Benvenuti ad Ellis Island.

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 31-01-2010

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Nell’ultimo periodo ci siamo occupati molto della Lega e dei suoi deliri, lo facciamo perché non crediamo, come invece alcuni politici italiani hanno fatto nel recente passato (in primis D’Alema), che essa sia una costola popolare della sinistra o un fenomeno effimero e folclorico.

Crediamo invece che la Lega sia un fenomeno pericoloso, la forma di un nuovo nazismo localista, che  inventandosi una tradizione immaginaria (la Padania) è riuscito a cambiare il senso comune della Nazione, mettendone in pericolo l’unità stessa.

Gli italiani sono impauriti ed il Paese è destabilizzato dalle spinte disgreganti di una globalizzazione neoliberista che mostra la corda, tutto ciò non permette di affrontare con la giusta serietà un problema come l’immigrazione, che pretenderebbe invece risposte politiche alte e lucide.

In questo momento l’Italia assomiglia agli Stati Uniti di inizio Novecento e le paure degli italiani sono simili a quelle provate da coloro che, negli italiani, vedevano degli immigrati all’inizio del secolo scorso.

Insomma, Torino, Roma, Milano o Rosarno come Ellis Island e per spiegare tutto ciòai nostri “nazisti in camicia verde” meglio una vecchia canzone che altre parole…..

E’ una canzone  in piemontese di un gruppo torinese che aveva un nome africano e che da molti anni, con nostro profondo rammarico, non ci regala più un nuovo album. Speriamo che la lingua “padana” utilizzata da MAU MAU permetta anche ai leghisti di  capire qualcosa, almeno non avranno la scusa della lingua straniera (l’italiano) ….

Il ribrezzo per il nuovo fascismo

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 31-01-2010

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Abbiamo già detto che il fascismo è arbitrio istituzionalizzato, che il fascismo è l’arbitrio e la violenza che diventano senso comune.

Ora il ribrezzo ci rende attoniti e davanti ad una semplice domanda non sappiamo come rispondere e come rendere ragione del tempo che passa e del declino di questo paese.

La domanda è semplice: “Come è possibile che gli abitanti di Rosarno siano nostri concittadini, che facciano parte della nostra comunità, che votino nelle stesse urne in cui votiamo noi e che scelgano insieme a noi coloro che ci devono governare?”

Domanda che potrebbe essere declinata rispetto altri luoghi, ma sempre con le stesse modalità e lo stesso stupore.

Come è possibile il “white crhistmas” nel  bresciano o la deriva leghista nazi-sceriffesca del Veneto di Gentilini?

Come è possibile che le mafie possano ridurre gli immigrati a nuovi schiavi e nessuno dica niente e che le stesse comunità, che assistono silenti al nuovo schiavismo, siano poi pronte a dare la colpa agli immigrati di tutti i loro mali?

Forse una risposta c’è: la logica del pogrom e del capro espiatorio. Assistiamo infatti alle ennesime guerre tra poveri, in cui il sottoproletariato italiano è facile vittima delle retoriche dei poteri malavitosi  e del nuovo fascismo.

Ma le colpe di questo effetto di ripulsa contro l’immigrato, del razzismo che diviene senso comune è della mancanza di un’alternativa di società.

In mancanza di movimenti organizzati, che sappiano dare risposte politiche al malessere di una società instabile ed impaurita, assisteremo infatti ad un deteriorarsi sempre maggiore della nostra convivenza civile e,  forse, è arrivato il tempo di dare risposte politiche e di trovare nuovi attori capaci di rendere conto di problemi come la legalità, l’immigrazione e la sicurezza, senza queste risposte la nostra stessa democrazia è in pericolo.

Senza queste risposte rimarrà solo il ribrezzo, la paura e la solitudine.

Il “giorno della memoria” tra antisemitismo ed antisionismo

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica internazionale, Politica nazionale | Posted on 30-01-2010

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Si chiude una settimana piena di celebrazioni attorno al “giorno della memoria”, in cui abbiamo assistito a provocazioni e sfregi antisemiti di ogni colore e tendenza culturale.

Abbiamo già affrontato il tema delle provocazioni leghiste, con le quali esponenti politici e la radio dei “nazisti in camicia verde” (Radio Padania) hanno paragonato Anna Frank ad una santa pornografa, a questo si aggiungono: gli sfregi (le scritte fasciste di Militia in Via Cavour e in Via Tasso a Roma), la deliranti promesse di Khamenei sulla distruzione dello Stato di Israele ed  il volantino fascista (del Movimento d’Azione Sociale) trovato in via Veronese a Roma, nel cortile dei Templi.

Tutte queste manifestazioni di antisemitismo hanno trovato la condanna di esponenti politici italiani (di destra e di sinistra), della stampa progressista (“Liberazione”, “L’unità” ed “Il Manifesto”), di quella cattolica (“Avvenire”) e della Chiesa.

Insomma, tutti hanno condannato e tutti condannano (“Il manifesto” titolava “Vergogna nera”, “L’Unità” “La Roma fascista sporca il ricordo dell’Olocausto”e l’ “Avvenire” “La vergogna”) e si dicono addolorati .

Nello stesso tempo, l’ambiguità tra antisionismo ed antisemitismo si perpetua: la sinistra come l’estrema destra si presenta  incapace, nelle migliori ipotesi, di trattare Israele come uno Stato normale e nelle peggiori di fomentare la confusione tra i due concetti, al fine di utilizzare la questione ebraica e quella palestinese come retoriche nella battaglia politica.

A rieccoli gli “antisemiti in camicia verde”. Una nuova puntata del “diario di Anna Frank secondo la Lega”.

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 26-01-2010

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Eccoli di nuovo gli antisemiti vestiti di verde….

Nella settimana del “giorno della memoria” i leghisti tornano a parlare di Anna Frank ( chi volesse può leggere un articolo di Daniele Sensi e sotto potete ascoltare il pezzo di Radio Padania).

Cravatta e camicia verde al posto della camicia bruna e le solite sciocchezze  antisemite che ritornano:  ”la lobby di potere ebraica” e la “santificazione della memoria utile a coprire le peggiori nefandezze e la volontà di conquistare il mondo”,  insomma ciarpame antisemita e pseudonazista spacciato per intelligente commento politico.

Rieccoli i nazi-fascisti antisemiti ed i loro “riflessi pavloviani”, sono incontenibili, è più forte di loro e ne tirano fuori una al giorno e quando non sono soddisfatti di prendersela con “terroni” e “negri” rispolverano pure il nemico ebraico e le lobby di potere che governano il mondo.

Abbiamo scritto qualche giorno fa di un tal Paolo Grimoldi (è questo il nome di un moralizzatore in cravatta verde e deputato leghista che accusa il Diario di Anna Frank di essere un testo pornografico), questo “camiciotto verde” almeno cercava di coprire il proprio antisemitismo con una storiella su l’immoralità di alcune pagine di Anna Frank e lo accusavamo di essersi inventato una storiella senza senso, ricordandogli che “almeno una volta gli antisemiti si sforzavano di inventare accuse e storie migliori per giustificare il loro antisemitismo”.

Dobbiamo essere stati così convincenti da spingere l’ufficio stampa del “nazismo-localista in camicia verde” a tirare fuori dal cassetto le vecchie storielle antisemite  e nello stesso tempo a spingere  un conduttore di “Radio Padania” a prospettare per noi la punizione divina.

Il crociato radiofonico  del “nazismo padano” (Andrea Rognoni) tuona, infatti, con voce da profeta direttamente illuminato da Dio:  ”Non vogliamo vedere film dove gli omosessuali si slinguano tra di loro: la depravazione morale sta raggiungendo il suo limite estremo, arrivando a superare la cattiveria con la quale Hitler ha mandato sei milioni di ebrei a morire. Crepate, voi che ci date dei moralisti e dei bacchettoni, crepate assieme a Satana. Noi siamo sicuri di salvarci; voi crepate pure”.

Non contento questo verde profeta (avrà una tunica verde? un saio verde?) aggiunge: ”hanno fatto di Anna Frank una santa, tanto da averle dedicato una giornata, il 27 gennaio” e che “ne difenderebbero il Diario anche se vi fossero colate quattro pagine di sterco”.

E’ più forte di loro sono antisemiti e non riescono a contenersi, allora forse è meglio chiarire che scherzavamo e che non è necessario rispolverare le storielle su i “saggi di Sion” e le lobby che santificano la memoria della shoah, per farci capire che sono antisemiti e razzisti, lo avevamo già capito ed intendavamo attaccarli per il loro antisemitismo, mica chiedere loro di cambiare fregnacce.

La Repubblica di Hammamet

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Politica nazionale | Posted on 19-01-2010

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di Luca Telese (tratto da www.antefatto.it, da Il fatto del 19 gennaio 2009).

I ministri in pellegrinaggio e il pantheon della destra

Hammamet

Craxiani ad Hammamet, come fascisti su Marte. Malinconici, simpatici, vagamente surreali. Si aggirano per gli albergoni fantasma di questo paese fantastico, in un tempo fuori stagione: strade deserte, tassisti fermi agli angoli delle strade,ovunque ritratti ritoccati del presidente Ben Alì che pare il figlio di stesso, i ragazzi ventenni delle boutique delle griffe contraffatte che inseguono disperati i clienti: “Ehi, italiano, anche io ero amico di Bettino! Entra a vedere le borse…”.

È un luogo strano, un po’ Sherazade, un po’ Rimini: piove, e non si può nemmeno dire “governo ladro”. La sera fa freddo. Craxiani fuori stagione, craxiani che per due giorni affollano gli hotel spopolati come in un impossibile ritorno al passato, che la sera ballano il liscio e guardano lo spettacolino del cabaret, rievocano gli anni ruggenti e le cronache dei comitati centrali seduti intorno ai divanetti, “ti ricordi i meriti e i bisogni”?
E al centro c’è Gianni De Michelis che scherza e fa battute, come se fosse tornata l’aria di baldoria degli anni Ottanta.

Se doveva partire da questo angolo fuori dal tempo di Tunisia, la celebrazione di un eroe riabilitato, se doveva essere accesa qui, la stella più importante di un nuovo Pantheon dell’Italia berlusconiana – da Craxi a Mangano – qualcosa non è andato come doveva. Perché questa tribù è una tribù senza figli, e persino i tre ministri del governo Berlusconi, “i tre ministri socialisti”, si materializzano all’improvviso davanti alla tomba semplice e bianchissima del cimitero italiano, come se fossero paracadutati da un altro pianeta.

Non sono tre esecutori testamentari, ma tre Re magi: ecco Franco Frattini scortato da Tarak Ben Ammar, ecco Maurizio Sacconi, Renato Brunetta che si fa largo, solo un passo indietro. Il minuto di silenzio non si fa. Se questa doveva essere l’occasione per ribattezzare Craxi davanti all’opinione pubblica, l’operazione è riuscita meglio in Italia, dove è arrivata l’eco mediatica di un avvenimento che sul palcoscenico tunisino non c’è stato.

Il mio nome è legione. Le conseguenze virtuose delle bombe.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Lo spazio della Polis | Posted on 18-01-2010

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Propongo un articolo molto interessante di un amico (Gianluigi Ricuperati), che spesso ospito su questo blog, e che affronta le conseguenze della guerra, tema da lui già affrontato in un libro uscito per Bollati Boringhieri ( Viet Now. La memoria è vuota) del quale potete leggere una recensione di Giorgio Vasta cliccando qui.

di Gianluigi Ricuperati ( tratto da www.giudiziouniversale.it).

Ho letto su una bellissima rivista francese, XXI, la storia delle isole “rattrappite” dagli effetti degli esperimenti nucleari (americani, francesi eccetera) negli anni cinquanta. Alle mamme delle isole Marshall, che davano alla luce bambini malformati, bambini-medusa, bambini-con-la-coda, le autorità statunitensi, che avevano la proprietà di quel gruppo di atolli sospesi nel mezzo dell’Oceano Pacifico, dicevano che doveva essere per forza la sifilide. E questo ovviamente gettava sulla loro vita matrimoniale ombre e vergogna, visto che partorire un feto rimasto minuscolo a causa dell’effetto delle radiazioni veniva percepito come lettera scarlatta e stigma dal “sapere” popolare, in tutto dipendente dalla cattiva o non-esistente informazione provvista dal “potere” dello Stato, in quel caso americano.

Mi ha colpito la forma della rabbia di una cittadina delle Isole Marshall, raccontata dall’articolo, una certa Ljion, che da tempo ha rinunciato a essere madre dopo aver fatto nascere diverse creature “irradiate”, mi ha colpito con la forza eufonica del francese pourquoi. Ripete mostrando al giornalista le fotografie dei feti malformati, pourqoui, pourquoi, pourquoi.

Le centinaia di esperimenti nucleari effettuati sotto la volta celeste e sotto la crosta terrestre ispezionano la storia del Ventesimo Secolo come una lunga colonna verticale di stetoscopi feroci, sintomi e strumenti al contempo, feroci contro qualunque cosa esistente: la terra in sé, i frutti che essa può dare, il corredo genetico delle popolazioni (la memoria “genetica” che ho indagato anche nel libro sul Vietnam, Viet Now, uscito da Bollati Boringhieri, la memoria che non si arrende mai, è quella intrecciata alle modulazioni infinitesimali dei nodi ribonucleici): la mente e l’immaginazione e la possibilità di vita di queste sfortunate vittime, schiacciate senza sosta dalle urgenze della ragione di Stato.

Frei Betto. Ritratto di un non allineato, eretico e teologo marxista

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo, Politica internazionale, Teoria e critica filosofica | Posted on 18-01-2010

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dio Antonio di Nozzo (tratto da Terra del 18 gennaio 2010).

PERSONAGGI. Frei Betto: frate domenicano, politico, giornalista, scrittore. Figura storica della lotta contro la dittatura militare brasiliana, vero e proprio “motore” del movimento di Porto Alegre e dei Forum sociali, autore con Fidel Castro del best seller “Fidel e la religione”. Il suo spirito critico è indomito. Non accetta neppure la moderazione del suo amico, il presidente Lula: «Abbiamo bisogno di politiche di governo, non della politica del governo».
Un mite, non tanto, politico e intellettuale brasiliano incontra una compagnia di danza di ex ragazzi di strada di Rio De Janeiro. Sono seduti attorno a un tavolo a poche ore dal debutto. L’uomo si aggiusta gli occhiali guardando i suoi giovani interlocutori. E inizia a parlare, scandendo le parole. «L’arte, tutta l’arte, è essenzialmente politica. Non può mai essere solo apparentemente politica. Perché la politica è tutto, è l’arma politica che vi permette di stare qui». Sorride appena, accennando a una pausa. «Pensate a questo: quando salite sul palco siete come i vostri fratelli sem terra che occupano il latifondo. Pensateci, stasera, quando salirete sul palco, anche voi starete occupando le terre del latifondo. È il vostro modo di fare politica. È il vostro modo di cambiare il mondo. Il vostro modo di cambiare la realtà ». Retorico? Demagogico? Se a pronunciare queste parole non fosse Frei Betto da Belo Horizonte probabilmente si.

Haiti e la lunga notte dei funerali voodoo

Posted by roberto09 | Posted in Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 17-01-2010

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Haiti è sprofondata nel dolore e nel terrore.

I saccheggi e la violenza sono le costanti del dopo terremoto e tra un po’ anche i nostri sensi di colpa verranno cancellati dal tempo che scorre, in un mondo capace di dimenticare in pochi giorni le peggiori tragedie.

Di seguito troverete due articoli molto belli di Vittorio Zucconi comparsi nei giorni scorsi su Repubblica (per chi non lo avesse capito credo che Zucconi sia un grande giornalista), spero che possano essere utili ad inquadrare il contesto di un mondo lontano e dimenticato.

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Di seguito: “Il giardino del diavolo”  e “La lunga notte dei funerali voodoo” di V. Zucconi.

Ancora sulla Lega… “I valori senza valore” di Vittorio Zucconi

Posted by roberto09 | Posted in Mondo, Politica nazionale | Posted on 17-01-2010

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Visto lo zelo con cui i leghisti hanno cominciato ad occuparsi del “bene comune”, del “comune senso del pudore” e dell’educazione sentimentale dei nostri bambini ( vi pregherei di leggere il post su Anna Frank e lo zelante antisemita in cravatta verde che trovate qui sotto), urge approfondire le spinte ideali che muovono i nostri moralizzatori in camicia verde. Per questo motivo dedicheremo d’ora in poi particolare attenzione ai nostri verdi eroi, che hanno deciso di intraprendere una guerra in difesa “nostra” e delle “nostre radici cristiane”…. A questo proposito postiamo una bella nota di Vittorio Zucconi

I valori senza valore

di Vittorio Zucconi (tratto da blog di Vittorio Zucconi)

“Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto questo a uno solo dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me.(Matteo, 25, 37-40). Noi che, fortunatamente, viviamo in nazioni non teocratiche abbiamo pieno diritto di ignorare quello che dice il libro dei cristiani o qualsiasi altro libro e non spetta a nessun giornalista distribuire omelie. Ma una domanda (sempre con queste domande, che noia) viene naturale: sono questi i valori cristiani che i campioni del berlusconismo millantano e che gli elettori della Lega, i legionari inflessibili delle “radici cristiane”, difendono e rappresentano in Italia? Non è obbligatorio praticare il Vangelo. Gli affamati e i forestieri possono anche essere respinti a pedate nel sedere o deportati da una casella all’altra come le tesserine del gioco del 15, se servono per vincere le cadreghe politiche. Buttateli tutti a mare, permesso o non permesso poco importa, perchè ancora non è stato inventato il pezzo di carta che sbianchi la pelle come il detersivo. Basterebbe evitare di menarcela con i valori cristiani. Almeno questo. Si chiede troppo?

L’amore finito va all’asta

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Mondo | Posted on 16-01-2010

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di Gianluigi Ricuperati, tratto dal Domenicale del Sole 24 Ore del 10 gennaio 2010.

L’amore inizia come un’esperienza di invenzione e finisce come un’esperienza di inventario.

Il secondo libro di Leanne Shapton, trentasettenne autrice canadese e residente in America, si regge interamente su un’idea: raccontare la nascita, lo sviluppo e la dissoluzione di una storia d’amore come se i due protagonisti avessero deciso di mettere all’asta tutto ciò che di tangibile ha attraversato l’aria che univa e separava e definiva i loro corpi e i loro cuori: gli oggetti, le cartoline, le fotografie, le stampe di e-mail , le scritte sui tovaglioli, i piccoli doni e i soprammobili, gli abiti e i fermacarte: e ancora libri usati e amati, portafortuna e compact disc, videocassette e ritagli. Ma Important artifacts and personal properties from the collection of Lenore Doolan and Harold Morris, including books, street fashion and jewerly non è un romanzo che racconta di un’asta. E’ la fedele, inventaria riproduzione di un catalogo d’asta, di un’asta in cui nessun articolo vale più di cento dollari, che nessun collezionista frequenterebbe e nessun battitore consegnerebbe al tirannico ritmo del martelletto.