Una proposta europea di riforma elettorale per l’elezione del Parlamento Europeo.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica internazionale | Posted on 29-08-2010

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La percentuale dei votanti alle ultime elezioni europee è calata a livelli preoccupanti in mancanza di un convincente e coinvolgente messaggio agli elettori. Il sistema dei partiti politici dell’Unione è oggi un raggruppamento informale mentre c’è necessità di una disciplinata struttura di collegamento. Il primo passo è stato fatto con il riconoscimento dei partiti nel Trattato di Maastricht. Il secondo è stato il Regolamento concernente il finanziamento dei Partiti Politici Europei e delle loro Fondazioni. Una opportunità che non può essere perduta al fine di realizzare l’europeizzazione della sfera pubblica e del sistema dei partiti.

Alcuni euro-parlamentari liberali sostengono l’iniziativa di una lista trans-nazionale per il prossimo rinnovo del PE.

Il parlamentare europeo Andrew Duff, inglese e convinto europeista, ha presentato una proposta di riforma elettorale, di cui è relatore e della quale elenchiamo i punti principali:

L’inizio delle fini…

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010

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Lo rottura tra Fini e Berlusconi, ufficializzata dalla cacciata dei finiani dal PDL e dalla formazione dei gruppi parlamentari di Futuro e Libertà, segna un punto di non ritorno per la politica italiana.

Una fase politica si chiude e non si ha certezza di cosa venga dopo.

La lunga transizione italiana tra Prima e Seconda Repubblica potrebbe vedere in questo evento l’inizio della fine. La nostra “povera patria” non ha ancora visto, infatti, una Seconda Repubblica, ma solo una non conclusa e devastante transizione tra la un prima ed un dopo.

La fase politica che inizia con tangentopoli e con la dichiarazione di voto di Berlusconi per Gianfranco Fini, allora candidato a Sindaco di Roma, sembra ormai andare verso la fine e ne è un segno evidente la nota di Filippo Rossi pubblicata su “Fare Futuro” il 19 agosto 2010.

Sarebbe facile deridere la scoperta dell’illiberalità di Berlusconi e del berlusconismo come “editti, ostracismo, dossieraggio e ricatti” e si potrebbe rimproverare a Fini ed ai Finiani di aver retto il gioco di Berlusconi per 15 anni: appoggiando governi illiberali e leggi ad personam, come la legge Gasparri sulle telecomunicazioni o la Cirielli, oppure proponendo leggi liberticide come la Bossi-Fini. Nello stesso tempo si dovrebbe ricordare la presenza di Gianfranco Fini, allora Vice Premier, al G8 di Genova nel 2001 nella camera di regia che coordinava le forze dell’ordine in una vasta repressione di manifestanti perlopiù pacifici fino ad arrivare a quella che è stata più volte definita la “macelleria messicana” della scuola Diaz.

Benvenuti in Italia (Pianeta Terra)…

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 23-08-2010

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Benvenuti in Italia, Pianeta Terra, cari amici futuristi o futuribili.

Sarebbe troppo facile deridere il risveglio dei finiani, deridere le motivazioni con cui “Fare Futuro” individua in Berlusconi il nemico della libertà e della democrazia, dopo che per un quindicennio gli ex e post fascisti guidati da Fini hanno avvallato tutte le misure liberticide di queste destra populista, xenofoba ed autoritaria.

Potremmo ricordare la presenza di Fini nella camera di regia del G8 di Genova, la repressione avvallata e legittimata dalla presenza dell’ex Vice Premier Gianfranco Fini nella camera di regia che guidava le forze dell’ordine nella repressione di pacifici manifestanti portando a quella che è stata definita la “macelleria messicana della scuola Diaz”; potremmo ricordare la legge Bossi-Fini o la legge Gasparri, che ha concesso il monopolio televisivo ed informativo a Silvio B., e molte altre cose se non bastasse ricordare il passato missino e fascista di molti finiani.

Ma sarebbe troppo facile, crediamo invece che i colpi inferti in questi mesi ad un Fini, che da molti anni  sembra aver scoperto la democrazia (“il fascismo male assoluto” e la questione ebraica ne sono un esempio) abbiano finalmente svelato, anche a chi opportunisticamente credeva di poter usare Berlusconi ed il berlusconismo, la natura ademocratica del regime.

Crediamo che si abbia il diritto di cambiare idea e operare scelte politiche conseguenti e crediamo il momento sia tale da trovare in ogni alleato un buon alleato in difesa della nostra “povera patria”.

Detto questo, benvenuti anche voi e bene arruolati nel tentativo di salvare un paese sempre più degradato.

Pubblichiamo di seguito la nota di Filippo Rossi (del 19 agosto 2010), direttore di Fare Futuro, sul Berlusconi degli editti e del liberticidio.

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Speravamo che il berlusconismo non fosse come lo dipingevano i nemici, ma…

Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà

di Filippo Rossi

Eravamo convinti che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari.

Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito.  Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da “editti bulgari”; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.

Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima.

Voglio ricordare la dignità di mio padre operaio

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis | Posted on 19-08-2010

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Posto questa bella nota di Luca Mazzuzzo perché credo sia importante, in questo periodo in cui molti fanno a gara per denigrare il lavoro e la sua dignità, ricordare il valore del lavoro e la dignità dei lavoratori per chiunque si definisca di sinistra. Per me socialismo è una parola che odora della stessa dignità di un operaio….

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.

L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.

Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.

Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010,  su La Stampa di Torino, ho letto l’editoriale del Professor. Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal professor Mario Deaglio a Radio 24 tra le 17,30  e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010).

Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis.

Odorava di dignità.

Gramizia n.4

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 13-08-2010

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Di Claudio Bellavita con una vignetta di Tersite (Ade Zeno).

Notizie tipo: ”pregiudicato di 38 anni provoca incidente stradale, probabilmente  in preda a droga e alcol”. fan parte della cronaca ordinaria. Questa un po’ meno…

“I carabinieri del turno di ferragosto a Palazzo Chigi hanno sorpreso un individuo con pesante cerone, parrucchino e tacchi rialzati aggirarsi per gli uffici. Considerato l’evidente travestimento, gli hanno chiesto i documenti, ricevendo un profluvio di invettive e la ripetuta affermazione “ma non vedete che sono il presidente del Consiglio?”. Mentre un carabimiere replicava ” e io sono Napoleone”, un appuntato, per prudenza, digitava “Berlusconi, Silvio” sul computer collegato all’archivio centrale e da ore è bloccato a leggere ininterrotte imputazioni e carichi pendenti del soggetto.

Poichè il pregiudicato continuava a dare in escandescenze contro le forze dell’ordine, la magistratura e un certo Fini (che non sembra essere il produttore di tortellini) i carabinieri  han pensato di chiamare il pronto intervento psichiatrico, che naturalmente ha risposto “portatecelo qua”. La ricerca di una ambulanza è in corso da 3 ore.

Intanto il soggetto   in preda a  smanie convulsive gridava ripetutamente  “chiamate subito Capezzone, lui da Roma non si muove mai”, proferendo ingiurie varie all’indirizzo del nominato.. Un secondo carabiniere si collegava con gli archivi della buon costume, rimanendo anche lui bloccato da ore dalla lettura delle pendenze in corso.

I controlli all’ingresso non hanno evidenziato il rilascio di un “passi”. Al pregiudicato è vietato mettersi in contatto con l’esterno fino al termine dei controlli, che si prevede si esuriscano non prima di 24 ore, sempre che il servizio psichiatrico non disponga, come è probabile, un TSO. Mancando una identificazione certa, si è cercato di fare una foto segnaletica da trasmettere alle questure, ma il soggetto si muove furiosamente e di continuo. E’ stato comunque allertato l’antiterrorismo che, con la solerzia che lo contraddistingue anche in caso di bombe e stragi, non si recherà sul posto prima di 48 ore

Cavour. Una vita diversa dal solito di Claudio Bellavita

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Politica nazionale | Posted on 07-08-2010

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In tempo di festeggiamenti sull’Unità d’Italia e sul suo 150nario, si sentiranno dire molte sciocchezze, in verità abbiamo già cominciato a sentirne: dalle urla scomposte di Bossi, che ha già cominciato a inveire contro l’Unità con i terroni, al rimpianto dei meridionali per le loro riserve auree e i bilanci in pareggio; dalla rivalutazione dei Borboni alle scempiagini sulla superiorità padana o papista .

Volendo dare un piccolo contributo alla discussione, sin modo un po’ più serio, postiamo questo piccolo saggio dell’amico e compagno Claudio Bellavita. Buona lettura.

Cominciamo dall’anagrafe: quello che tutti chiamano Camillo di Cavour, e che così si firmava, tecnicamente era Camillo Benso dei marchesi di Cavour, conte di Isolabella.

I Benso erano una antica famiglia di banchieri di Chieri, che già alla fine del 1200 si nobilitarono acquistando con altre 4 famiglie dal vescovo di Torino la signoria di Santena (che era un acquitrino). ne nacque un ramo cadetto, i Benso di Ponticelli (un pezzetto di Santena), che ebbero maggior fortuna e si comprarono prima la contea di Isolabella poi il marchesato di Cavour . Si dice che il secondo marchese abbia reso un importante servizio al Duca Carlo Emanuele II, sposando una sua amante francese, la Trecesson, che metteva le corna al ducale amante con il suo comandante delle guardie, che aveva il palazzo contiguo al suo, passando attraverso un armadio forato. Il tutto avveniva dove c’è adesso il San Paolo, dove di armadi forati non dovrebbero più essercene..

Il ramo principale, che solo nel 700 acquistò il titolo di conti di Santena, si estinse poco dopo, e iCavour acquistarono i loro diritti.

Infine, se Camillo avesse messo su famiglia, avrebbe potuto provvedere anche a suoi eventuali rami cadetti rivendicando  il titolo di conte connesso alla tenuta di Leri, che di fatto gli spettava. Ma, restato scapolo, non si venne mai a una divisione dei beni con il fratello Gustavo.

La famiglia, che si era piuttosto mal ridotta ai tempi del bisnonno Michele che mise al mondo ben 16 figli, di cui 8 figlie, tutte da dotare, si tirò su grazie al matrimonio del primogenito Filippo con Filippina di Sales, ricca ma soprattutto intelligente amministratrice, oltre che di idee molto avanzate per l’epoca, nonostante la parentela  con San Francesco di Sales. Fu la cosa migliore che fece il nonno di Cavour, che non doveva essere un’aquila visto che nell’esercito non andò mai oltre il grado di capitano mentre un suo fratello cadetto divenne generale.

Un decennio vissuto da leader e da premier

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale | Posted on 01-08-2010

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Pubblichiamo un articolo dell’amico e compagno Aldo Garzia sul decennale di Zapatero leader e capo ci governo.

Zapatero, a sorpresa, è stato eletto segretario del Partito socialista spagnolo nel 2000. Poi ha vinto le elezioni politiche del 2004 e del 2008, rendendo più democratica e solidale la Spagna grazie alla messa in pratica dell’idea del “socialismo dei cittadini”. Da due anni il premier di Madrid fa però a pugni con la crisi economica. Ma nella festa per il decennale da segretario ha avvertito amici e nemici: «Non mi arrendo, ho voglia di combattere». Di lui aveva detto D’Alema: «È un fenomeno effimero»

di Aldo Garzia

Lunedì scorso 26 luglio, nella storica sede del Partito socialista spagnolo (Psoe) in via Ferraz a Madrid, si sono svolti i festeggiamenti per celebrare i dieci anni trascorsi da quando José Luis Rodríguez Zapatero è stato eletto segretario. Cerimonia sobria, come è nello stile del leader socialista. Invitato tutto il gruppo dirigente del Psoe e del governo, poi un discorso di poco più di venti minuti in cui Zapatero è tornato a sfoderare la grinta e l’ottimismo che gli sono abituali per ribadire l’impegno a fronteggiare la crisi economica in cui si è impantanata la Spagna (il video dei festeggiamenti si trova su internet: http://psoe.es/zapatero10/). Gli occhi gli sono diventati lucidi nel rivedere le immagini del Congresso che lo elesse leader nel 2000 e poi quelle delle due consecutive vittorie elettorali nel 2004 e nel 2008. La prima conferenza stampa da premier la concluse con una frase che resta un impegno: «Le responsabilità politiche non mi cambieranno». E in questa piccola cerimonia le prime parole di ringraziamento le ha rivolte a José Bono, oggi presidente del Parlamento, che nel 2000 batté ai voti per diventare segretario del Psoe.

Lo statuto del PDL. Gramizia n.3

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 01-08-2010

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Proponiamo (dopo una lunga pausa) una Gramizia di Claudio Bellavita accompagnata da una vignetta di Tersite (di Ade Zeno).

Nell’entusiasmo generale per l’energica decisione di cacciare quel traditore di Fini, ai più è sfuggito che nel corso della riunione dell’ufficio di presidenza è anche stato approvato lo statuto del pdl, che nessuno si ricordava se esisteva, ma non abbiamo mica tempo per queste stronzate, tanto i soldi del contributo pubblico ce li danno lo stesso.

Con una certa insistenza, siamo riusciti a ottenerne una copia dalle suore di clausura “Devote Ricamatrici Minzoliniane”, che avevano ritirato il venerabile documento per adornarlo, ma han deciso di fare prima un triduo di adorazione continua.

Ecco il testo:

art 1- Berlusconi ha sempre ragione

art.2- non servono altri articoli, non abbiamo tempo da perdere in chiacchiere

art 3- chi non condivide anche uno solo dei precedenti due articoli verrà cacciato a calci. In casi ritenuti da Berlusconi di particolare gravità, gli spezzeremo le reni, come alla Grecia

art. 4- Chi dice “queste cose le abbiamo già sentite, e si è visto come è andata” è uno sporco comunista e gli deve essere impedito di votare. Appena si leva dai piedi sto rintronato di Napolitano, facciamo un decreto legge e ci mettiamo subito la fiducia.