempre di più alle sue periferie.

Buona visione, di una periferia in pillole… Buon Anno e, soprattutto, fate contenti a Giuggiù (Gesù bambino, così lo chiamano a Napoli) e andate a vedere le vostre periferie per capire e per ripartire… da là.

Offlaga Disco Pax – Cioccolato I.A.C.P  (di seguito il testo).

Santa Baby.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi | Posted on 25-12-2010

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Un omaggio natalizio.

Grazie, figli.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 25-12-2010

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Postiamo questo articolo/ lettera aperta di Concita De Gregorio, tratto da L’Unità del 22/12/2011, speriamo possa essere un buono spunto di riflessione.

Grazie, figli, di questa lezione memorabile che avete dato a noi che solo per voi lavoriamo e viviamo e che per voi avevamo paura, dicevamo va bene vai ma stai attento, come sempre avremmo voluto essere al posto vostro per aiutarvi e proteggervi e chi se ne frega oggi di destra sinistra e centro, l’unica cosa che conta è il vostro futuro e il futuro è di tutti, anche – avete visto – di quei poliziotti e di quei finanzieri che vi applaudivano al passaggio, ce n’era un gruppo sotto al ministero Gelmini che si è messo a scherzare vi ha detto “non vi fate fregare che dipende solo da voi”, sono gli stessi agenti che manifestano davanti a Montecitorio e ad Arcore, gli stessi che vi hanno scritto, sono ragazzi anche loro, ce ne sono tanti come voi anche fra loro.

Non tutti, ma tanti.

Sexy Christmas

Posted by roberto09 | Posted in Eventi | Posted on 24-12-2010

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Auguri.

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In ricordo delle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 20-12-2010

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Era il 6 dicembre 2007, esattamente 3 anni fa. Quel giorno una tragedia annunciata provocava la morte di 7 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Un incidente sul lavoro, l’ennesimo, e 7 persone presero fuoco, arse vive. La “fabbrica dei tedeschi”, la Thyssen di Torino, divenne un girone infernale e i 7 non tornarono più a casa, non abbracciarono più i loro cari: erano usciti per andare al lavoro, per guadagnare poche centinaia di euro e trovarono le fiamme ad attenderli e una morte straziante. Oggi sappiamo che quelle morti potevano essere evitate, oggi sappiamo che l’investimento di poche centinaia di euro in sistemi antincendio (anche gli estintori erano scarichi) avrebbe salvato la vita di 7 persone.

Ma per i tedeschi la vita di 7 persone valeva meno che poche centinaia di euro. Quello che fa più impressione è l’atteggiamento coloniale della dirigenza ThyssenKrupp: per loro Torino è come Bhopal e le fabbriche possono essere lasciate esplodere in India come in Italia, perché l’importante è guadagnare qualche lira risparmiando sulla sicurezza dei lavoratori. La logica del profitto sopra ogni cosa e il mondo intero ridotto a campo di conquista del capitale e le persone ridotte a variabile aggiunta e trascurabile della logica aziendale.

Ma la logica dei diritti, forse, è più forte, (vedremo come andrà a finire il processo che vede imputati di omicidio volontario i dirigenti della “fabbrica dei tedeschi”): forse il diritto e i diritti avranno ragione del capitale e delle sue logiche di profitto, forse questa volta verrà fatta giustizia del diritto. Una cosa ci rincuora: la coscienza civile , la risposta di istituzioni e cittadini che si sono stretti attorno ai familiari delle vittime, che hanno manifestato il loro orrore e il loro sdegno, chiedendo giustizia.

Per questo è importante che, nel terzo anniversario dell’incendio alla ThyssenKrupp, il Comune di Torino ricordi le vittime del rogo attraverso la cerimonia pubblica al Cimitero monumentale e la deposizione della Corona sulla lapide dei lavoratori della Thyssenkrupp.

Come è importante che in corso Valdocco tra via Santa Chiara e via Giulio, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale e delpresidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e degli operai ThyssenKrupp, “Legàmi d’acciaio”, si sia svolta la cerimonia di scoprimento della targa posizionata sul murale dedicato alle vittime della ThyssenKrupp.

Il murale (eseguito da artisti delle associazioni Monkeys Evolution, Artefatti, Il Cerchio e Gocce, KNZ che collaborano col progetto MurArte) è stato realizzato in accordo con l’associazione “Legami d’Acciaio” , grazie al contributo della Città di Torino ed il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dell’Archivio di Stato di Torino.

Questo è un segno importante, è un segno d’arte che d’ora in poi si presenterà come un monumento alle vittime del lavoro.

Per vedere le foto del murales clicca qui e qui

E’ morto Tommaso Padoa Schioppa

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 19-12-2010

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È morto un’europeista instancabile, un economista colto e preparato che sognava un’Italia europea e proiettata nel futuro, che sognava un’Europa cosmopolita, all’altezza delle sfide del nuovo secolo. È morto Tommaso Padoa Schioppa.

A70 anni dopo un arresto cardiaco, nella notte di sabato, è morto l’ex Ministro dell’Economia del Governo Prodi, economista, professore, aveva guidato la Consob (l’autorità che vigila sulla Borsa), era stato banchiere centrale, prima alla Banca d’Italia e poi della Banca centrale europea, dove ha potuto contribuire alla realizzazione di un progetto politico ed economico di cui è stato tra i massimi sostenitori, la costituzione della moneta unica europea, primo traguardo verso un’Europa dei popoli.

Aveva lasciato la politica attiva e pochi sembravano rimpiangere la sua presenza sulla scena pubblica, presiedeva il centro di ricerca fondato da Jacques Delors Notre Europe e scriveva editoriali per il Corriere della Sera e il Financial Times.

A noi, invece, Tommaso Padoa Schioppa mancherà, mancherà il rigore e la capacità di un economista liberale e di sinistra che si spendeva per rendere concreta l’utopia di Altiero Spinelli, ci mancherà la sua solidità e la sua preparazione.

A lui avremmo voluto dire: non siamo bamboccioni e anche noi crediamo che “pagare le tasse sia bellissimo” e non perché siamo masochisti, ma perché crediamo che pagare le tasse garantisca servizi indispensabili che vogliamo concorrere a pagare in quanto membri di una comunità civile e politica.

Sembriamo bamboccioni perché la politica e l’economia ci hanno precarizzati e resi insicuri, ma nello stesso tempo vogliamo lottare per uscire da questa condizione e, pure nelle differenze politiche e culturali, crediamo che la Figura di Padoa Schioppa rappresenti bene l’altra Italia che non si vuole immedesimare con Berlusconi e gli istinti peggiori che esso rappresenta.

Da uomo di sinistra so che queste parole non saranno condivise da molti esponenti ed elettori della “mia parte”, ma sono sicuro di poter affermare che la sua figura è stata parte essenziale di una sintesi di governo (quando il centro sinistra era al governo del Paese con Prodi) e di opposizione civile alla deriva berlusconiana e che la “nostra parte” da oggi è più povera perché priva di un interlocutore importante con cui fare i conti nel dissenso in vista di pensieri lunghi sul futuro della nostra “povera Patria”.

vogliamo ricordarlo con queste sue parole:

Luisa Passerini

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 19-12-2010

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Dopo quarant’anni di insegnamento Luisa Passerini, la “storica delle differenze”, va in pensione. Durante la sua lectio magistralis (16/12/2010) ha raccontato il suo percorso di storica culturale e ha lanciato un grido di allarme per la profonda crisi che l’Università italiana sta attraversando.

A noi piace ricordare il suo magistero attraverso queste sue parole:


“Credo in un nuovo tipo di identità europea cosmopolita, sollecitata da una globalizzazione non più solo economica ma anche culturale e accessibile a chi scelga di diventare europeo anche se non lo è per nascita e formazione”. Un’identità, sottolinea la studiosa, “postnazionale e posteriore rispetto a un universalismo astratto che non teneva conto del corpo, postulando dunque un’uguaglianza tra i soggetti meramente formale, mentre in realtà i corpi femminili o quelli colorati non godevano e ancora non godono degli stessi diritti ‘universali’. Un’identità capace di riconoscere le diverse culture, di favorire l’integrazione delle minoranze, lo stato legale dei rifugiati, e di essere adeguata ad affrontare i problemi di razzismo e discriminazione, di sovranità e cittadinanza”.

Un giorno il mio Paese sarà libero.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 13-12-2010

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Da una parte, molte le retoriche sulla società civile, sui diritti umani e sulle libertà; dall’altra il ripetersi convulso delle retoriche anti-imperialiste.Da una parte, le retoriche che vedono nel premio Nobel una delle armi per contrastare le dittature; dall’altra, coloro che vedono nel Nobel una delle armi della propaganda dell’impero americano. Da una parte, la solidarietà a parole con la lotta di dissidenti che in ogni parte del mondo lottano contro dittature violente, repressive e antidemocratiche; dall’altra, la solidarietà radical chic con i peggiori regimi in nome di un comunismo anti-imperialista e terzomondista grottesco e di maniera.

No! Non vogliamo scegliere tra le due opposte e insensate posizioni, perché siamo democratici, laici, libertari e socialisti. Per questo motivo rigettiamo le retoriche e cerchiamo di costruire con la pratica politica un mondo migliore più giusto, libero e uguale in opportunità e diritti. Per questo motivo siamo a fianco, non solo a parole per quello che le nostre forze ci permettono, con i dissidenti di ogni regime totalitario e antidemocratico, siano essi iraniani, cinesi o africani.

Per questo motivo non spenderemo molte parole sul Nobel attribuito a un dissidente cinese e da esso non ritirato, poiché il regime lo costringe al silenzio e alla reclusione, e visto che non vogliamo spendere troppe parole vane, passiamo la parola a lui, sperando di farcene megafono, sperando che un giorno il suo Paese sia libero.

Di seguito un discorso di Liu Xiaobo, pubblicato su la Repubblica del 11/12/2010.

Per poter esercitare il diritto alla libertà di parola accordato dalla Costituzione bisogna adempiere al proprio dovere sociale di cittadino cinese.

La Cina alla fine diventerà una nazione governata dal diritto, dove i diritti umani saranno messi al primo posto.
Cara moglie, il tuo amore è la luce del sole che scavalca le mura del carcere. Riempie di senso ogni minuto che trascorro dietro le sbarre
Voglio ribadire a questo regime che io rimango fedele ai principi espressi nella Dichiarazione per lo sciopero della fame del 2 giugno, vent´anni fa: io non ho alcun nemico e non provo nessun odio

Questo è uno stralcio del discorso letto ieri dall´attrice Liv Ullmann alla cerimonia di consegna del Nobel per la Pace. E´ stato scritto da nel dicembre del 2009, quando venne condannato dal regime di Pechino a 11 anni di carcere

Nel corso dei miei oltre cinquant´anni di vita, il giugno del 1989 ha rappresentato uno spartiacque. Fino a quel momento ero un esponente della prima generazione di studenti entrati all´università dopo la reintroduzione degli esami d´ingresso che la Rivoluzione Culturale aveva abolito. Dopo aver completato gli studi rimasi all´Università Normale di Pechino per insegnare. Gli studenti mi accolsero bene. E nel frattempo facevo l´intellettuale pubblico, scrivevo articoli e libri che suscitarono un certo clamore negli anni 80. Dopo il 4 giugno del 1989 fui gettato in prigione con l´accusa di «propaganda controrivoluzionaria e istigazione» perché ero tornato dagli Stati Uniti per prendere parte al movimento di protesta.

I SENSI DEL MEDITERRANEO. Bando di selezioni per Giovani Artisti

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 11-12-2010

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L’Associazione degli Amici del Museo d’Arte di Tel Aviv, che dal 2001 con la propria attività sostiene il fondamentale ruolo della cultura per la pace in Medio Oriente, ha scelto di festeggiare il proprio decimo anniversario con un’importante iniziativa: una doppia mostra dal titolo Italia-Israele. I sensi del Mediterraneo, patrocinata dall’Ambasciata Italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura in Israele, dall’Ambasciata Israeliana in Italia e dalla regione Lombardia.

La mostra è finalizzata a promuovere il dialogo e la conoscenza reciproca tra Italia e Israele, attraverso la rappresentazione e l’interpretazione del tema del Mediterraneo, luogo simbolo dell’incontro tra differenti culture. Un’esigenza che appare più urgente oggi, nell’anno in cui nel nostro paese si festeggia il centocinquantenario della proclamazione dell’Unità nazionale. Un evento senz’altro felice e decisivo per l’ingresso della penisola in Europa e nella modernità, ma che ha comportato anche difficoltà politiche, sociali e culturali importanti e transizioni dolorose e violente, ma necessarie al fine di costruire almeno una base di legalità comune a tutti e una coscienza civica condivisa, indipendentemente dalla provenienza geografica e sociale. Chi ricorda oggi che centocinquant’anni fa gli italiani del sud e quelli del nord non parlavano la stessa lingua, avevano usi e  costumi diversissimi, mangiavano cose diverse e si conoscevano appena? L’anniversario attuale è un’occasione preziosa per ripensare tutto questo: soprattutto insieme ad Israele, paese che a sua volta, nel corso dei sessantadue anni della sua esistenza, ha dovuto affrontare un complicato processo di integrazione e di fondazione di una base di vita e di diritto comune per  tutti i suoi cittadini, indipendentemente dalle loro radici etniche e religiose. Un’esperienza di grande valore e importanza che si volge anch’essa, non a caso, sulle rive di questo Mediterraneo i cui “sensi” vogliamo vivere ed intendere, oggi più che mai come prospettive di cambiamento, di civiltà e di pace.

Gli artisti potranno partecipare con l’invio del progetto di un’opera di pittura, scultura, video o fotografia che rievochi “i sensi” del Mediterraneo, nella doppia accezione di “sensazioni” e “significati”.

La mostra si rivolge esclusivamente a giovani artisti al di sotto dei 35 anni e con nazionalità italiana o israeliana.

La mostra si svolgerà in Italia, a Milano, presso l’Hangar Bicocca; e in Israele, a Tel Aviv, presso l’ex stazione di Jaffa.

La mostra sarà curata dal Prof. Martina Corgnati, curatrice del progetto per conto di A.m.a.t.a. e responsabile in particolare della parte italiana, e dal Prof. Mordechai Omer, direttore del Museo d’Arte di Tel Aviv, responsabile in particolare della parte israeliana.

La Commissione di Giuria Italiana sarà presieduta dal Presidente degli Amici del Museo d’Arte di Tel Aviv, Anna Sikos.

I Membri della Giuria Italiana sono (in ordine alfabetico):

Piero Addis

Jean Blanchaert

Maria Giuseppina Caccia Dominioni

Andrea Fustinoni

Roberto Morese

Giulia Puri Negri

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

La Commissione di Giuria Israeliana sarà presieduta dal Prof. Mordechai Omer e sarà a cura del Museo d’Arte di Tel Aviv.

A conclusione della mostra sarà pubblicato un doppio catalogo.

Per Scaricare il bando clicca qui.

Convegno sull’immaginario. Invito

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 11-12-2010

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Si svolgerà a Torino presso la Sala Lauree della Facoltà d Lettere e filosofia dell’Università di Torino il  14 e 15 dicembre 2010 il Convegno dedicato a Immaginari – Prospettive disciplinari,organizzato dal Centro Interdipartimentale di ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino. Il Convegno rappresenta la conclusione del percorso di studi e ricerche che il CIRCE ha organizzato per il 2010 e che si è articolato attraverso la Summer School dedicata all’Immaginario televisivo di settembre e la Summer School dedicata all’Immaginario svoltasi a Sozopol Bulgaria in collaborazione con la New Bulgarian University.

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione dell’Università di Torino è attivo dal 2002, riunisce i Dipartimenti di Filosofia, Scienze Sociali, Studi Politici, Psicologia, Storia, Informatica, Economia, Giurisprudenza dell’Università di Torino. E’ il punto di riferimento scientifico interdisciplinare per la laurea in Scienze della comunicazione, per le lauree magistrali in Comunicazione e Cultura dei media, Produzione e organizzazione della comunicazione e del la conoscenza, e per il dottorato in Scienze e Progetto della comunicazione.