I socialisti europei e le proposte per uscire dalla crisi economica

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica internazionale | Posted on 25-09-2010

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(tratto dal Sito del Partito Socialista Europeo-traduzione nostra).

Il membro del Parlamento Europeo francese Pervenche Bères (gruppo di Democratici & dei socialisti) ha presentato un rapporto sugli effetti della crisi e come affrontarla. Sig.ra Bères ha descritto le misure concrete per combattere la crisi, mettente a fuoco in particolare sulle nuove fonti di reddito – quale una tassa di operazione finanziaria (FTT).

Il PES (Partito Socialista Europeo) ha lungamente sostenuto che l’uscita dalla crisi non può essere ridotta ad una serie di tagli successivi dei bilanci nazionali. ma dovrebbe essere basata sull’identificazione di nuove fonti di reddito su una nuova politica dell’occupazione. Il PES è inoltre convinto che l’investimento nella tecnologia verde debba diventare una priorità a e non possa essere sacrificato per le misure di austerità a breve termine.

Membro del comitato del Parlamento Europeo per l’occupazione e gli affari sociali, Pervenche Bères ha presentato un’analisi delle cause e degli effetti della crisi. Per affrontare la crisi e per favorire un nuovo modello basato sull’imparzialità e sulla sostenibilità, propone un insieme di misure concrete: un FTT, un salario minimo fisso e più investimento nelle tecnologie verdi.

DINO PEDRIALI CAROL RAMA SELF-PORTRAIT

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Eventi, Teoria e critica filosofica | Posted on 17-09-2010

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Lunedì 20 settembre alle ore 20… la Résidance Des Artistes (Kalaa Kebira – Tunisia) presenterà in anteprima il corpus fotografico di Carol Rama, ritratta nella propria abitazione da Dino Pedriali, Maestro della fotografia romano di fama internazionale (dal 21 settembre al 20 ottobre 2010; apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 17).

I trentotto scatti rendono omaggio all’amica e raccontano la grande artista, il corpo nudo, l’atelier, gli oggetti, le opere e Torino, la sua città, diventando […] lo sfondo di un romanzo esistenziale in cui Carol Rama mette in scena se stessa, gli oggetti d’uso quotidiano, gli strumenti di lavoro o semplicemente quei “feticci”, che l’artista torinese ha sempre detto di amare e che “portano sgomento, erotismo nella vita di tutti i giorni”. Tra le rotaie del tram ed il portone di casa compaiono quei “quadri sguaiati”, quelle opere di Rama che insieme alla sperimentazione sulla propria figura ed il proprio corpo hanno fatto della torinese una delle più grandi artiste italiane del novecento. Se la città, l’abitazione e gli oggetti fanno da sfondo al romanzo esistenziale di Rama il suo corpo nudo, il corpo invecchiato di una donna che della vita ha fatto materia di sperimentazione artistica, si presenta invece come la dichiarazione di una vita spesa per l’arte, di un’esistenza esteticamente costruita e vissuta, di una vita che attraverso l’arte lancia la sua ultima sfida, facendo della vecchiaia orgogliosa e sfrontata ultimo ed importante elemento significante (Roberto Mastroianni1).

[…] il lavoro di Dino Pedriali è un vero e proprio atto d’ amore verso le persone e verso le cose. In questa ottica ha inventato, si potrebbe sostenere, una sorta di racconto figurativo fatto di sole immagini che non hanno bisogno di didascalie per spiegarsi ma soltanto di essere disposte secondo un ordine che è essenziale alla comprensione del tutto. […] L’allievo di Man Ray e l’estimatore a oltranza di Andy Warhol esprime il desiderio di entrare e di immergersi in uno spazio e in un tempo che hanno attratto la sua attenzione e di sostarvi martellando incessantemente sull’unico tema che gli sta a cuore di fronte ai suoi personaggi: il riconoscimento e il disvelamento di quella impalpabile essenza che è vivere la vita in un’ ottica integralmente artistica senza altro progetto che non sia quello della scoperta del sé e della comunicazione agli altri, con il solo strumento dell’ immagine, di quelle verità che sono ignote a noi stessi. La storia delle foto scattate nel giugno del 2005 a Carol Rama sono emblematiche di tutta la sua carriera. L’artista sa, in ogni occasione e più che mai in quella occasione, che il soggetto delle sue rappresentazioni è sostanzialmente l’autore delle immagini anche se non è la sua una specie di “foto automatica” a simiglianza della “scrittura automatica” dei surrealisti ma, all’opposto, è un progetto solidamente strutturato. […] Dino persegue, così, un suo inquieto inno alla vita. E’ un artista puro che ha sempre davanti agli occhi quello che lui definisce il più grande art director della storia, quell’Andy Warhol che su di lui ha lasciato un segno indelebile indirizzandone il temperamento e esaltandone la ricerca (Claudio Strinati2).

In mostra il catalogo dell’artista, prodotto da Residances des Artists, con testi critici a cura di Claudio Strinati e Roberto Mastroianni.

2Claudio Strinati è storico d’arte, ideatore e curatore della mostra “CARAVAGGIO”, Scuderie del Quirinale, Roma.

1Roberto Mastroianni è filosofo, curatore e critico d’arte.

Crocifiggere gli innocenti

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Teoria e critica filosofica | Posted on 17-09-2010

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Dal 7 al 30 luglio 2010 la Résidence Des Artistes (Kalaa Kebira – Tunisia) ospiterà Crocifiggere gli innocenti, esposizione collettiva delle opere di Martin Kippenberger, Lucia Nazzaro e Hermann Nitsch, a cura di Leonida Kovač e di Roberto Mastroianni.

Cosa sarebbe successo se il figlio di Dio fosse stato una rana o un topo? Questa sembra essere la domanda soggiacente all’esposizione delle opere “Zuerst die Füße” di Martin Kippenberger, “Ultimo atto” di Lucia Nazzaro e “Crocifissione” di Hermann Nitsch. Cosa sarebbe successo se quello strumento di tortura, morte e violenza (la croce), divenuto in seguito il simbolo di una religione basata sull’amore e la misericordia, fosse stato applicato ad animali marginali e disgustosi come i topi e le rane?
Le tre opere forzano la metafora dell’innocenza, che la nostra cultura identifica con l’agnello, e la ripresentano iconizzando la violenza sull’innocente, sull’inerme, attraverso le figure di due animali disgustosi, il topo e la rana, che da sempre sono posti al margine del mondo umano e dell’estetica occidentale. Il ratto e la rana antropomorfa diventano pertanto il simbolo di un’umanità violata e sono accostati alla figura dell’innocente per antonomasia, il Cristo, come a suggerire che non sarebbe cambiato niente se lo strumento divino della redenzione fosse stato un topo o una ranocchia, perché, in ogni modo la violenza del mondo e le sue mille forme avrebbero dovuto trovare comunque riscatto nel sacrificio di un innocente, capace di mostrare l’assurdità della morte, della violenza e di quella follia umana che viene chiamata peccato (testo critico a cura di Roberto Mastroianni).

In mostra sarà presente il catalogo monografico di Lucia Nazzaro, prodotto dal Centro Culturale Teresa Orsola Bussa de Rossi, con testi critici a cura di Martina Corgnati, Leonida Kovač, Donatella Galasso, Roberto Mastroianni e Antonio Arevalo.

Manifesto del “Gruppo Altiero Spinelli”

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 17-09-2010

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Sottopongo all’attenzione e alla firma dei lettori il Manifesto, che si trova sul sito del “Gruppo Spinelli“, lanciato pochi giorni fa da Verhofstadt e Cohn- Bendit, nel quale è possibile sottoscrivere il “manifesto” dell’iniziativa.

Di seguito una (mia) traduzione del manifesto, per firmarlo clicca qui.

Più che mai, le sfide che affrontiamo oggi sono mondiali: mutamento climatico, esaurimento delle risorse e distruzione ambientale, normativa finanziaria economica e, minaccia nucleare e sicurezza collettiva, commercio più giusto, costruzione della pace…

In questo nuovo mondo, ogni paese europeo è un piccolo paese. Ma presentiamo un vantaggio: abbiamo costruito insieme Unione Europea. È una costruzione notevole in cui stato-nazioni europee, lungamente divise da prolungati conflitti, hanno deciso di “essere unite nella diversità” e formare un Commonwealth, una Comunità nel senso vero senso della parola.

Tentando d’ottenere la pace e la prosperità comuni, siamo riusciti a lavorare insieme e combinare le forze, promuovendo così la prosperità, la democrazia e la riconciliazione, risultato senza precedenti nel continente. Gli Stati nazionali hanno delegato i poteri sovrani alle istituzioni europee per raggiungere gli obiettivi comuni e un’ Unione “sempre più vicina”.

Purtroppo, mentre le sfide ardue di una crisi molteplice richiedono risposte comuni, disegnate almeno al livello europeo, troppi politici cadono nella tentazione di credere nella sola salvezza nazionale. In un momento di interdipendenza e di un mondo globalizzato, aderire ai principi di sovranità e inter-governamentalismo nazionali è non solo una guerra contro lo spirito europeo; è ma un’aggiunta all’impotenza politica.

Oggi le cose stanno muovendo nella direzione opposta, verso la separazione invece che verso un’Unione più vicina, verso un ritorno al nazionale invece che verso un’Europa posta-nazionale. Gettandosi dietro lo spirito comunitario, gli interessi a breve termine degli Stati membri hanno coperto la visione comune. Favorendo le soluzioni intergovernative sopra le soluzioni europee. Quasi arrivando al punto di rottura sull’euro, il simbolo più concreto di integrazione europea.

Ci opponiamo a questa direzione a rovescio e reazionaria. L’Europa ancora una volta è stata messa sotto scacco da una coalizione di politici nazionali. È tempo di riportarla sulla giusta rotta. Crediamo che questo non sia il momento per l’Europa di rallentare un’ulteriore integrazione, ma al contrario accelerarla. La storia dell’Unione Europea ha provato che più Europa, non meno, è la risposta ai problemi che stiamo affrontiamo. Soltanto con le soluzioni europee e uno spirito europeo rinnovato potremo affrontare le sfide mondiali.

Il nazionalismo è un’ideologia del passato. Il nostro scopo è un’Europa federale e post-nazionale, un’Europa dei cittadini. Questo era il sogno. che i padri fondatori hanno lavorato così duro per raggiungere. Ciò era il progetto di Altiero Spinelli. Questa è l’Europa che vogliamo. Poiché questa è l’Europa del futuro.