En el sueño de Polifilo di Ernesto Morales (la mostra)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Critica d'arte e curatele, Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 01-04-2012

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Vernissage martedì 3 aprile 2012, 18.00-21.00

Dal 4 aprile al 27 maggio 2012

Titolo Ernesto Morales: En el sueño de Polifilo

Sede Torino, Raffaella De Chirico Galleria d’Arte,

Via Vanchiglia, 11/A

Durata Dal 04 Aprile al 27 Maggio 2012

Opening Martedì 03 Aprile 2012 dalle ore 18,00 alle 21,00

Orario Da martedì a sabato 10.00-12.30 / 15.30 -19.30.

Chiuso lunedì. Domenica su appuntamento

Catalogo Raffaella De Chirico Galleria d’Arte

Raffaella De Chirico Arte Contemporanea – Via Vanchiglia, 11/A – 10124 – Torino, Ph: +39 011 19503550 W:www.dechiricogalleriadarte.it E: info@dechiricogalleriadarte.it

Mar-sab: 10.00/12.30 – 15.30/19.30. Domenica su appuntamento. Lunedì chiuso.

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La Raffaella De Chirico Galleria d’Arte è lieta di annunciare la mostra En el sueño de Polifilo” dell’artista argentino Ernesto Morales, che torna con un progetto espositivo intimamente legato alla letteratura ed all’universo onirico, patrocinato dall’Ambasciata Argentina in Italia.

En el sueño de Polifilo” l’artista presenta il suo ultimo ciclo di lavori, fino ad ora inediti ed interamente frutto del suo primo anno di residenza nella capitale sabauda, in cui si è trasferito definitivamente esattamente un anno fa, affascinato dall’atmosfera metafisica e riflessiva della città, portando avanti una proficua collaborazione con la galleria De Chirico, che lo rappresenta.

La mostra include sette opere inedite di grande formato, esposte nel salone centrale, tra cui “Mariposas en el bosque”, “Vacas migrantes en el bosque” e “Golondrinas en el bosque”, tutti olio su tela 2012,100×150 cm, ed alcuni lavori precedenti recentemente esposti a Rapallo, Antico Castello sul Mare, allestiti nelle salette laterali della galleria.

En el sueño de Polifilo” si presenta come una ricerca di purezza stilistica ed espressiva da parte di Ernesto Morales, che accetta la sfida di temi dalla forte natura spirituale e dalla imponente valenza simbolica e lo fa confrontandosi con un testo capitale per la tradizione esoterica e simbolica occidentale (“Hypnerotomachia Poliphili” di Francesco Colonna pubblicato nel 1499 da Aldo Manunzio il Vecchio).

Le serie pittoriche dell’artista argentino (ex. “Vacas Migrantes”, “Tiempos Migrantes”, “Mari Migranti”…), sono infatti vere e proprie sequenze narrative capaci di condensare, attorno ad una simbolica ricorrente, alcuni temi esistenziali come il viaggio, le migrazioni, l’esilio, la conoscenza e lo spazio dell’umano, elementi centrali nella riflessione di Morales, artista eclettico con alle spalle un ricco vissuto di indagine di luoghi e culture differenti.

Per l’artista argentino il reale è un’entità stratificata e merita di essere indagata in profondità con un’attenzione particolare, che sia in grado di svelarne la complessità e restituirla in una rappresentazione accessibile e universale. Questo è uno degli elementi cardine dell’estetica di Ernesto Morales, affrontato sia tecnicamente, sia simbolicamente. Dal punto di vista tecnico artistico, la pittura di Ernesto si presenta infatti come una ricerca sul figurale e il figurativo, sul colore e sulla luce, resa attraverso un magistrale uso del monocromatico capace ci condensare, al suo interno, una policromia di colori sovrapposti.

Dal punto di vista simbolico spirituale, invece, questa densità della realtà viene indagata attraverso una ricerca sul figurale e sul simbolico, indirizzata a rendere ragione di quella grammatica universale delle cose che ci permette di afferrarle e trasformarle in realtà, con la consapevolezza che essa è sempre più profonda e più complessa di quanto ci restituisca la nostra percezione. Insomma, la pittorica di Morales è uno schiaffo ad ogni “riduzionismo” e ad ogni “realismo ingenuo”, uno schiaffo che può essere sferrato solo da un erede di quel “realismo magico” latino americano, cresciuto alla scuola di  Jorge Luis Borges.

Nel ciclo di opere inedite esposte nel salone centrale della galleria, Ernesto Morales, attraverso la rappresentazione delle foreste del “doppio sogno di Polifilo”, della mistica della luce e della simbolica solare delle farfalle, delle rondini e delle vacche, riesce a dimostrare che il limite tra l’universo simbolico e materiale è molto sottile e che gli elementi mitologici e spirituali sono parte integrante di una realtà, che solo una forma di “realismo magico” può restituire.

Questi semplici fattori sono stati magistralmente integrati con  la ricerca cromatica, in modo da mettere in scena un paesaggio onirico dai tratti surreali, capace di presentarsi come un “tempio per l’uomo alla ricerca della luce”, come avviene nei quadri “Mariposas en el bosque” , “Vacas migrantes en el bosque” e “Golondrinas en el bosque”.

La mostra verrà accompagnata da un catalogo, dove sono pubblicate le sette opere inedite, con testo critico a cura di Roberto Mastroianni.

Placido Rizzotto. Il film (scaricabile)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 16-03-2012

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Ci accodiamo alla direzione dell’ Unità on line nel ringraziare Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l., per aver permesso lo scaricamento e la diffusione del Film “Placido Rizzotto”. Ci sembra un gesto importante e concreto nella diffusione della cultura dell’antimafia, dei diritti e delle libertà

Placido Rizzotto on Unità on line

In esclusiva per i lettori di unita.it il film di Pasquale Scimeca “Placido Rizzotto”. Si ringrazia Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l. per la gentile concessione a titolo gratuito.

Placido Rizzotto e i funerali di Stato

Posted by roberto09 | Posted in Eventi, Lo spazio della Polis, Politica nazionale | Posted on 16-03-2012

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Placido Rizzotto avrà i funerali di Stato. La decisione è stata comunicata ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà al segretario del Psi Riccardo Nencini. Trova ascolto l’appello, lanciato in primo luogo da l’Unità e da molte associazioni e personalità di area, per il riconoscimento dei Funerali di Stato per il sindacalista socialista, ucciso dalla mafia il 10 marzo del 1948, e i cui resti sono stati rivenuti solo pochi giorni fa. Con questo gesto, anche se piccolo e molto tardo, l’Italia restituisce  onore e dignità ad un uomo che con coraggio si oppose ai soprusi, alle prevaricazioni, all’arbitrio fascista e mafioso, al dominio di pochi su molti. Un socialista, un sindacalista,un simbolo di libertà, di impegno politico e civile in difesa dei più deboli. Uno degli uomini che ha rappresentato e  rappresenta gli anticorpi di un Paese che spesso si è presentato come corrotto e non riformabile.

Chi era Placido Rizzotto?

Placido Rizzotto era un socialista, spesso dipinto come un comunista (ad esempio nel film di Scimeca), era nato a Corleone, in Sicilia, nel 1914. Rimasto orfano di madre da piccolo dovette lasciare la scuola per mantenere la famiglia dopo l’arresto del padre, accusato ingiustamente di associazione mafiosa. Durante la Seconda guerra mondiale combatté in Carnia, in Friuli, e dopo l’8 settembre si unì ai partigiani della Resistenza; tornò in Sicilia a guerra finita. Qui divenne presidente dei combattenti dell’ANPI, si iscrisse al Partito Socialista Italiano e divenne sindacalista della CGIL. Rizzotto cercò di convincere i contadini a ribellarsi al sistema di potere della mafia, al caporalato, e al latifondismo.  Guidò nell’occupazione delle terre gestite dalla mafia e tentò di organizzare la distribuzione dei terreni incolti alle famiglie oneste. La mafia tentò di isolarlo e lo minacciò più volte, Rizzotto proseguì nelle sue lotte e continuò a guidare il movimento contadino di occupazione delle terre, diventando anche segretario della Camera del lavoro di Corleone.

Rizzotto sostenne con forza i Decreti Gullo, che imponevano l’obbligo di cedere in affitto alle cooperative contadine le terre incolte o malcoltivate dei proprietari terrieri. Uno dei terreni che vennero assegnati alle cooperative apparteneva a Luciano Liggio, all’epoca giovane mafioso di Corleone che negli anni Cinquanta si affermò come uno tra i più sanguinosi boss della mafia. La mafia decise di reprimere i tentativi di rivolta dei contadini e il primo maggio del 1947 sparò contro duemila persone – soprattutto contadini – che manifestavano contro il latifondismo a Portella della Ginestra. Undici persone furono uccise, ventisette restarono ferite, negli anni sulla strage si fecero molte altre ipotesi e riflessioni relative agli interessi di chi, oltre la mafia, poteva voler reprimere le rivolte. La situazione di Rizzotto divenne sempre più difficile, peggiorata anche dal cattivo rapporto con Liggio: Rizzotto lo aveva umiliato pubblicamente sollevandolo durante una rissa scoppiata tra ex partigiani e uomini del boss mafioso Michele Navarra – a cui Liggio era affiliato – e appendendolo all’inferriata della villa comunale.

Il 10 maggio del 1948 Rizzotto, che aveva 34 anni, venne attirato in un’imboscata da Pasquale Criscione, un compagno del sindacato fedele a Navarra, e venne rapito e ucciso nella campagna di Corleone. La CGIL proclamò uno sciopero generale. Giuseppe Letizia, un pastore di 13 anni, assistette al suo omicidio di nascosto ma venne scoperto e fu ritrovato il giorno dopo dal padre, mentre delirava. Questi lo portò nell’Ospedale dei Bianchi, diretto da Navarra, dove il ragazzo, sempre delirante, parlò di un contadino assassinato durante la notte e venne curato con un’iniezione. Morì pochi giorni dopo per tossicosi, molto probabilmente avvelenato su ordine di Navarra.

Le indagini sull’omicidio di Rizzotto vennero condotte dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa e portarono all’arresto di Vincenzo Collura e Pasquale Criscione, che confessarono di aver rapito Rizzotto insieme a Luciano Liggio. Criscione e Collura ritrattarono la confessione durante il processo e furono assolti per insufficienza di prove.

Nel 2000 è uscito il film Placido Rizzotto, diretto da Pasquale Scimeca e dedicato alla vita del sindacalista: il film ricevette delle critiche perché non parla mai esplicitamente della militanza di Rizzotto nel Partito Socialista e lo dipinge invece come comunista

Per scaricare e vedere il film “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca del 2000 si può usufruire, dell’esclusiva per i lettori dell’Unità on line. Si ringrazia Pasquale Scimeca e la Arbash s.c.a.r.l. per la gentile concessione a titolo gratuito, utile alla diffusione di una maggiore cultura dei diritti, dell’antimafia e delle libertà.

Keynes vs Hayek (una provocazione)

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Comunicazione, Lo spazio della Polis, Teoria e critica filosofica | Posted on 11-03-2012

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Una provocazione (Hayek vs. Keynes Rap Anthem on youtube)!

“Il programma sono io!”; “è colpa dei tassi di interesse!”; “è colpa degli spiriti animali!”…

“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando hanno torto, sia quando hanno ragione sono molto più potenti di quanto si creda. Davvero il mondo è governato da poco altro. Uomini pragmatici, che credono di essere estranei a qualunque condizionamento intellettuale, sono solitamente schiavi di qualche economista defunto.”
J.M. Keynes

Il mondo Smart è già qui.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 09-03-2012

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Smartcity on www.lastampa.itQui sotto un’intervista a Carlo Ratti di  Paolo Mastrolilli, tratto dallo speciale di 8 pagine di “La Stampa” del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.

Carlo Ratti, ingegnere a Torino, docente al Mit, ci accompagna nel futuro prossimo.

di PAOLO MASTROLILLI

INVIATO A NEW YORK

Quando ci sveglieremo nelle città intelligenti, i muri di casa si sposteranno al nostro passaggio, gli elettrodomestici ci parleranno, e l’autobus verrà a prenderci al portone invece di doverlo rincorrere. L’auto si guiderà da sola, ricordando a memoria dove vogliamo andare, dove parcheggiare e quale menù ci piace, al nostro ristorante preferito, per prenotarlo senza neppure telefonare.

La nostra bici saprà fra quanti minuti comincerà a piovere, e chi provasse a rubarla non riuscirà a svoltare l’angolo. Sceglieremo le strade da percorrere in base alle previsioni del traffico o di quanto è pulita la loro aria, e se qualcuno si sentisse male, tutti saprebbero in fretta dove sta e come soccorrerlo.

Professor Ratti, quando ci sveglieremo in queste città?

«Oggi. Al massimo domani, perché molte cose che abbiamo descritto sono già operative, o lo stanno diventando».

Carlo Ratti ha 41 anni e dirige il Senseable City Lab al Massachusetts Institute of Technology, dove si progettano i centri urbani del futuro prossimo. Se Italo Calvino fosse ancora vivo lo odierebbe, perché Ratti ha più fantasia di lui, e le sue città non sono invisibili.

Smart City. La sfida delle città intelligenti.

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis, Mondo, Teoria e critica filosofica | Posted on 09-03-2012

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Qui sotto un articolo di  Juan Carlos De Martin tratto dallo speciale di 8 pagine di “La Stampa” del 9 marzo 2012 sulle Smart City, come utile strumento di comprensione del fenomeno e delle trasformazioni in corso.

La sfida delle Città intelligenti di

Juan Carlos De Martin

Anche in Italia si parla sempre più spesso di “Smart City”, le metropoli del futuro più efficienti, ecologiche e digitali. Vi raccontiamo i progetti che promettono di migliorarci la vita

TORINO

Nel 1800 solo il 3% della popolazione mondiale viveva in città. Oggi circa un persona su due ci vive. Nel 2050 si prevede che la percentuale salirà al 70%. Insomma, per scelta o per necessità, gli esseri umani vogliono vivere sempre più vicini gli uni agli altri. Non stupisce, quindi, che di recente abbiano successo negli Stati Uniti libri come quello di Edward Glaeser, dal titolo «Il trionfo della città: come la nostra più grande invenzione ci rende più ricchi, più intelligenti, più ecologici, in salute e felici».

Oltre a rendere più intelligenti noi che ci abitiamo, però, ora c’è un forte interesse a rendere le città stesse più «intelligenti». Ecco perché si parla tanto, in Italia come in Europa e nel resto del mondo, di «smart cities», di «città intelligenti». Il concetto di «smart city» è frutto dell’incontro di almeno quattro profonde trasformazioni che da decenni stanno cambiando il mondo intorno noi.

 La rivoluzione urbana sopra ricordata. Una consapevolezza ecologica ormai patrimonio condiviso. L’emergere della cosiddetta società dell’informazione, con la conseguente enfasi sull’intelligenza, la preparazione e la creatività. E infine la rivoluzione digitale, ovvero, quell’insieme di tecnologie che sta mutando il modo in cui lavoriamo, impariamo e, più in generale, viviamo.

Parlare di «smart city» significa pensare alla città del futuro in maniera integrata: ambiente, persone, tecnologie. In questo senso, la «smart city» si distingue dalla sorella più strettamente tecnologica, la città digitale, espressione che sottolinea il ruolo delle tecnologie informatiche. Tuttavia la città digitale è essenziale per la realizzazione della «smart city».

Smart City ad Alessandria

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Eventi, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis | Posted on 07-03-2012

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Il mio intervento sulle Smart City al Convegno di presentazione di Alessandria Venti Venti ad Alessandria il 29 febbraio 2012.

La mia intervista su Smart City on Alessandria news

Alessandria Venti Venti

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Dicono di me..., Dove sono - Appuntamenti, Eventi, Le città visibili-Smart city, Lo spazio della Polis, Mondo | Posted on 07-03-2012

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Il progetto “Alessandria VentiVenti” è partito. Dopo la buona partecipazione on line offerta dagli alessandrini, l’iniziativa si è fatta “reale” mercoledì 29 febbraio (ore 21) presso il Chiostro di Santa Maria di Castello alla presenza dell’assessore all’Ambiente e Innovazione e Smart City di Torino, Enzo Lavolta, un  rappresentante della “Fondazione Torino Smart City”, Roberto Mastroianni, il coordinatore di Alessandria VentiVenti Nicola Mandirola e, naturalmente, i ragazzi stessi di Alessandria Venti Venti.

Si è parlato delle trasformazioni future di Alessandria perché essa divenga, come dicono gli organizzatori, intelligente, o “smart”, partendo dalla riqualificazione del polo universitario ma anche proponendo idee ed iniziative che riguardino il centro urbano nel suo complesso: innovazione, ambiente, qualità della vita, tecnologia, sicurezza sociale, il tutto per allineare Alessandria agli standard delle città europee (anche di provincia) più all’avanguardia ed “eco-friendly”, per  quindi realizzare un contesto cittadino anche profittevole, che generi introiti attraverso le più moderne forme di urbanizzazione.

Il mio ricordo di Lucio Dalla

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 05-03-2012

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Il mio ricordo di Lucio Dalla: “una puttana ottimista e di sinistra”!

“Penso a delusioni, a grandi imprese…”, “ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale, quindi normalmente sono uscito…”

“non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra…

Grazie Lucio!

Le rondini che non volano in un Paese normale

Posted by roberto09 | Posted in Arte e suggestioni metropolitane, Eventi, Lo spazio della Polis | Posted on 05-03-2012

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Oggi, 4 marzo 2012, i funerali di Lucio Dalla. Il grande artista Pop ha visto una folla di gente comune e personalità andare a ricordare tutte le cose che di noi vanno via insieme a lui….

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Il ricordo di Dalla rimarrà nei nostri ricordi anche grazie alle parole del suo compagno Marco Alemanno, quell’uomo che i media con ipocrisia e perbenismo hanno chiamato: il collaboratore e l’amico più intimo.

Quell’uomo (il suo compagno, non l’amico, il compagno di vita, non l’amico, l’uomo con cui divideva la vita e il letto, non l’amico… l’uomo con cui formava una famiglia, non l’amico più intimo…. ) in un Paese normale sarebbe stato considerato l’uomo con cui formava una famiglia e il suo dolore sarebbe stato il dolore di un familiare, ma questo non è un Paese normale: noi abbiamo Giovanardi e tutti quelli come lui…

Ma in questo Paese anormale ci siamo anche noi e allora ascoltiamo “le rondini”, che lui cantava e che il suo compagno di vita a letto… e postiamo le rondini  e diffondiamo questo video in cui Marco Alemanno piange il suo uomo scomparso, facciamolo perché è il modo migliore per spernacchiare i giovanardi qualunque e dimostrare che siamo un Paese migliore di quello che vorrebbero gli ipocriti che chiamano Alemanno l’amico più intimo

Marco Alemanno legge \”le rondini\” ricordando il suo compagno di vita

Le rondini on You tube