Il Paese del NON

Posted by roberto09 | Posted in Comunicazione | Posted on 21-02-2010

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

0

(di Roberto Mastroianni con una vignetta di Tersite).

Questo era il “Bel Paese ove il sì suona” ora Berlusconi ed i suoi megafoni (i berluscones in parlamento) ed i suoi cani da guardia (i giornalisti ed i faccendieri asserviti a Silvio B.) ci spiegano che questo in verità è il “bel paese dove il non suona”.

Infatti questo è il paese che :

“non è in crisi finanziaria”;

in cui “non ci sono servizi segreti deviati”;

in cui “non c’è una nuova tangentopoli”;

in cui la democrazia “non è in pericolo”;

in cui “non c’è un problema di legalità legato all’operato di Bertolaso”,

in cui “non ci sono i fascisti al governo (i berluscones”);

in cui non ci sono i nazisti al governo (i leghisti);

in cui “non c’è una speculazione criminosa sul terremoto dell’Aquila”;

in cui “non c’è un problema di libertà di informazione”;

in cui “non ci sono problemi di legalità”;

in cui “non c’è la camorra”;

in cui “non c’è la maffia”;

in cui “non c’è l’ ‘ndrangheta”;

in cui “non c’è il puttanismo elevato a meritocrazia”;

in cui “non c’è un’opposizione impotente”;

in cui “non c’è povertà”;

in cui “non c’è degrado culturale e politico”

in cui “non c’è malcostume”

in cui “non c’è Berlusconi”…

In un’Italia, in cui la realtà è formata al 50 % dalle illusioni televisive ed al 50% dai dati di realtà, “non c’è più niente” se non la pubblicità di un noto formaggio che racconta del BelPaese…

Storia di un fallimento

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 20-02-2010

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

0

di Pietro Folena (tratto da Epolis del 16 febbraio 2010).

L’uso politico strumentale del fattore sicurezza tocca a Milano, in queste ore, le vette dell’indecenza.

I partiti che da quasi vent’anni sono responsabili di tutto nella città e nella Regione, gli stessi che dal 94 ad oggi hanno governato per nove anni abbondanti con lo stesso premier e che hanno scritto e voluto la legge sull’immigrazione (la cosiddetta Bossi-Fini) in vigore dal 2003, anziché assumersi le proprie responsabilità organizzano una fiaccolata di protesta in via Padova, dove gli agenti di polizia, sottopagati e senza straordinari, già faticano a tenere gli animi tranquilli.

Una parte di questi irresponsabili, al grido “tolleranza zero”, annuncia: li prenderemo casa per casa, porta per porta! Le proposte di rallestramento dei moderni feldmarescialli leghisti (gli stessi della scomunica contro il cardinale Tettamanzi) sono state stoppate dal leghista Ministro dell’Interno e dallo stesso Bossi.

Bertolasocrazia

Posted by roberto09 | Posted in Politica nazionale | Posted on 12-02-2010

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

0

di Pietro Folena (tratto da Epolis del 12 febbraio 2010).

Il terremoto morale che scuote dalla fondamenta la Protezione Civile e il suo simbolo, Guido Bertolaso, va affrontato con la stessa determinazione che si dimostra di fronte alle catastrofi naturali. Rischia infatti, dall’inchiesta di Firenze e dalla pubblicazione di intercettazioni sconcertanti sui vertici del settore, di essere infangata l’opera straordinaria e meritoria che uomini e donne della Protezione Civile hanno prestato e prestano, a cominciare dal terremoto dell’Aquila.

Per questo – al di là di rilievi penali e di responsabilità di fronte alla giustizia- la scelta di Bertolaso di rassegnare le dimissioni era giusta e doverosa: per potersi meglio difendere nell’indagine in corso e dalle eventuali accuse che possono essere formulate, e anche perché i propri comportamenti privati (così come vengono raccontati nelle intercettazioni) non gettino discredito, se non debitamente confutati, su un’istituzione di cui gli italiani hanno fiducia.

“Questa vicenda è un cazzotto allo stomaco” (Pezzopane, Presidente della Provincia dell’Aquila, centrosinistra); “sciacalli, fanno schifo” (Cialente, Sindaco dell’Aquila, centrosinistra); “si debbono usare le deroghe previste per l’emergenza?” (Chiodi, Presidente della Regione, centrodestra).

Al fondo del problema, sta l’enorme potere discrezionale che da anni è stato concentrato nelle mani di un solo uomo e del suo staff non solo per gestire le emergenze, ma tutti gli eventi di rilievo. Anni addietro, senza scandalismi e insinuazioni, quando Bertolaso aveva molti sponsor anche nel centrosinistra, era stato già posto da qualcuno con chiarezza il problema di quest’anomalia: grandi opere senza appalti, imprese amiche e di fiducia, fine di ogni procedura certa.

Oggi ci si può domandare – criticando la burocrazia che spesso frena tutto – che cosa sia davvero la “bertolasocrazia”, di cui lo zar dell’emergenza ha parlato in Senato per difendere la Spa in formazione: è rapidità ed efficacia, o sistema di potere assetato di soldi ?Quel “partire in quarta, non c’è ne mica uno al giorno”, pronunciato la notte del sisma abruzzese da alcuni degli indagati getta una luce sinistra sulla Spa in formazione.

La riconferma dell’atto di chiarezza di Bertolaso – come in vicende del tutto diverse ma forse non più gravi lo sono stati gli atti di Marrazzo e di Delbono – e la correzione della trita linea urlata data dal premier in queste ore, dimostrerebbe grande senso delle istituzioni, aiuterebbe a circoscrivere e colpire eventuali responsabilità penali, permetterebbe di ricostruire senza ombre i comportamenti privati di un uomo pubblico, e forse aiuterebbe a correggere le scelte legislative in atto, sposando efficienza e trasparenza, tempestività e controlli democratici.

Appello. Per la libertà del pensiero economico.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 10-02-2010

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , ,

0

03/02/2010

sbilanciamoci.info aderisce al “manifesto per la libertà del pensiero economico”, lanciato dall’Associazione Paolo Sylos Labini. Ecco il testo dell’appello

1. La teoria dominante è in crisi

Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.

2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.

Un Paese troppo lungo (presentazione di)

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis | Posted on 08-02-2010

Tag:, , , , , , , , ,

0

Presentazione del libro di Giorgio Ruffolo (Einaudi Editore)

.

“UN PAESE TROPPO LUNGO.

L’Unità Nazionale in Pericolo.”

.

Con l’Autore discuteranno:

.

Giorgio Benvenuto,

Presidente della Fondazione Bruno Buozzi

.

Ferruccio De Bortoli,

Direttore del Corriere della Sera

.

Massimo Ponzellini,

Presidente della Banca Popolare di Milano

.

Introduce e coordina Mario Artali,

Presidente del Circolo De Amicis

Martedì 23 febbraio 2010, ore 18

Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano

Via S.Paolo 12 – Milano

Il lavoro e il capitale

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 04-02-2010

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , ,

0

di Pietro Folena (tratto da Epolis del 2 febbraio 2010).

“Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità”.

Lo ha scritto papa Benedetto XVI° nell’enciclica Caritas in veritate, i cui concetti ha ribadito domenica all’Angelus, davanti agli operai di Portovesme.

Chissà Sergio Marra, operaio di 36 anni, suicida perché prostrato dopo aver perso il lavoro a Zingonia, in una piccola fabbrica chimica, se aveva letto di quest’enciclica.

Certo è che il capitale la sua persona, la sua integrità non l’hanno rispettata. Il lavoro ridotto a merce, precarizzato all’estremo, prima vittima delle multinazionali (così per Termini Imerese, dove Marchionne paga il prezzo del suo shopping internazionale, così per l’Alcoa di Portovesme, dove gli americani chiudono dalla mattina alla sera), non più un valore – quello di cui parla l’art.1 della Costituzione –, oggi è frullato.

Poche chiacchiere: solo la fine del credo liberista degli anni 90, che ha travolto tutte le culture politiche, potrà fermare questo massacro.

Occorre un nuovo credo lavorista, o laburista: una vera e propria rivoluzione copernicana delle politiche economiche e sociali. Su queste colonne sosteniamo da tempo questa tesi, anche quando eravamo più soli.

La compagnia oggi si è arricchita: il cardinale Tettamanzi (Milano), il cardinale Poletto (Torino), il cardinale Scola (Venezia), il cardinale Romeo (Palermo). La Chiesa – lo testimoniano anche gli operai a San Pietro – sembra uno dei pochi baluardi morali e sociali a difesa del lavoro. E così la CGIL, colpevolmente isolata dalle altre confederazioni sindacali.

E tuttavia all’appello mancano ancora i soggetti che più possono compiere la rottura col passato.

Il primo sono gli imprenditori, o meglio la Confindustria, attardata a chiedere vecchie politiche liberali anziché un’azione volta a aumentare i sostegni pubblici alle aziende che danno lavoro stabile, duraturo, garantito.

Il secondo è il Governo, che agisce come se fosse l’opposizione denunciando demagogicamente questa o quella impresa salvo poi non prendere iniziative forti e chiare: per trovare un investitore, anche internazionale a Termini, per sostenere costi quel che costi Portovesme, e per intraprendere un programma deciso di sostegno all’occupazione e di lotta alla precarietà – anticamera della disoccupazione – , decantata dal ministro del Lavoro come regno delle opportunità. E infine le opposizioni, a partire dal Pd. Anche dai carri del Carnevale, leggiamo oggi, è scomparsa la sinistra.

Un’estinzione lunga e inesorabile. Più coraggio e più radicalità: questo ci si aspetta da Bersani. E’ l’ora della rinascita di una grande forza politica che tuteli e rappresenti il lavoro, e l’aspirazione a un lavoro vero e a un reddito sicuro.